sabato 6 novembre 2010

Il re del Labirinto


C’era una volta il potente re di un’isola che, per superbia o errore, offese il dio del mare. Per vendetta un toro invincibile fu scagliato nel mezzo del suo regno e solo con grande fatica un eroe riuscì a catturarlo e trascinarlo lontano… ma questa è un’altra storia.

La regina dell’isola, infiammata d’insana passione per il toro, concepì un figlio e partorì un essere metà uomo e metà toro che si cibava di carne umana. Il re chiamò il suo migliore architetto che costruì una prigione dagli infiniti meandri per rendere impossibile la fuga. E la chiamò Labirinto. Allora il crudele sovrano ordinò ai suoi vassalli di fornire annualmente sette fanciulli e sette fanciulle da sacrificare alla bestia… ma anche questa è un’altra storia.

Un giorno un giovane principe giunse per sfidare il mostro. Era così bello e fiero che la figlia del re se ne innamorò e gli offrì il suo cuore e il suo aiuto. Gli insegnò a superare le insidie del Labirinto per mezzo di uno spago con cui segnare la via e ritrovare l’uscita. Così il principe uccise il mostro e l’innamorata lo seguì nella fuga. Finché, destandosi una mattina sulla spiaggia di un’isola straniera, si ritrovò sola perché il giovane l’aveva abbandonata… ma pure questa è un’altra storia.

Il re sospettoso rinchiuse l’architetto e suo figlio nel Labirinto. Evasero, volando con ali d’uccello, ma troppo in alto si diresse il figlio e il calore del sole sciolse la cera con cui avevano fissato le penne. Ma troppo doloroso è narrare d’un padre che assiste alla caduta del proprio figlio e d’altronde… anche questa è un'altra storia.

Il re, furioso per la fuga dell’architetto, armò la flotta e partì per muovere guerra a chiunque avesse avuto l’ardire di nasconderlo alla sua ira. Lo scovò, infine, in una lontana terra d’occidente. Il signore di quel luogo acconsentì a consegnarlo, ma le sue pietose figlie offrirono al re del Labirinto un bagno caldo, prima che ripartisse col prigioniero a loro caro. Quando fu dentro la vasca, l’architetto lo sommerse di acqua bollente e il re capì che quella volta per lui… non ci sarebbe stata un’altra storia.

La storia, una pillola di mistero scritta per Siamo in Onda e letta da Fulvio Julita, è ispirata ai miti classici che raccontano le vicende del re Minosse, della regina Pasifae, del Minotauro, nonché la storia di Teseo e Arianna e quella di Dedalo ed Icaro.

3 commenti:

  1. E l'Alfoso sa sempre come irritire i lettori nel labirintico mondo dei suoi misteri arcani ....
    ma questa è un'altra storia miaooo

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  2. Ci vuoi confondere le idee, eh eh eh... Bello anche questo post d'altre storie!

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  3. Questa è una bella storia. Proprio. Sentirla anche leggere in radio è stato ancora più bello. Grazie Alfa!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.