martedì 6 marzo 2012

Quando l’estremismo sale sul palco



Nel 1975 il cantautore romano Francesco De Gregori pubblica l’album “Rimmel”, uno dei più venduti del decennio, che contiene singoli di successo (“Rimmel”, “Buonanotte fiorellino”, “Il signor Hood”).
I Settanta non sono anni facili per l’Italia. Alla contestazione studentesca iniziata nel Sessantotto aveva risposto la stagione delle bombe (da Piazza Fontana nel 1969). La crisi petrolifera del 1973, a seguito del blocco delle esportazioni di petrolio dai paesi arabi nei confronti delle nazioni occidentali che appoggiavano Israele, costringeva a piani di “austerity” che includevano il divieto della circolazione la domenica e programmi di risparmio energetico. L’’inflazione galoppava con percentuali a due zeri. Ed era solo l’inizio.


La canzone “Rimmel” contiene vari riferimenti al gioco delle carte. A partire dai quattro assi giocati dalla donna, che il cantante aveva conosciuto sventando lo scippo del suo collo di pelliccia da parte di due balordi. Ma anche il verso "come quando fuori pioveva" e il ricordo di un altro episodio vero, uno zingaro che gli predetto un futuro “vincente”.
Nel frattempo a una stagione di dure lotte sindacali si sovrapponeva una deriva estremista che portava migliaia di giovani a ricercare “l’azione politica”, anche a costo di imbracciare le armi. Non solo formazioni “rivoluzionarie” (come le “Brigate Rosse”), ma anche altri gruppi organizzati. E le ragioni della protesta finivano con l’essere coperte dal rumore dei violentissimi scontri di piazza con la polizia e gli estremisti fascisti, con uso di armi da fuoco, e con feriti e morti da entrambe le parti.


“Rimmel” fu violentemente criticato da alcuni giornalisti, come Giaime Pintor, che accusò il cantautore di aver scritto una canzonetta priva di impegno politico e zuccherosa, nello stile della famosa scrittrice di romanzi rosa, Liala.
Rimmel uscì alla vigilia degli anni più duri e violenti, in cui persino il segretario del sindacato comunista della CGIL Luciano Lama sarebbe stato duramente contestato dagli Autonomi (nel 1977) e le Brigate Rosse avrebbero rapito e assassinato il segretario della DC Aldo Moro (1978) dopo aver massacrato i cinque uomini della scorta. Nessuno poteva dirsi al sicuro.


Il 2 aprile 1976, durante un concerto al Palalido di Milano alcuni studenti della sinistra extraparlamentare salirono sul palco e dopo aver ripetutamente interrotto il concerto leggendo dei comunicati, inscenarono un “processo” contro il cantautore accusandolo, in sostanza, di arricchirsi con la musica.
De Gregori fu duramente colpito da quell’episodio e meditò addirittura di ritirarsi dalle scene. Tornerà sul palco solo due anni dopo in un concerto allo Stadio Flaminio di Roma con Lucio Dalla, con cui aveva già collaborato in “Rimmel” (“Pablo”) e con cui inizierà nel 1979 una fortunata tournée che segnò il ritorno dei concerti pubblici in Italia dopo un periodo di stop a questi eventi causato proprio dal “processo” del Palalido.


De Gregori - Rimmel


La foto è una cortesia di ELE.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.