mercoledì 13 gennaio 2016

Addio al re dei Goblin



Il 10 gennaio si è spento David Bowie. Non sto a dirvi chi fosse perché credo che ben pochi non lo conoscano. Ed è impossibile riassumere in poche righe la sua lunghissima e straordinaria carriera

Se n'era parlato anche in una puntata della Bottega del Mistero, poco meno di quattro anni fa. Se volete potete rileggere "il cantante alieno e i ragni marziani".

A me piace ricordarlo nel ruolo di Jareth il re dei Goblin nel film "Labyrinth - Dove tutto è possibile" (1986). Nel suo castello, ispirato ai quadri di M. C. Escher, al centro di un intricato labirinto ricco di puzzle e test, ingaggia una sfida serrata con Sarah, una ragazzina che ha 13 ore di tempo per impedire che il fratellino diventi un goblin.


Non vi svelo la trama, nel caso vogliate vederlo, ma le prove che Sarah (una giovanissima Jennifer Connelly) dovrà superare saranno numerose e sorpendenti, compreso il labirinto a pareti mobili e la Gora dell'Eterno Fetore. Anche se la più difficile sarà forse ricordarsi la fatidica frase, contenuta nel suo libro preferito, capace di spezzare l'incantesimo.

"Con rischi indicibili e traversie innumerevoli io ho superato la strada per questo castello oltre la città dei Goblin, per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande. Non hai alcun potere su di me!"

Lungo il cammino l'adolescente Sarah incontrerà buffi e improbabili amici e dovrà scegliere se diventare grande o restare ancorata ai sogni dell'infanzia. 

Ma è poi necessario scegliere? In fondo si può non abbandonare l'immaginazione e allora i preziosi amici potranno tornare, ogni volta che ce ne sarà bisogno...




1 commento:

  1. E' vero! E' così necessario scegliere? Concordo con te sul fatto che, anche se si cresce e si assumono determinate responsabilità, è bello e importante ritagliarsi degli spazi per sognare e tornare alle storie che ci hanno fatto volare con la fantasia durante la nostra infanzia.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.