martedì 20 dicembre 2011

Una magica canzone


Ci sono musiche che emergono dal passato e attraversano i secoli conservando una straordinaria capacità di suggestione. E sanno caricarsi di nuovi significati grazie al lavoro di altri musicisti.
È il caso di un brano contenuto nel “Primo libro de' balli accomodati per cantar et sonar d'ogni sorte de instromenti” di Giorgio Mainerio, stampato a Venezia nel 1578.

L’autore è un personaggio davvero singolare. Un prete nato a Parma dalle origini misteriose. Qualcuno ha sostenuto che fosse di origine scozzese per via del cognome, che scriveva anche Mainer.
Sembra però certo che egli appartenesse invece all’antica famiglia de Maynerijs, che per inciso è molto legata al nostro territorio. Era stato infatti il podestà di Novara Jacobus de Maynerijs nel 1193-94 a promuovere la fondazione di un Borgo, che da lui prese il nome di Borgomanero.

In ogni caso è certo che il prete musicista Giorgio Mainerio si trasferì, attorno al 1560, ad Udine dove finì presto nei guai. Si mormorava infatti che si interessasse un po’ troppo di magia, negromanzia e altre scienze occulte.
E poiché si diceva che nottetempo si accompagnasse a certe donne, andando con loro nei boschi e per i campi a compiere inquietanti rituali, il tribunale dell’Inquisizione avviò delle indagini che però non giunsero ad un processo, perché prove di queste dicerie non furono trovate.

In ogni caso Giorgio Mainerio decise di cambiare aria, diventando Maestro di Cappella della Chiesa d'Aquileia nel 1578. Nello stesso anno pubblicò il suo libro dei balli in cui uno sembra essere ispirato proprio alle musiche ascoltate durante i rituali notturni a cui aveva partecipato ad Udine.
Il titolo Schiarazula Marazula si ispira ai Beneandanti e alle loro battaglie con le streghe e gli stregoni a colpi di "sciarazz" e "marazz",  canna e finocchio. Il testo originale di questo ballo non si è conservato, se pure ne aveva uno. Ma sappiamo che nel 1624 alcune donne friulane furono denunciate all’Inquisizione per aver eseguito questo ballo per invocare la pioggia.

Nel 1977 il cantautore Angelo Branduardi riprende il brano inserendolo nell’album “La pulce d’acqua” con il titolo “Ballo in fa diesis minore”.
Il testo è ispirato al tema della danza macabra che compare in molti affreschi medievali e in particolare in quelli di Clusone in cui la Morte, con una corona in testa, dirige le danze. Il testo si ispira però anche ad altre danze medievali aventi un aspetto magico rituale. Danze che si pensava fossero in grado di fermare il tempo. Cosicché la Morte stessa, incantata dalla musica, avrebbe perso il suo potere sugli uomini.

Angelo Branduardi – Ballo in fa diesis minore


7 commenti:

  1. Ho appena finito di ascoltare e devo dire che la musica ha un forte potere ipnotico e il testo e' un capolavoro. Ti ringrazio di avermi fatto conoscere questa ballata, e' un bellissimo regalo per queste festivita'. Inoltre non conscevo la storia misteriosa di quest'uomo. Vorrei saperne di piu'. Per il resto, arranco un po', nel senso che l'infiammazione e' una neuropatia che riguarda anche altri nervi del lato destro (collo, orecchio, spalla, schiena etc).
    Grazie di essere passato, ti abbraccio e ti faccio gli auguri pre-Natalizi.
    Vic

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  2. Conoscevo questo personaggio misteriosissimo, è un post affascinante e la versione di Branduarti fantastica.
    Buona danza caro il mio Lago miao

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  3. Ciao! Anch'io la ascolto solo ora grazie a questo tuo post! Melodia e ritmo sono molto potenti, ipnotici proprio come dice Vic.

    La musica racchiude quasi sempre una carica emotiva e sensuale che ha intimorito molti religiosi nella Storia, a volte è stata demonizzata, a volte celebrata come liturgia.

    Rimane comunque, la musica, uno dei grandi misteri irrisolti dell'umanità.

    Caro Lago dei Misteri, approfitto di questo commento per farti tanti auguri di Buon Natale e di un felicissimo 2012 !!!

    :) :) :)

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  4. @ Vittoria: il ritmo è proprio ipnotico come dici. Pare di vedere antiche congreghe notturne ballarlo fino a raggiungere una sorta di trance e poi combattere, in sogno (?), le streghe.

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  5. @ Tenar: una della musiche profane più antiche, credo.
    @ Fel: grazie, danzerò come un gatto nella notte!
    @ Milo: la magia della musica è davvero unica!

    @ tutti: grazie e buone feste!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.