domenica 18 dicembre 2011

Le dodici magiche notti

Il solstizio segna il giorno più lungo (a giugno) e quello più corto (a dicembre) dell’anno. Questa data era molto importante per le culture antiche che guardavano con estrema attenzione all’alternarsi delle stagioni. Individuare il momento giusto per la semina, ad esempio, poteva avere un’importanza capitale, dal momento che un errore poteva esporre al rischio di carestie.
Realizzare un calendario preciso costituisce da sempre un dovere ed una fonte di enorme prestigio per le gerarchie religiose e politiche (spesso coincidenti). Basti pensare che il "Calendario Giuliano" fu voluto da Giulio Cesare in qualità di Pontefice Massimo nel 46 a.C. e rimase in uso (nei paesi ortodossi lo è ancora) finché Papa Gregorio XIII non promulgò, nel 1582, un nuovo calendario che da lui prese il nome: è quel "Calendario Gregoriano" che noi tuttora utilizziamo.

Per questi motivi è comprensibile come i giorni del Solstizio fossero oggetto di moltissime credenze. Il solstizio invernale era circondato da particolari timori, dal momento che nessuno poteva essere certo che il sole sarebbe tornato a sorgere un  po’ più caldo ogni giorno.
Inoltre si pensava che quelle notti fossero popolate di misteriose e pericolose presenze. E che fossero scelte dalle streghe per i loro ritrovi notturni.

Da Natale all’Epifania, passando per l’ultimo dell’anno, la tradizione situa le “Magiche dodici notti”. Sono notti in cui tutto è possibile. In cui i cieli sono solcati da ogni genere di presenza. Se qualcosa di strano deve accadere potete star certi che sarà in una di queste notti.
Ad esempio, si dice che l’ultima notte dell’anno gli spiriti inquieti del morti e intere coorti di demoni si aggirino nelle tenebre, incontrando le streghe che si riuniscono per celebrare i loro sabba. Per questo motivo sarebbe necessario provocare quanto più rumore possibile per spaventarli e tenerli lontani dalle case. Da qui l’origine dei botti a Capodanno.

Contro queste orde diaboliche si ergevano però anche degli strani personaggi che potevano assumere l'aspetto di un piccolo animale o persino di una nuvola di fumo per danzare nelle radure dei boschi assieme ai compagni prima di affrontare, a colpi di rami di finocchio, epiche battaglie contro streghe e stregoni, a loro volta armati di canne di sorgo.
Questi misteriosi personaggi, chiamati “benandanti”, erano coloro che nascevano ancora avvolti nel sacco amniotico e per questo erano detti anche  i "nati con la camicia". L’idea di questo straordinario dono è il motivo per cui li si riteneva particolarmente fortunati o privilegiati fin dalla nascita.

3 commenti:

  1. Lo sai che io sono davvero nata con "la camicia"? In effetti mia mamma mi dice sempre che per questo motivo sono fortunata :-)
    Ma non sapevo di essere anche una benandante!

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  2. Non lo sapevo, cara Vele, ma adesso capisco molte cose. Come il tuo essere in contatto con il simpatico Gnomo del Rosmarino!

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  3. Buone Feste Lagao caro, che siano felici e ch eil prossimo anno nuovo ti porti ciò che più desideri.
    Un abbraccio da 12 notti magiche

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.