mercoledì 18 maggio 2016

Il diario del notaio spadaccino


Nel mezzo del secolo Sedicesimo, un notaio di Orta decise di tenere un diario delle proprie vicende personali e di quelle politiche e climatiche dei suoi tempi, inframmezzando questo zibaldone con pensieri e considerazioni, ricette per curare il mal di denti e altre curiosità.

Elia Olina era un personaggio dei suoi tempi, dagli interessi enciclopedici. Un uomo di legge e d'ordine, ma con una insopprimibile tendenza all'avventura. Così, ad esempio, decise di sposarsi senza dir nulla ai parenti e pochi mesi dopo finì in carcere, per motivi che non volle rivelare. 

Un uomo di lettere, che ci ha tramandato la ricetta per preparare l'inchiostro, ma dalla mano pronta a impugnare la spada, come quando a Borgomanero si trovò coinvolto in un duello che lasciò per terra due cadaveri, riuscendo il Nostro a scamparla con una ferita.

Il diario, che rappresenta un documento storico notevole per il lago d'Orta, è stato ora pubblicato in versione integrale con trascrizione del testo latino e traduzione di Carlo Carena.

Presentato a Orta sabato scorso ha riservato interessanti sorprese, coma la presenza di draghi che si attorcigliano attorno alle lettere, a ricordarci quanto questa "conca d'oro, mi dicono, sia piena di veleno" per citare le parole dell'autore.

Segno forse che pure il nostro notaio conosceva bene la vera storia del drago dell'isola...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.