domenica 20 dicembre 2015

Il gastaldo. Capitolo 1.5


Trascorse la notte nella grande sala che fungeva da dormitorio comune per le guardie del palazzo. Al mattino un soldato lo andò a prendere e lo accompagnò in una piccola sala, dove con sua grande sorpresa trovò solo il re, la regina, due guardie e il walha che aveva visto a cena. 
«Ti abbiamo fatto venire qui» disse il re facendogli cenno di alzarsi dopo l’omaggio «per via dell’incarico che ti abbiamo assegnato. Come saprai, dai tempi della conquista, il duca delle terre tra i fiumi Ticinum e Siccida è Meynulf. Dimmi, lo conosci?»
«Solo di fama» rispose Aribert scuotendo il capo. «So che è un guerriero valoroso, spietato coi nemici e coi suoi.»
«Meynulf sarà il tuo principale problema» l’ammonì il re. «Quando il consiglio dei duchi si riunì per insediare sul trono Autaris e decise di cedere metà delle proprie terre al re, per accrescerne la forza ed il prestigio, Meynulf fu contrario e solo sotto minaccia di guerra cedette. Quando i Franchi varcarono le Alpi, Meynulf non si mosse dalla sua roccaforte, posta su un’isola al centro del lago che porta il nome del Santo Giulio. E Gisulf era entrato in contrasto con lui poco prima di quello strano incidente. Ora, il tuo primo compito sarà di capire se ci sia la mano di Meynulf dietro la sua morte. E se il comportamento ambiguo tenuto durante la guerra sia il risultato di un accordo tra il duca e i nemici. In altre parole, dovrai scoprire se Meynulf è un traditore ed in questo caso dovrai arrestarlo e informarmi immediatamente, perché possa decidere della sua sorte.»
«La situazione non è per nulla tranquilla» intervenne la regina. 
Aribert non era abituato al fatto che una donna intervenisse in questioni da uomini. Tuttavia, occorreva riconoscerlo, la regina era una donna molto speciale. 
«Siamo in guerra con Ravenna» proseguì Teodelind. Molti duchi, più o meno apertamente, hanno contestato l’elezione del re e tramano contro di lui. Meynulf ha in mano le chiavi delle porte delle Alpi e può spalancarle in qualsiasi momento per consentire ai Franchi di colpire il re alle spalle. Non si può lasciare che esse siano affidate ad un traditore, ma il re non può neppure distogliere uomini e mezzi dalla lotta contro l’Esarca. Pertanto, nel caso in cui i sospetti del re siano fondati, dovrai catturare Meynulf con l’astuzia, piuttosto che con la forza. Per questo motivo abbiamo pensato di darti un aiuto.»
La regina indicò il walha, che s’inchinò rispettosamente. 
«Octavius è un nostro fedele consigliere e ti sarà d’aiuto dove la spada potrebbe essere insufficiente. Inoltre conosce il territorio e potrà darti, ne siamo certi, suggerimenti preziosi.»
Aribert era sbalordito. Mai si sarebbe aspettato di trovarsi a fianco un walha. Quell’uomo poi, coi suoi occhi profondi, che parevano scrutare l’anima, gli metteva addosso un profondo disagio. Gli ordini, tuttavia, erano chiari e le implicazioni anche. Quelli del walha sarebbero stati anche gli occhi del re e della regina sull’operato del gastaldo.



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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.