mercoledì 30 settembre 2015

La vanverista storia delle sorelle Pescone



Un paio di settimane fa, camminando per la Val Fatta (ma qualcuno dice Fata) a Pettenasco, mi sono imbattuto in una leggenda, scritta sul cartello qui sopra. Così, con altri, mi misi alla ricerca dei resti delle disgraziate Sorelle Pescone.

Con mia grande sconcerto la prima scoperta fu proprio sotto il ponte sul Pescone.


A quel punto fui preso da un senso di vertigine, che mi spinse a risalire la valle...





Dopo una breve camminata trovai un'altra inquietante presenza....



... e cercando attentamente una terza.



Mi rimasero però alcuni dubbi. Cos'è esattamente una storia "vanverista"? Chi ha coniato questo termine? E soprattutto perché? Così mi misi ad indagare. 

Alla fine scoprii un interessante articolo del Corriere della Sera del settembre 1996, in cui il termine è utilizzato per la prima volta da un consacrato maestro del Vanverismo, il genovese Paolo Villaggio. 

Durante un viaggio in barca con alcuni amici egli rilasciò infatti il suo parere lapidario sull'estate della chiacchiera a vanvera. "Noi italiani siamo malati di vanverismo."

Questa almeno è la mia ricostruzione. Vanverista, ovviamente.




1 commento:

  1. Assolutamente d'accordo con Paolo Villaggio ... Complimenti per il post, assai carino!

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.