domenica 28 settembre 2014

Primavere



Aspettavo con impazienza il tuo arrivo, che era come vento profumato tra i capelli. Una strana agitazione ti annunciava, mettendomi il cuore in tumulto. Allora mi precipitavo ad aprire gli armadi, cercando qualcosa da indossare per festeggiare la tua venuta. Immancabilmente non trovavo nulla di adatto e dovevo correre a comprare qualcosa di nuovo. Una maglia, un paio di scarpe, una gonna… e poi via, quasi volando, leggera come una farfalla!

Ti amavo follemente, perché con te potevo dimenticare le fredde giornate chiusa in casa e concedermi lunghe passeggiate sotto l’abbraccio del sole. Raggiante ero anch’io in quei giorni. La mia comparsa faceva ruotare come girasole volti maschili su cui si specchiava la mia bellezza. Ero poco saggia? Forse, ma adesso che lo sono di più ho compreso che allora ero felice.

Un giorno, però, mi accorsi che nuovi astri muovevano gli sguardi, mentre su di me si posava l’indifferenza. Non mi scoraggiai, lottai, mi opposi raddoppiando gli sforzi ad ogni tua nuova venuta. Finché non lessi con orrore sul viso di un ragazzo uno sguardo di divertita commiserazione.

Da allora, maledetta Primavera, ogni tua venuta mi è molesta, come l’annuncio di un inverno sempre più imminente.



Questo racconto è stato scritto dall’Errante per il n. 13 di A6 Fanzine (download). 

Il tema era la primavera. Stagione che normalmente porta la gioia. Se non si è afflitti dalla disperazione per il trascorrere del tempo, come la protagonista della nostra storia.

mercoledì 24 settembre 2014

Mistero a Fantarona




Primo fatto. Sabato 27 e domenica 28 sul lago Maggiore si svolgerà Fantarona, prima edizione di un fantastico festival fantasy. C’è persino un sito internet: www.fantarona.eu

Secondo fatto. Esiste un programma ufficiale della manifestazione, che potete trovare qui

E questi sono fatti noti e acclarati.

Subito dopo, però, iniziano i misteri.

Corre voce, infatti, che sabato sera, ad un’ora incerta e in un luogo imprecisato, si svolgerà una riunione segretissima e carbonara in cui si parlerà di misteri e leggende.

Si dice anche che per poter accedere a questo evento, di cui non c’è la minima traccia nel programma ufficiale, occorra ricevere un invito speciale.

Qualcuno sostiene che a portarlo sia direttamente uno gnomo. Uno di quelli che scrivono di draghi. E credo abbiate già capito a chi alluda.

Il tutto però è avvolto nel più stretto riserbo e nel mistero più fitto. Per cui è impossibile dire se veramente si svolgerà sabato sera presso la biblioteca di Arona.

D’altro canto si sussurra che a questo incontro parteciperanno Ade Capone, Livio Gambarini e Daniele Ramella, che di storie misteriose e misteri assortiti se ne intendono.

Qualcuno sostiene infine che abbiano invitato anche me, nonostante notoriamente viva su un’isoletta del lago d’Orta, per parlare dell’origine delle leggende urbane. 

Non so cosa ne pensiate voi, ma francamente io credo che tutta questa storia non sia altro che una leggenda urbana.

Se però non vi fidate potete venire a controllare di persona...

domenica 21 settembre 2014

La dea




Solo ora comprendo appieno l’emozione dei poeti nel descrivere l’epifania di una dea. Mi passi davanti camminando lentamente e i tuoi sono leggeri passi di danza su vertiginosi tacchi a spillo. Ti siedi, accavallando elegantemente le gambe affusolate, la cui bellezza è esaltata dalle calze. 
Vorrei rompere l’incanto, separare la distanza tra noi e farti mia. Qui, subito, ora. Non posso, purtroppo o per fortuna, perché so che un mio solo gesto sbagliato ora mi priverebbe per sempre della tua presenza. 
Scuoti la testa per sistemare i capelli e mi fissi coi tuoi occhi da leonessa. Il cuore sobbalza e il fiato mi manca nella gola. Esposto al tuo sguardo spero e temo insieme una tua parola. Puoi esaltarmi e distruggermi con un cenno. L’attesa, in questa stasi, è spasmodica. 
Il tuo sorriso tradisce il tuo consapevole godimento. Comprendo che stai giocando con me come farebbe una splendida gatta con un piccolo topo. Ti concedi soltanto quanto basta ad accendermi, mai a soddisfarmi. 
Ricordo come tutto è cominciato. Fui io stesso a costruire il trono per te, come un altare ai cui piedi deporre i miei sacrifici. Dapprima esitasti, incerta ed incredula. Poi ti accomodasti incuriosita ed eccitata. Ora imperi convinta e trionfante, mia dea… 
Ad interrompere, infine, il corso dei miei pensieri riportandomi alla realtà è lo schiocco della tua frusta, mia Padrona.




Questo è il primo racconto scritto dall’Errante per A6 Fanzine . 

Il tema di quel numero (il 12, scaricabile qui) era l’eros, come si comprende chiaramente dall’ammiccante coniglietta disegnata da Isa

Il racconto segue le vicende di un uomo che riesce a tradurre in realtà i suoi sogni, per ritrovarsi poi (forse) all’interno di un incubo da cui sarà molto difficile uscire...

Mentre l'Errante lo scriveva aveva però in mente anche altri due diversi piani di lettura. Chissà se cercandoli non ne troverete altri a cui non aveva pensato?

mercoledì 17 settembre 2014

Si ricomincia




Con calma, con molta calma, anche questo blog riprende le pubblicazioni. Con una piccola ambizione: riuscire ad aumentare i post da uno a due settimanali. Per farlo, poiché di tempo libero c’è ormai gran penuria, userò il buon vecchio metodo antico. Attingerò al fieno posto in cascina. Ci sono vari racconti, pubblicati qua e là ma non su questo blog, o del tutto inediti, che scalpitano per vedere la luce. A occhio e croce dovrei avere materiale sufficiente per arrivare all’inverno. Dopodiché valuterò se adottare un’altra sana abitudine del mondo animale, vale a dire andare in letargo fino alla primavera.
Indicativamente il programma che cercherò di seguire è questo. Il mercoledì potrete leggere i post normali, comprese le notizie sulle cose misteriose che si possono fare nel fine settimana. La domenica un racconto. Partiremo con quelli pubblicati dall’Errante su A6 Fanzine, ma strada facendo altri s’inseriranno.

Per i (pochi) curiosi che si chiedono che fine abbia fatto in queste settimane, posso dirvi che sono andato a visitare un interessante "scivolo della fertilità" a Cheggio, in Valle Antrona. Lo vedete nella foto.

A cosa serviva? Come gioco, naturalmente, per i bimbi. Ma per le signorine e signore era credenza che facendosi scivolare sulla pietra si potesse più facilmente concepire un figlio.

Funziona? Persone ben informate mi dicono di aver sperimentato personalmente la cosa con risultati decisamente positivi.  

Buon viaggio a tutti, sull’unico vero e autorizzato “lago dei misteri”. E diffidate dalle imitazioni!


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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.