Nella colonna laterale trovate un nuovo sondaggio in cui potete dire la vostra.
Chi vi portava i doni?
Babbo Natale, Gesù Bambino e/o la Befana?
O avete presto perso ogni illusione...
Oppure eravate (siete) bambini cattivi...
Questo è un blog di racconti, leggende, storie raccontate dagli ubriachi nelle osterie e di cialtronesche invenzioni che ruotano attorno al lago d'Orta. Se cercate la Verità, qualunque sia quella che v’illudete di trovare, avete sbagliato indirizzo.
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martedì 22 dicembre 2009
lunedì 8 giugno 2009
Il mistero del cinema sui muri di Legro

Alcuni anni fa un comitato di cittadini decise di dar vita ad una singolare iniziativa. Raffigurare sui muri della frazione ortese di Legro dei murales ispirati ai film girati sul Lago d’Orta.
Ecco così che sui muri di Legro è possibile rivedere, realizzati da vari artisti e ultimamente anche dai detenuti del carcere, dei “quadri” ispirati più o meno liberamente ai film.
Ai murales nel tempo si sono affiancate anche opere realizzate con materiali diversi, sculture e installazioni.
Ecco un paio di esempi:

Altri saranno pubblicati questa settimana su Immagini del Lago d'Orta.
I titoli dei film?
Impossibile ricordarli tutti, perché sono decine le pellicole, più o meno celebri girate, in tutto o in parte sul lago. In alcuni casi è la stessa storia ad essere ambientata sul lago. In altri si utilizza la location per girare alcune scene in esterno o interno.
Ecco un sommario elenco: “Addio alle armi” di Charles Vidor con Rock Hudson, Jennifer Jones, Vittorio De Sica, Alberto Sordi; “Riso amaro” di Giuseppe De Santis, con Silvana Mangano, Vittorio Gassman, Raf Vallone, Carlo Mazzarella; “La stanza del vescovo” di Dino Risi, con Ugo Tognazzi, Ornella Muti; “Il piatto piange”, di Paolo Nuzzi, con Agostina Belli, Macario, Aldo Maccione; “La voglia di vincere”, di Vittorio Sindoni, con Gianni Morandi, Catherine Spaak, Milly Carlucci; “Il balordo” di Pino Passalacqua, con Tino Buazzelli, Teo Teocoli; “Una spina nel cuore” di Alberto Lattuada, con Anthony Delon, Sophie Duez, Antonella Lualdi; “La spia del lago”, di Mitchell leisen, con Alan Ladd, Wanda Hendrix; “I racconti del maresciallo”, di Mario Soldati, con Turi Ferro, Nino Buazzelli.
Riguardo a questi film c'è pure un mistero. Alcune delle pellicole, girate sul lago le più antiche, sono letteralmente svanite e di esse non resta che qualche notizia in archivio.
Pensate: anche il vostro film preferito potrebbe un giorno scomparire.
Se poteste preservare tre film dalla distruzione, quali titoli scegliereste?
venerdì 5 giugno 2009
La lingua della radio

Domani sera a Siamo in Onda il tema è la "lingua". Anche la Pillola di Mistero verterà su questo argomento, dal punto di vista del Lago dei Misteri, naturalmente.
La domanda rivolta ai lettori e agli ascoltatori della trasmissione è:
“Quando avreste preferito mordervi la lingua per non dire una certa cosa?”
Potete rispondere lasciando un commento qui, oppure via sms 389 96 96 960 o mail a diretta@puntoradio.net
La domanda rivolta ai lettori e agli ascoltatori della trasmissione è:
“Quando avreste preferito mordervi la lingua per non dire una certa cosa?”
Potete rispondere lasciando un commento qui, oppure via sms 389 96 96 960 o mail a diretta@puntoradio.net
martedì 2 giugno 2009
Fantasmi Vs Bufale
Ovvero come i fantasmi possano essere una buona fonte di reddito.
Il post di ieri era corredato da una foto inquietante, reperita in rete. Nel rispondere alla domanda “dove l’hai trovata?” ne approfitto per alcune considerazioni.
Cominciamo dalla foto, reperita sul sito www.attivissimo.net “attivissimo” (mi si passi la battuta scontata), nello smascherare ogni genere di bufala e teoria complottista. Come spiega l’articolo la ragazza fantasma compare in due foto diverse ed è un ottimo esempio di copia incolla digitale applicato alle leggende urbane sui fantasmi.
Naturalmente le storie dei fantasmi, come si è visto nel post di ieri, sono sempre state un ottimo modo per fare buoni affari.
Sarà un caso, ma con l’inizio della Controriforma le storie di fantasmi, incubi, streghe, demoni e chi più ne ha più ne metta, si moltiplicarono. Le ipotesi che possiamo formulare per spiegare questo inquietante fenomeno sono due.
1) All’epoca ci fu l’apertura di qualche “misterioso portale” che rovesciò sulla terra buona parte di ciò che prima era stato contenuto dietro le Porte degli Inferi e solo l’intervento benedicente della Chiesa riuscì a porre un freno a questa invasione, mirata senza dubbio a portare il regno di Satana sulla Terra.
2) Dopo la protesta di Lutero, lucrare sulla vendita delle indulgenze per i defunti (causa scatenante della contesa col mondo protestante) era diventata questione “scottante”. Ma se fossero stati i defunti stessi a reclamare a gran voce offerte, messe ed indulgenze? Allora si sarebbe dimostrato, in un colpo solo che
a) Lutero aveva avuto torto a scagliarsi contro questa pratica;
b) versare alla Chiesa generose offerte per i defunti nell’Aldilà non solo era pratica pia, ma finanche mezzo indispensabile per la salvezza di viventi nell’Aldiqua.
Io proprio non saprei pronunciarmi su quale delle due ipotesi possa essere quella più vicina al vero. E voi?
Il post di ieri era corredato da una foto inquietante, reperita in rete. Nel rispondere alla domanda “dove l’hai trovata?” ne approfitto per alcune considerazioni.
Cominciamo dalla foto, reperita sul sito www.attivissimo.net “attivissimo” (mi si passi la battuta scontata), nello smascherare ogni genere di bufala e teoria complottista. Come spiega l’articolo la ragazza fantasma compare in due foto diverse ed è un ottimo esempio di copia incolla digitale applicato alle leggende urbane sui fantasmi.
Naturalmente le storie dei fantasmi, come si è visto nel post di ieri, sono sempre state un ottimo modo per fare buoni affari.
Sarà un caso, ma con l’inizio della Controriforma le storie di fantasmi, incubi, streghe, demoni e chi più ne ha più ne metta, si moltiplicarono. Le ipotesi che possiamo formulare per spiegare questo inquietante fenomeno sono due.
1) All’epoca ci fu l’apertura di qualche “misterioso portale” che rovesciò sulla terra buona parte di ciò che prima era stato contenuto dietro le Porte degli Inferi e solo l’intervento benedicente della Chiesa riuscì a porre un freno a questa invasione, mirata senza dubbio a portare il regno di Satana sulla Terra.
2) Dopo la protesta di Lutero, lucrare sulla vendita delle indulgenze per i defunti (causa scatenante della contesa col mondo protestante) era diventata questione “scottante”. Ma se fossero stati i defunti stessi a reclamare a gran voce offerte, messe ed indulgenze? Allora si sarebbe dimostrato, in un colpo solo che
a) Lutero aveva avuto torto a scagliarsi contro questa pratica;
b) versare alla Chiesa generose offerte per i defunti nell’Aldilà non solo era pratica pia, ma finanche mezzo indispensabile per la salvezza di viventi nell’Aldiqua.
Io proprio non saprei pronunciarmi su quale delle due ipotesi possa essere quella più vicina al vero. E voi?
venerdì 22 maggio 2009
Un lago in giallo

“Quella che stiamo per raccontare è una storia di puro semplice orrore, un mistero, naturalmente, un mistero misterioso”
Carlo Lucarelli, Cornelio: delitti d’autore
Il “giallo” è il colore del genere poliziesco (ma solo in Italia) fin da quando, nel 1929, Arnoldo Mondadori cominciò a pubblicare la collana “Il Giallo Mondadori”. In altri paesei il genere è definito “romanzo poliziesco”.
In che modo, si domanderanno gli acuti lettori di questo blog, il giallo si interseca con il Lago d’Orta? Le nobili ville cinte da alte mura sulle sponde, gli antichi conventi pieni di segreti, le operose borgate immerse nel verde che si specchiano nell’azzurro delle profonde acque del lago dei misteri sono lo scenario ideale per ambientare storie “gialle”.
E talora la realtà supera la fantasia e non sono narrativa i cadaveri o le armi recuperate dal lago. Un lago che può occultare e restituire, in modo sovente imprevedibile.
Domani a Siamo in Onda torneremo, con la consueta Pillola di Mistero, su un giallo che riguarda il Lago d’Orta. Uno dei tanti, ma anche uno dei più dimenticati.
Prima di annunciare la domanda posta dallo staff di Siamo in Onda, vi segnalo che “Cornelio, delitti d’autore” è un fumetto ideato da Carlo Lucarelli, Giuseppe Di Bernardo e Carlo Smocovich ( pubblicato da Star Comics) in cui uno scrittore in crisi, scrittore noir di successo, ma con il terrore della pagina bianca, si trova ad indagare su una serie di inquietanti misteri. Il protagonista (nel disegno) manco a dirlo ha una straordinaria somiglianza con un famoso e reale “giallista”…
Veniamo ora alla domanda dello staff di Siamo in Onda:
Se dovessi dare il cartellino giallo a qualcuno, a chi lo daresti?
Se volete potete rispondere anche inviando un sms al n. 389 9696960 o una mail a diretta@puntoradio.net
Carlo Lucarelli, Cornelio: delitti d’autore
Il “giallo” è il colore del genere poliziesco (ma solo in Italia) fin da quando, nel 1929, Arnoldo Mondadori cominciò a pubblicare la collana “Il Giallo Mondadori”. In altri paesei il genere è definito “romanzo poliziesco”.
In che modo, si domanderanno gli acuti lettori di questo blog, il giallo si interseca con il Lago d’Orta? Le nobili ville cinte da alte mura sulle sponde, gli antichi conventi pieni di segreti, le operose borgate immerse nel verde che si specchiano nell’azzurro delle profonde acque del lago dei misteri sono lo scenario ideale per ambientare storie “gialle”.
E talora la realtà supera la fantasia e non sono narrativa i cadaveri o le armi recuperate dal lago. Un lago che può occultare e restituire, in modo sovente imprevedibile.
Domani a Siamo in Onda torneremo, con la consueta Pillola di Mistero, su un giallo che riguarda il Lago d’Orta. Uno dei tanti, ma anche uno dei più dimenticati.
Prima di annunciare la domanda posta dallo staff di Siamo in Onda, vi segnalo che “Cornelio, delitti d’autore” è un fumetto ideato da Carlo Lucarelli, Giuseppe Di Bernardo e Carlo Smocovich ( pubblicato da Star Comics) in cui uno scrittore in crisi, scrittore noir di successo, ma con il terrore della pagina bianca, si trova ad indagare su una serie di inquietanti misteri. Il protagonista (nel disegno) manco a dirlo ha una straordinaria somiglianza con un famoso e reale “giallista”…
Veniamo ora alla domanda dello staff di Siamo in Onda:
Se dovessi dare il cartellino giallo a qualcuno, a chi lo daresti?
Se volete potete rispondere anche inviando un sms al n. 389 9696960 o una mail a diretta@puntoradio.net
venerdì 15 maggio 2009
Diario

Caro Diario,
Scusa se ti ho un po’ trascurato negli ultimi tempi, ma tra il lavoro e i vari impegni… beh, sai benissimo come vanno queste cose…
Comunque, venendo a noi…
Negli scorsi giorni lo Staff di Siamo in onda mi ha fatto una proposta molto bella, di cui presto parlerò ai lettori del mio blog. Una proposta che riguarda le Pillole di Mistero scritte per Siamo in Onda e lette su Puntoradio. In attesa di poterne parlare voglio pubblicare oggi sul blog il quesito che lo staff di siamo in Onda sottopone agli ascoltatori e ai lettori di questo blog.
I commenti lasciati a questo post oppure quelli mandati a mezzo sms al n. 389.9696960 (o inviati a diretta@puntoradio.net), saranno letti in diretta durante la trasmissione di sabato 16 maggio dalle 21 alle 24 e in replica martedì sera.
Anche i lettori più lontani potranno ascoltare il talk show collegandosi al sito www.puntoradio.mobi.
Se il tuo diario segreto potesse parlare... cosa direbbe di te?
Scusa se ti ho un po’ trascurato negli ultimi tempi, ma tra il lavoro e i vari impegni… beh, sai benissimo come vanno queste cose…
Comunque, venendo a noi…
Negli scorsi giorni lo Staff di Siamo in onda mi ha fatto una proposta molto bella, di cui presto parlerò ai lettori del mio blog. Una proposta che riguarda le Pillole di Mistero scritte per Siamo in Onda e lette su Puntoradio. In attesa di poterne parlare voglio pubblicare oggi sul blog il quesito che lo staff di siamo in Onda sottopone agli ascoltatori e ai lettori di questo blog.
I commenti lasciati a questo post oppure quelli mandati a mezzo sms al n. 389.9696960 (o inviati a diretta@puntoradio.net), saranno letti in diretta durante la trasmissione di sabato 16 maggio dalle 21 alle 24 e in replica martedì sera.
Anche i lettori più lontani potranno ascoltare il talk show collegandosi al sito www.puntoradio.mobi.
Se il tuo diario segreto potesse parlare... cosa direbbe di te?
sabato 9 maggio 2009
Vi prenderemo per la gola

Voi cittadini mi chiamaste Ciacco
Per la dannosa colpa della gola,
come tu vedi, a la pioggia mi fiacco.
Dante Alighieri, Inferno, VI, 52-54.
Secondo Dante il simpatico e gioviale Ciacco finì all’inferno per colpa del suo vizietto. Si dice, infatti, che la gola sia un vizio che non finisce mai, ed è quel vizio che cresce sempre più quanto l’uomo (o la donna) invecchia…
Stasera proprio di questo vizio si parlerà a Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio. Dalle 21 alle 24 musica, commenti, film, racconti ed interventi sul tema della golosità.
Anche la Pillola di Mistero affronterà questo tema, parlando di una bestia vorace e letale. Una bestia i cui artigli sono entrati nella leggenda e hanno dato il nome ad un supereroe: Wolverine.
E ora, come sempre, vi lascio con la domanda posta dallo staff di Siamo in Onda, ricordando che i commenti migliori saranno letti in diretta (la trasmissione è ascoltabile anche in streaming su www.puntoradio.mobi):
Qual è l’ ultimo peccato di gola che avete commesso?
Ingolosito dal tema, farò una strappo alla regola, rivelando che l’ultimo peccato l’ho commesso per una sacher…
Stasera proprio di questo vizio si parlerà a Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio. Dalle 21 alle 24 musica, commenti, film, racconti ed interventi sul tema della golosità.
Anche la Pillola di Mistero affronterà questo tema, parlando di una bestia vorace e letale. Una bestia i cui artigli sono entrati nella leggenda e hanno dato il nome ad un supereroe: Wolverine.
E ora, come sempre, vi lascio con la domanda posta dallo staff di Siamo in Onda, ricordando che i commenti migliori saranno letti in diretta (la trasmissione è ascoltabile anche in streaming su www.puntoradio.mobi):
Qual è l’ ultimo peccato di gola che avete commesso?
Ingolosito dal tema, farò una strappo alla regola, rivelando che l’ultimo peccato l’ho commesso per una sacher…
sabato 2 maggio 2009
La Notte
Non posso camminare pei sobborghi nella solitudine della notte, senza pensare che questa ci piace perché sopprime i particolari oziosi, come il ricordo.
Jorge Luis Borges, Nuova confutazione del tempo, da Altre inquisizioni.
Al tramonto le certezze che portiamo con noi di giorno svaniscono lentamente tra ombre che si allungano inghiottendo le cose. La notte cancella i confini delle cose, nasconde i dettagli e favorisce i sogni. È la notte il tempo ideale della fiaba, della leggenda, del mistero…
Stasera a Siamo in Onda si parla della notte. Senza voler rubare il mestiere ai bravissimi amici di Puntoradio, vorrei proporvi tre suggestioni musicali sul tema.
Iniziamo con Luciano Ligabue, Certe Notti.
Più divertita e scanzonata è la visione di Rino Gaetano, con Gianna
Voglio infine proporvi un brano tratto dal Flauto Magico di Mozart, opera in cui l’elemento magico fiabesco si dipana nel corso di una notte incantata.
Alla "Regina della Notte", uno dei personaggi dell’opera, è affidato la celeberrima “Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen”, monologo cantato dalla dea dopo un tempestoso dialogo con la figlia Pamina.
Se la musica (o Erika Miklosa) vi piace, se vi è parsa una canzone d’amore, se non conoscete il tedesco, leggete la traduzione (da brivido) del testo…
La vendetta dell'inferno ribolle nel mio cuore
morte e disperazione m'infiamman tutt'intorno
Se Sarastro non patisce le pene della morte
Tu non sei più mia figlia
Sii per sempre ripudiata, per sempre abbandonata,
distrutti sian per te tutti i legami naturali,
se Sarastro non impallidirà a causa tua!
Udite, dei della vendetta - udite il giuramento di una Madre!
Per concludere vi lascio con la domanda posta dallo staff di Siamo in Onda:
Qual è il tuo ultimo pensiero prima di addormentarti?
Jorge Luis Borges, Nuova confutazione del tempo, da Altre inquisizioni.
Al tramonto le certezze che portiamo con noi di giorno svaniscono lentamente tra ombre che si allungano inghiottendo le cose. La notte cancella i confini delle cose, nasconde i dettagli e favorisce i sogni. È la notte il tempo ideale della fiaba, della leggenda, del mistero…
Stasera a Siamo in Onda si parla della notte. Senza voler rubare il mestiere ai bravissimi amici di Puntoradio, vorrei proporvi tre suggestioni musicali sul tema.
Iniziamo con Luciano Ligabue, Certe Notti.
Più divertita e scanzonata è la visione di Rino Gaetano, con Gianna
Voglio infine proporvi un brano tratto dal Flauto Magico di Mozart, opera in cui l’elemento magico fiabesco si dipana nel corso di una notte incantata.
Alla "Regina della Notte", uno dei personaggi dell’opera, è affidato la celeberrima “Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen”, monologo cantato dalla dea dopo un tempestoso dialogo con la figlia Pamina.
Se la musica (o Erika Miklosa) vi piace, se vi è parsa una canzone d’amore, se non conoscete il tedesco, leggete la traduzione (da brivido) del testo…
La vendetta dell'inferno ribolle nel mio cuore
morte e disperazione m'infiamman tutt'intorno
Se Sarastro non patisce le pene della morte
Tu non sei più mia figlia
Sii per sempre ripudiata, per sempre abbandonata,
distrutti sian per te tutti i legami naturali,
se Sarastro non impallidirà a causa tua!
Udite, dei della vendetta - udite il giuramento di una Madre!
Per concludere vi lascio con la domanda posta dallo staff di Siamo in Onda:
Qual è il tuo ultimo pensiero prima di addormentarti?
sabato 25 aprile 2009
Libertà
Hai un bel dar da mangiare al lupo: lui guarda sempre verso la foresta.
Ivan Turgenev, Memorie di un cacciatore.
Questa sera a Siamo in Onda si parla di libertà. Anche la Pillola di Mistero verterà su questo tema. Vi racconterò una storia del recente passato, perché dimenticare, spesso, può essere molto pericoloso…
Libertà, libertà... parola sempre sulla bocca di tutti, talora a sproposito. Ma cosa sarà poi la libertà?
Dite la vostra, rispondendo alla domanda dello staff di Siamo in Onda:
Se dico libertà a cosa pensi?
Ivan Turgenev, Memorie di un cacciatore.
Questa sera a Siamo in Onda si parla di libertà. Anche la Pillola di Mistero verterà su questo tema. Vi racconterò una storia del recente passato, perché dimenticare, spesso, può essere molto pericoloso…
Libertà, libertà... parola sempre sulla bocca di tutti, talora a sproposito. Ma cosa sarà poi la libertà?
Dite la vostra, rispondendo alla domanda dello staff di Siamo in Onda:
Se dico libertà a cosa pensi?
mercoledì 22 aprile 2009
I miei lettori da sogno
Ovvero, chi visita questo blog, parte seconda.
Scorrendo l’elenco delle frasi che hanno digitato i lettori di questo blog per giungere fino a qui ho scoperto l’esistenza di un nutrito drappello di interpretatori di sogni.
Rispetto alle chiavi di ricerca già pubblicate queste mi appaiono meno strane. Presumo infatti che i lettori siano arrivati qui seguendo la scia di questo post e soprattutto di questo.
In ogni caso mi sembra interessante vedere quali sono i sogni (incubi) che turbano i miei lettori…
E voi, cosa ne pensate?
Fate anche voi di questi sogni o i vostri sono differenti?
Scorrendo l’elenco delle frasi che hanno digitato i lettori di questo blog per giungere fino a qui ho scoperto l’esistenza di un nutrito drappello di interpretatori di sogni.
Rispetto alle chiavi di ricerca già pubblicate queste mi appaiono meno strane. Presumo infatti che i lettori siano arrivati qui seguendo la scia di questo post e soprattutto di questo.
In ogni caso mi sembra interessante vedere quali sono i sogni (incubi) che turbano i miei lettori…
- sognare borsa piena di monete
- sognare essere inseguiti dai vampiri
- sogno di nuotare in un lago
- sogno nuotare nell'aria
- sogno ricorrente di cadere da un precipizio
- sognare essere picchiati
- essere inseguito sogno interpretazione
- essere picchiati nel sogno
- interpretazione sogni nuotare in aria
E voi, cosa ne pensate?
Fate anche voi di questi sogni o i vostri sono differenti?
venerdì 10 aprile 2009
Luce

«Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre... (Gen.1,3).
In questi giorni di lutto nazionale la luce è quella della speranza.
Speranza di una rapida ricostruzione che eviti gli errori del passato.
Speranza che il nostro paese possa riuscire a fare i conti con la natura di un territorio in gran parte sismico, o comunque fragile dal punto di vista idrogeologico, e sappia adeguare le costruzioni ad una verità che non può essere semplicemente ignorata nascondendo la testa sotto la sabbia.
Speranza che tragedie di questa portata non si ripetano, come accade in paesi che hanno impiegato risorse e leggi per realizzare costruzioni antisismiche capaci di sopportare scosse molto più forti di quella che ha investito l’Abruzzo.
Speranza che dopo le tenebre del lutto torni a splendere la luce della saggezza.
Sul tema della luce si muoverà anche, domani sera, la Pillola di Mistero che sarà letta a Siamo in Onda (eccezionalmente dalle 20 alle 22).
Questa, infine, la domanda proposta agli ascoltatori del talk show e ai lettori di questo blog:
C'è luce in fondo al tunnel?
In questi giorni di lutto nazionale la luce è quella della speranza.
Speranza di una rapida ricostruzione che eviti gli errori del passato.
Speranza che il nostro paese possa riuscire a fare i conti con la natura di un territorio in gran parte sismico, o comunque fragile dal punto di vista idrogeologico, e sappia adeguare le costruzioni ad una verità che non può essere semplicemente ignorata nascondendo la testa sotto la sabbia.
Speranza che tragedie di questa portata non si ripetano, come accade in paesi che hanno impiegato risorse e leggi per realizzare costruzioni antisismiche capaci di sopportare scosse molto più forti di quella che ha investito l’Abruzzo.
Speranza che dopo le tenebre del lutto torni a splendere la luce della saggezza.
Sul tema della luce si muoverà anche, domani sera, la Pillola di Mistero che sarà letta a Siamo in Onda (eccezionalmente dalle 20 alle 22).
Questa, infine, la domanda proposta agli ascoltatori del talk show e ai lettori di questo blog:
C'è luce in fondo al tunnel?
venerdì 20 marzo 2009
Misteri della mente
Sneocdo uno sdtiuo dlel´Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo scurite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l´umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio?
venerdì 13 marzo 2009
Questo post è gratis

... Alle Sirene giungerai da prima,
Che affascìnan chïunque i lidi loro
Con la sua prora veleggiando tocca.
Omero, Odissea (trad. I. Pindemonte)
In tempi di crisi il suono della parola “gratis” giunge alle nostre orecchie come il canto delle sirene agli antichi marinai. Anche le sirene promettevano incanti gratuiti, ma sappiamo bene che la sorte per gli sventurati che non sapevano resistere al loro richiamo era una morte orribile sugli scogli…
La puntata di domani sera di Siamo in Onda ruoterà attorno al tema della gratuità. Nemmeno la consueta, gratuita, Pillola di Mistero si sottrarrà alla sfida con questo tema.
In attesa di ascoltare la trasmissione, vi lascio con la provocatoria domanda che lo staff di Siamo in Onda rivolge ai suoi ascoltatori e ai lettori de il Lago dei Misteri. Le vostre risposte potranno essere lette in diretta, sabato sera dalle 21 a mezzanotte!
Quale cosa mai accetteresti... nemmeno gratis?
Che affascìnan chïunque i lidi loro
Con la sua prora veleggiando tocca.
Omero, Odissea (trad. I. Pindemonte)
In tempi di crisi il suono della parola “gratis” giunge alle nostre orecchie come il canto delle sirene agli antichi marinai. Anche le sirene promettevano incanti gratuiti, ma sappiamo bene che la sorte per gli sventurati che non sapevano resistere al loro richiamo era una morte orribile sugli scogli…
La puntata di domani sera di Siamo in Onda ruoterà attorno al tema della gratuità. Nemmeno la consueta, gratuita, Pillola di Mistero si sottrarrà alla sfida con questo tema.
In attesa di ascoltare la trasmissione, vi lascio con la provocatoria domanda che lo staff di Siamo in Onda rivolge ai suoi ascoltatori e ai lettori de il Lago dei Misteri. Le vostre risposte potranno essere lette in diretta, sabato sera dalle 21 a mezzanotte!
Quale cosa mai accetteresti... nemmeno gratis?
sabato 14 febbraio 2009
Il mistero di Ercolino Pestamusi
Allora amici, chi è andato più vicino alla risposta esatta?
Chi vuole raccogliere ancora il guanto di sfida lanciato da Malikà?
Infine, siete in grado di dirci qualcosa di più su Ercolino Pestamusi?
venerdì 13 febbraio 2009
Mentire con un bacio

Per la puntata di San Valentino Siamo in Onda, il salotto di Puntoradio, proporrà ai suoi ascoltatori un quesito sibillino e provocatorio:
Si può mentire con un bacio?
Giuda Iscariota risponderebbe di sì, ma voi cosa ne pensate?
Volete dire la vostra? Lasciate un commento a questo post oppure scrivete a redazione@siamoinonda.it
I vostri pensieri in merito al tema proposto saranno letti durante la trasmissione, sabato sera in diretta su Puntoradio dalle 21 a mezzanotte.
La Pillola di Mistero di domani sera tratterà anch’essa il tema dell’amore, riprendendo una famosa leggenda cusiana.
Si può mentire con un bacio?
Giuda Iscariota risponderebbe di sì, ma voi cosa ne pensate?
Volete dire la vostra? Lasciate un commento a questo post oppure scrivete a redazione@siamoinonda.it
I vostri pensieri in merito al tema proposto saranno letti durante la trasmissione, sabato sera in diretta su Puntoradio dalle 21 a mezzanotte.
La Pillola di Mistero di domani sera tratterà anch’essa il tema dell’amore, riprendendo una famosa leggenda cusiana.
giovedì 5 febbraio 2009
Innamoratevi della cultura

Il Lago dei Misteri aderisce alla giornata di sensibilizzazione INNAMORATI DELLA CULTURA che si terrà sabato 14 febbraio 2009 a Torino e in tutto il Piemonte e chiede a tutti di partecipare e di diffondere questa comunicazione.
In periodi di crisi la cultura è la prima ad essere sacrificata.
Questa iniziativa vuole sottolineare invece come la cultura non sia un bene superfluo. Pertanto è importante pronunciarsi contro i prevedibili “tagli alla cultura” a favore di una società che al contrario investa sempre di più in questo settore, in realtà assai poco oneroso, visto che la spesa nazionale non arriva nemmeno all’1% del bilancio statale complessivo.
Chi intendesse aderire può scaricare dal sito www.abicidi.it i documenti necessari a sostenere l'iniziativa.
Di seguito il testo del manifesto di protesta-proposta “INNAMORATI DELLA CULTURA”.
Documento della manifestazione
Un quartiere fatto di case e qualche servizio essenziale (scuola, uffici anagrafici), si chiama "quartiere dormitorio". Ciò che trasforma un luogo in cui "si dorme" in un luogo in cui "si vive" è la condivisione di un patrimonio culturale: questo hanno capito tutte le civiltà, dagli antichi greci ad oggi. In questo periodo di grandi difficoltà finanziarie la cultura sembra un bene superfluo, ma difendere la cultura significa difendere la nostra identità e riconoscere la nostra storia come esseri umani.
Tutte le società, in tutti i tempi, hanno avuto bisogno di luoghi, di idee, di rappresentazioni artistiche che li rendessero cittadini consapevoli di appartenere ad una comunità.
Mantenere viva la cultura in tempo di crisi è il segno di una società che non si arrende all'abbrutimento, che coltiva il legame tra i cittadini, che offre a tutti strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro.
In secondo luogo la cultura significa posti di lavoro. Dietro una mostra, uno spettacolo, un museo, un convegno o una pubblicazione non ci sono soltanto artisti o intellettuali più o meno noti: ci sono organizzatori, maschere, addetti alle pulizie e alle biglietterie, attrezzisti, bibliotecari, ricercatori, e molte altre figure professionali. "Tagliare sulla cultura" significa anche "tagliare" posti di lavoro.
In terzo luogo la cultura costa poco, neanche l'1% del bilancio nazionale e di quelli locali.
Per questo abbiamo pensato di dedicare una giornata, il 14 febbraio, a mettere in luce il nostro lavoro per farne conoscere la quantità e la qualità: fondazioni, associazioni, cinema, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre per tutta la giornata saranno aperte e attive con un ampio programma di manifestazioni.
Vi invitiamo a partecipare alla giornata testimoniando con la vostra presenza e con una vostra firma nei punti di raccolta, che la cultura è un pezzo importante della vostra esistenza, così come la salute, la scuola e gli altri servizi che regolano la vita delle nostre città. Senza il nostro libro preferito, senza il film che ci ha fatto piangere, senza la canzone che ci ha fatto innamorare saremmo tutti un po' più tristi e un po' più soli.
venerdì 12 dicembre 2008
Strade

Quanto sono antiche le strade? A questa domanda potremmo dare, credo, due risposte.
Se intendiamo il termine in senso meramente ingegneristico, potremmo dire che le prime vie di comunicazione espressamente progettate e realizzate per consentire il transito su di una superficie fisica il più possibile sgombra da ostacoli e resistente all’usura determinata dal passaggio di uomini, animali e mezzi, sono un’invenzione dei grandi imperi dell’antichità. Essi si preoccuparono di tracciare itinerari muniti di luoghi di sosta onde consentire il rapido fluire delle informazioni dalla capitale alla periferia e viceversa. Famosa fu nell’antichità la “via Reale” costruita dai persiani Achemenidi che da Sardi, nell’attuale Turchia, giungeva fino a Susa, in Persia.
Se guardiamo alla strada travalicando il dato puramente tecnico delle caratteristiche costruttive, per concentrarsi su quello funzionale, la storia della strada acquista un’ulteriore profondità. La differenza tra strada e sentiero si affievolisce fino a diventare praticamente indistinguibile. Molte delle strade che attraversano ancora oggi gli Stati Uniti ricalcano gli antichi trail dei pionieri, tracciati a loro volta sulle piste percorse dalle tribù indiane quando ancora il cane non era stato sostituito dal cavallo come animale da traino.
Chi può dire del resto quando le impronte degli ominidi impresse casualmente sulla soffice cenere vulcanica di Laetoli – e incredibilmente pietrificate dal tempo – divennero la traccia da ripercorrere per le generazioni successive?
Una strada è però qualcosa di più di un semplice luogo fisico strutturato per consentire il transito di uomini, animali, veicoli e merci. La strada è il simbolo stesso della ricerca, sia che il viandante la percorra per esplorare il mondo, tentare la fortuna – commerciale o militare – sia che la intraprenda in senso spirituale. La ricerca diventa allora interiore cammino verso un qualcosa che può essere l’altro, ma anche se stessi.
I primi cristiani furono chiamati “la strada” in quanto camminavano per la strada della vita e non solo per simbolo. La stessa marcia – l'uscire nel mondo a piedi – era un'espressione esteriore di una realtà interiore. Uscivano con Dio nel cuore e quindi la direzione della marcia era doppia.
“A volte la strada dell’andata è la strada del ritorno” viene rivelato alla protagonista di Labyrinth (film fantasy per la regia di Jim Henson del 1986). La strada consente di guardare il passato e il futuro, il cammino percorso e quello da affrontare. Diviene l’emblema della storia dell’uomo, il luogo dove è possibile – e talora necessario – fermarsi per studiare il tragitto fatto prima di poter proseguire, magari per tornare sui propri passi.
Il cinema e la letteratura non potevano non trattare questo tema: a piedi, a cavallo, su una moto o una macchina; a ritmo di blues o nel rombo del motore; cercando se stessi, la vita o la morte. Il viaggio è ciò che conta, dovunque ci possa condurre. Dai cavalieri solitari alle Harley Davidson, dalla Beat Generation ai serial killer in cerca di preda, dall'asfalto della Route 66 al deserto che la assedia indifferente: la libertà è un viaggio, la strada siamo noi.
Alle strade sarà dedicata la prossima Pillola di Mistero trasmessa domani sera a Siamo in Onda (per ascoltarla cliccate qui) in una puntata che riserverà non poche sorprese agli ascoltatori più attenti…
Lunga è la strada stretta la via dite la vostra che ho detto la mia!
Se intendiamo il termine in senso meramente ingegneristico, potremmo dire che le prime vie di comunicazione espressamente progettate e realizzate per consentire il transito su di una superficie fisica il più possibile sgombra da ostacoli e resistente all’usura determinata dal passaggio di uomini, animali e mezzi, sono un’invenzione dei grandi imperi dell’antichità. Essi si preoccuparono di tracciare itinerari muniti di luoghi di sosta onde consentire il rapido fluire delle informazioni dalla capitale alla periferia e viceversa. Famosa fu nell’antichità la “via Reale” costruita dai persiani Achemenidi che da Sardi, nell’attuale Turchia, giungeva fino a Susa, in Persia.
Se guardiamo alla strada travalicando il dato puramente tecnico delle caratteristiche costruttive, per concentrarsi su quello funzionale, la storia della strada acquista un’ulteriore profondità. La differenza tra strada e sentiero si affievolisce fino a diventare praticamente indistinguibile. Molte delle strade che attraversano ancora oggi gli Stati Uniti ricalcano gli antichi trail dei pionieri, tracciati a loro volta sulle piste percorse dalle tribù indiane quando ancora il cane non era stato sostituito dal cavallo come animale da traino.
Chi può dire del resto quando le impronte degli ominidi impresse casualmente sulla soffice cenere vulcanica di Laetoli – e incredibilmente pietrificate dal tempo – divennero la traccia da ripercorrere per le generazioni successive?
Una strada è però qualcosa di più di un semplice luogo fisico strutturato per consentire il transito di uomini, animali, veicoli e merci. La strada è il simbolo stesso della ricerca, sia che il viandante la percorra per esplorare il mondo, tentare la fortuna – commerciale o militare – sia che la intraprenda in senso spirituale. La ricerca diventa allora interiore cammino verso un qualcosa che può essere l’altro, ma anche se stessi.
I primi cristiani furono chiamati “la strada” in quanto camminavano per la strada della vita e non solo per simbolo. La stessa marcia – l'uscire nel mondo a piedi – era un'espressione esteriore di una realtà interiore. Uscivano con Dio nel cuore e quindi la direzione della marcia era doppia.
“A volte la strada dell’andata è la strada del ritorno” viene rivelato alla protagonista di Labyrinth (film fantasy per la regia di Jim Henson del 1986). La strada consente di guardare il passato e il futuro, il cammino percorso e quello da affrontare. Diviene l’emblema della storia dell’uomo, il luogo dove è possibile – e talora necessario – fermarsi per studiare il tragitto fatto prima di poter proseguire, magari per tornare sui propri passi.
Il cinema e la letteratura non potevano non trattare questo tema: a piedi, a cavallo, su una moto o una macchina; a ritmo di blues o nel rombo del motore; cercando se stessi, la vita o la morte. Il viaggio è ciò che conta, dovunque ci possa condurre. Dai cavalieri solitari alle Harley Davidson, dalla Beat Generation ai serial killer in cerca di preda, dall'asfalto della Route 66 al deserto che la assedia indifferente: la libertà è un viaggio, la strada siamo noi.
Alle strade sarà dedicata la prossima Pillola di Mistero trasmessa domani sera a Siamo in Onda (per ascoltarla cliccate qui) in una puntata che riserverà non poche sorprese agli ascoltatori più attenti…
Lunga è la strada stretta la via dite la vostra che ho detto la mia!
venerdì 5 dicembre 2008
Dalle stelle alle stalle

Chi troppo in alto sal cade sovente precipitevolissimevolmente.
Così recita un famoso proverbio, che include la parola precipitevolissimevolmente, coniata nel 1677 da Francesco Moneti, una delle parole più lunghe della lingua italiana (26 lettere).
Dalle stelle alle stalle, ovvero come la sorte possa improvvisamente abbattere coloro che avevano toccato le più alte vette. Il tema della puntata di domani a Siamo in Onda è uno di quelli cari ai poeti e ai filosofi.
Io, che già lieto e verde alto cantai
Nel mio stato fiorito, or tristo e bianco
Pianger convengo i miei dolenti guai.
Severino Boezio, Della consolazione della filosofia.
Era il 524 d.C. quando Boezio scrisse quest’opera, in cinque volumi. Membro di un’antica famiglia patrizia romana, sposato con una delle più nobili donne dell’epoca, Boezio era salito alle più alte cariche presso il re Teodorico. Improvvisamente fu gettato in carcere, con l’accusa di tradimento, e condannato a morte. Proprio in carcere, aspettando il patibolo, trovò l’ispirazione per la sua opera.
Chi si sforza di toccare le stelle spesso inciampa in una pagliuzza.
Edmund Spenser, Il calendario del pastore.
Il poeta Spenser ci ammonisce a stare attenti a volare troppo alti, perché da quelle altezze si può cadere facilmente. Purtroppo i suoi insegnamenti non lo misero al riparo dagli strali dell’avversa fortuna (come avrebbe detto un altro suo contemporaneo).
Diventato poeta ufficiale alla corte di Elisabetta I riuscì a conquistarsi un vitalizio nel 1591 grazie alla sua opera più famosa “The Faerie Queene”, un poema allegorico cavalleresco.
Violentemente anti irlandese, fino a suggerirne il genocidio, nel 1598 Spenser fu cacciato di casa dai ribelli irlandesi, che bruciarono anche il suo castello a Kilcolman. Nell'incendio morì uno dei suoi figli e Spenser dovette far ritorno a Londra, cadendo in depressione e morendo a soli 46 anni, il 13 gennaio 1599.
Fly on your way like an eagle
Fly as high as the sun
On your wings like an eagle
Fly and touch the sun.
Iron maiden, Flight of Icarus (video)
Sempre a proposito di persone giunte a toccare le stelle e precipitate poi miseramente, come non ricordare il triste destino di Icaro? Disubbidendo al padre, osò volare troppo in alto, avvicinandosi al sole. Il calore sciolse la cera che teneva assieme le sue ali, facendolo mortalmente precipitare nel mare.
Alle atmosfere mefistofeliche care agli Iron Maiden si ispira la Pillola di Mistero che sarà trasmessa a Siamo in Onda domani sera. Un po’ prima di mezzanotte, come sempre…
Ricordando che per seguire Puntoradio da internet basta seguire queste semplici istruzioni, vi lascio con le consuete domande:
Quando vi è sembrato di toccare le stelle (o il cielo, se preferite)?
Vi è mai capitato di sentirvi precipitare nella polvere?
E, per chiudere con una nota di ottimismo, siete mai riusciti a risorgere, dopo un fallimento?
Così recita un famoso proverbio, che include la parola precipitevolissimevolmente, coniata nel 1677 da Francesco Moneti, una delle parole più lunghe della lingua italiana (26 lettere).
Dalle stelle alle stalle, ovvero come la sorte possa improvvisamente abbattere coloro che avevano toccato le più alte vette. Il tema della puntata di domani a Siamo in Onda è uno di quelli cari ai poeti e ai filosofi.
Io, che già lieto e verde alto cantai
Nel mio stato fiorito, or tristo e bianco
Pianger convengo i miei dolenti guai.
Severino Boezio, Della consolazione della filosofia.
Era il 524 d.C. quando Boezio scrisse quest’opera, in cinque volumi. Membro di un’antica famiglia patrizia romana, sposato con una delle più nobili donne dell’epoca, Boezio era salito alle più alte cariche presso il re Teodorico. Improvvisamente fu gettato in carcere, con l’accusa di tradimento, e condannato a morte. Proprio in carcere, aspettando il patibolo, trovò l’ispirazione per la sua opera.
Chi si sforza di toccare le stelle spesso inciampa in una pagliuzza.
Edmund Spenser, Il calendario del pastore.
Il poeta Spenser ci ammonisce a stare attenti a volare troppo alti, perché da quelle altezze si può cadere facilmente. Purtroppo i suoi insegnamenti non lo misero al riparo dagli strali dell’avversa fortuna (come avrebbe detto un altro suo contemporaneo).
Diventato poeta ufficiale alla corte di Elisabetta I riuscì a conquistarsi un vitalizio nel 1591 grazie alla sua opera più famosa “The Faerie Queene”, un poema allegorico cavalleresco.
Violentemente anti irlandese, fino a suggerirne il genocidio, nel 1598 Spenser fu cacciato di casa dai ribelli irlandesi, che bruciarono anche il suo castello a Kilcolman. Nell'incendio morì uno dei suoi figli e Spenser dovette far ritorno a Londra, cadendo in depressione e morendo a soli 46 anni, il 13 gennaio 1599.
Fly on your way like an eagle
Fly as high as the sun
On your wings like an eagle
Fly and touch the sun.
Iron maiden, Flight of Icarus (video)
Sempre a proposito di persone giunte a toccare le stelle e precipitate poi miseramente, come non ricordare il triste destino di Icaro? Disubbidendo al padre, osò volare troppo in alto, avvicinandosi al sole. Il calore sciolse la cera che teneva assieme le sue ali, facendolo mortalmente precipitare nel mare.
Alle atmosfere mefistofeliche care agli Iron Maiden si ispira la Pillola di Mistero che sarà trasmessa a Siamo in Onda domani sera. Un po’ prima di mezzanotte, come sempre…
Ricordando che per seguire Puntoradio da internet basta seguire queste semplici istruzioni, vi lascio con le consuete domande:
Quando vi è sembrato di toccare le stelle (o il cielo, se preferite)?
Vi è mai capitato di sentirvi precipitare nella polvere?
E, per chiudere con una nota di ottimismo, siete mai riusciti a risorgere, dopo un fallimento?
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Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.
Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.