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domenica 14 marzo 2010

Pillole di mistero: la prima stagione


Nel maggio del 2008 è cominciata una collaborazione con Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio, che continua tuttora.

In questo post vi propongo l'elenco completo della prima stagione delle Pillole di Mistero.


venerdì 23 maggio 2008

La Dama di Ghiaccio .


sabato 31 maggio 2008.

Tema: Superpoteri.

I due muratori.


sabato 7 giugno 2008.

Tema: giro d’Italia.

La caccia infinita.

Il video.


sabato 14 giugno 2008

Tema: fortuna/sfortuna.

Le Creature del Piccolo Popolo

Il video.


giovedì 19 giugno 2008

Le Creature del Piccolo Popolo

Le Creature del Piccolo Popolo è il titolo dell'ultima Pillola di Mistero trasmessa da Puntoradio nel programma Siamo in Onda, il 14 giugno scorso. La trasmissione ha chiuso per la pausa estiva e riprenderà a settembre.

Le Pillole di Mistero video sono visibili, oltre che su Il Lago dei Misteri e sul blog di Siamo in Onda, anche sul canale http://www.youtube.com/illagodeimisteri.

sabato 14 giugno 2008

Le Creature del Piccolo Popolo


Occorre molta fortuna per vederli, ma può essere una maledetta sfortuna incontrarli.

Non hanno ombra, non lasciano tracce sul terreno, possono svanire come fumo o diventare invisibili. Sono permalosi, golosi, dispettosi, ma possono essere anche crudeli e malefici.
Talora li si può vedere sotto forma di fiammelle che danzano nell’aria scura della notte o alla luce del crepuscolo; o anche come vortici di vento che attraversano i campi, mulinando foglie ed erba secca.

Sono i Folletti!

Sono detti anche Creature del Piccolo Popolo e sono divisi in oltre un centinaio di stirpi, con caratteristiche e zone di azione molto differenti.

Ci sono folletti sostanzialmente buoni che possono aiutare nelle faccende domestiche. Altri sono dispettosi e fanno sparire gli oggetti nelle case (con una predilezione per la calza sinistra). Altri sono cattivi e di notte siedono sul petto dei dormienti per provocare incubi angosciosi. Alcuni sono così malvagi che ben pochi di coloro che li hanno incontrati hanno avuto la fortuna di poterlo raccontare.

Farseli amici, in certi casi, è davvero una fortuna. Molti di essi nascondono immensi tesori e possono farli trovare ai loro amici umani.

Non dite, però, che i folletti non esistono. Ogni volta che un umano pronuncia queste parole, infatti, un folletto muore…


Questa è l'ultima, almeno per ora,
Pillola di Mistero trasmessa a Siamo in Onda il talk show di Puntoradio. La trasmissione chiude per la pausa estiva, ma ci da l'arrivederci a settembre.

venerdì 13 giugno 2008

La Bestia che si aggira nelle tenebre

Grazie alla collaborazione avviata con Siamo in Onda, il talk show del sabato sera su Puntoradio, è ora possibile ascoltare su Il lago dei Misteri una Pillola di Mistero. La Bestia che si aggira nelle Tenebre è stata trasmessa il 31 maggio scorso con il titolo "La caccia infinita".

Ricordo che domani sera andrà in onda l'ultima puntata della trasmissione prima della pausa estiva. Il tema prescelto è "la fortuna". La Pilllola di Mistero si adeguerà al tema, raccontando qualcosa sugli incontri fortunati e sfortunati che si possono fare nei boschi, nelle grotte e... ovunque si celino le creature del Piccolo Popolo.

Come sempre chi dispone di linea ADSL può ascoltare Puntoradio anche dal web. Ma ovviamente è sempre possibile ascoltarla, in modo classico... via radio. Per l’area del Cusio e del Borgomanerese la frequenza è 96.300.

sabato 7 giugno 2008

La caccia infinita





E’ accaduto. Avremmo dovuto saperlo. No, avremmo potuto saperlo se tanti anni di assenza non ne avessero cancellato persino il ricordo. I vecchi sapevano della sua esistenza, ma sono passati così tanti anni da quando abbiamo smesso di prestar fede alle storie dei vecchi…
Persino i più anziani non ricordano di averne mai sentito parlare.

Un tempo era diverso. Al calar del sole ci si serrava dentro le cascine, sprangando le porte, chiudendo le ante di finestre munite di solide sbarre. Soltanto gli uomini più coraggiosi osavano uscire fuori, nelle tenebre.
Dentro, accanto al fuoco e nelle stalle, i vecchi raccontavano alle donne e ai bambini di occhi che brillano nel buio; di artigli che lacerano la carne e zanne che squarciano la gola; della Bestia che si aggira nelle tenebre in cerca di preda; delle grandi cacce organizzate per stanare la Bestia; dei latrati dei cani; delle armi nervosamente strette tra le mani; delle trappole nascoste nelle foglie.

Tutto inutile.

La Bestia spariva, dopo aver lasciato una lunga striscia di sangue. Talora un lupo o un orso, quando ancora ce n’erano, o un cane idrofobo, finivano nella trappola, ma i racconti dei testimoni non coincidevano mai con la fredda realtà di un cadavere.
Le zampe erano troppo piccole, le fauci meno feroci e lo sguardo, no, lo sguardo era diverso.

E poi, come a confermare quel sospetto, a distanza di chilometri, talora di anni, una nuova esplosione di violenza, una nuova caccia, una nuova preda insoddisfacente…

È accaduto. Qualcosa è entrato in un recinto, saltando una rete alta due metri e sgozzando sei daini. Qualche giorno prima era toccato a tre caprette.
Si parla di un cane. No, quegli artigli non sono da cane, sono da felino.
È una lince, misteriosamente tornata dopo un esilio centenario. No, una lince non può fare quel macello.
Deve essere una pantera, una tigre, forse fuggita da un circo o da uno zoo clandestino…
Di nuovo si tendono trappole, si preparano battute, col timore che la bestia possa attaccare di nuovo.

E la caccia infinita riprende...



Più che di una leggenda questa Pillola di Mistero narrata a Siamo in Onda su Puntoradio è il racconto di una paura.
La paura delle bestie feroci che si aggirano nell'oscurità della notte. Paura comune a tutta l'umanità, fin dai tempi in cui ci si stringeva attorno al fuoco mentre, nelle tenebre circostanti, si muovevano minacciosi occhi famelici.

Accanto a questo timore di tanto in tanto s'insinuava, per l'efferatezza degli assalti, per le tracce misteriose lasciate sulle vittime, per qualche testimonianza confusa, il sospetto che, accanto alle normali belve si muovesse "qualcosa" d'altro.
Qualcosa non solo di feroce, ma di straordinariamente malvagio.


E' la paura della Bestia che si aggira nelle Tenebre: dell'Uomo Lupo, dell'Uomo Nero, del Vampiro, ecc.

Leggende comuni a tutti i paesi del mondo, che provocavano lo scatenarsi di cacce più o meno organizzate, talora con vere esplosioni di follia collettiva, che potevano concludersi con la morte di qualche disgraziato capro espiatorio...

sabato 31 maggio 2008

I due muratori

Era solo, su uno scoglio circondato dalle acque. Tutto attorno, gli indigeni spiavano i suoi movimenti con occhi ostili.
Non aveva armi, a parte il bastone che comunque non avrebbe mai usato per difendersi.
Aveva la Legge dalla sua, certo, ma chi, in quell’impero decadente, si sarebbe curato di farla rispettare?
L’unico aiuto certo era suo fratello, che però si trovava ad alcune miglia di distanza, oltre le colline, nell’ultimo borgo in cui la legge trovasse ancora qualche servitore.

Eppure non aveva paura. Sapeva di poter fare affidamento su una Forza a cui nessuno avrebbe potuto opporsi. Un potere celato agli occhi degli uomini, che gli avrebbe consentito di mutare gli animi di quanti ancora opponevano resistenza.
Dopo aver disperso con un cenno le ultime forme del male che lo circondava individuò il luogo in cui avrebbe costruito l’edificio che aveva giurato di erigere. Purtroppo non aveva strumenti con sé, nemmeno una cazzuola. Li aveva lasciati tutti al fratello, che a sua volta li stava usando. Neanche questo lo preoccupava. Diede una gran voce al fratello, chiedendogli la vanga.

Dopo nemmeno un minuto l’oggetto piovve dal cielo, concludendo la lunga parabola nella sua destra. Con esso cominciò a scavare finché, trovando delle pietre, lo scagliò in aria, chiedendo il piccone. Dopo poco anche quello arrivò. Così, scambiando ogni volta gli attrezzi, iniziò a costruire.
Gli indigeni, meravigliati da quel prodigio, misero in acqua le barche e si presentarono a lui in massa per essere battezzati e poi per aiutarlo nell’opera.
In questo modo, si dice, Giulio e suo fratello Giuliano edificarono le chiese di Gozzano e dell’isola.

venerdì 23 maggio 2008

La Dama di Ghiaccio

La notizia dell'esistenza di una DAMA DI GHIACCIO è stata portata nel Cusio dai Walser, il misterioso popolo delle Alpi insediatosi nel Medioevo in cima alla Valle Strona, a Campello Monti.

Si dice viva sulla sommità dei monti più alti, dove le nevi sono eterne. È bellissima, ma di una bellezza letale per qualunque uomo. Il suo cuore è infatti duro come il ghiaccio e molti giovani uomini, che stregati dai suoi occhi l’hanno inseguita verso le vette, hanno trovato una morte orribile dentro i crepacci. I più fortunati sono stati trovati in primavera. Gli altri rimangono ancora là, intrappolati dai ghiacciai, le mani tese per afferrare quella visione.
Una sola volta, pare, la Dama di Ghiaccio avrebbe trovato l’amore negli occhi di un giovane cacciatore di camosci. In un breve istante avrebbe persino sperato in un destino diverso, con un marito e dei figli…
Il grido del ragazzo, mentre precipitava nel vuoto, pose fine a quel sogno.
E da allora, tutte le primavere, la Dama di Ghiaccio piange il giovane, e le sue lacrime divengono ruscelli, torrenti e fiumi.
Esiste una seconda versione di questa leggenda, che è diffusa in molte zone d’Europa. In questa la Dama di Ghiaccio non sarebbe sola.
Essa ha due compagni: un Nano e un Gigante. Il Nano attira i giovani signori, raccontando loro nelle taverne di montagna della bellezza straordinaria di quella donna. La Donna si mostra agli sventurati attirandoli nella trappola. Il Gigante li uccide con una clava mostruosa. Infine il malefico trio si spartisce il bottino.
C’è persino una terza versione, ancora più inquietante. In questa la Donna, che a molti uomini si concede, attira le vittime. Al posto del Gigante c’è un Dragone, domato grazie ad un anello d’oro, che uccide gli uomini e custodisce il tesoro. E il Nano è uno Stregone dal cuore nero come l’inferno…

Questa storia è la prima Pillola di Mistero raccontata a Siamo in Onda.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.