venerdì 6 giugno 2008

La spia del lago - 3. Il processo in Italia.

Il processo per l’assassinio del maggiore William V. Holohan cominciò nel 1953.
Alla sbarra finirono gli ex partigiani Tozzini e Manini e persino “Giorgio”, accusato di aver utilizzato parte dei fondi della missione.
Aldo Icardi e Carlo LoDolce, sui quali ricadevano le accuse più gravi, di essere cioè l’organizzatore e l’esecutore materiale del delitto, vennero processati in contumacia. Il governo degli Stati Uniti d’America negò infatti l’estradizione.
Il crimine era stato commesso in un’area sulla quale, all’epoca dei fatti, il governo italiano non aveva alcuna giurisdizione, essendo sottoposta all’occupazione militare nazifascista. Questa la motivazione ufficiale. Probabilmente, al fondo, c’era la volontà del governo statunitense (ancora oggi rigidamente applicata) di sottrarre i propri soldati al giudizio di potenze straniere.
Paradossalmente però, poiché Icardi e LoDolce erano ormai in congedo, nemmeno la giustizia militare americana poteva incriminarli.
Durante il processo le difese sostennero che Holohan era stato giustiziato in quanto “ostacolo nella lotta per la vittoria”, asserendo che il maggiore era stato “giustiziato” in quanto “traditore”.

La conclusione della vicenda giudiziaria ha un sapore amaro.
Con sentenza della Corte d’Assise di appello di Torino il 25 novembre 1954 furono prosciolti i coimputati Giuseppe Manini e Gualtiero Tozzini ai sensi dell’articolo 54 codice penale: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, ne' altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo. La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità e' determinato dall'altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo».

L’onestà di “Giorgio” venne dimostrata con l’assoluzione “per non aver partecipato al fatto”.

Vennero invece condannati i due americani: Icardi alla pena dell’ergastolo, Lo Dolce a 22 anni di reclusione. Entrambi, al sicuro negli USA, non varcarono mai le porte del carcere italiano.

giovedì 5 giugno 2008

La guerra nascosta


Lunedì 2 giugno presso il CEA Acquamondo del Parco Nazionale Valgrande a Cossogno (VB) è stata inaugurata l’esposizione “La guerra nascosta. Terra di frontiere. Ticino 1939-1945

Allestita al Museo Regionale Centovalli e Pedemonte di Intragna (CH) nel 2005, la mostra si sofferma sugli aspetti legati all’attività dei servizi segreti insediatisi nel Canton Ticino, dopo l’armistizio italiano dell’8 settembre 1943, ed i rapporti tra la Resistenza italiana ed il Cantone svizzero, con particolare riferimento al territorio dell’Ossola ed alla Repubblica in essa costituita alla fine del 1944.
Il tema centrale dell’esposizione considera i rapporti che intercorsero tra la Resistenza italiana e gli Alleati dopo l’armistizio del 1943 e la liberazione della Francia nel 1944; una “guerra nascosta” che aveva solide basi sul suolo ticinese con la presenza di agenti segreti e rappresentanti delle forze in campo nel conflitto. Il Ticino come “Terra di frontiere” attraverso le quali avveniva il passaggio di informazioni, merci, persone e denaro.

L’esposizione rappresenta con “La mobilitazione dimenticata" e “I percorsi delle idee” una delle tre mostre realizzate da ISALp (Istituto L’Istituto di storia delle Alpi dell’Università della Svizzera italiana) nell’ambito del progetto Interreg IIIA “la memoria delle Alpi”, progetto che ha dato vita ad uno scambio transfrontaliero tra università e istituti di ricerca di italia, Svizzera e Francia per studiare, confrontare, rappresentare e trasmettere la memoria collettiva del secondo conflitto mondiale.

La mostra rimarrà esposta ad Acquamondo durante le aperture dei mesi di giugno e luglio (sabato e domenica dalle ore 15,00 alle 18,30) in concomitanza alle edizioni 2008 dei trekking “Sentiero Chiovini” (dal 14 al 22 giugno) e “Sentiero Cucciolo” (dal 17 al 20 luglio).

mercoledì 4 giugno 2008

A passeggio per la Riviera di San Giulio

Domenica 8 giugno sarà possibile riscoprire gli antichi percorsi della Riviera di San Giulio grazie ad un’iniziativa dell’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone.

Tra i luoghi toccati dalla camminata vi sono: l’incantata frazione di Corconio, dove il tempo pare essersi fermato; la Villa Borsini Marietti di Bolzano Novarese, in cui verrà ambientata una rievocazione medievale; l’antico porto di Buccione; la solitaria chiesetta della Madonna di Luzzara; l’antico nucleo abitato di Lagna; il masso coppellato di Pella; i paesi di Alzo e Pella.

Scopriamo Girolago 2008: Da Orta a Pella. Arte e Storia nella Riviera di San Giulio.
Camminata non competitiva sugli antichi sentieri per riscoprire il Lago d’Orta.
Lunghezza: Km 18 ca.
Difficoltà: media
DOMENICA 8 GIUGNO 2008
Ritrovo: h. 8.30 Stazione Orta-Miasino
Partenza/starting time: h. 9.00
Programma e luoghi visitati durante la camminata
  • Chiesa di Santo Stefano a Corconio
  • Villa Borsini Marietti a Bolzano Novarese
  • Lido di Buccione - Pausa pranzo (al sacco)
  • Chiesa di Madonna di Luzzara
  • Lagna
  • Masso Coppellato
  • Alzo di Pella
Arrivo: Pella, h. 18.00
Possibilità di rientro in Battello: h. 18.30 Pella-Orta

Preiscrizioni entro il 5 giugno telefonando al Tel. 0323/89622
Quota di partecipazione € 5,00 cad (gratuito per i bambini)
La quota non comprende i mezzi di trasporto da e per i punti di partenza e di arrivo.

Per maggiori informazioni ecomuseo

martedì 3 giugno 2008

Censimento dei cunicoli - 1

Le leggende legate all’esistenza di misteriosi cunicoli hanno riscosso un buon successo. Ne è nata l’idea di avviarne un censimento. In una prima fase verranno raccolte le segnalazioni. In una seconda si cercherà di tracciare la mappa dei misteri del sottosuolo.

Le segnalazioni finora pervenute.

C’era un cunicolo che univa il castello di Vergano Sopra con quello del Borgo (oggi l'asilo delle suore, ex oratorio femminile). Era ancora percorribile per un bel tratto ai tempi della guerra (Tenar).
Dalla Torre di Invorio (?) al Castello di Massino Visconti (Terry ).
Esiste un cunicolo che collega la basilica di S. Giuliano (nel Castello di Gozzano, ndr) alla torre di Buccione (Davide).

Inviate la vostra segnalazione!

lunedì 2 giugno 2008

Arriva... Capitan Novara!



L’apparentemente casuale post di sabato ci ha spalancato le porte dell’Universo narrativo Marvel e DC Comics. Centinaia di supereroi dotati dei poteri più straordinari, provenienti dagli Stati Uniti d’America, hanno invaso il pianeta…

… ma ora la risposta novarese è arrivata!

Luca Ferrari, ventitreenne novarese d.o.c., pare un tranquillo ragioniere e agente assicurativo, fidanzato con la bella e dolce Angela, maestra elementare. Sennonché un incidente accadutogli da piccolo, la caduta in una risaia radioattiva, lo ha dotato di straordinari poteri, tra cui il "superpugno". Grazie ad essi egli è diventato “Capitan Novara” il supereroe del novarese dal pugno imbattibile, paladino della libertà e della giustizia, sempre pronto a lottare contro i malvagi per difendere la città e la provincia di Novara (e non solo).

Nessuno sa chi si celi dietro la maschera e la N bianca ben evidente sul suo costume (dai colori rosso e bianco come quelli dello scudo crociato, stemma della città di Novara), né dove sia la sua dimora. Capitan Novara a volte viene avvistato in cima alla Cupola di San Gaudenzio dalla cui altezza riesce a scrutare e a controllare tutta la città.

Accanto a Capitan Novara si muovono numerosi altri supereroi riuniti nella VCO Force, tra i quali non possiamo non ricordare Cusio Woman, la “Fiammeggiante donna del Cusio”. Da segnalare inoltre, tra i numerosi nemici il misterioso e crudelissimo Rospo Rosso, capo supremo della malavita organizzata, la cui base operativa è situata in un laboratorio segretissimo nel sottosuolo della città di Novara. Qui conduce raccapriccianti esperimenti genetici che sovvenziona tramite le sue numerose attività illegali...

A proposito di raccapriccianti misteri, meritano una menzione speciale la maledizione della Mano Nera contenuta in un misterioso ed ancestrale libro, custodito su di un altare all' interno di una cripta situata nei sotterranei di Villa Marazza (luogo in cui, realmente, accaddero raccapriccianti episodi, nd.r.) a Borgomanero; e la Creatura del Lago Maggiore, misterioso animale alla base di tutte le leggende sui draghi delle nostre terre.

Ideatore e disegnatore di Capitan Novara è Fabrizio De Fabritiis. Nato, come autore e fumettista, sulle fanzine dark One Hundred Years (rivista ufficiale del fan club italiano del gruppo musicale The Cure), Petali Viola, Rosa Selvaggia e Le Canaglie. De Fabritiis lavora nel campo della grafica e realizza storyboard per la pubblicità ed il cinema e vanta numerose collaborazioni con le case editrici italiane, per le quali ha realizzato altri fumetti, come Living Sword di cui è autore, disegnatore e sceneggiatore, pubblicato a puntate sulle rivista fantasy Enchanted Lands.

Per conoscere questo straordinario personaggio non resta che correre nelle edicole per comprarne le avventure, pubblicate dalla Società Emmetre Service S.a.s., ovvero visitare il sito di Capitan Novara. Esiste anche un blog per dialogare con l’autore.

domenica 1 giugno 2008

L’Uriana

Vive nelle acque dello Strona, ma non è un pesce.
È femmina, ma non è affascinante come una sirena.
Ha otto zampe, ma non è un ragno.

L’Uriana è vecchia, calva, brutta, ha gli occhi rossi e lunghi denti gialli e affilati, una lingua lunga che agita come una frusta, la parte inferiore del corpo coperta di squame.
Il suo cibo preferito? I bambini che si avvicinano troppo all’acqua.
«Stai lontano dall’acqua che l’Uriana ti mangia!» gridano le donne ai bambini che paiono irresistibilmente attratti dai viscidi sassi sulle sponde del torrente. «State molto lontani dalle rive, bambini, che esce l’Uriana col rastrello e vi tira dentro».

Molti giurano di averla vista emergere dalle acque gelide, con il suo aspetto spaventoso, i suoi artigli affilati, l’insaziabile fame di tenera carne di bambino. Lascia la grotta in cui, si dice, nasconde un tesoro favoloso, e si apposta nel fiume, col rastrello in mano, pronta a ghermire le sue prede.

L’Uriana però è di bocca buona e può accontentarsi anche di pesci, soprattutto quando i bambini si mostrano saggi e ubbidiscono agli ordini degli adulti. Per questo motivo infesta anche le lanche più pescose del torrente. Zone del torrente da cui anche gli adulti fanno bene a stare lontano. Così almeno raccontano certi pescatori…

sabato 31 maggio 2008

I due muratori

Era solo, su uno scoglio circondato dalle acque. Tutto attorno, gli indigeni spiavano i suoi movimenti con occhi ostili.
Non aveva armi, a parte il bastone che comunque non avrebbe mai usato per difendersi.
Aveva la Legge dalla sua, certo, ma chi, in quell’impero decadente, si sarebbe curato di farla rispettare?
L’unico aiuto certo era suo fratello, che però si trovava ad alcune miglia di distanza, oltre le colline, nell’ultimo borgo in cui la legge trovasse ancora qualche servitore.

Eppure non aveva paura. Sapeva di poter fare affidamento su una Forza a cui nessuno avrebbe potuto opporsi. Un potere celato agli occhi degli uomini, che gli avrebbe consentito di mutare gli animi di quanti ancora opponevano resistenza.
Dopo aver disperso con un cenno le ultime forme del male che lo circondava individuò il luogo in cui avrebbe costruito l’edificio che aveva giurato di erigere. Purtroppo non aveva strumenti con sé, nemmeno una cazzuola. Li aveva lasciati tutti al fratello, che a sua volta li stava usando. Neanche questo lo preoccupava. Diede una gran voce al fratello, chiedendogli la vanga.

Dopo nemmeno un minuto l’oggetto piovve dal cielo, concludendo la lunga parabola nella sua destra. Con esso cominciò a scavare finché, trovando delle pietre, lo scagliò in aria, chiedendo il piccone. Dopo poco anche quello arrivò. Così, scambiando ogni volta gli attrezzi, iniziò a costruire.
Gli indigeni, meravigliati da quel prodigio, misero in acqua le barche e si presentarono a lui in massa per essere battezzati e poi per aiutarlo nell’opera.
In questo modo, si dice, Giulio e suo fratello Giuliano edificarono le chiese di Gozzano e dell’isola.

Alfa Diario. Altri universi narrativi.



Per festeggiare il cinquantesimo post ho deciso di strafare: questo è il terzo post di oggi. Inoltre, alle volte, si ricevono degli inviti a cui non si può dire di no…

Sabatino mi ha invitato a visitare i suoi blog, interamente dedicati ai Characters Marvel e DC Comics.


Il motto di Sabatino è “non importa quanto si diventa alti... L'importante è rimanere sempre un pò piccoli dentro...

Lo condivido e accolgo volentieri il suo invito, dal momento che i due blog mi hanno spalancato le porte di due incredibili universi narrativi (vedi quanto già detto a proposito di Martin Mystere).

Perché è interessante visitare questi blog? Chiediamolo direttamente a Sabatino…

«L’Universo Marvel (ma discorso simile può essere fatto per l’universo DC n.d.r.) è, molto probabilmente, il più grande universo narrativo mai stato creato. Racchiude al suo interno centinaia, forse migliaia di personaggi fittizi che vivono le proprie avventure parallelamente, in stretta connessione tra loro, in maniera tale che – ad esempio - gli eventi che avvengono in una determinata testata a fumetti, si ripercuotono come naturale conseguenza su tutte le altre facenti parte, per l’appunto, della stessa linea Spazio-temporale.

Dal 1961, anno in cui vede la luce la Marvel Comics così come oggi la conosciamo, sono state scritte e pubblicate centinaia di migliaia di storie a fumetti con protagonisti i Supereroi e i loro rispettivi comprimari, un nutrito Pantheon di personaggi buoni e cattivi che col passare delle decadi sono cresciuti, si sono sposati e divorziati, hanno avuto figli e subito cambiamenti epocali, evolvendosi di pari passo con i gusti e la cultura del pubblico contemporaneo.

Il tutto per dare un’idea, anche a chi non ha eccessiva dimestichezza coi Comics statunitensi, della straordinaria complessità e vastità di questo universo fantastico, e, in secondo tempo, per fare – mi auguro - cosa gradita a tutti gli appassionati (e ce ne sono tanti) di character designer in Italia.»

Pillole di Mistero a Puntoradio



Questa sera andrà in onda una nuova Pillola di Mistero su Puntoradio.
Siamo in Onda, il talk show del sabato sera (dalle 21 alle 24), avrà come tema della serata i poteri straordinari ovvero i super poteri.

La Pillola di Mistero di stasera parlerà quindi di un personaggio dai poteri veramente leggendari. Chi lo desiderasse potrà leggere la Pillola di Mistero sul blog di Siamo in Onda e su Il Lago dei Misteri questa sera dalle 22.45.

Ricordo che chi dispone di linea ADSL può ascoltare Puntoradio anche dal web.
Chi andrà a ballare a mezzanotte potrà seguire la trasmissione dall’autoradio. Per l’area del Cusio e del Borgomanerese la frequenza è 96.300.

Storie e leggende tra due laghi


Quaranta giovani per trentatré racconti.

Storie e leggende tra due laghi” è il risultato del lavoro svolto da giovani scrittori e disegnatori che, con una lunga ricerca, hanno raccolto le più famose leggende ambientate tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta.

Riunitisi nella “Corporazione dei Bardi e Amici delle Leggende”, gli autori hanno riscritto le leggende e i racconti popolari, illustrandoli, con disegni originali. Il lavoro è stato dapprima presentato in una mostra allestita nel 2002 ed è in seguito confluito in una pubblicazione. Lo scopo è mantenere vive le leggende tradizionali contro la marea montante delle storie globalizzate costruite dalla televisione.

Il libro è edito da Macchione, un editore che propone altri titoli dedicati al mistero e alle leggende, come: “Fantasmi nostri”, “Guida ai misteri del Lago Maggiore”, “Lombardia misteriosa”, “Leggende del Varesotto”.


AA.VV., Storie e leggende tra i due laghi. Racconti dei laghi Maggiore e d'Orta
Editore: Macchione Editore
Pubblicazione: 01/2003
Numero di pagine: 160
Prezzo: € 20,00
ISBN: 88-8340-168-9

venerdì 30 maggio 2008

Il Lago dei Misteri

Il mio nome è Alfa.


Mi hanno sempre affascinato le storie del passato. E amo da sempre questo luogo meraviglioso che è il Lago d’Orta, o Cusio come pure è chiamato.


Ho passato anni a leggere, ascoltare racconti, parlare con gli anziani. Ad un certo punto mi sono accorto che avevo tra le mani molte storie, che aspettavano solo di essere raccontate. Alcune semplicemente curiose, altre decisamente inquietanti.


Quella che, un po’ per caso, ho cominciato a scrivere è una storia strana, una storia mai raccontata veramente; sebbene talora affiori nei racconti dei romanzieri o nelle chiacchiere dei bar lungo il lago. Mai apertamente però, perché nessuno in fondo conosce davvero la verità.


E' una storia di nebbie invernali che ti fanno perdere l'orientamento sull'acqua e intravedere luoghi che non avresti voluto vedere; di cadaveri decapitati e teste scomparse; di incontri proibiti in ville apparentemente rispettabili; di feroci assassini e di tesori scomparsi.


Una storia di tempeste improvvise e di gorghi che reclamano il loro feroce tributo di vite umane; di oscuri rituali nel folto del bosco e al limitare delle paludi; di massi da cui si sussurra che gli uomini facciano bene a stare lontani nelle notti di luna.


Una storia parallela, i cui protagonisti sono streghe, spettri, draghi e folletti che, come incubi, turbano il sonno delle giovani donne; in cui i bambini vengono ghermiti da mostruose creature che si nascondono sotto il pelo dell'acqua o rapiti nelle loro culle da esseri semiumani che dimorano nell'oscurità delle caverne.


Una storia feroce di banditi e avventurieri; di gelosi mariti e donne violate.


Una storia di ferro e paura, di tenebra e di sangue.


Quella che racconto, come raccogliendo le enigmatiche reliquie di un antico drago, è una storia di misteri in una terra incantata.


Se vi interessa sapere di più su di me potete leggere il mio pensiero sui misteri o il quadro d'insieme di ciò che si muove attorno e dentro il lago dei misteri a quattro anni dalla sua nascita (trattandosi di un lago non aspettatevi qualcosa di immobile, ma un insieme mutevole e sempre cangiante).

giovedì 29 maggio 2008

Il bambino sulla strada

Essendo Pontefice Pio IX, un uomo se ne andava verso il paese tornando dai campi. Era di corporatura robusta e procedeva a dorso di mulo, lasciandosi cullare lentamente da quel movimento ritmico, finché lo vide.
Dapprima pensò fossero degli stracci poi, guardando bene, vide che si trattava di un bambino, avvolto dentro alcuni panni e appoggiato sul ciglio della strada.
Smontato dal mulo, lo prese in braccio, guardandosi attorno per vedere se ci fosse qualche donna nei dintorni. Non vedendo nessuno decise di portarlo a casa, finché non avesse potuto scoprire di chi fosse.
Sempre tenendolo in braccio risalì sul mulo e riprese il cammino. Il mulo arrancava sulla strada sassosa che si inerpicava sulla collina e pure all’uomo parve che la sua fatica aumentasse ad ogni passo. Finché, sentendosi sempre più stanco esclamo:
«Ma quanto pesa questo bambino!»
«Sarai leggero tu!» esclamò una voce maschile.
L’uomo trasalì e guardò il bambino. Vide che il volto si andava rapidamente invecchiando e una lunga barba nera gli stava crescendo sul mento. Spaventato lo lasciò cadere e spronò il mulo alla corsa, rallentando il passo solo quando fu al sicuro oltre le porte del paese.

mercoledì 28 maggio 2008

Rimedi sicuri per riavere un bambino

Quante volte mamme le esasperate hanno gridato: «Se non la smetti ti do via e ne prendo un altro!»
Immaginate ora di essere l’altra madre, quella vittima dello scambio…

Un fatto del genere è accaduto molto tempo fa a Casale Corte Cerro. Non mi riferisco, però a uno dei disgraziati casi descritti dalla cronaca nera.
Quel giorno, quando la madre ritornò alla culla quasi svenne vedendo al posto del suo bel bambino un piccolo mostro peloso dalla pelle scura e dura come il cuoio che la fissava con due grandi occhi da selvatico.
Non sapendo cosa fare e sospettando un incantesimo, prese il bambino e corse diritta dal prete. I preti si sa, fanno la “fisica”, la magia dotta. E possono quindi contrastare gli altri incantesimi.
Infatti, quando il prete vide la creatura comprese immediatamente cosa fosse accaduto.
«Ma questo è uno stregoncino! Deve essere il figlio della Cusc...»
Sopra Casale c’era una grotta, presso il luogo ove sorge ora il Getzemani, dove viveva una strana donna. Il suo corpo era peloso e il suo volto aveva poco di umano. Tutti pensavano che fosse una strega e dicevano fosse immortale, perché viveva in quel luogo da tempo immemorabile. Il suo nome era appunto Cusc.
«La Cusc deve aver partorito un piccolo stregoncino» spiegò il prete «ma vedendolo così brutto e peloso ha provato invidia per i bambini teneri e paffuti delle donne. Probabilmente viene a spiarvi mentre andate al riale a lavare i panni. Così, senza essere vista, si è avvicinata alla culla e, rapida come un gatto, ha preso il bambino sostituendolo con il proprio stregoncino.»
«Come posso fare a riavere il mio bambino?» domandò disperata la donna. «Io proprio non riesco a dare il seno a questa bestia e se penso al mio piccolo tra le mani di quella strega…»
«C’è solo una cosa da fare» l’ammonì il prete. «Torna a casa e non dargli nulla da mangiare. Lascia che pianga, finché la Cusc lo senta.»
La donna tornò a casa e fece come il prete le aveva detto. Quando il piccolo incominciò a strillare per la fame, la donna si tappò le orecchie per non sentirlo gridare. Forte, sempre più forte…
Finché la porta si spalancò e la Cusc entrò nella casa. Diede un fagotto con il bambino alla madre e corse alla culla afferrando lo stregoncino. Poi, stringendolo al petto, si dileguò rapidissima su per la montagna.

martedì 27 maggio 2008

I cunicoli

Ne parlano in tanti. Ti assicurano di averne sentito parlare da persone più che fidate. Ti indicano da dove partirebbero e dove arriverebbero. A sentir loro ce ne sarebbero ovunque. Eppure non li hanno mai visti.

Decisamente quello dei cunicoli è un mistero difficile da spiegare. Non posso che chiedere a lui…

«I cunicoli!»
La risata del Maestro rimbomba nello studio invaso di fumo, facendomi quasi pentire di avergli fatto quella domanda. Alla fine mi punta contro il terribile sigaro.
«Questa storia dei cunicoli è un’assurdità» sbuffa una nuvoletta. «Se fosse vera ogni castello avrebbe decine di passaggi segreti da cui si potrebbe arrivare, sempre passando sottoterra, fino ad altri castelli. Bada bene: anche se si trovano dall’altra parte della valle o addirittura del lago! Sarebbero opere di ingegneria straordinaria, questi cunicoli.
A cosa sarebbero serviti poi? Per andare dalla Torre di Buccione al Castello sul Monte Mesma, ad esempio? Ma dove avrebbero messo la terra di una simile opera, secondo loro? Mi dicano! Che poi i due castelli appartenevano pure a potenze nemiche: Buccione al Vescovo, il Mesma al Comune di Novara. E in quel tempo tra i due, altro che carità cristiana: volavano scomuniche, sganassoni, spadate e molte frecce!»
«Quindi è tutto inventato?» azzardo.
«Tutto magari no. Ogni castello poteva avere delle cantine e dei piccoli passaggi per uscire di nascosto. Ma raramente superavano il centinaio di metri. Non dimentichiamoci cosa comportava scavare dei tunnel all’epoca, in terreni per lo più sabbiosi, oltretutto. Lo facevano se era indispensabile, non certo per il divertimento di far buchi.
Spesso i cunicoli erano realizzati durante gli assedi. Gli assedianti scavavano per arrivare sotto le mura e minarle; gli assediati per fare ai nemici una bella sorpresa. Una guerra di talpe, insomma. I francesi, ad esempio, ne stavano scavando uno a Torino, quando Pietro Micca fece saltare tutto. Ma questa è un’altra storia...
Eppure questa dei cunicoli è una delle tradizioni più radicate. Ogni volta che parlo di castelli c’è qualcuno che vuole spiegarmi che da lì si arriva in quel posto piuttosto che in quell’altro!»

Una rete fittissima nel sottosuolo...
Non oso dire al Maestro di quanto sussurrano taluni: che molti cunicoli si collegherebbero ad una rete di passaggi molto più antica, scavata prima che la nostra specie apparisse sul pianeta. Gallerie che porterebbero in luoghi segreti, difesi da parole d’ordine stabilite all’alba del mondo, in lingue non umane. Luoghi nel ventre della terra in cui sarebbero custoditi tesori inimmaginabili e oggetti capaci di donare al possessore virtù, forza, ricchezza.
Occorre solo trovare il coraggio di infilarsi, nelle viscere della terra, per cercarli…

«È pericoloso inseguire certi sogni!»
Come se mi avesse letto nella mente il Maestro mi ammonisce con voce severa.
«Di tanto in tanto, qualche imprudente, inseguendo questo sogno, finisce in trappola. I cunicoli si rivelano per quello che sono: buchi pericolanti nel terreno, dove basta muovere una pietra per provocare un crollo e una tragedia. È accaduto non lontano da qui, purtroppo, ad un ragazzo che voleva esplorare i sotterranei di un castello in rovina. Decidemmo allora di sigillare tutti i passaggi, per evitare altri incidenti simili.»

lunedì 26 maggio 2008

La signora delle vipere




Universi paralleli. Con questo termine si indica la teoria secondo la quale accanto al nostro mondo potrebbero esisterne infiniti altri, alcuni dei quali molto simili, tranne che per alcuni dettagli. L’espediente è stato ampiamente sfruttato dalla narrativa fantastica per descrivere mondi basati su scenari realistici eppure irreali. Immaginate un mondo alternativo in cui l’umanità sia stata decimata da un’epidemia, ovvero in cui Hitler abbia vinto la sua battaglia…

Alcuni universi paralleli esistono realmente. Sono gli universi narrativi della narrativa, del cinema, del fumetto. Descrivono mondi che “potrebbero essere” ma che non sono.
O forse no. Forse esistono realmente e gli autori riescono, in qualche modo a vederli…

Un interessante esempio di universo narrativo è quello di Martin Mystére, il Detective dell’Impossibile, impegnato a risolvere i più intricati misteri, anzi “mysteri”. Il protagonista (per gli amici BVZM) vive a New York, ma si concede lunghi viaggi per un mondo molto simile al nostro, affollato però da presenze mysteriose: civiltà scomparse, alieni, presenze inquietanti.

Alcuni anni fa, Martin Mystére, accompagnato dal fido Java – un neandertaliano che ha scelto di seguirlo nelle sue avventure – ha compiuto un lungo viaggio in Italia (aiutato in questo dal fatto che, essendo il BVZM un personaggio a fumetti, il suo autore è l’italianissimo Alfredo Castelli).
La saga dei “Mysteri Italiani” si chiude proprio sul lago d’Orta con due albi (pubblicati come tutta la serie da Sergio Bonelli Editore) di 96 pagine: La Signora delle Vipere (MM 162, settembre 1995) e La cripta e l'incubo (MM 163, ottobre 1995).

In questa avventura (sceneggiata da Enrico Lotti e Andrea Pasini e disegnata da Lucia Arduini), Martin Mystére deve affrontare una temibile creatura aliena, la Signora delle Vipere, imprigionata dentro una vasca di acqua benedetta nientemeno che da San Giulio.

domenica 25 maggio 2008

La lettura del mese passato: Rat Man


Un uomo aveva due figli: Tatanaele ed Isappo.
Un giorno Tatanaele disse al padre: «Non voglio più abitare nella tua casa, lavorare nei tuoi campi e mangiare capra azzima tutte le sere. Dammi quindi la parte del patrimonio che mi spetta, così che possa andarmene e sperperarla con le prostitute.»
Il padre era vecchio ma robusto. Così si alzò da tavola e Tatanaele ne prese così tante, ma così tante, che fu sera e fu mattina. Poi il padre si rivolse al secondo figlio: «E tu, Isappo? Anche tu vuoi chiedere qualcosa a tuo padre?»
Allora Isappo guardò Tatanaele. Poi guardò il padre. Poi ancora Tatanaele e disse: «Posso avere dell'altra capra azzima?»
Ecco, io vi dico: «Chiedete e vi sarà dato... e a ciascuno secondo la legge del padre.»
Da Leo Ortolani, Venduto, Rat Man Collection n. 65.

Leonardo “Leo” Ortolani è, a mio avviso, un genio assoluto. Un genio del fumetto umoristico, ve lo concedo, ma in questo genere è riuscito a diventare, in pochi anni, un vero fenomeno di culto.
Leo Ortolani ha uno stile inconfondibile, con i suoi personaggi dalla faccia di scimmia, che è il suo marchio di fabbrica. Il tratto in bianco e nero in alcune vignette è così essenziale da ricordare i Peanuts di Schultz, mentre in altre (ciò è particolarmente evidente nelle copertine) si arricchisce per richiamare volutamente quello dei super eroi americani. Per questo Ortolani è stato definito “il più grande autore Marvel vivente”.

Del resto Rat-Man, il protagonista, è davvero un supereroe.
Un supereroe, occorre dire, molto sui generis. Rat Man indossa un costume da topo e la lista dei suoi superpoteri è … bianca. Egli infatti non ha alcun superpotere. Non vola, non è invulnerabile, non è forte come mille uomini…
Le straordinarie imprese da lui compiute sono comunque degne di essere ricordate: ha diviso i Fantastici Quattro per un numero pari a se stesso; ha ritrovato l’Urlo di Munch grazie al suo udito; ha cancellato il razzismo, la guerra, la fame e la malattia dai vocabolari… costringendo la gente a comprarne di nuovi.
Soprattutto Rat-Man ha una caratteristica che lo rende unico: è completamente idiota. Occorre ripetergli le cose almeno due volte perché le capisca e ancora non è detto che ci riesca. Tra due possibili scelte opterà inevitabilmente per quella dall’esito più catastrofico. Possiede ogni più imbarazzante difetto fisico e fisiologico. È così noioso che quando parla la sua immagine riflessa nello specchio si annoia ad ascoltarlo…
Attorno all’Eroe si muovono comprimari altrettanto folli: un maggiordomo fedele come un cane; un poliziotto di colore, pluricornificato dalla moglie e idiota almeno quanto l’Eroe; un orsacchiotto di peluche; un/a transessuale platinato/a innamorato/a, non ricambiato/a, dell’eroe…

Rat-Man è il personaggio più politicamente scorretto che si possa immaginare. In uno stesso numero il protagonista riesce
- a rifiutare l’offerta in chiesa dicendosi “già a posto”;
- ad essere stupidamente e insensibilmente classista col maggiordomo;
- a litigare con un disabile;
- a firmare, perché “la faccia gli ispira fiducia”, un contratto con un produttore televisivo incompetente, disonesto, palesemente pedofilo.

Nella sua totale imbecillità (gli si perdona facilmente perché è evidente che non sa ciò che sta facendo) Rat Man un super potere alla fine lo possiede: riesce a farci ridere. Di noi stessi, delle nostre piccole meschinità quotidiane (comprese quelle più inconfessabili), della nostra arroganza verso i perdenti, i diversi e tutti quanti, per qualsiasi motivo, consideriamo inferiori…
E riesce, con poche battute, a fustigare le contraddizioni e le ipocrisie della nostra società: il cinismo della televisione che specula sul dolore dei famigliari delle vittime; la spasmodica ricerca di una briciola di notorietà; la svendita di ogni valore.

Da segnalare il particolare umorismo di Ortolani. Le battute vivono anche fuori dalla gabbia delle strisce a fumetti (“Vendo il rispetto per me stesso. Telefonare ore pasti, chiedendo dell’imbecille”), ma è nella successione delle vignette (di dimensioni sempre variabili) che l’autore raggiunge i vertici della sua comicità. Una singola sequenza comica può durare per alcune pagine, con varie scansioni interne, in un crescendo grottesco che si conclude nei modi più imprevedibili. Talora, una sequenza, che apparentemente pareva conclusa, viene improvvisamente riaperta: tre - quattro vignette a pagina 49, incomprensibili se prese da sole, diventano irresistibili se lette come seguito della sequenza che si credeva chiusa a pagina 27.

Ortolani non è solo autore di Rat Man. Tra le numerose storie da lui scritte e disegnate da segnalare le parodie di celebri opere cinematografiche:
Il Signore dei Ratti (Il Signore degli Anelli);
Star Rats (Guerre Stellari);
299+1 (300);
Venerdì 12 (La serie Venerdì 13).
E già si annuncia la prossima uscita di “John Ratto”, liberamente ispirata alle vicende di un famoso reduce...

Cosa c’entra questo post con Il Lago dei Misteri? Nulla.
Semplicemente ho deciso di dedicare ai lettori un breve brano tratto da letture interessanti. Il brano rimane visibile per circa un mese nella colonna di destra, per poi essere sostituita da un altro. Al termine del suo ciclo vitale, la lettura (in questo blog si fa come per il maiale, non si butta nulla) viene ripescata come post e commentata.

Anche se…

Anche se un piccolo mistero c’è anche in Rat Man. Leo Ortolani ha da tempo annunciato che Rat Man arriverà solo fino al numero 100. E poi? Cosa accadrà, raggiunto quel fatidico numero?
Migliaia di lettori sono in ansia, ma l’Autore li rassicura: non devono preoccuparsi della cosa.
Il mondo finirà prima.

sabato 24 maggio 2008

La Veggente di Medjugorje

Stavolta è il Mistero a far visita al Lago dei Misteri.

Oggi e domani Mirjana Dragicevic-Soldo, una dei sei veggenti di Medjugorje
sarà presente in varie località del Lago d’Orta, raccontando la sua straordinaria esperienza ai fedeli.
Tra le varie iniziative previste, domenica è stata organizzata anche una via Crucis da Pogno al Santuario della Madonna del Sasso.

Il Cusio è terra di antiche tradizioni di fede, se si pensa che le prime notizie coincidono con la Leggenda della Vita di San Giulio. Numerosi sono gli eventi miracolosi riportati dalla tradizione, inclusa un’apparizione mariana a Vacciago, presso la Bocciola nel 1543.

Né si può dimenticare che il Monastero Benedettino Mater Ecclesia, sull’Isola di San Giulio, ospita una fiorente comunità monastica, fondata e retta dalla badessa Anna Maria Canopi, una delle personalità religiose più importanti oggi in Italia.

Alfa Diario: il Punto nella Notte.

Dopo un viaggio di chilometri, la sagoma colorata dell’edificio mi si disvela nel buio della notte indicando la meta. È stato Fabio di Orta, una delle loro Vedette sul lago, a creare il contatto e ora mi accingo a varcare il cancello di quel luogo, assieme alla mia affascinante compagna di viaggio.

Come Pollicino nella fiaba, seguiamo i segni per terra: delle mollette colorate, in questo caso. In cima alle scale ci accoglie un’atmosfera calda e amichevole che ricorda quello delle osterie di una volta: si parla, si ride, si scherza, si fa musica, si stappano bottiglie, si tagliano pane, salame e formaggio. Qualcuno racconta storie, alcuni cantano e suonano, altri descrivono le loro esperienze. Si parla di letteratura e di musica, ma anche di impegno sociale.

Conosciamo molte persone simpatiche a partire da Fabio & Fulvio, che sono il perno attorno a cui ruota quella sorta di giostra. Abbiamo modo di parlare anche con la maga Rosa e con la conturbante Viola, mentre i magici ritmi brasiliani degli Obrigado inducono due giovani innamorati a far pace e riescono persino a far materializzare dal vivo una piccola delegazione brasiliana.

Tutti i presenti compiono una sorta di rito: a turno si pongono davanti ad un microfono e cominciano a parlare, cantare, suonare. Il suono si diffonde nell’etere e può essere ascoltato anche a distanze notevoli. Una magia, mi dicono, inventata da un certo Guglielmo Marconi nel settembre del 1895. Una magia a cui, come troppo spesso capita, ci siamo talmente abituati da considerarla un fatto scontato.

In quell’atmosfera mi lascio andare anch’io e svelo un segreto: il nome che si celava dietro la lettera “A” è “Alfa”. Infine, per ricambiare l’accoglienza, regalo loro una “Pillola di Mistero”, cui altre seguiranno.

Mentre facciamo ritorno verso casa, la voce dell’Equi Librista ci tiene compagnia raccontando la storia di Robinson Crusoe…

venerdì 23 maggio 2008

La Dama di Ghiaccio

La notizia dell'esistenza di una DAMA DI GHIACCIO è stata portata nel Cusio dai Walser, il misterioso popolo delle Alpi insediatosi nel Medioevo in cima alla Valle Strona, a Campello Monti.

Si dice viva sulla sommità dei monti più alti, dove le nevi sono eterne. È bellissima, ma di una bellezza letale per qualunque uomo. Il suo cuore è infatti duro come il ghiaccio e molti giovani uomini, che stregati dai suoi occhi l’hanno inseguita verso le vette, hanno trovato una morte orribile dentro i crepacci. I più fortunati sono stati trovati in primavera. Gli altri rimangono ancora là, intrappolati dai ghiacciai, le mani tese per afferrare quella visione.
Una sola volta, pare, la Dama di Ghiaccio avrebbe trovato l’amore negli occhi di un giovane cacciatore di camosci. In un breve istante avrebbe persino sperato in un destino diverso, con un marito e dei figli…
Il grido del ragazzo, mentre precipitava nel vuoto, pose fine a quel sogno.
E da allora, tutte le primavere, la Dama di Ghiaccio piange il giovane, e le sue lacrime divengono ruscelli, torrenti e fiumi.
Esiste una seconda versione di questa leggenda, che è diffusa in molte zone d’Europa. In questa la Dama di Ghiaccio non sarebbe sola.
Essa ha due compagni: un Nano e un Gigante. Il Nano attira i giovani signori, raccontando loro nelle taverne di montagna della bellezza straordinaria di quella donna. La Donna si mostra agli sventurati attirandoli nella trappola. Il Gigante li uccide con una clava mostruosa. Infine il malefico trio si spartisce il bottino.
C’è persino una terza versione, ancora più inquietante. In questa la Donna, che a molti uomini si concede, attira le vittime. Al posto del Gigante c’è un Dragone, domato grazie ad un anello d’oro, che uccide gli uomini e custodisce il tesoro. E il Nano è uno Stregone dal cuore nero come l’inferno…

Questa storia è la prima Pillola di Mistero raccontata a Siamo in Onda.

giovedì 22 maggio 2008

La bottega del Filosofo

Lo trovate sempre lì, nella sua “Bottega” dove si vendono, per lo più, informazioni.

Talora mi ricorda il Tenente Drogo, in vana attesa dei suoi Tartari. Ma quando questi compaiono all'orizzonte diventa un Davy Crockett. Le orde di turisti si incuneano, ad ondate, una dietro l’altra, dentro il suo piccolo ufficio informazioni, ma lui è lì, in piedi, ad attenderle, a rispondere colpo su colpo.
Una domanda, un depliant; due domande, una cartina. Poi le munizioni cominciano a scarseggiare (troppo impari è la lotta e troppo dimenticato è quell’avamposto), così si batte all’arma bianca: a domanda risposta; a richiesta fotocopia. Magari di qualche cartina miracolosamente scovata dai cassetti o disegnata apposta per lui da qualcuno dei suoi straordinari amici e conoscenti.
Finché le orde di turisti, sazie, si ritirano lasciandolo, provato ma mai vinto, a guardia della sua postazione.

Il Filosofo può contare su molti amici. Non li troverete quasi mai nella sua Bottega, ma se vi appostate, prima o poi potrete vederli entrare. Perché quel luogo pare attirare le più singolari varietà che la razza umana è in grado di esprimere.

Personaggi peculiari, originali, a loro modo geniali; o semplicemente strani. Ciascuno gli lascia qualcosa: un racconto, un disegno, un pettegolezzo, un mugugno...

Sotto l’etichetta "La Bottega del Filosofo" trovate i racconti e le storie che ruotano attorno a questo misterioso personaggio.

Ma non parlate di misteri al Filosofo!

Quando è al lavoro il suo compito è solo dare informazioni ai turisti. A questa consegna si attiene scrupolosamente. Quando chiude la sua bottega e va a prendersi un meritato aperitivo prima di cena, allora è il momento giusto per fare quattro chiacchiere con lui.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.