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sabato 12 agosto 2023

Incubi sul lago


La richiesta è cortese e accompagnata da un gentile sorriso. A parte questo il contenuto non può che attirare tutta la mia attenzione. Una persona si sta aggirando attorno al lago dei misteri, muovendosi in un labirinto di enigmi sulle tracce di un nome. Lo conosco bene e non mi sorprende che generi porte in faccia e risposte evasive, perché è di quei nomi che possono ancora fare paura, nonostante sia passato molto tempo.

Come potrebbe essere diversamente d’altronde per colui che fu il maestro di generazioni di torturatori? Un personaggio che si trovò personalmente a combattere creature che si facevano beffe di preghiere ed esorcismi di fronte ai quali i diavoli più potenti erano fuggiti gridando. Le cui ricerche si spinsero talmente oltre i limiti di quelle Colonne d’Ercole che sono la Morale e la Ragione che i suoi stessi libri finirono con l’essere messi all’Indice dei libri proibiti, rinchiusi dentro armadi chiusi a chiave e consultati solamente dai più alti in grado tra gli Inquisitori nelle loro notti più tempestose. Uno scrittore che nel segreto del suo studio componeva commedie che sono uno sberleffo sarcastico all’erudizione ottusa e libresca dei suoi contemporanei, insinuando il dubbio che fosse ben consapevole di quanto la vita sia una grande farsa. Una figura, insomma, che si muove in quella zona grigia tra storia e leggenda, verità e menzogna, in cui è difficile distinguere la luce dalla tenebra e basta un passo sbagliato per trovarsi faccia a faccia con l’incubo.

La notizia oltretutto giunge dopo notti, e giorni, pieni di sogni inquieti, intervallati da strani avvertimenti, con la sensazione di un imminente accadimento. Sono quelle situazioni che, quando capitano al mio amico Ottavio Errante, generano sequenze di eventi dall’esito assolutamente imprevedibile. 

Nel mio piccolo, senza farmi troppo impressionare, sono pronto ad entrare anch’io nel labirinto. Sulle tracce di Ludovico M. Sinistrari.


domenica 9 settembre 2012

La Pirlonea di Ludovico Maria Sinistrari




Di Ludovico Maria Sinistrari abbiamo già parlato in passato. Questo personaggio, alquanto misterioso, nacque ad Ameno e fu zio di Lazaro Agostino Cotta, il primo storico del Cusio. Esperto giureconsulto e inquisitore a lui sono attribuite una serie di opere giuridiche particolari, sia per le tematiche scabrose, sia per la descrizione di creature, gli Incubi, che richiamano gli Elfi Oscuri, i Vampiri e altre inquietanti figure delle Tenebre.

Ebbene sempre a Sinistrari è attribuita un’altra opera apparsa nel 1666 sotto il nome del nipote, Lazaro Agostino Cotta. Si tratta di una commedia dialettale dal simpatico nome di “La Pirlonea”. L’opera, a lungo dimenticata è stata ora riproposta da Piero De Gennaro, che ne ha curato la riedizione.

Sabato 6 ottobre 2012 alle ore 16 al convento francescano di Monte Mesma, Ameno, questa riedizione sarà presentata, a cura dell’Associazione Storica Cusius e dell’Ordine dei frati minori del Piemonte, con una introduzione di Carlo Carena. L'attore Floriano Negri ne leggerà alcune pagine. 

E se eravate curiosi di vedere la vera faccia di Sinistrari, trovate qui sopra un suo ritratto. Vi compare, circondato da molti libri, il volto di un uomo serio, di quelli che potreste incontrare ancora oggi sul Cusio. Ma è spesso dietro l’aspetto di persone normali che si nascondono menti dalle fantasie eccessive...

Per informazioni: 
associazione.cusius@libero.it, pierodegennaro@alice.it






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mercoledì 7 dicembre 2011

Monte Mesma. Storia, ambiente, arte, spiritualità di una terra alta del Cusio

Sabato 17 dicembre 2011 alle ore 15,30 al convento francescano di Monte Mesma verrà presentato il volume "Monte Mesma. Storia, ambiente, arte, spiritualità di una terra alta del Cusio.

Seguirà piccolo concerto in attesa del Natale dei Chonos enseble, a conclusione rinfresco.

Il volume,  curato da Fiorella Mattioli Carcano e Gabriele Trivellin, è così composto:
Padre Gabriele Trivellin o.f.m., Nel cuore di Monte Mesma
Andrea Del Duca, Il Monte Mesma d’Ameno e gli scavi di Giulio Decio
Daniela Fornara, Il Castrum di Mesma e il Borgo Mesimella
Pier Giorgio Longo, Alle origini del Convento di San Francesco sul Monte Mesma
Fiorella Mattioli Carcano, Vicende storiche del complesso conventuale di Mesma
Padre Franco Valente o.f.m., L’antica biblioteca di Mesma
Carlo Carena, Fra Ludovico Maria Sinistrari di Ameno, o.f.m.
Fiorella Mattioli Carcano, San Giuseppe M. Gambaro, frate di Mesma, martire in Cina
Cesare Carcano, L’ambiente del Monte Mesma
Marina Dell’Omo, Note sull’arredo figurativo della chiesa e del convento
Susanna Borlandelli, Apparati lignei nella chiesa del convento
Valerio Cirio, Edicole e Viae Crucis di Monte Mesma
William A. Stuart, Una passeggiata sul Monte Mesma
Paola Primon, Antonio Fallati, Suggestioni di Monte Mesma – immagini fotografiche

Dicono i curatori dell'opera,
Fiorella Mattioli Carcano e Gabriele Trivellin:
"Il Mesma è uno spazio di rara suggestione, dove s’intrecciano in un discorso armonico natura, storia, arte e soprattutto spiritualità, letta anche nel senso di sacralità. Una sacralità che nasce dal luogo, segnato da antiche presenze e nel tempo vissuto come luogo di vita e di memoria. Dai sepolcreti, al poderoso castello, da pascolo, a fondazione francescana.
Dentro questi momenti si snoda una storia fatta di uomini, che diversamente hanno fruito e “pensato” questo luogo, e di manufatti correlati a questa fruizione/ideazione.
La storiografia relativa a Mesma ha fondamento nell’opera del Cotta Mesima Illustrata, l’appassionato storico di vicende cusiane, nipote del famoso francescano Ludovico Sinistrari, che raccoglie notizie nodali sulle vicende di fondazione del convento e sui primi settan’anni di vita del complesso. Scrivendo in epoca ancor
molto vicina ai fatti quello che egli definisce “un divertimento estivo”, ci consegna un testo che, grazie all’edizione che ne fece padre Manni nel 1945, ci permette di avere una storia del complesso francescano minoritico e anche un raro spaccato di vita della Riviera nel Seicento: un testo che può essere letto sotto differenti angolazioni. Quest’opera, rimasta manoscritta nella biblioteca di Mesma, venne certo vista da chi  tra Ottocento e primo Novecento si è occupato del luogo, sostanzialmente: A. Fara, La Riviera di San Giulio, Orta e Gozzano; P.G. Botero, Il Monte Mesma  nella Riviera di Orta e i Padri Riformati di San Francesco; W. A. Stuart, Sketches of the Riviera and lake of Orta; A. Rusconi, Il Lago d’Orta e la sua Riviera; e soprattutto G. Pagani, Notizie storiche del Convento di Mesima dalle sue origini ai nostri giorni del 1912.
Benché il Mesma sia stato trattato successivamente all’interno di pregevoli opere non ha più avuto un testo che lo trattasse sistematicamente, quindi a un secolo dal saggio del Pagani, abbiamo ritenuto utile dedicare una pubblicazione a questo luogo, ricco di storia e di umanità. Abbiamo così  scelto di predisporre un libro che, per la prima volta, studi tutti gli aspetti relativi a Mesma. La realizzazione del progetto deve un sentito ringraziamento agli studiosi che, con generosità, hanno aderito alla richiesta, mettendo a disposizione le loro competenze per predisporre testi preziosi e scientificamente importanti, saggi con cui viene riletto tutto il tema di Mesma, che giungono a fornire approfondimenti mirati, supportati da quanto finora noto, ma soprattutto rivisitandolo alla luce di successive indagini archivistiche, bibliografiche, territoriali. Alla serie dei saggi abbiamo voluto aggiungere la parte dedicata a Mesma in Sketches of the Riviera and lake of Orta, edito nel 1867 in inglese, dandone per la prima volta la traduzione italiana. Il libro si conclude con una serie di immagini fotografiche con cui Paola Primon e Antonio Fallati hanno colto le “suggestioni” di Mesma.

Questo libro è dedicato e consegnato a chi ama, per vari motivi, ma con eguale intensità questo luogo di raro fascino, terra alta sul Cusio."

giovedì 8 settembre 2011

Alla ricerca di Alfa. 9 – Per le vie di Ameno

Qui tra la vie di un piccolo paese dal nome Ameno è cominciata l’avventura di Alfa. E ora che questo indagatore dei misteri del lago d’Orta ha fatto perdere le sue tracce, ho pensato di tornare in questo luogo, dove ogni strada gronda storia.
Come la chiesa in centro al paese , in cui un grande dipinto raffigura niente di meno che il concilio di Trento cui parteciparono degli amenesi. O il grande Palazzo Tornielli, che il Conte lasciò alla comunità di Ameno come sede municipale quando decise di trasferirsi nella grande villa neogotica che costruì per lui l’architetto Nigra, sulla cima del Monte Oro. O il parco di fronte al palazzo Tornielli, recentemente restaurato grazie al finanziamento di vari enti, e restituito all’antico splendore, con le sue quinte murarie dipinte.
O il grande palazzo Solaroli, che fu la residenza del Principe di Sirdhanah e la Begum, sua consorte.
E poi, scendendo lungo la via mi fermo davanti alla casa che fu di Lazzaro Agostino Cotta che alla fine del Seicento già si rendeva conto dell’importanza di salvare le antichità e le testimonianze del passato. E invece fu letteralmente buttato fuori dalla basilica dell’Isola da un canonico che guidava scavi forsennati e dissennati alla ricerca di sacre reliquie. Ma il Cotta raccolse le testimonianze che poté da antichi documenti e manufatti, componendo la più antica storia del lago d’Orta. E la sua Corografia della Riviera di San Giulio, resta, a tre secoli di distanza un’opera fondamentale.
O quel suo parente, quel Ludovico Maria Sinistrari  cui è intitolata una via e che scrisse manuali di pratica criminale che all’epoca in cui visse furono autentici best seller. Appassionato studioso di Diritto Civile e Canonico, a Roma divenne Consultore del Tribunale Supremo della Santa Inquisizione, quindi fu Vicario generale dell'Arcivescovo d'Avignone, infine Teologo presso l'Arcivescovo di Milano. Nel 1688 scrisse il trattato Practica criminalis Minorum illustrata su ordine dei Comizi generali dei Francescani. Nel  Sinistrari 1700 a Venezia pubblicò il trattato De delictis et poenis in cui si lanciò in una descrizione del tribadismo così accurata e particolareggiata da rasentare la pornografia.
Ma il libro per molti versi più sconvolgente e controverso è quello in cui il Sinistrari parla degli Incubi  e dei commerci carnali che queste creature, che si fanno beffe degli esorcismi, intrattengono con le donne (o con gli uomini, sotto forma di Succubi) della razza umana. Portando oltretutto una testimonianza personale sull’argomento.
E qui, tra giuristi e storici, conti e principi, Incubi e Succubi termina la prima parte del viaggio dell’Errante, mentre le tracce di Alfa si fanno sempre più labili e sembrano svanire nel sogno. 
O nell’incubo.

lunedì 17 novembre 2008

La misteriosa vicenda di Sinistrari



Qualche tempo fa vi parlai della strana vicenda legata alla vita e alle opere di Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.

Vi ripropongo ora l’indice della storia.

A passeggio con l’incubo
descrive il mio incontro, una sera d’estate, con Sinistrari ed i suoi Incubi.

Gli incubi di Sinistrari - 1 contiene una breve biografia di Ludovico Maria Sinistrari d’Ameno.

Gli incubi di Sinistrari - 02 presenta l’opera dei delitti e delle pene di Sinistrari, con riferimenti al trattatello “De Sodomia”. (NB il post è sconsigliato ai minori di 18 anni).

Gli Incubi di Sinistrari 03. La teoria degli Incubi e dei loro commerci carnali con le donne contenuta nel saggio “Demonialità”.

Una storia da… succubo. Contiene una storia vera, raccontata dallo stesso Sinistrari, sulla strana vicenda di un fidanzato insidiato da una insaziabile succube.


Gli incubi di Sinistrari – 04
. La storia del “Demonialità” di Sinistrari.

Gli Incubi di Sinistrari - 05. I dubbi sull’autenticità dell’attribuzione al Sinistrari del “Demonialità”.

venerdì 29 agosto 2008

Gli Incubi di Sinistrari 05




Come si è detto il trattato "De la démonialité et des animaux incubes et succubes", fu pubblicato nel 1875 a Parigi da Isidore Liseux (1835-1894).

Il 20 aprile 1905 l'Intermédiaire des chercheurs et curieu si poneva però queste domande : "Isidore Liseux a publié, comme inédit en 1875, un manuscrit intitulé De Daemonialitate et incubis et succubis, par le R. P. Ludovicus Maria Sinistrarius de Ameno (XVIIe siècle).
Cet ouvrage est-il authentique? Liseux était excellent latiniste et capable d'inventer de toutes pièces un pareil traité. Un peu plus tard, il a publié sous le titre Callipygia, un "Jugement de Pâris" en vers latins qui est une évidente supercherie.
Qu'est devenu le manuscrit attribué au P. Sinistrari? Liseux est mort de misère, dans une mansarde de la rue Bonaparte et on a retrouvé neuf sous dans sa poche. Qu'avait-on fait de sa bibliothèque?
Dans la préface de son édition, il prétend que le manuscrit original figure au catalogue de la vente Seymour (Londres, 1871) sous le n° 145. Est-ce exact ?"

In altri termini il sospetto avanzato da l'Intermédiaire era che Liseux (eccellente latinista noto per altre "burle") avesse attribuito a Ludovico Maria Sinistrari d’Ameno, personaggio realmente esistito, un’opera falsa da lui stesso composta.
Molti critici sono attualmente convinti che l’opera sia proprio un falso, orchestrato dal
“Bibliofilo Jacob”, al secolo Paul Lacroix (1882-1935), e preparato da Isidore Liseux. Un falso abilmente costruito per sollucherare il palato dei lettori della fine dell'Ottocento con le numerose descrizioni di incontri erotici tra incubi e donne.

D’altro canto Lisieux editò nel 1883, otto anni dopo il De la démonialité, anche un’altra opera di Sinistrari, il trattato De la Sodomie et particulièrement de la Sodomie des Femmes distinguée du Tribadisme. Il quale sarebbe un estratto del De delictis et poenis edito a Venezia nel 1700 e messo all’Indice dei Libri proibiti nel 1704 e nel 1709, per essere pubblicato nelle Opere complete di Sinistrari a Roma nel 1754.

La Demonialità è dunque opera autentica o un abilissimo falso?

Il mistero sull’opera di Sinistrari, dunque, rimane e s'infittisce…

A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

venerdì 8 agosto 2008

Gli incubi di Sinistrari – 04





Sinistrari scrisse il suo lavoro Demonialità in forma manoscritta. Come abbiamo detto egli riteneva che Incubi e Succubi non fossero, come si pensava all’epoca, creature demoniache, bensì folletti spinti dal loro spirito libidinoso a ricercare l’unione sessuale con le donne e, più raramente, con gli uomini.

Per quanto singolari possano apparire ai nostri occhi, in fin dei conti le teorie di Sinistrari su incubi e succubi portavano alla conclusione che le donne non fossero colpevoli per queste unioni, bensì vittime di violenze da parte di queste creature superiori. Esse pertanto non potevano nemmeno essere accusate di bestialità, in quanto erano casomai gli incubi ad incorrere in questo peccato degradandosi col giacere con creature inferiori.

Allo stesso tempo poteva essere molto comodo spiegare gravidanze “impossibili” mediante l’azione degli incubi o individuare in questi ultimi quegli amanti misteriosi che i mariti non riuscivano a sorprendere perché sgusciavano inafferrabili tra le loro mani. Nessuna colpa, niente vendette.

Sinistrari forse si rese conto che nel clima del secolo XVII, negare una natura diabolica a tutto ciò che risultava “alieno” rispetto alla normalità canonica avrebbe potuto risultare persino eretico. Con tutti i pericoli derivanti da ciò, in un’epoca in cui il Sant’Uffizio non si limitava a diramare comunicati stampa. Fu per questo che il padre francescano decise di non pubblicare la propria opera?

Ad ogni modo il manoscritto scomparve, riapparendo due secoli dopo, era il 1872, nel negozio di un libraio a Londra. Fu tradotto in francese e pubblicato da Isidore Liseux come "De la démonialité et des animaux incubes et succubes" nel 1875 a Parigi.

Un mistero però aleggia sull’opera di Sinistrari. Un mistero che potrebbe mettere in discussione tutte le nostre certezze….

A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

giovedì 7 agosto 2008

Una storia da… succubo.




L’opera del Sinistrari si basava sulla raccolta di numerosi episodi, a conferma delle teorie sui succubi e gli incubi. Eccone uno, riportato da un sacerdote veneziano di nome Brognoli.

Nell’anno del Signore 1650 nella città di Bergamo accadde un fatto straordinario.
Vi era un giovane di ventidue anni che una notte, appena coricatosi, udì un rumor di passi nella stanza. Accesa una candela riconobbe la sua fidanzata, di nome Teresa. La ragazza gli raccontò che i genitori l’avevano cacciata di casa dopo un litigio. Per questo motivo, non sapendo da chi altro andare per la notte, era corsa da lui.
Il giovane, per quanto sorpreso, acconsentì a che ella passasse la notte con lui. Poiché la ragazza non aveva portato con sé la camicia da notte, si spogliò e s’infilò nel letto ignuda. Cedere al desiderio reciproco, più e più volte, fu un attimo.
All’alba la ragazza chiese all’esausto giovane se gli fosse piaciuto giacere con lei. Quando ebbe ricevuto risposta positiva gli rivelò di non essere affatto la sua fidanzata, ma una succube, perdutamente innamorata.
La succube tornò ogni notte nei mesi successivi, lasciando ogni volta il giovane completamente spossato.

Alla fine il giovane, temendo per la propria salute, si risolse a chiedere aiuto al sacerdote Brognoli, che con le preghiere e una severa penitenza riuscì infine a liberarlo dalla succube.

A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

sabato 2 agosto 2008

Gli Incubi di Sinistrari 03



Nel secolo decimosettimo le donne erano bruciate sui roghi di tutta Europa a decine e centinaia con l’accusa di aver fornicato, ossequiato, reso culto e sottoscritto patti col demonio.
Ludovico Maria Sinistrari d’Ameno, francescano riformato, scrisse il saggio Demonialità ponendosi l’obiettivo di descrivere la natura di questo peccato e mettere un po’ d’ordine nella materia.
Secondo Sinistrari, giurista finissimo dalla cultura enciclopedica, si ha demonialità in presenza di fornicazione, ossequio e culto resi al demonio, con la sottoscrizione di un patto di associazione con esso. Tale peccato, gravissimo in quanto empio e aggravato dall’apostasia, va però distinto da quello di bestialità, peccato più leggero. Il congiungimento carnale col demonio è infatti questione assai più grave di quello con gli animali, la bestialità, come sottolinea Sinistrari citando il parere di insigni giuristi.

Esiste però, secondo Sinistrari, una specie particolare di commercio carnale con esseri che non sono demoni. L'unione col vero e proprio Demonio avviene infatti nei sabba notturni dopo un patto col diavolo al cui servizio si pongono le streghe e gli stregoni, che offrono omaggio e vassallaggio "tenendo la mano su qualche libro di colore nerissimo".
Vi sono però demoni particolari che dispiegano le proprie arti per sedurre donne e uomini estranei alla stregoneria. Essi si presentano sotto forma di “succubi” (cioè “giacciono sotto”) o “incubi” (che “giacciono sopra”) e sollecitano le proprie vittime all'amplesso coi mezzi normalmente utilizzati da un innamorato travolto dalla passione: preghiere, lusinghe, lacrime, carezze, regali.

Questi esseri non vanno confusi, a parere del Sinistrari, coi demoni infernali. Essi infatti sono resistentissimi agli esorcismi, non si lasciano intimorire dalle orazioni, sono indifferenti alle reliquie consacrate e alle invocazioni. Al contrario paiono reagire a fumi e profumi.
Sinistrari suggerisce quindi di tenerli alla larga utilizzando la ruta, la centaurea e la verbena. Oppure di proteggersi con amuleti: diamante, diaspro o corallo sono molto utili. Efficacissimo per tenerli lontani dalle camere da letto, ma più complicato da preparare e verosimilmente più difficile da sopportare anche per gli umani, è l'odore di fegato di pesce posto sulla brace ardente.

Sinistrari ritiene che gli Incubi siano da tenersi ben distinti dagli angeli e dai demoni, che hanno natura puramente spirituale, e vadano invece identificati con i folletti, i satiri, i geni, gli elfi che compaiono nei miti di vari popoli.
L’unione di un incubo con una donna può generare un figlio, benché questo, creatura ibrida, risulti sterile come un mulo. Tali persone sarebbero invece particolarmente dotate sul piano spirituale o fisico, benché spesso caratterizzate da carattere collerico o malvagio. Sinistrari cita numerosi personaggi nati dall’unione di una donna con un essere sovrannaturale: a partire dai Giganti ricordati dalla Genesi; per passare a personaggi del mito come Romolo e Remo o il Mago Merlino; senza tralasciare personaggi storici come Platone, Alessandro Magno, Cesare Augusto; giungendo al grandissimo eresiarca Martino Lutero (Sinistrari scrive nel secolo delle feroci guerre tra cattolici e protestanti).

Creature razionali, dotate di natura superiore a quella dell'uomo, vivono tra noi in forma nascosta manifestandosi a loro piacimento, essendo dotate di corpo e di anima, ragion per cui possono anche convertirsi ed ottenere la salvazione eterna.
Indulgerebbero a rapporti con le femmine della specie umana (molto rari sono infatti i casi di succube desiderose di sedurre i maschi della nostra specie) per una loro debolezza, così come talora gli uomini indulgono a rapporti con gli animali. Per questo motivo spesso presi dalla vergogna decidono di sopprimere la creatura di cui si sono innamorarti, ritenendola principio e causa della loro perversione.

Sinistrari cita vari episodi per suffragare le proprie tesi, di uno dei quali sarebbe stato testimone oculare egli stesso. Storie che, naturalmente, troveranno spazio ne Il Lago dei Misteri…

A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

venerdì 1 agosto 2008

Gli incubi di Sinistrari - 02

Avviso: il contenuto di questo post potrebbe offendere la sensibilità di qualcuno. Invito i minori e le persone che non desiderano essere informate su questioni sessuali a non proseguire la lettura.


Sinistrari pubblicò il trattato De delictis et poenis a Venezia nel 1700.
Benché l’epigrafe esposta ad Ameno accomuni Sinistrari a Beccaria, autore del più famoso Dei delitti e delle pene, occorre dire che la posizione dei due autori è radicalmente diversa. Se Beccaria infatti era contrario alla tortura e alla pena di morte, il Sinistrari si dilunga a discutere su quando sia ammissibile l’uso della tortura negli interrogatori di ragazzi maggiori di dieci anni, già vittime di violenze carnali.

Sinistrari è per molti versi un perfetto esempio di come una conoscenza teorica e libresca della realtà, unita ad una forzata castità possano produrre danni gravissimi. La sua attenzione alla descrizione dei crimini sessuali rasenta infatti la pornografia.

Il reverendo padre, trascinato da un’ansia classificatoria che lascia stupefatti, giunse a descrivere una sodomia femminile, chiamata tribadismo, dalla più comune mollezza. Se la seconda raggruppa gli atti che potremmo far rientrare nell’omossessualità femminile, il concetto di tribadismo lascia veramente a bocca aperta.
Egli dichiara di aver appreso che il clitoride (secondo l’autore presente solo in alcune donne) può improvvisamente svilupparsi accrescendo le proprie dimensioni, ovvero presentare uno sviluppo abnorme fin dalla nascita.
Con questo strumento alcune perverse donne deporrebbero il proprio seme (l’idea di una eiaculazione femminile era radicata nella cultura dell’epoca, si ritrova ancora in romanzi del secolo XVIII, come Fanny Hill dell’inglese John Cleland, ed è tuttora oggetto di ricerca da parte di alcuni sessuologi) contro natura nel corpo di una donna o di un uomo.
Se da un lato è possibile che tale credenza derivi dalla scoperta di soggetti ermafroditi, quel che è certo è che il crimine, dopo l'interrogatorio condotto sotto tortura, aveva come pena la morte. La clemenza della giustizia dell’epoca consentiva peraltro che il rogo del colpevole o della colpevole fosse praticato solo dopo la morte per impiccagione.
Il trattato presenta altre affermazioni sorprendenti. Sinistrari rivela di aver saputo in confessione sacramentale di un uomo che utilizzava, come sistema anticoncezionale, un budello di maiale. Ligio ai suoi sillogismi, Sinistrari negava che quell’atto potesse essere considerato un vero accoppiamento, in quanto il budello separava i due corpi…

Per le descrizioni contenute nella sezione dedicata al crimine di sodomia, il trattato De delictis et poenis incappò subito nei fulmini della censura ecclesiastica che lo inserì nell’elenco dei libri proibiti. Ciò peraltro alimentò la curiosità morbosa dei lettori, che acquistavano edizioni francesi, arricchite da esplicite illustrazioni, della sezione dedicata al tribadismo.

Il Sinistrari però scrisse un’altra opera degna di ricordo, un’opera che è stata definita un “kamasutra demonologico”, in quanto descrive gli accoppiamenti con una specie particolare di folletti: gli Incubi...
A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

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Una storia da… succubo.

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Gli Incubi di Sinistrari 05

giovedì 31 luglio 2008

Gli incubi di Sinistrari - 1




Ludovico Maria Sinistrari nacque il 26 febbraio 1622 ad Ameno una delle principali località della Riviera di San Giulio il cui signore era il Vescovo Conte di Novara.
Dopo gli studi di lettere all’università di Pavia, nel 1647 entrò nell'Ordine dei Francescani. Uomo di cultura enciclopedica imparò da autodidatta le lingue straniere ed insegnò Filosofia e Teologia. Numerosi studenti attirati dalla sua fama giunsero da tutti i paesi d'Europa per ascoltare le sue lezioni.
Appassionato studioso di Diritto Civile e Canonico, a Roma divenne Consultore del Tribunale Supremo della Santa Inquisizione, quindi fu Vicario generale dell'Arcivescovo d'Avignone, infine Teologo presso l'Arcivescovo di Milano.
Nel 1688 scrisse il trattato Practica criminalis Minorum illustrata su ordine dei Comizi generali dei Francescani.
Morì, all'età di 69 anni, il 6 marzo 1701.


Sinistrari scrisse varie opere, ma la sua fama oggi è legata principalmente a due opere parimenti bizzarre ai nostri occhi.


A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

mercoledì 30 luglio 2008

A passeggio con l’incubo

Passeggiando una sera per le vie di Ameno per sfuggire all'afa di queste sere mi imbatto in questo cartello stradale.



Via Sinistrari. Che nome strano e per molti versi inquietante...

Portato dai miei pensieri muovo pochi passi in direzione della casa dell’insigne Lazzaro Agostino Cotta...



... dove trovo quest’altra indicazione.



LUDOVICO MARIA SINISTRARO
FRANCESCANO RIFORMATO
ESIMIO TEOLOGO VALENTE GIURESCONSULTO
PRECESSORE AL BECCARIA
NELLO INVESTIGARE I RAPPORTI
TRA IL DELITTO E LA PENA
SORTÌ I NATALI IN QUESTO COMUNE
L’ANNO 1632


Un illuminato giureconsulto parrebbe...

Perché allora il nome Sinistrari continua a risuonarmi nella testa, come se fosse collegato ad una storia da incubo?

«Gli Incubi di Sinistrari!» esclamo, mettendo in fuga il vecchio gatto che sonnecchia sotto il porticato....

A passeggio con l’incubo

Gli incubi di Sinistrari - 01

Gli incubi di Sinistrari - 02

Gli Incubi di Sinistrari - 03

Una storia da… succubo.

Gli incubi di Sinistrari – 04

Gli Incubi di Sinistrari 05

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.