martedì 7 dicembre 2010

Io, i misteri delle ferrovie ed una sfera di cristallo

Scendo sul binario settimo della stazione di una città di pianura, gelida d’inverno ed arroventata d’estate. All’orizzonte, puntato come un dito al cielo, vedo la cupola ardita costruita da un architetto della mia terra.

Passando davanti all’ufficio informazioni mi torna in mente un fatto curioso accaduto alcuni anni fa. Mi trovavo nella necessità di prendere un treno diretto ad occidente. Purtroppo, non appena messo piede in stazione l’altoparlante annunciò che il mio treno era in ritardo.
Guardando l’orario mi sorsero alcuni dubbi.
Era meglio attendere il mio treno, in ritardo di 50 minuti, e arrivare dopo un’ora o prendere  l’Intercity (puntuale) che sarebbe arrivato tra 40 minuti giungendo a destinazione in 40 minuti? Inoltre, per poter salire su questo secondo treno avrei dovuto acquistare un supplemento rapido, ma l’Intercity avrebbe realmente superato il mio treno ritardatario? O avrebbe accumulato a sua volta un ritardo pari o proporzionale a quello del treno che lo precedeva? 

Così, come un improvvisato Furio Zoccano, portai alla biglietteria le mie domande. Dopo aver fatto la mia brava coda, il bigliettaio, senza scomporsi di una virgola, mi disse di rivolgermi all’ufficio informazioni. Poiché grazie alle ferrovie avevo almeno quaranta minuti da impiegare in qualche modo, decisi di usufruire di questo servizio.
La signora che sedeva nell’ufficio informazioni mi accolse con un gentile sorriso, mostrandosi davvero lieta di poter aiutare un viaggiatore in difficoltà giunto a interrompere il tranquillo tran tran della sua vita lavorativa. Così incoraggiato, formulai per la seconda volta la mia domandina.
La signora mi ascoltò attentamente, quindi alzò gli occhi al cielo e allargando le braccia esclamò: «E come facciamo a saperlo noi? Non abbiamo mica la sfera di cristallo!»
A quel punto, poiché mi rimaneva una mezzora abbondante e il sorriso della signora mi aveva messo di buon umore, decisi di andare a fondo di quel mistero. Come poteva un ufficio informazioni non conoscere quelle informazioni?
In soccorso della signora giunse un collega che sorridendo mi fornì una spiegazione molto semplice. Tutti i movimenti, mi disse, erano stabiliti dalla Centrale Operativa, che non informava gli uffici informazione delle variazioni decise in tempo reale.

Mi trattenni dal chiedere quale genere di informazioni dispensasse normalmente l’Ufficio Informazioni e me ne andai ridacchiando, contento quanto meno di aver ingannato il tempo dell’attesa. Vi confesso di non ricordare quale treno presi, alla fine.

Oggi però, forse per caso e forse no, ho deciso di proseguire il mio viaggio verso sud con un altro mezzo… 

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

lunedì 6 dicembre 2010

Riflessioni di un blogger su un treno del secolo passato

Mentre il treno mi porta lontano dal lago dei misteri osservo dal finestrino le dolci colline del lago d’Orta (il tratto Omegna - Gozzano della linea Novara - Domodossola offre panorami meravigliosi ed è un vero peccato che le ferrovie italiane stiano facendo di tutto per trasformarlo in una tratta per soli treni merci) e il pensiero va al trascorrere del tempo.
Quando nacque mio nonno, il mezzo più veloce per spostarsi era il treno a vapore. Quando morì, l’uomo era già andato in orbita e si accingeva a mettere piede sulla Luna. Detto per inciso tutto ciò non entusiasmò mio nonno, che non prese mai la patente. Anzi, una volta che si mise alla guida di un sidecar andò largo in una curva, direttamente in strike contro i tavolini di un bar. Naturalmente non prese mai l’aereo, sostenendo che se la natura l’avesse voluto far volare l’avrebbe munito di un paio di ali. Ciononostante si muoveva parecchio e da giovane fu persino commesso viaggiatore.
Quando nacqui io l’uomo stava per mettere piede sulla Luna e molto oltre non è andato. Anzi oggi alcuni dubitano persino (a torto , come potete leggere qui) che l’abbia fatto. E se confronto gli orari dei treni di oggi con quelli di un secolo fa, su molte linee mi accorgo che il progresso è minimo.
Con questo non voglio negare che ci siano stati dei progressi, ma solo sottolineare come essi siano stati rivoluzionari in altri campi.
Il primo computer che entrò in casa nostra, il VIC-20 della Commodore (qualcuno lo ricorderà, credo, perché fu il primo ad essere venduto in più di un milione di esemplari) aveva una memoria ROM di circa 20 kB contenente sistema operativo e interprete BASIC e una memoria RAM di 5 kB, di cui 3,5 kB disponibili per la programmazione in BASIC. Costava circa 200.000 lire. Ora ho in tasca una chiavetta USB da 16 GB (non delle più avanzate, dunque) che costa meno di 30 euro. Fate voi i conti di quanti VIC-20 equivalenti mi sto portando dietro…
Un altro esempio. Circa quindici anni fa, dovendo redigere il bollettino autogestito di un’associazione dovevamo impaginarlo in word, stamparlo, fotocopiarlo e distribuirlo per posta o manualmente in una cinquantina di copie. Adesso posso tenere un blog, come effettivamente faccio, che mi consente di pubblicare in tempo reale gli argomenti di cui desidero parlare, e dialogare con altre persone a distanza di decine, centinaia e persino migliaia di chilometri di distanza. Persone che certamente non avrei mai incontrato con il vecchio sistema.
Connettendo il mio blog a Facebook posso ulteriormente condividere le informazioni, facendole apparire sulla bacheca dei miei contatti virtuali, che possono interagire con me in tempo reale.
Detto altrimenti, il semplice atto di leggere queste righe, che lo facciate dal blog o tramite Facebook, ancora pochi anni fa non sarebbe stato possibile. Le implicazioni di ciò sono evidentemente enormi, se ci pensate.
Quanto sta accadendo in questi ultimi giorni, coi servizi segreti di mezzo mondo impegnati a dare la caccia ad un uomo e a tentare di bloccare i siti che ripropongono i documenti da lui pubblicati, è qualcosa che sarebbe stato impensabile quindici anni fa.
Oggi gli studenti iraniani, e quelli italiani seppure in condizioni diverse, sono in grado di comunicare a tutto il mondo le ragioni della loro protesta tramite la rete. Venti anni fa gli studenti della Pantera dovevano occupare gli uffici delle università per mettere le mani sui fax e tenersi in contatto con le altre facoltà occupate. Oggi è possibile salire sul tetto di un monumento e tenersi in contatto tramite i cellulari connessi alla rete.
Un grande potere, ovviamente, comporta sempre anche una grande responsabilità e l’uso di internet non fa eccezione, ma il treno corre veloce e sono già quasi arrivato alla prossima fermata, perciò vi risparmio la tirata moraleggiante sui rischi della rete. Tanto sono certo che l’avete già sentita…


domenica 5 dicembre 2010

Di nuovo in viaggio



“Non mi assomiglia per niente!” Johnny Stecchino

È cominciato con una stasi improvvisa. Le acque del lago dei misteri, che per molto tempo non avevano mai cessato di sciabordare sulla riva della Seconda Isola, si sono fatte improvvisamente calme, immobili, al punto che solo il volo degli insetti creava piccole turbolenze sul pelo dell’acqua.
Sono rimasto a lungo ad osservare questo fenomeno, cercando di capire cosa potesse significare prima di rendermi conto che il lago stava cercando di dirmi qualcosa.

Come già, più volte, mi è successo in passato devo partire. Come già ho avuto modo di scrivere una fase di questo blog è giunta alla fine  Prima che possa iniziare la nuova è necessario compiere un viaggio, oltre le barriere del tempo e dello spazio, che mi porti in terre lontane ad incontrare vecchi e nuovi amici.
Così, indossati nuovi abiti da viaggio, ho lasciato le rive del lago dei misteri per errare sui tortuosi sentieri del web. Non so esattamente dove mi porterà il andare, ma sono certo che quando tornerò le cose, per me e per i lettori, non saranno più quelle di prima, anche se questo sarà forse solo un passo verso altri cambiamenti…



Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

venerdì 3 dicembre 2010

La follia di Siamo in Onda

Tra gli Arcani Maggiori dei Tarocchi c’è una carta che non ha un numero o per meglio dire corrisponde al numero 0. È il “Matto” che  rappresenta il caos, dal quale tutto inizia e a cui il tutto ritorna per poi poter ricominciare. Il Matto è il giullare, l’unico che può insolentire l’Imperatore e i suoi cortigiani, dicendo la verità ridendo e irridendo. Il Matto, figura doppia, è il Genio, ma è anche la Follia, che non a caso spesso vanno a braccetto.

Alla follia è dedicata l’ottava puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio che vedrà la partecipazione di una band che diffonderà nei nostri studi e nell'etere il ritmo e il sound della bossanova: gli Obrigado!

Il tema della puntata è, come dicevo, la Follia. E la domanda posta agli ascoltatori è:  
se doveste vincere un'importate somma alla lotteria, quale sarebbe la vostra prima follia? 
E ancora... quali follie avete fatto, nella vita?

Dite le vostre follie inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it

Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
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 Buon Ascolto...

(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

giovedì 2 dicembre 2010

L’albatro


Il poeta assomiglia al principe dei nembi” dice Baudelaire.

E come l’albatro, il grande uccello dei mari del sud, è inafferrabile mentre spiega le sue ali nel cielo, ma diventa goffo e impacciato quando si ritrova a terra o, peggio, sul ponte di una nave in balia di marinai che ne deridono le inutili ali spropositate e le zampe minuscole.
Da questa metafora della poesia ispirata all’albatro prende le mosse il terzo numero di Arabica Fenice, dal titolo “Albatros”. Il tema viene variamente declinato, ripreso e sovvertito dai Menestrelli di Jorvik.

Come sempre, trovare l’Arabica Fenice non è mai semplice. Si sussurra che domenica 5 dicembre ci possa essere una presentazione presso la biblioteca di Borgo Ticino, ma la cosa è come sempre avvolta nel mistero più fitto. La cosa migliore per mettere le mani sulle poche copie stampate di Arabica è contattare uno dei Menestrelli  e tentare di corromperlo. Per farsi consegnare una copia di frodo o per farsi rivelare l’ora esatta della presentazione.

Se però con la corruzione ve la cavate male, o semplicemente siete troppo pigri per tentarla, vi posso agevolare rivelandovi il contenuto di una mail segreta sfuggita a Wikileaks ma non a Il lago dei Misteri.

Ecco il testo in cui si allude al misterioso incontro di presentazione del terzo numero di Arabica Fenice.:

«Per prepararci a trascorrere le vacanze invernali in compagnia di belle letture;
Per prepararci a celebrare la ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia nell’anno che verrà;
Vi invitiamo a due pomeriggi impedibili:

Domenica 5 dicembre, ore 15.30

Incontro con i poeti novaresi Nadia Butini e Aldo Ferraris e con la redazione della giovane rivista L’ARABICA FENICE

Aldo Ferraris è nato a Novara dove risiede. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia. Collabora a riviste letterarie nazionali e partecipa a letture ed incontri pubblici.
Nadia Butini, nata a Parigi vive a Novara. E’ insegnante, giornalista e critica letteraria.
Arabica Fenice non è una rivista come le altre. É figlia del giovane gruppo I menestrelli di Jorvik e si trova, nei bar, nei caffè, nei pub...

Sabato 11 dicembre, ore 17.30

Presentazione del nuovo Calendario comunale “Borgo Ticino nella storia 1861 - 2011”

Biblioteca Comunale di Borgo Ticino, Via Cagnago 2, Tel 0321 90582
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mercoledì 1 dicembre 2010

La Curva dei persici


Le vie del web sono misteriose. Così mi è giunta la segnalazione di questo libro che propongo alla vostra attenzione.


A metà dicembre sarà nelle librerie “La Curva dei persici” , il nuovo libro di Marco Travaglini.
Trentuno capitoli, tanti quanti i giorni della maggior parte dei mesi, per raccontare le storie di un gruppo di amici e di un luogo molto speciale, sul lago d’Orta: la “Curva dei persici”, appunto. Un luogo immaginario, sospeso nel tempo, dove la vita scorre  tra grandi e piccoli avvenimenti. Il lago di cui si racconta, quel Cusio che si distende da Gozzano a Omegna, battuto dal vento fresco delle Alpi, si offre come uno sfondo attivo, capace d’interagire con i personaggi, riflettendone gli stati d’animo.
Questi amici e le loro avventure, frutto gli uni e le altre della fantasia di Travaglini,  assistono al cambiamento di colore delle acque o al transito dei battelli, al nascere e al morire di una stagione, alle piogge invernali e  al comparire della neve sui monti, alle giornate di vento che non mancano mai.
Amano, soffrono, si sostengono gli uni con gli altri. Rivivono, nelle storie, le osterie fumose e il set del film “La banca di Monate” che venne girato a Omegna, l’immaginario di vecchie trasmissioni televisive in bianco e nero come il Musichiere e Lascia o raddoppia?, pescatori di anguille e arcigni guardapesca, operai in pensione e vecchi professori che amano citare Gianni Rodari.
Sono una piccola folla, i personaggi che vivono tra le pagine de La Curva dei persici; una folla discreta, che sa divertirsi e  far festa senza per questo  essere chiassosa.

Il titolo del libro mi è stato suggerito dal quadro che compare in copertina che, per l'appunto, s'intitola "La curva dei Persici" ed è stato dipinto da un medico omegnese che si diletta - con successo - con i pennelli: il dott. Mauro Rossi”, confida Travaglini.

venerdì 26 novembre 2010

I nodi della memoria di Siamo in Onda


C’era una volta nella città di Gordio, un nodo avvolto dalla leggenda. Era intricato in modo così complesso che si diceva che chi fosse riuscito a scioglierlo avrebbe conquistato l’Asia. Molti saggi si cimentarono nell’impresa, ma fallirono. Poi giunse un giovane e ambizioso re. Essendo anch’egli sul punto di fallire mise mano alla spada e tagliò in due il nodo sciogliendolo. Di lì a poco, Alessandro Re di Macedonia avrebbe conquistato l’Asia.

Sabato andrà in onda una nuova puntata, la 7°, di Siamo in Onda il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio.
In studio un nuovo amico, Lorenzo Bertocchini, bravissimo cantautore varesino.
Il tema della puntata è Nodi e la domanda è:
C'è qualche nodo al fazzoletto che non avete mai slegato?

Se vi ricordate quale ditelo inviando un sms oppure scrivetelo in bacheca o via mail. Le rispote più belle saranno lette in trasmissione.
Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog all'indirizzo www.siamoinonda.it

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Buon Ascolto...

(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

martedì 23 novembre 2010

Un villaggio elfico a Bolzano Novarese

Immaginate di andare un giorno, diciamo domenica prossima, a Bolzano Novarese. In questo simpatico paese – che porta il nome della più nota località altoatesina ma che sorge invece poco distante dalla riva del Lago d’Orta, nel Novarese – potreste scoprire cose che raramente avete visto.
Inoltrandovi tra le cento bancarelle che dall’alba fino al tramonto riempiranno come d’incanto le vie del centro storico, potreste imbattervi infatti, nientemeno che in un villaggio elfico!
Avete capito bene, bambini, proprio un villaggio elfico!
«E come è fatto di grazia» mi chiederete «un villaggio elfico?»
«Santi numi, bambini» vi risponderò «come si può descrivere un villaggio elfico a chi non l’ha mai visto? Se volete saperlo dovrete proprio recarvi a Bolzano Novarese domenica 28 novembre 2010 e cercare tra le cento bancarelle il villaggio popolato dai simpatici elfi. Ma dovrete coprirvi bene, perché un’ondata di freddo si abbatterà sull’Italia in quei giorni, per mettere alla prova la vostra costanza. Solo i più coraggiosi e i più audaci riusciranno a vederlo!»
Così vi direi, cari bambini, grandi e piccini, se mi chiedeste come è fatto un villaggio elfico. E siccome lo spirito del Natale si avvicina voglio essere buono. Se desiderate saperne di più di questo villaggio elfico che si materializzerà d’incanto solo in questa specialissima domenica, potete contattare la Pro loco “Bolzano Insieme”  di Bolzano Novarese al numero 348.0480680

sabato 20 novembre 2010

Le radici di Siamo in Onda

 
La sesta puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio vedrà la partecipazione di due gruppi esordienti ai nostri microfoni. Saranno con noi i "The Kor" e i "Black Roses".
La parola chiave della serata sarà RADICI.
Lo staff vi propone un gioco: proviamo a scoprire le nostre radici e immaginare chi eravamo in una vita precedente.
Raccontateci il vostro "ipotetico passato" inviandoci un sms oppure scrivetelo su Facebook o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
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martedì 16 novembre 2010

Dove trovare l’Arabica Fenice


In molti mi hanno chiesto dove sia possibile trovare l’Arabica Fenice. Devo dirvi che, a imitazione del mitologico uccello, non è facile avvistare copie cartacee della rivista. I pochi possessori le conservano gelosamente e quelle rare copie che vengono liberate normalmente trovano immediatamente un nido nella libreria di qualche appassionato.


Ricordo che ad oggi sono usciti i seguenti numeri:

1 – Caffè e libertà.
2 – Moda e morte.


Se lo desiderate potete lasciare le vostre opinioni sulla rivista anche su questo blog.

La suggestiva immagine di apertura è tratta da Arabica Fenice n. 2 -  Moda e Morte

domenica 14 novembre 2010

Post per un’amica che non c’è più



Questo è uno di quei post che non si vorrebbe mai scrivere. Purtroppo capita che a volte amici blogger scompaiano senza farsi più sentire. Nascosti dietro l’anonimato non è facile sapere cosa si nasconda dietro la loro improvvisa sparizione.

Nel caso di Gianna, la simpatica dj delle Canarie che è stata per lungo tempo assidua frequentatrice di questo blog, purtroppo il motivo è drammatico. Una lettrice, che ringrazio, mi ha avvisato che sul blog Il Faro è apparsa la notizia della sua morte, avvenuta alcuni mesi fa.

Non mi resta che associarmi al dolore per la scomparsa di Gianna, che tempo fa mi aveva lasciato un ultimo messaggio dal letto di un ospedale.

Conserverò il ricordo del suo sorriso e delle belle immagini delle sue isole, che questa abitante delle Canarie innamorata della vita e dell’Italia, come lei stessa si definiva, postava sul blog "Cosas che me gustan". 

sabato 13 novembre 2010

Le misure contano a Siamo in Onda



La nuova puntata, la 5° del salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio, vede la partecipazione dei Pentagrami, band piemontese i cui brani parlano di gente comune e storie semplici senza tralasciare riflessioni sulla vita e riferimenti alla storia locale.
Qual è la vostra misura di cui andate più orgogliosi?
Come avrete sicuramente capito il tema della puntata è misure, quindi dateci le vostre misure cui andate più orgogliosi inviando un sms oppure scrivetelo in bacheca o via mail.
Le risposte più belle saranno in trasmissione.
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lunedì 8 novembre 2010

Per voi 365 storie cattive

È stato finalmente pubblicato il volume 365 storie cattive. Si tratta di 365 racconti scritti da 365 autori in un massimo di 365 parole. Si tratta di scrittori affermati che hanno accettato di comparire assieme a esordienti di belle speranze e a perfetti sconosciuti.
 

Tra quelli dei perfetti sconosciuti contenuti nell’antologia – acquistabile on line  –  c’è anche un mio racconto, molto cattivo, dal titolo Boston 1952 (e vi consiglio di rileggere il titolo, quando sarete arrivati alla fine della storia). 
Lo trovate anche nell’anteprima disponibile on line, ma in questo caso vi chiedo davvero di comprare il libro, perché il fine è totalmente benefico: l'intero ricavato di questa antologia nera, promossa e curata dallo scrittore Paolo Franchini, sarà devoluto ad A.I.S.EA Onlus, l'associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (meno di 500 casi nel mondo, di cui 40 in Italia).
Per essere ancora più chiari gli autori del racconto non riceveranno un centesimo, pertanto considerate questa una pubblicità sociale. Oltretutto vi potrebbe risolvere qualche problema in vista del Natale…

sabato 6 novembre 2010

Il re del Labirinto


C’era una volta il potente re di un’isola che, per superbia o errore, offese il dio del mare. Per vendetta un toro invincibile fu scagliato nel mezzo del suo regno e solo con grande fatica un eroe riuscì a catturarlo e trascinarlo lontano… ma questa è un’altra storia.

La regina dell’isola, infiammata d’insana passione per il toro, concepì un figlio e partorì un essere metà uomo e metà toro che si cibava di carne umana. Il re chiamò il suo migliore architetto che costruì una prigione dagli infiniti meandri per rendere impossibile la fuga. E la chiamò Labirinto. Allora il crudele sovrano ordinò ai suoi vassalli di fornire annualmente sette fanciulli e sette fanciulle da sacrificare alla bestia… ma anche questa è un’altra storia.

Un giorno un giovane principe giunse per sfidare il mostro. Era così bello e fiero che la figlia del re se ne innamorò e gli offrì il suo cuore e il suo aiuto. Gli insegnò a superare le insidie del Labirinto per mezzo di uno spago con cui segnare la via e ritrovare l’uscita. Così il principe uccise il mostro e l’innamorata lo seguì nella fuga. Finché, destandosi una mattina sulla spiaggia di un’isola straniera, si ritrovò sola perché il giovane l’aveva abbandonata… ma pure questa è un’altra storia.

Il re sospettoso rinchiuse l’architetto e suo figlio nel Labirinto. Evasero, volando con ali d’uccello, ma troppo in alto si diresse il figlio e il calore del sole sciolse la cera con cui avevano fissato le penne. Ma troppo doloroso è narrare d’un padre che assiste alla caduta del proprio figlio e d’altronde… anche questa è un'altra storia.

Il re, furioso per la fuga dell’architetto, armò la flotta e partì per muovere guerra a chiunque avesse avuto l’ardire di nasconderlo alla sua ira. Lo scovò, infine, in una lontana terra d’occidente. Il signore di quel luogo acconsentì a consegnarlo, ma le sue pietose figlie offrirono al re del Labirinto un bagno caldo, prima che ripartisse col prigioniero a loro caro. Quando fu dentro la vasca, l’architetto lo sommerse di acqua bollente e il re capì che quella volta per lui… non ci sarebbe stata un’altra storia.

La storia, una pillola di mistero scritta per Siamo in Onda e letta da Fulvio Julita, è ispirata ai miti classici che raccontano le vicende del re Minosse, della regina Pasifae, del Minotauro, nonché la storia di Teseo e Arianna e quella di Dedalo ed Icaro.

Alfa e l’Omega





Questo è l’ottocentesimo post del lago dei Misteri. Ed è dedicato a tutti gli amici che in questi ormai anni, hanno seguito con affetto le vicende in esso raccontate, preoccupandosi per le pause e fornendo contributi, commenti, consigli molto utili. Vi ringrazio davvero di cuore per la vostra presenza. Vi penso tutti e in particolare coloro che (lo so da messaggi privati che mi sono giunti) in questo momento affrontano situazioni difficili e dolorose.

Ottocento è anche un numero interessante. Nel sistema di numerazione greco il simbolo che lo rappresenta è l’ultimo dell’alfabeto, l’Omega, come l’inizio è rappresentato da Alfa. È per questo che il Cristo afferma “io sono l’Alfa e l’Omega”, che equivale a dire io sono l’inizio e la fine.

Ora, avendo scelto tempo addietro lo pseudonimo di  "Alfa" cosa devo pensare di questo post "Omega" che simboleggia la fine? E d’altro canto non è forse vero che la fine di una storia costituisce l’inizio di un’altra? Dopo 800 non c'è forse un 801? Dopo il “e vissero felici e contenti” delle fiabe, non c'è forse proprio il “vissero felici e contenti”?

Questi interrogativi misteriosi trovano una prima provvisoria risposta in una curiosissima coincidenza. Il numero otto è legato al mistero del labirinto. E siccome le cose accadono per caso, ma non è un caso che accadano come accadono, di cosa parlerà la Pillola di Mistero che ho scritto per Siamo in Onda e che sarà trasmessa questa sera? Proprio del labirinto!

E in un labirinto strano si trova effettivamente il lago dei misteri in questo momento. Con enormi difficoltà, vi confesso, riesco a portarlo ancora avanti, rubando i minuti al sonno, essendo ormai le ore del giorno affollate da altri pensieri. Non si tratta di una situazione che possa durare in eterno, naturalmente. Ma spiritualmente mi trovo dentro un labirinto di cui è difficile trovare l’uscita.

Scrutando le acque calme e silenziose del lago dei misteri ho intravisto un’idea galleggiare pigramente sotto la superficie trasparente. Tuttavia per ora è presto parlarne. Sono certo però che nei prossimi cento post, se mi riuscirà di scriverli, troverete, tra le altre cose, alcune novità che potrebbero cambiare per sempre questo blog.

L’immagine in apertura è di Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972), uno dei miei artisti preferiti.

venerdì 5 novembre 2010

I labirinti di Siamo in Onda


Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio è giunta alla sua quarta puntata e siamo certi che scorrerà come sempre felicemente, senza perdersi in un labirinto.

LABIRINTO infatti è il misteriosissimo tema della puntata e proprio per questo non poteva mancare una “pillola di mistero”, la prima de il Lago dei Misteri per questa nuova serie.

Il racconto – che sarà letto in trasmissione e pubblicato su questo blog domani sera in contemporanea – ha il titolo “il re del labirinto” e ci condurrà a scoprire alcuni dei miti più antichi d'Europa tra edifici misteriosi, creature mostruose, amanti, tradimenti e inganni.

Si vocifera anche di una presenza di Alfa in trasmissione, ma molto dipende dal fatto che riesca ad uscire dal labirinto per raggiungere la radio. Staremo a vedere o meglio ad ascoltare.

Come sempre in studio si suonerà ottima musica dal vivo. Sarà ospite non solo un grande artista ma un vero amico di Siamo in Onda, che ha condiviso sin dagli inizi questo progetto che cresce stagione dopo stagione nei contenuti e negli ascolti: Mario Ermini Burghiner e la sua band, i Mazaròch.

Ovviamente non poteva mancare l’ormai classica domanda ai lettori:
vi siete persi in una città che non conoscete e non capite la lingua dei suoi abitanti. Cosa fate per ritornare a casa?

Dateci le vostre indicazioni per uscire dal labirinto inviando un sms oppure scrivetelo su Facebook o mandate una mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
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mercoledì 3 novembre 2010

Caronte e il drago


«È lì che devi cercarlo.»
La mia ricerca mi ha portato ad Orta, ad incontrare Caronte, il barcaiolo dalle mille storie d’acqua. Ed è proprio lui ad indicarmi col dito nodoso quel luogo, sull’opposta costa del lago.
«Devi sapere» mi racconta afferrandomi per un braccio «che quando San Giulio giunse su quell’isola che vedi lì davanti, la trovò rigurgitante di serpi e draghi di ogni genere. Lo sai come ci arrivò, vero? Stese il suo mantello sulle acque, perché nessun barcaiolo o pescatore era così pazzo da avvicinarsi a meno di un tiro di freccia da quello scoglio infestata, e lo utilizzò come zattera, spingendosi con il suo bastone.»
«Doveva essere davvero impermeabile quel mantello…» azzardo.
Caronte tuttavia non sembra sentirmi e, fissandomi con il viso rubizzo, continua a narrare – rapito dal suo stesso racconto – una storia che centinaia di turisti prima di me hanno già sentito.
«Quando mise piede sull’isola costruì una piccola croce con i rami dei cespugli che vi crescevano e lanciò il suo esorcismo, bandendo per sempre da quello scoglio quelle creature figlie del Demonio. E parlo, bada bene, non di comuni bisce d’acqua e nemmeno di vipere. Erano draghi e creature velenose dalla mente malvagia quelle che dimoravano laggiù. Eppure il santo – bada bene – non le distrusse, limitandosi a cacciarle e confinarle in un luogo inaccessibile. Là, sul Monte Camosino, in mezzo ad anfratti che nessuno ha mai avuto il coraggio di esplorare, si trova la tana del più pericoloso e letale di quegli esseri malvagi: il Basilisco!»
Conosco il luogo che le parole e le mani del vecchio barcaiolo mi stanno indicando. Una rupe scoscesa davvero inospitale, dove decine di neri uccelli da preda nidificano su alberi scheletrici. Lì, tra quelle rocce sempre in procinto di franare, a cui nemmeno un gatto riuscirebbe ad arrivare da terra e a cui ben pochi oserebbero approdare per via degli scogli appuntiti sotto il pelo dell’acqua, in un dedalo di scagliose fenditure che incidono i dirupi di quella montagna franosa, si nasconderebbe dunque il Basilisco.
O forse, come direbbe il Maestro, l’altro amico ortese che trova una spiegazione razionale per ogni cosa, in quell’angolo inaccessibile, uno dei pochi del lago, gli uomini fin dai tempi più antichi hanno voluto indicare il luogo dove dimora l’inconoscibile, l’irrazionale e l’inconscio, vale a dire il drago che alberga nelle nostre anime.
Lì insomma, in quel luogo dove la ragione fa fatica a farsi strada, abita quel mistero di cui abbiamo bisogno per continuare a sognare. E proprio per questo non tenterò, stavolta, di svelarlo.

lunedì 1 novembre 2010

Ognissanti, la festa dei morti e le origini di Halloween


In questi giorni infuria la polemica su Halloween, alternativamente descritta come “festa commerciale importata” o come “festa pagana”. E c’è chi è giunto ad invocare l’esposizione delle immagini dei santi e dei beati come risposta alle zucche pagane.

Senza voler prendere posizione nella polemica (ma vi confesso che mi piacerebbe vedere altrettanto sacro sdegno nei confronti di celebrazioni pagane molto più inquietanti, come certe cerimonie sedicenti cattoliche gestite dalla mafia e dalla camorra) non posso non notare che si tratta di una polemica antica che si intreccia proprio con la storia delle feste che si celebrano in questi giorni.

Poiché ne ho già parlato vi invito a rileggere il post.

sabato 30 ottobre 2010

Dietro la maschera


Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero (Oscar Wilde)



Terza puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio.

Il tema saranno le maschere, con una domanda curiosa: 
se una maschera potesse conferirvi non solo l'aspetto, ma gli stessi pensieri di un personaggio, quale sarebbe?

Siamo sempre molto curiosi di saperlo quindi diteci quali sono le vostre maschere inviando un sms oppure scrivendolo su facebook o via mail o ancora su questo blog. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione. http://www.facebook.com/profile.php?id=100000113029142
Sarà ospite in studio Maria Olivero, con le sue straordinarie canzoni. Sarà accompagnata per l'occasione dai Giò DeSfàa e i Fiö de la Serva.


Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog all'indirizzo www.siamoinonda.it


Per ascoltarci:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net


Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960


Buon Ascolto...


(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

sabato 23 ottobre 2010

Di che vizio siete?


Gli ospiti musicali della seconda puntata di Siamo in Onda (sabato 23 dalle ore 21), il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio, sono degli amici che sono stati nel nostro talk show preferito altre volte nelle passate edizioni ottenendo sempre un grande successo. 

Il tema della puntata è, come sempre intrigante:
Quale vizio o cattiva abitudine non sapreste rinunciare?
Siamo curiosi di saperlo quindi diteci i vostri vizi e abitudini irrinunciabili inviando un sms oppure scrivetelo su facebook bacheca o via mail o ancora in questo blog. 
Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.

Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog  www.siamoinonda.it

Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
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- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
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Buon Ascolto...

(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

giovedì 21 ottobre 2010

Parole al vento ad Invorio


Saranno "parole al vento" presso la biblioteca comunale di invorio, venerdì 22 ottobre alle ore 21.


PAROLE AL VENTO
Le più belle storie di Siamo in Onda, il salotto di Puntoradio, il libro di racconti curato da Fulvio Julita, Fabio Giusti e Tineke Everaarts con la collaborazione di venticinque autori.

Ci sarà Laura Lampugnani della Compagnia Teatrale La Corte dei Miracoli a dare voce alle storie.
E poi la musica e i poetici versi del cantautore ossolano Mario Ermini Burghiner.

Seguirà rinfresco.
È un'iniziativa a favore di AGBD Arona Associazione Genitori Bambini Down.

INGRESSO GRATUITO
Se l'idea vi stuzzica... fate girare la voce.

Il sito di Parole al vento è http://www.parolealvento.it/

Il blog di Siamo in onda è http://siamoinonda.blogspot.com/



Lettereratura e caffé


L`associazione culturale Menestrelli di Jorvik in occasione della presentazione della rivista letteraria Arabica Fenice organizza:


Caffè e letteratura
Serate di degustazione di cocktail a base di caffè con letture di racconti inediti.

Attraverso l`assaggio di deliziosi cocktail, alcolici e analcolici, a base di caffè verrà proposto un ideale giro del mondo, dal Messico alla Russia, passando dal Marocco e dall`Italia. Ad accompagnare le bevande, letture di racconti di giovani scrittori che ne riprendono il gusto e ne esaltano l`aroma.


Giovedì 21 ottobre ore 21.00
presso Meltin`Pop, via Roma 78 - Arona


Giovedì 28 ottobre ore 21.30
presso l`Esattoria, via Paleocapa, Arona


Per informazioni: menestrelli.jorvik@gmail.com

giovedì 14 ottobre 2010

Al via la quarta stagione di Siamo in Onda

Il team di Siamo in Onda è pronto per ripartire  e vi aspetta nel suo salotto sulle frequenze di Puntoradio.
La prima puntata della quarta stagione verrà trasmessa, rigorosamente in diretta, sabato 16 ottobre 2010 alle ore 21 su Puntoradio.
E come nelle passate stagioni, una parte importante del programma  del talk show del sabato sera di Puntoradio, è dedicata agli artisti musicali.
Il primo ospite di questa stagione è un nuovo amico, un grande cantante che ha partecipato all'ultimo festival di Sanremo nella sezione "Nuove Generazioni" arrivando in finale tra i primi quattro: LUCA MARINO.

Come consuetudine, ogni puntata ha un tema. Quello di sabato sera è il ghiaccio.
E la domanda posta agli ascoltatori è intrigante: 

Qual è la vostra tattica per rompere il ghiaccio con una persona che vi piace? 

Confessate le vostre tattiche inviando un sms oppure scrivetelo via mail o sulla bacheca del profilo Siamoinonda Puntoradio su Facebook. Se volete potete lasciare un commento anche su questo blog.
Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog all'indirizzo www.siamoinonda.it

All'interno del programma sono previsti anche alcuni brani degli amici scrittori di Siamo in Onda, letti dallo staff del programma. Tra qualche settimana sarà possibile ascoltare anche la prima pillola di mistero della quarta stagione. Una pillola che affonda le radici in uno dei miti più antichi del continente europeo...


Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net

Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960

Buon Ascolto...

(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

domenica 10 ottobre 2010

sabato 9 ottobre 2010

Il dio dall’ascia di pietra



Nella mitologia greca e romana il dio supremo, il re degli dei, era il dio del tuono. Zeus per i Greci, Giove per i Romani. Anche i Celti e i Germani adoravano un dio del fulmine, ma non era il dio supremo. La divinità più importante per questi popoli nordici era infatti il corrispondente del dio Mercurio, Lug per i Celti, Odino o Wotan per i Germani.
A tutte queste divinità erano collegati simboli, oggetti, piante e animali sacri. Così, senza avventurarci in un trattato sulle religioni pagane senza pretesa quindi di esaurire l’argomento, possiamo citare ad esempio l’aquila sacra a Giove, le folgori che i ciclopi forgiavano per Zeus, il cinghiale di Lug e i due corvi (Huginn e Muninn, i cui nomi significano “pensiero” e “memoria”) di Odino.
Il dio del tuono (ma non solo del tuono, naturalmente, dal momento che le divinità pagane riassumevano sempre in sé molti aspetti delle forze naturali del cosmo) per i Celti era Taranis, il cui simbolo era la ruota cosmica. Quella, per intenderci, che è sopravvissuta come “croce celtica” nelle isole britanniche.
I norreni, gli abitanti della Scandinavia appartenenti alla grande famiglia dei popoli germanici, chiamavano Thor il dio del tuono e lo consideravano figlio di Odino. Se quest’ultimo era il dio della guerra, dei morti e della magia, Thor il rosso era il dio più amato dai guerrieri vichinghi, il campione sempre pronto a gettarsi nella lotta contro i giganti.
La forza di Thor era moltiplicata dal possesso di tre oggetti magici. Egli possedeva guanti di ferro e una cintura capace di raddoppiare la forza di chi la indossava. Soprattutto, però, egli impugnava un’arma micidiale, che il dio poteva impugnare per colpire i nemici, ma che poteva anche scagliare, sapendo che essa sarebbe tornata sempre nelle sue mani. Il suo nome era Mjöllnir, era conosciuta colme il “martello di Thor” ed era di fatto una mazza dalla testa di pietra.
In questa straordinaria arma era riassunto il potere del tuono e del fulmine che atterrava i nemici. E se pensiamo alla credenza secondo la quale le asce in pietra di epoca neolitica erano considerate “pietre del fulmine” (e lo furono sino al Settecento), ci rendiamo conto di quanto il passato sia molto più prossimo di quanto normalmente riteniamo.
Un’ultima curiosità, a conferma di quanto sopra detto. Il dio Thor e il suo fedele “martello” compaiono in vari fumetti moderni. In particolare un Thor supereroe è stato creato da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni) e pubblicato dalla Marvel Comics.

Parte 3 - Il dio dall’ascia di pietra


venerdì 8 ottobre 2010

Le pietre del fulmine


Se avete letto la breve storia di ieri (e se non lo avete fatto potete recuperare seguendo questo link) probabilmente vi sarete chiesti cosa potesse aver trovato il patriarca.

Vi dico subito che quanto narrato, seppur fantasioso nella forma, corrisponde effettivamente ad una pratica un tempo realmente diffusa nelle campagne di tutta Europa. Di tanto in tanto erano rinvenuti degli strani oggetti conosciuti con il nome di “pietre del fulmine”. Di cosa si trattava? Cosa erano? E soprattutto, qual era la loro origine?

giovedì 7 ottobre 2010

La pietra del fulmine

La zappa affondava nel terreno ritmicamente, rovesciando zolle di terra che avrebbero accolto i semi di un nuovo raccolto. La schiena curva del contadino proiettava un arco d’ombra, come quello di una vecchia quercia, sul terriccio umido in cui si muovevano i minuscoli lavoranti che donavano  la fertilità al suolo.
Mentre lombrichi, larve e altri minuscoli insetti cercavano riparo dalla luce del sole si udì il tipico rumore di quando il ferro incontra la pietra. Il contadino sbuffò e con un paio di colpi portò alla luce la cosa che si frapponeva al prosieguo del suo lavoro.
Quando la vide i suoi occhi si riempirono di meraviglia e il suo cuore di gioia, perché quella era davvero una giornata fortunata. Con un misto di riverenza e timore la prese in mano, la pulì dalla terra e la ripose nella tasca.
Quando giunse a casa radunò i figli e i nipoti nell’aia e quando il piccolo cerchio l’ebbe attorniato, il patriarca parlò.
«Vi ho insegnato molti modi per tenere lontana la folgore. Ci sono preghiere da recitare e erbe speciali specie se raccolte nella notte di San Giovanni. Oggi però ho trovato un talismano raro e  potente di cui mi parlò mio nonno, molto tempo fa.»
Un mormorio di stupore si diffuse a quelle parole.
«Ecco la pietra del fulmine!» sollevò con entrambe le mani la lucida pietra verde verso il cielo. «La seppellirò sotto il focolare e nessuno di voi dovrà mai muoverla. Essa ci proteggerà dal fuoco che cade dal cielo, perché da esso è stata generata!»

Questa storia si basa su un’antica tradizione, largamente diffusa nelle campagne europee fino al XVIII secolo. Se volete conoscere la sorprendente storia della pietra trovata dal patriarca, dovrete tornare a farmi visita a questo blog domani…


Parte 3 - Il dio dall’ascia di pietra

sabato 2 ottobre 2010

Un pulmino e non sono solo parole


Sempre a proposito di iniziative benefiche, negli scorsi giorni l’amico Fulvio Julita ha pubblicato le foto del pulmino acquistato anche con i proventi della vendita del libro “Parole al vento”  che contiene una selezione dei migliori pezzi (tra i quali anche alcune Pillole di Mistero) trasmessi da Siamo in Onda  fino al giugno 2009.
Il pulmino è stato acquistato da AGBD ARONA - Associazione Genitori Bambini Down – che lo utilizzerà per accompagnare i ragazzi nei luoghi dove si svolgono attività utili al loro percorso di crescita e integrazione.

lunedì 27 settembre 2010

365 storie cattive



Immaginate un pallido scrittore di storie cattive chino sul suo computer.
Immaginate che nel cuore della notte quest’uomo concepisca un’impresa e che dalle pallide luci dei monitor lanci una sfida cattivissima: scrivere una storia cattiva in un massimo di 365 parole.
Immaginate che per portarla a termine decida di riunire attorno a sé una schiera di scrittori e che non si accontenti di un numero qualsiasi ma ne cerchi esattamente 365.
Allora vedrete accumularsi, nelle settimane e nei mesi, le storie veramente cattive di autori noti e sconosciuti, fino ad arrivare ad averne esattamente 365, pronte per essere raccolte in un volume e pubblicate.

Cosa può aver spinto il nostro pallido scrittore varesino, che al secolo si chiama Paolo Franchini (ed è una vecchia conoscenza di questo blog), a lanciarsi in questa ennesima folle idea?

Un fatto tanto semplice quanto importante. Il nipote di Paolo si chiama Lorenzo ed è una delle (quasi) 500 persone al mondo a cui è stata diagnosticata l’Emiplegia Alternante. Si tratta (cito Paolo) “di una malattia neurologica infantile molto rara, le cui cause sono ancora del tutto sconosciute e per la quale non esiste una cura risolutiva”.

Come purtroppo accade in questi casi, l’industria farmaceutica non ha interesse a sviluppare costose ricerche per cercare le cause e la possibile cura di una malattia con così pochi pazienti. Per questo motivo i familiari dei bambini hanno deciso di organizzarsi autonomamente, fondando un’associazione, “A.I.S.EA Onlus”   www.aiseaonlus.org, per scambiarsi informazioni, attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e raccogliere risorse per lo studio della malattia.

Per questo motivo Paolo Franchini ha deciso di pubblicare un libro contenente 365 storie cattive, scritte da 365 autori in un massimo 365 parole. Tutti gli autori, anche i più famosi, hanno rinunciato a qualsiasi compenso, sapendo che il ricavato delle loro storie cattive andrà a sostegno di una buona causa.

Non so esattamente quando uscirà il libro, che sarà pubblicato con il sistema del print on demand. Sono certo però che uscirà prima di Natale. Sono altrettanto certo che molti di voi non si faranno scappare questa occasione per compiere una buona azione.

Un’ultima cosa. Di fronte a tutto questo il fatto che tra i 365 autori ci sia anche il vostro Alfa, concedetemelo, è davvero un piccolo dettaglio.

mercoledì 22 settembre 2010

L’aquila dalle ali spezzate



Il 23 settembre 1910 un monoplano Blériot XI, spinto da un motore rotativo a pistoni da 50 CV si schiantò al suolo nei pressi di Domodossola. Da dove veniva e cosa faceva sopra la città ossolana?

Il giovane aviatore (e unico passeggero) alla guida del mezzo si chiamava Jorge Antonio Chávez Dartnell, ma era noto come Geo Chávez. Era nato a Parigi ventitré anni prima da facoltosi genitori peruviani emigrati in Francia a causa della Guerra del Pacifico (1879-1884) persa dal Perù contro il Cile.
Laureato in ingegneria, Chávez aveva scoperto la passione per il volo, che andava proprio in quegli anni muovendo i suoi primi passi pionieristici. Preso il brevetto nel febbraio del 1910, Chávez aveva partecipato a varie competizioni europee, stabilendo il record di volo in altezza, raggiungendo la strabiliante (per l’epoca) quota di 2652 m s.l.m.
Nel settembre dello stesso anno partì per Briga, in Svizzera, con l’obiettivo di essere il primo trasvolatore delle Alpi. Un primo tentativo effettuato da Chávez il 19 settembre fallì per colpa delle avverse condizioni metereologiche. Il 23 le condizioni migliorarono e l’aviatore poté superare i 2200 metri di quota del Sempione, ma il monoplano Blériot XI, della stessa serie di quello con cui Louis Blériot aveva attraversato per primo la Manica l’anno precedente, incontrò fortissime turbolenze sopra i ghiacciai del Fletschhorn e le rocce del Pizzo d'Albione.
Giunto a Domodossola, ormai in fase di atterraggio, la rottura di un’ala fece precipitare a terra l’apparecchio da venti metri d’altezza. Il pilota, gravemente ferito, fu portato all’ospedale della città, ma morì quattro giorni dopo sussurrando all’amico Juan Bielovucic Cavalié “In alto… Sempre più in alto…”

In questi giorni si succedono le manifestazioni per ricordare l’eroico e sfortunato Geo Chávez, il primo trasvolatore delle Alpi. C’è anche un sito dove potete trovare altre informazioni http://www.ilvolodichavez.com/

martedì 21 settembre 2010

Arabica Fenice al Meltin'Pop

Giovedì 23 settembre 2010 alle ore 21.00 si terrà presso il circolo MELTIN' POP, via Roma 78/80, Arona la presentazione di Arabica Fenice, la nuova rivista letteraria Free Press dell'Associazione Culturale Menestrelli di Jorvik.

Ogni numero di Arabica Fenice affronta, attraverso saggi e racconti, un tema specifico che, dalla letteratura del passato ci porta a ragionare sulla nostra attualità.

Saranno distribuiti durante la serata il numero 1, "Caffé e Libertà" e il numero 2, "Moda e Morte".


sabato 18 settembre 2010

Loca sancta fra Piemonte e Lombardia


CONVEGNO DI STUDI
Loca sancta fra Piemonte e Lombardia. Letteratura e rappresentazione iconografica 8 e 9 ottobre 2010, Convento Monte Mesma, Ameno.

Programma:
Venerdì 8 ottobre ore 15,30

Presiede Prof. GABRIELE TRIVELLIN
Ministro provinciale dei Frati Minori del Piemonte
Saluto delle Autorità
Dott. FIORELLA MATTIOLI CARCANO
Presidente Associazione Storica Cusius

Introduzione

Prof. CARLO CARENA
I luoghi di culto sul Lago d’Orta a fine Seicento, dal IV libro ms. della Corografia di L.A. Cotta

Prof. ANTONIO CICERI O.F.M.
I loca sancta nell’agiografia francescana dei primi secoli

Prof.. LORENZO MONDO
Clemente Rebora alla Sacra di San Michele

Miasino, Chiesa Parrocchiale ore 21
Concerto con inediti di C. G. NOVARINA (1712-1790) eseguite dai CANTORI DI S. CIPRIANO
direzione ROBERTA GIAVINA, all’organo ALESSIO LUCCHINI

Sabato 9 ottobre ore 9, 45

Presiede Prof. EDOARDO VILLATA
Università Cattolica di Milano

Prof. VITTORIO NATALE
L’immagine di Oropa fra teatro barocco e sublime alpino

DOTT. ANNALISA ALBUZZI
Da Milano al Piemonte: i miracoli di san Carlo Borromeo tra letteratura e iconografia

Pausa

DOTT. CHIARA TANZI
Poesia e mistica nella Lombardia francese: la meditatio in “hebdomoda olivarum” di Lancino Curzio

DOTT. GIOVANNA VIRGILIO
Il caso dei santuari mariani di Mandello Lario e Limonta. Strategie devozionali e fortuna letteraria.


Sabato 9 ottobre ore 15

TAVOLA ROTONDA: Scrittori di fronte al sacro
Presiede. Ambasciatore UBERTO PESTALOZZA
Direttivo Associazione Storica Cusius

ROBERTO CICALA
BRUNA DELL’AGNESE
MARTA MORAZZONI
ROBERTO MUSSAPI

venerdì 17 settembre 2010

Ritorno



Quando si rientra dalle vacanze ci sono sempre un  sacco di cose da fare. Lo stesso vale se l'assenza non è stata  esattamente una "vacanza". 
Un po' alla volta vedrò di recuperare gli arretrati. Vi chiedo di portare ancora un po' di pazienza.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.