mercoledì 30 marzo 2016

Lo spirito dei tempi



LO SPIRITO DEI TEMPI

Incontrare gli antichi novaresi attraverso l’archeologia

Novara musei della canonica

Vicolo Canonica 9




Sabato 2 aprile ore 16.30
Verba volant, scripta manent. Antiche iscrizioni, lo spirito religioso inciso nella pietra. 

Relatore Andrea Del Duca, direttore dell’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone.

Segue visita al lapidario.




Domenica 3 aprile ore 16.15
Alla scoperta di incisioni antichissime e nascoste. Laboratorio per bambini a partire dai 5/6 anni.



Sabato 9 aprile ore 16.30
Nihil morte certius. La spiritualità funebre e l’idea dell’aldilà. 

Relatore Andrea Del Duca, direttore dell’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone.




Sabato 23 aprile ore 16.30
Vita brevis, ars longa. L’arte del mosaico che ha espresso lo spirito dei tempi.
Relatore Cecilia Proverbio, Pontificia Università Gregoriana. Segue visita al mosaico all’Istituto Santa Lucia.




Domenica 24 aprile ore 16.15
Costruisci il tuo mosaico. Laboratorio per bambini a partire dai 5/6 anni.




Gli incontri si terranno tutti ai Musei della Canonica. Il costo dei laboratori è di € 5 a bambino. Per prenotazione dei laboratori: prenotazioni@innovara.eu.

domenica 27 marzo 2016

I misteriosi conigliotti di Pasqua


E poi all'improvviso ti trovi il prato pieno di misteriosi conigliotti sbucati da chissà dove per augurarci Buona Pasqua!

Se siete incuriositi dalle leggende attorno al coniglio pasquale, potete rileggere questo post.

In ogni caso... Buona Pasqua!

mercoledì 23 marzo 2016

Telefilm e serie TV. Il nuovo numero di A6 Fanzine



Ecco a voi il nuovissimo numero di A6 Fanzine, dedicato ai telefilm ed alle serie tv.

Lascio la parola a Sara e Isa, che sono le anime della fanza.

"I telefilm, come noi bambini nati negli anni '70/ '80 adoriamo ancora chiamare, col passare degli anni hanno generato non solo una molteplice scelta tra trame fantasy, horror, comiche, romantiche e d'azione, ma continuano a generare stupore, sia per la creatività e sia per l'accuratezza nella realizzazione, dalla storia ai costumi.

Se in passato ci siamo emozionati con la streghetta di "Strega per amore (I Dream of Jeannie)", la piccola "Super Vichi", "The Chips" e molti altri ancora, ora i nostri telefilm/serie tv spaziano tra magnifici scenari fantastici e la realtà, tanto da chiederci talvolta se noi stessi ne siamo i protagonisti ignari.

Da "A-Team" a "Friends", da "The Walking Dead" al "Trono di Spade", passando anche per "House of Cards" e "Doctor Who", gli artisti di questo numero si sono divertiti a rivivere i loro ricordi ed a celebrare le nuove sfere delle serie tv odierne.

Un numero speciale e da collezione questo di A6 Fanzine, con una chicca speciale riguardo "Diabolik", una serie tv in lavorazione che porterà in giro per il mondo "Il Re del Terrore", grazie a una intervista a Mario Gomboli, direttore della casa editrice Astorina, che ci ha raccontato qualcosa riguardo la serie. Non perdete inoltre l'albo speciale di Diabolik, in uscita il 15 Luglio 2015. Da collezionare anche questo per essere pronti all'uscita della serie."

All'interno della fanzine, scaricabile da questo link, trovate anche un racconto dell'Errante, dedicato a un'antica serie televisiva "cult": U.F.O.

mercoledì 9 marzo 2016

Marzo pazzerello



Dopo la lunga siccità dell’inverno marzo ha portato la neve. Tanta neve, tale da spezzare alberi e tagliare le linee elettriche, lasciando intere borgate senza luce per quasi 30 ore.

D’altro canto è noto che Marzo sia il folletto del calendario. Pensate che un tempo aveva solo 30 giorni, finché un pastore che parlava sempre male di Marzo e diceva che era un mese cattivo e dispettoso, non ebbe la brutta idea di prenderlo in giro. 

Tutti i giorni Marzo lo interrogava chiedendogli: “dove porterai il tuo gregge domani?”

“In pianura dove l’erba e più verde!” rispondeva quello.

E allora Marzo l’indomani giù a far tempesta sulla piana, per poi presentarsi e chiedergli come se nulla fosse: “come è andata ieri in pianura?”

Ma il pastore, che conoscendo Marzo se n’era andato in collina, rispose con un sorriso: “ottimamente, grazie, ho trovato proprio un bel tempo”.

Marzo, furibondo, ci riprovò in tutti i giorni a seguire, ma quello lo imbrogliava sempre. Gli diceva che sarebbe andato in collina e poi scendeva al piano, oppure che sarebbe andato in pianura mentre zitto zitto saliva sui colli.

Finché giunse il 30 del mese e il pastore, sapendo che l’indomani sarebbe iniziato Aprile, rispose tranquillamente che sarebbe andato in pianura e veramente vi andò.

Marzo però nella notte corse da Aprile e piangendo e strillando, o promettendogli chissà cosa, lo convinse a regalargli uno dei suoi giorni.

Così il 1 aprile divenne il 31 marzo e la più violenta bufera di pioggia e neve che si fosse mai vista sorprese il povero pastore nella pianura.

Questo almeno racconta un’antica storia. 

mercoledì 2 marzo 2016

Un indagatore del mistero è sceso in città

Un drago pesce sull'Orta fotografato da G. Rava

Secondo notizie di stampa un Acchiappafantasmi sarebbe giunto sul Lago Maggiore per cercare le tracce di “Maggie”, una misteriosa creatura che si aggirerebbe nelle acque del Golfo Borromeo, emulando il più famoso “Nessie” da decenni ricercato senza successo nel famoso Loch Ness.
Augurando buona fortuna all’indagatore del mistero e al suo aiutante, che coi loro camici bianchi e strane apparecchiature si sono fatti fotografare per le strade di Stresa, riteniamo doveroso avvisarli di una leggenda che circola dalle nostre parti.

Essa vuole il Verbano collegato al lago d’Orta da un canale sotterraneo. Attraverso questo qualsiasi misteriosa creatura potrebbe trovare immediato rifugio nel più piccolo ma altrettanto profondo Cusio. E avrebbero un bel correre loro a Orta, a Omegna, a Pella, a Pettenasco, a Lagna e Buccione i nostri ricercatori. Si troverebbero con un bel pugno di mosche o forse, se sono fortunati, qualche carpa perché la creatura avrebbe tutto il comodo di rifugiarsi nel Verbano mentre loro ancora la cercano sul Cusio.

Inutilmente qualcuno fa sommessamente notare che un siffatto cunicolo sfiderebbe prodigiosamente il principio dei vasi comunicanti, dal momento che l’Orta è un centinaio di metri di quota sopra l’altro ma queste sono quisquilie e pinzellacchere per qualsiasi mostro degli abissi che si rispetti!


mercoledì 17 febbraio 2016

L'Omino coi Baffi se n'è andato


Qualche giorno fa se n'è andato anche l'Omino coi Baffi. O per meglio dire è morto colui che l'eveva voluto e ispirato, in quanto Paul Campani (morto nel 1991) aveva preso come modello proprio Renato Bialetti, titolare dell'omonima azienda, per disegnare quello che fu uno dei più riusciti personaggi di Carosello.

Renato Bialetti era nato nel 1923 ed era il figlio dell'inventore della Moka, Alfonso. Fu lui però a lanciare quello che divenne non solo un rivoluzionario modo per fare il caffé, ma un oggetto che da Omegna conquistò il mondo, sbarcando persino nei grandi musei come esempio del design italiano. 

Qui potete trovare un breve racconto su alcuni momenti di questa storia straordinaria.

Altri andrebbero raccontati e raccolti, come quando il giovane Renato incrociò per caso in un albergo il multimiliardario Aristotele Onassis e riuscì a convincerlo a dire ad alta voce davanti a un gruppo di scettici clienti francesi di non aver mai bevuto un caffé buono come quello uscito dalla sua caffettiera.

Della Bialetti a Omegna ormai non resta più nulla, come si è già avuto modo di dire qualche anno fa. Lo stesso Bialetti aveva venduto l'azienda nel 1986, ritirandosi a vivere in Svizzera.

Ma alla sua morte ha voluto che le sue esequie fossero celebrate in zona, a Casale Corte Cerro. Nella chiesa, davanti all'altare, spiccava una Mokona Bialetti. Al suo interno le ceneri dell'Omino coi Baffi.



mercoledì 10 febbraio 2016

Lo strano caso del meteorite

Il Museo settala nel 1666


Un recente episodio di cronaca avvenuto in India ha fatto gridare alcuni giornalisti al “primo caso di uomo ucciso da meteorite nella storia”.

Invece, se andiamo indietro nel tempo, fino al 1654, e ci spostiamo a Milano ci imbattiamo in un fatto inquietante .

Il 4 settembre di quell’anno un frate francescano della chiesa di Santa Maria della Pace stava camminando per strada quando fu improvvisamente gettato a terra e ucciso da una forza invisibile.

Per risolvere quello straordinario mistero venne chiamato un uomo eccezionale, che godeva la fama di essere l’Archimede Milanese.

Manfredo Settala, figlio del protomedico Ludovico che compare nel Promessi Sposi ai tempi della peste, aveva creato in Milano un Museo dove erano raccolte curiosità e oggetti raccolti nei suoi viaggi per il mondo o scambiati con altri collezionisti. Lui stesso illustrava personalmente agli ospiti illustri, che non mancavano mai di visitare il suo Museo, le meraviglie che vi erano contenute.

Nel caso del povero frate egli prese molto seriamente la questione e dopo un attento esame del cadavere riuscì ad individuare ed estrarre da una gamba una “pietra del fulmine”, del diametro di circa sei centimetri, che tagliata emise un forte odore di zolfo.


Dopo la morte del Settala il meteorite finì all’Ambrosiana, da cui scomparve misteriosamente, probabilmente rubata e rivenduta a qualche collezionista. Ne resta un disegno, su uno dei tanti commissionati dal settala per descrivere la propria collezione, purtroppo in gran parte andata dispersa.

mercoledì 13 gennaio 2016

Addio al re dei Goblin



Il 10 gennaio si è spento David Bowie. Non sto a dirvi chi fosse perché credo che ben pochi non lo conoscano. Ed è impossibile riassumere in poche righe la sua lunghissima e straordinaria carriera

Se n'era parlato anche in una puntata della Bottega del Mistero, poco meno di quattro anni fa. Se volete potete rileggere "il cantante alieno e i ragni marziani".

A me piace ricordarlo nel ruolo di Jareth il re dei Goblin nel film "Labyrinth - Dove tutto è possibile" (1986). Nel suo castello, ispirato ai quadri di M. C. Escher, al centro di un intricato labirinto ricco di puzzle e test, ingaggia una sfida serrata con Sarah, una ragazzina che ha 13 ore di tempo per impedire che il fratellino diventi un goblin.


Non vi svelo la trama, nel caso vogliate vederlo, ma le prove che Sarah (una giovanissima Jennifer Connelly) dovrà superare saranno numerose e sorpendenti, compreso il labirinto a pareti mobili e la Gora dell'Eterno Fetore. Anche se la più difficile sarà forse ricordarsi la fatidica frase, contenuta nel suo libro preferito, capace di spezzare l'incantesimo.

"Con rischi indicibili e traversie innumerevoli io ho superato la strada per questo castello oltre la città dei Goblin, per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande. Non hai alcun potere su di me!"

Lungo il cammino l'adolescente Sarah incontrerà buffi e improbabili amici e dovrà scegliere se diventare grande o restare ancorata ai sogni dell'infanzia. 

Ma è poi necessario scegliere? In fondo si può non abbandonare l'immaginazione e allora i preziosi amici potranno tornare, ogni volta che ce ne sarà bisogno...




mercoledì 6 gennaio 2016

La Befana vien di notte


In occasione della festa della Befana volevo parlarvi di un paio di cose che ho scoperto su di lei grazie a una giovanissima novantenne.
La prima è che la sua festa un tempo sovrastava di molto il Natale, almeno nelle attese dei bambini, che videro i primi alberi natalizi solo dopo la Grande Guerra.
la seconda è che nella notte della Befana accadevano cose incredibili.
Le acque del lago, tanto per cominciare, si aprivano al suo passaggio. E gli animali tutti, a mezzanotte, parlavano in un linguaggio comprensibile agli umani.
Insomma, grandi meraviglie che facevano esclamare, allora come ora, viva la Befana!

domenica 3 gennaio 2016

Il compleanno di Tolkien

J. R.R. Tolkien in uniforme - 1916


Il 3 gennaio 1892 nasceva  John Ronald Reuel Tolkien.

Qui trovate l'origine del suo nome di battesimo.

giovedì 31 dicembre 2015

Buon anno!



Negli archivi sotterranei di questo antico castello, tra le pagine di enormi volumi segnati dal tempo, ieri ho trovato la risposta a molti misteri che da tempo mi tormentavano.

Auguro anche a voi che il Nuovo Anno vi consenta di risolvere quei metaforici enigmi del passato che ancora vi impediscono di accogliere i misteri gioiosi che il futuro ha in serbo per voi.  



domenica 27 dicembre 2015

Natale con il mostro



Debbo alla gentilezza di un lettore la segnalazione di un misterioso avvistamento, avvenuto esattamente dieci anni fa...

“...in Località Lagna di San Maurizio d'Opaglio, presso il pontile, il giorno di Natale del 2005 da parte del Ragionier (i Ragionieri imperversano nel Cusio, non si sa perché) U.T. all'epoca di anni 48 residente in Lagna, il quale, al termine di copioso e tradizionale pranzo Natalizio innaffiato da abbondanti bevute, scendeva a fare una passeggiata digestiva al Porto. 

Disturbati dalle urla e dagli schiamazzi dell'U.T. che tentava telefonicamente di far accorrere la moglie alla riva, alcuni cittadini richiedevano l'intervento ai Militi della Pubblica Sicurezza, i quali prontamente accorrevano a bordo di un'auto-pattuglia. Il ragionier U.T. rendeva la descrizione in questi termini: lunghezza dai 30 ai 50 metri, diametro del corpo circa centimetri 40, un solo occhio spalancato e di colore nero che lo fissava. 

I Militi, dopo aver rassicurato il Ragioniere, nel corso di un breve sopralluogo rinvenivano, nascoste sotto un mucchio di foglie secche, in un angolo, n.2 bottiglie di Grappa alla Ruta ormai vuote, che venivano inoltrate al Reparto Investigazioni Scientifiche per ulteriori accertamenti, tesi a individuare eventuali proprietà allucinogene della Grappa alla Ruta.”

Come potete immaginare non potevo non indagare su questo misterioso avvistamento. Ho quindi chiesto il parere del Professore. Preciso subito che non si tratta del Maestro, che vive proprio di fronte a lui, ma dall’altra parte del lago e dubito siano amici, anche se poi il lago è piccolo e la gente si conosce un po’ tutta.

Ad ogni modo il Professore dalla sua finestra sul lago ha uno sguardo privilegiato su tante cose strane che succedono da queste parti e ha tenuto numerose conferenze sui mostri e le bizzarre creature che popolano le acque e le sponde dell’Orta. Ecco di seguito il suo responso autografo alla domanda.

“Teratosaurus Orcheris cusianus. Ultimo discendente dei draghi e dei serpenti che il mitico San Giulio cacciò dall'isola omonima, nei secoli è stato avvistato o intravisto in diverse zone del lago. Tradizionalmente la sua tana viene identificata nel Bus de l'Orchera in località Orta nel golfo detto Bagnera. Talora, nell'ora del tramonto, pare sia stato intraveduto dalle sponde di Tortirogno o Bagnella, sfilarsi controluce alla superficie, nel tornare al suo comodo rifugio.

Di che si nutre il Teratosauro cusiano? Bella domanda. Sono state avanzate le più suggestive ipotesi. Tendiamo ad escludere quelle che accennano a mortadelle di fegato dagli indigeni chiamate "fidighine". Un cuoco borgomanerese sta tentando di provare la sua teoria che il Teratosauro sia molto ghiotto di "tapulone". Ma per quanto ne sappiamo, ad oggi la sua speranza è andata frustrata. Nemmeno la polenta con il gorgonzola sembra far parte della dieta del mostro. 

Il problema non è peregrino come potrebbe apparire, perché in realtà se il mostro si nutrisse semplicemente di pesce sarebbe morto di fame durante la seconda metà del XX secolo durante la quale la popolazione del lago si ridusse fin quasi allo zero a causa dell'inquinamento. Solo potevano restargli pochi gobbini, qualche arborella ed un paio di cavedani, neanche da togliersi la prima fame, povero mostro!

E' stata da alcuni avanzata l'ipotesi che il Teratosauro, parente biologico del mitico Verdone Mangiasassi, si sia nutrito e si nutra di granito. Non ci sentiamo di escluderlo a tutta prima, ma sicuramente la chiusura delle cave di Alzo, deve averlo costretto ad una dieta piuttosto ferrea negli ultimi 50 anni.

Lasciamo il problema alimentare del mostro, e veniamo ad affrontare un altro nodo decisivo: quello della riproduzione (non temete, non scenderemo nei dettagli, non è necessario mandare a letto i bambini). La biologia però ci dice che tutti, prima o poi, nel lungo, magari lunghissimo periodo, cenere torneremo e un ricambio si impone. Per cui la natura saggiamente operò, e maschio e femmina li fece, per garantire l'eternazione alle specie. Quindi allo stato attuale delle conoscenze: o il Teratosauro è molto, molto vecchio, oppure occorre supporre l'esistenza di una Teratosaura. Ma come distinguerli l'uno dall'altra? Dal fatto che la femmina ha le ciglia più lunghe? In mancanza di studi scientifici approfonditi sul dimorfismo sessuale dei Teratosauri siamo costretti ad abbandonare anche questo interessantissimo argomento. 

Poco possiamo aggiungere a quanto già detto sul mostro e siamo attivamente impegnati a raccogliere testimonianze, tracce e indizi relativi al o ai Teratosauri.”



mercoledì 23 dicembre 2015

Buone feste col Solstizio



Vi auguro Buone Feste con questa foto 
scattata durante il Solstizio d'Inverno. 

Per inciso, 
vi parlerò presto della misteriosissima struttura 
dove ho scattato la foto...


domenica 20 dicembre 2015

Il gastaldo. Capitolo 1.5


Trascorse la notte nella grande sala che fungeva da dormitorio comune per le guardie del palazzo. Al mattino un soldato lo andò a prendere e lo accompagnò in una piccola sala, dove con sua grande sorpresa trovò solo il re, la regina, due guardie e il walha che aveva visto a cena. 
«Ti abbiamo fatto venire qui» disse il re facendogli cenno di alzarsi dopo l’omaggio «per via dell’incarico che ti abbiamo assegnato. Come saprai, dai tempi della conquista, il duca delle terre tra i fiumi Ticinum e Siccida è Meynulf. Dimmi, lo conosci?»
«Solo di fama» rispose Aribert scuotendo il capo. «So che è un guerriero valoroso, spietato coi nemici e coi suoi.»
«Meynulf sarà il tuo principale problema» l’ammonì il re. «Quando il consiglio dei duchi si riunì per insediare sul trono Autaris e decise di cedere metà delle proprie terre al re, per accrescerne la forza ed il prestigio, Meynulf fu contrario e solo sotto minaccia di guerra cedette. Quando i Franchi varcarono le Alpi, Meynulf non si mosse dalla sua roccaforte, posta su un’isola al centro del lago che porta il nome del Santo Giulio. E Gisulf era entrato in contrasto con lui poco prima di quello strano incidente. Ora, il tuo primo compito sarà di capire se ci sia la mano di Meynulf dietro la sua morte. E se il comportamento ambiguo tenuto durante la guerra sia il risultato di un accordo tra il duca e i nemici. In altre parole, dovrai scoprire se Meynulf è un traditore ed in questo caso dovrai arrestarlo e informarmi immediatamente, perché possa decidere della sua sorte.»
«La situazione non è per nulla tranquilla» intervenne la regina. 
Aribert non era abituato al fatto che una donna intervenisse in questioni da uomini. Tuttavia, occorreva riconoscerlo, la regina era una donna molto speciale. 
«Siamo in guerra con Ravenna» proseguì Teodelind. Molti duchi, più o meno apertamente, hanno contestato l’elezione del re e tramano contro di lui. Meynulf ha in mano le chiavi delle porte delle Alpi e può spalancarle in qualsiasi momento per consentire ai Franchi di colpire il re alle spalle. Non si può lasciare che esse siano affidate ad un traditore, ma il re non può neppure distogliere uomini e mezzi dalla lotta contro l’Esarca. Pertanto, nel caso in cui i sospetti del re siano fondati, dovrai catturare Meynulf con l’astuzia, piuttosto che con la forza. Per questo motivo abbiamo pensato di darti un aiuto.»
La regina indicò il walha, che s’inchinò rispettosamente. 
«Octavius è un nostro fedele consigliere e ti sarà d’aiuto dove la spada potrebbe essere insufficiente. Inoltre conosce il territorio e potrà darti, ne siamo certi, suggerimenti preziosi.»
Aribert era sbalordito. Mai si sarebbe aspettato di trovarsi a fianco un walha. Quell’uomo poi, coi suoi occhi profondi, che parevano scrutare l’anima, gli metteva addosso un profondo disagio. Gli ordini, tuttavia, erano chiari e le implicazioni anche. Quelli del walha sarebbero stati anche gli occhi del re e della regina sull’operato del gastaldo.



giovedì 17 dicembre 2015

Festeggiando il Solstizio a Montecrestese



Se volete fuggire dalla frenesia dello shopping prenatalizio e festeggiare in maniera alternativa il Solstizio ecco a voi un evento decisamente particolare organizzato dall'Associazione Canova (date un'occhiata al sito www.canovacanova.com, ne vale la pena).


Presso il Tempietto Lepontico di Montecrestese (una misteriosissima struttura interpretata come un tempio precristiano costruito dai Leponti e incredibilmente sopravvissuto) si terrà una chiacchierata all'aperto (copritevi!) sui culti precristiani.

Io ci andrò sicuramente, se passate di lì fate un fischio... ;)



martedì 15 dicembre 2015

Pranzo speciale per bambine anemiche dell’Ottocento


A Milano nell'Ottocento si arrivava in barca

C’era una volta una bambina, nata esattamente 150 anni fa, che perso il padre ancora piccola per una sorte malaugurata, fu messa in un antico e famoso ricovero milanese per orfane. La Stelline, come erano chiamate le piccole, potevano mangiare tre volte al giorno, a colazione, pranzo e cena. Nel menu oltre al latte, alla frutta e alle minestre, non mancavano le “pietanze”. Scarseggiava però la carne, dal momento che il costo giornaliero era sui 95 centesimi.

Così quando il dottore disse che la piccola era anemica e avrebbe avuto bisogno di mangiare carne, il cuoco disse “ghe pensi mi!”. A beneficio dei lettori non lombardi, l’espressione oltre al suo significato letterale (“ci penso io”) è emblematica di quel modo di pensare milanese per cui un ostacolo non è una problema, ma un’occasione per mettere in mostra il proprio talento.

Così a Maria, così si chiamava, fu servita carne ben cotta, arrostita e saporita. Quando ebbe finito, il cuoco le domandò se le fosse piaciuta e di indovinare cosa fosse. Maria passò in rassegna gli animali che conosceva, ma il cuoco sempre scuoteva i baffoni ridacchiando.

Quando si arrese la risposta le venne servita con un contorno di risate: “topo!”

Fino a noi è giunto il ricordo disgustato della mia bisnonna Maria, che si guardò bene dal toccare altra carne finché fu li dentro, mentre dell’esperto cuocitor di roditori e del suo speciale talento si è persa la memoria. 




mercoledì 9 dicembre 2015

Le disavventure di uno storico



C'era una volta un tale che, durante le sue vacanze a Pettenasco, si era messo in testa di scrivere una storia, o per meglio dire un trattenimento storico, della Riviera di San Giulio, Orta e Gozzano.
Così sedette alla scrivania, prese penna, carta e calamaio e si accinse a scrivere il suo importante lavoro, con la finestra aperta per il caldo.

Ecco però che "le donne, quando il rigor del verno non le tiene nelle loro casupole intanate, o escono ai lavori di campagna, o portano fuori le loro sedie impagliate, mettonle agli usci e, fatta sala della via, una fa calzette coi ferruzzi, un'altra dipana, un'altra ancora cuce. 

Insomma tutte fanno il loro mestiere particolare; e in ciò sono divise, ma parlano in comune dallo spuntare fino al tramontare del sole. Ciò pure accade alla sera radunandosi alcune in una casa, alcune in un'altra, e trattando il fuso e la canocchia. 

E in aggiunta al cicaleggio avvi anche qualche madre, o nonna, o zia, la quale non sapendo come meglio educare il piccolo fanciullo, che le sta vicino alquanto irrequieto, tirando d'orecchi, dando ceffate, e con le aperte palme il tenero cularello percuotendo lo fa stridere e gridare quanto gli può uscire dalla gola, tantoché talvolta s'ode un coro di fanciulli che piangono, di donne che rinfacciano la crudeltà alla comare, e di comare la quale sostiene il suo metodo e fa le sue difese."

Per la cronaca, il lavoro di scrittura giunse alla fine, segno indubitabile che il cicaleggio non era così insopportabile o che i vecchi brontoloni sono sempre esistiti.



domenica 6 dicembre 2015

Il gastaldo. Capitolo 1.4

Bratteato di Tjurkö

Nella vasta sala del palazzo i commensali sedevano sul lato esterno di una lunga tavola imbandita, disposta a ferro di cavallo. Nello spazio vuoto al centro i servitori si alternavano ai giocolieri. Gli uni per saziare i presenti di carni e vino, gli altri per allietarne gli occhi con giochi di abilità con le spade ed il fuoco. 
Una cosa che sorprese Aribert fu di vedere seduti a tavola accanto ai Longobardi anche alcuni walha, come erano chiamati i non longobardi che parlavano latino. Li si riconosceva immediatamente dalle barbe rasate o portate corte come i capelli e dai lunghi vestiti sotto cui indossavano calzoni e gambali di panno.
Non era abituato a questo genere di coabitazione. Svuotò d’un fiato la coppa di vino che teneva in mano e mentre l’appoggiava sul tavolo si accorse che uno di loro lo fissava. Contrariamente a quello che si sarebbe aspettato, vedendosi scoperto, l’uomo dalla corta barba nera non abbassò lo sguardo, alzando invece il calice in suo onore. Sorpreso da quel gesto riempì di nuovo la tazza e si alzò in piedi.
«Lunga vita a re Agilulf!» gridò brindando.
«Lunga vita al re!» risposero gli altri.
Il walha bevve come gli altri e tornò a sedersi. Aribert tornò a guardarlo, ma l’uomo era impegnato in una fitta conversazione con un longobardo che sedeva al suo fianco. Non riusciva a sentire nulla di quello che si dicevano, ma vedeva chiaramente il longobardo annuire alle parole dell’altro. A casa sua le cose funzionavano diversamente. I longobardi davano ordini e i walha eseguivano. 
Guardò il re. Il suo predecessore aveva assunto il titolo di Flavius. Ora i walha a corte erano sempre più numerosi. Si domandò dove sarebbero andati a finire di questo passo.
Si versò nuovamente da bere, per scacciare quei pensieri. In fondo il suo compito non era discutere la politica del re. D’ora in avanti avrebbe dovuto pensare ad amministrare i suoi possessi nella terra oltre il fiume Ticino.


Nota: le prime fasi dell'occupazione longobarda furono contrassegnate da una netta separazione tra gli invasori e i walha, nome con cui erano indicati i precedenti abitanti non germanici delle terre conquistate. Più in generale il termine siugnificava "straniero, non parlante una lingua germanica".

A Tjurkö, Centena orientale, Blekinge (Svezia) furono ritrovati due bratteati (monete) con iscrizioni runiche in proto-norreno. Su Tjurkö 1, datato tra il 400 ed il 650, compare una testa sopra un cavallo e sotto un uccello, interpretata come un’immagine di Odino.
Sulla moneta c'è anche la scritta runica “wurte runoz an walhakurne heldaz kunimudiu” che viene tradotta “Rune in ferro battuto di Heldaz sul 'grano straniero' [il bratteato stesso] per Kunimunduz”.

Il temine è alla base, ad esempio, dell'inglese "welsh" per indicare gli abitanti celtici, non anglosassoni, del Galles (Wales). 

Grazie alle competenze tecniche di cui molti di essi erano portatori, il governo longobardo cominciò abbastanza presto a servirsi dei walha, favorendo un processo di graduale integrazione. Aribert, che proviene dalla campagna, è sorpreso da questa novità, che in cuor suo non approva.






mercoledì 2 dicembre 2015

Incidente a Pella: coinvolta una renna



Se vi aspettate regali per Natale da parte di Babbo Natale è bene che sappiate che ha avuto un incidente dalle parti di Pella, sul lago d'Orta.

venerdì 27 novembre 2015

Tolkien, gli Inklings e Charles Williams


Alla fine degli anni Trenta un fatto nuovo venne a turbare la serenità degli incontri degli “Inklings”. C.S. Lewis incontrò e accolse entusiasticamente tra gli Inklings lo scrittore Charles Williams. Lewis lo trovava “assolutamente irresistibile” e amava i suoi libri, in cui abbondavano gli elementi fantastici innestati sulla realtà contemporanea. T.S. Eliot li definì “thriller soprannaturali o metafisici”. 

A Tolkien invece non piacevano le sue opere, che sentiva molto lontane dal proprio spirito, e talora sgradevoli. Williams, tra le altre cose, aveva posizioni religiose e filosofiche molto lontane da quelle del cattolico Tolkien. 

Faceva parte della Chiesa d’Inghilterra e scrisse numerose opere teologiche, ma era attratto anche dalla magia e dal satanismo. Aderì alla “Golden Dawn”, una setta esoterica di cui avevano fatto parte anche personaggi inquietanti, come il famigerato mago nero Aleister Crowley. 

La comparsa di Williams tra loro fu una delle cause a cui Tolkien attribuiva il raffreddamento dell’amicizia con C.S. Lewis.

Post più popolari

"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.