domenica 23 novembre 2014

L’ultimo bacio



C’è stato un tempo in cui in questo blog era aperta una bottega del mistero. Era l’epoca della felice collaborazione con Siamo in Onda, il talk show radiofonico di Puntoradio. Purtroppo nella riorganizzazione dell’emittente che ha portato alla sua chiusura e rinascita come Up-Radio non c’è più stato spazio nel palinsesto per questo programma atipico, autogestito e completamente libero. 
Come i lettori più affezionati ricorderanno nella Bottega del Mistero si parlava, sul tema della trasmissione, di una vicenda misteriosa connessa a una canzone e di una collegata leggenda ambientata nella terra dei laghi d’Orta e Maggiore.
Nella programmazione della stagione 2012-13, che comunque non ha mai visto la luce, avevo valutato anche l’inserimento di una canzone dei Kiss, senza riuscire però a trovare la giusta corrispondenza coi temi proposti. 
Sono stato quindi molto felice quando Sara mi ha svelato che il tema del prossimo numero di A6 Fanzine sarebbe stato proprio “the KISS”. Pensa che ti ripensa ne è scaturito un racconto in 1200 caratteri (spazi inclusi) dal titolo “L’ultimo bacio”. Scordatevi Muccino però, perché è tutta un’altra storia.
La fanzine sarà disponibile a breve, scaricabile liberamente. Per ora godetevi in anteprima la meravigliosa copertina, illustrata come sempre da Isa nel suo inconfondibile stile.

mercoledì 19 novembre 2014

Il sole tornò a splendere


«Finalmente l’emergenza è cessata e lentamente l’acqua cala di livello. Lascia però dietro di sé molti danni ad abitazioni ed attività produttive.»
Siamo seduti in piazza ad Orta. Indossiamo stivali, per non bagnarci i piedi perché il tavolino e le sedie sono immerse in vari centimetri d'acqua. Non stiamo prendendo un aperitivo sul lago, ma nel lago. Perché noi gente dell’Orta siamo fatti così, lo amiamo anche quando fa la voce grossa.
Il Filosofo osserva l’acqua che si muove lenta attorno a noi, creando piccoli gorghi che scompaiono dopo pochi istanti di vita turbinosa.
«Soprattutto» dice infine «il lago ci lascia un messaggio. La terra su cui viviamo non è nostra. La possiamo utilizzare, ma non la possediamo. Non ci appartiene, perché non la comprendiamo. Abbiamo una certa conoscenza con lei, è vero, ma non una visione profonda di quello che è e dell’Equilibrio che la regola. Vediamo i fenomeni, ma ignoriamo la sostanza profonda delle cose. Così il lago è venuto fuori, per ricordarci che qui siamo ospiti, non padroni di casa. Perché lui esisteva prima che il primo uomo si affacciasse sulle colline e rimanesse a bocca aperta contemplando la sua straordinaria bellezza.»
Un cigno nuota sdegnoso a pochi metri da noi, senza degnarci di uno sguardo. Alzo il bicchiere e dedico un brindisi silenzioso al nostro lago.

domenica 16 novembre 2014

Alluvione novembre 2014

Frana ad Alzo di Pella

Frana ad Alzo di Pella

Pella

Orta

Civiasco

Strada della Cremosina

Frana di Alzo

Pella

Omegna

Omegna

Omegna

Orta

Orta

Pella

Pettenasco

Pettenasco
Negli ultimi giorni il lago d'Orta e il lago Maggiore sono stati investiti, come molte altre località del nord Italia, da una violenta alluvione, che ha provocato il rapido innalzamento del livello dei laghi e numerose frane. Una in particolare, ad Alzo di Pella, ha costretto all'evacuazione prudenziale di metà paese. Ho raccolto un po' di foto postate da vari amici e altre persone su facebook. Dove sono riuscito ho inserito il nome dell'autore nel nome del file. Sono immagini talora drammatiche, altre volte poetiche. Ringrazio tutti per aver documentato quello che è accaduto. Fortunatamente al momento in cui scrivo, non si registrano feriti, almeno nel Cusio.
Diversa la situazione in altre località dove vi sono stati dei morti.

Credo che non si possa più ritardare un deciso intervento di prevenzione e gestione del territorio. Perché se è vero che certi eventi sono straordinari per intensità è altrettanto vero che si ripetono a frequenza tale da dover essere seriamente considerati e prevenuti mediante un'azione costante di manutenzione.
Deve insomma essere abbandonata la "logica del grande evento" per passare a quella della gestione quotidiana. Un cantoniere che pulisce ogni giorno i tombini non è un costo, è un investimento che può prevenire danni maggiori e, tragicamente, vittime.

mercoledì 12 novembre 2014

Fantasmi sul lago d’Orta




Mentre il livello del lago continua a salire e velocemente supera ogni limite, inondando le rive e i paesi rivieraschi, giunge la segnalazione di un fantasma che sarebbe apparso sul vetro di una casa prospiciente le fredde acque dell’Orta.

Suggestione? Può essere. 

Sul caso però indagherò più a fondo. Lascio a voi il giudizio, sperando che nel frattempo la piena del lago non faccia troppi danni.


domenica 9 novembre 2014

Venticinque anni dal crollo



Venticinque anni fa cadeva il muro di Berlino e con esso finiva un mondo. Qualche nostalgico dirà che si stava meglio quando si stava peggio, ma la Storia va avanti, ci piaccia o meno. Vale sempre la pena, però, ricordare cosa è accaduto.

Richiamo due post che scrissi tempo addietro. Il primo è dedicato ai ventenni di oggi (ormai venticinquenni, visto che il tempo passa per tutti). 

Il secondo è la storia della vicenda el Muro attraverso una canzone che parla di 99 palloncini

La serie dei racconti domenicali riprende la prossima settimana.

mercoledì 5 novembre 2014

Ecco anche il drago di fuoco!


La nostra caccia (fotografica) ai draghi sta dando ottimi risultati.
Ecco uno splendido drago di Fuoco, fotografato nell'atto della sua manifestazione da Giorgio Rava. Dove? Da qualche parte attorno al lago d'Orta, naturalmente, uno dei luoghi più connessi ai draghi che esistano.
Nel blog potete trovare anche draghi degli altri Elementi: Acqua, Terra e Aria. Ce ne manca ancora uno, naturalmente, ma i draghi della Quintessenza sono i più difficili da individuare.
Mi aiutate a trovarne uno?

domenica 2 novembre 2014

La soffitta



Sono entrati di notte, sfondando la finestra sul retro. Sono in quattro, armati e mascherati. Non so se siano italiani o stranieri e del resto non ha importanza saperlo. Gli occhi eccitati dalla cocaina, la lama affilata che preme sul mio collo, i miei famigliari legati, questo ha importanza. 
Tra tutti hanno scelto di tenere libera me. Forse perché i miei diciassette anni mi fanno sembrare la più innocua della famiglia. O forse il motivo sta in quelle mani che mi stringono la carne con desiderio. Capisco che non c’è solo una rapina nei loro piani, questa notte.
Per calmarli dico che i gioielli sono nascosti in soffitta.
Salgo la scala a piedi nudi, con la camicia da notte che si stropiccia nelle mani di quello che mi sospinge. Gli altri tre sono dietro. Nessuno vuole perdersi la cosa. Sento i brividi percorrermi la schiena mentre i gradini che mi separano dalla porta scompaiono ad uno ad uno.
Ho mentito. Nella soffitta non ci sono gioielli, ma solo le cose della nonna, che nessuno di noi ha osato toccare. Stava lì tutto il tempo a parlare con gli spiriti. Ora che è morta, la vecchia strega ha continuamente bisogno di sangue per restare attaccata alla vita.
Questa notte ne avrà a fiumi.



Questo è il racconto scritto dall’Errante per il n. 18 di A6 Fanzine (download). Per una pura coincidenza era dedicato all'horror. Se, come noi, non credete alle coincidenze consideratelo pure un racconto per Halloween pubblicato con leggero ritardo…

mercoledì 29 ottobre 2014

Biancodrago


Dopo il drago nell'Acqua e quello nella Terra ecco a voi un bianco drago nell'Aria, sospeso sopra il Mottarone.
Si attendono altre segnalazioni...

domenica 26 ottobre 2014

La guerriera vergine


Iniziasti ad udire le voci quando avevi tredici anni. A sedici rifiutasti lo sposo che i genitori avevano scelto per te. Lui non la prese bene e ti citò in giudizio. Tu vincesti la causa. Non ti bastava: fuggisti da casa per seguire la tua missione.
Indossavi vesti maschili per attraversare l’immenso campo di battaglia che era a quei tempi il tuo paese. Raggiungesti la meta, ma ti risero in faccia e ti cacciarono. Ritornasti, superando gli esami dei teologi. Incontrasti quel principe deposto e senza corona cui volevi restituire il regno. Nel nome di un’idea radunasti un’armata, guidandola alla vittoria. 
Colomba in un mondo di falchi non vedevi gli interessi dei comandanti, né gli intrighi della corte che ti circondavano. Vedevi però gli orrori della guerra e insegnasti ai tuoi uomini a rispettare i prigionieri, a non saccheggiare le terre e le città liberate, a preferire una vittoria senza stragi ad una affogata nel sangue.
Un’illuminata, un’inviata del cielo, una santa per quanti ti seguirono e combatterono sotto le tue insegne. Una pazza, una strega, un’eretica per coloro che ti processarono e ti arsero sul rogo a diciannove anni.
Chi eri, realmente, Giovanna d’Arco?

Racconto scritto per A6 Fanzine n. 17 (download), dedicato alle donne che hanno lasciato traccia nella storia. Un omaggio a tutte le donne che nel mondo hanno lottato per conquistare i loro diritti, hanno coltivato le proprie passioni, hanno reso la figura della donna protagonista della propria vita e del mondo che le circonda.

mercoledì 22 ottobre 2014

Draghi di montagna



Il bello di avere amici appassionati di draghi è che li scovano un po’ ovunque. Così dopo la segnalazione della testa di drago sul fondo del lago, ecco quella di un esemplare di montagna, sul Mottarone. La foto è di Giorgio Rava.

domenica 19 ottobre 2014

Tu e io per sempre in Paradiso


La musica che esce dall’Ipod – una cuffia per uno – è quella giusta. Fuori c’è il mondo, dentro la macchina – ferma sotto la luna che splende – solo il nostro amore, dolce e sorprendente come una scatola di cioccolatini.
La tua presenza accanto a me è un’emozione che mi accarezza il cuore. Il tuo profumo una carezza sulla mia pelle. Il sapore dei tuoi baci è un ricordo che scende leggero nel cuore ad abbracciare la mia anima. Ora capisco il senso di quella frase che avevo letto su Facebook: anche dentro di me c'è un fuoco che non ti perde di vista un attimo.
Tutto è così bello che ho paura. Paura di svegliarmi e scoprire che tutto questo è solo un sogno. All’inizio – pensa che idiota – avevo paura di innamorarmi, paura di soffrire. Pensavo sarebbe stata la solita storia di sesso. Puro divertimento. Come tutte le altre volte, come sempre. Un po’ di compagnia, un po’ di ginnastica insieme e via, prima che la storia diventi troppo seria. 
Adesso, con te accanto, mi sento in Paradiso per sempre e mi sorprendo sempre più spesso a chiudere gli occhi per immaginare il futuro per noi. Sono le tue parole a mostrarmelo.
«Senti, ci ho pensato» mi dici «con te mi annoio. Meglio se ci lasciamo.»


L’Errante ha scritto questo racconto per il n. 16 di A6 Fanzine (download) pubblicato nell’aprile 2010. Dedicato a quegli amori che ti lasciano appena il tempo di chiudere gli occhi per immaginare il futuro. Ne avete incontrati?

mercoledì 15 ottobre 2014

Piccoli draghi crescono, parte seconda



Ricordate quando parlammo della misteriosa fionda che si trova a Pettenasco, sulla sponda orientale del lago d’Orta? Molti risero quando si parlò di un mezzo per disseminare uova di drago nell’acqua.  


Sennonché guardate cosa hanno trovato i sub sul fondale antistante...





Ringrazio Sergio Duella per la segnalazione. 

domenica 12 ottobre 2014

Ho sposato un cartoon

Si dice che tutti gli uomini siano uguali e che ogni donna sia unica. Posso confermarlo, dal momento che mia moglie è decisamente straordinaria. Anni fa senza saperlo sposai infatti un cartone animato. 


Ogni volta che prova un’emozione, questa le si disegna sul volto. Se è sorpresa, un grande punto interrogativo le compare sopra la testa. Quando piange la bocca diviene un cerchio perfetto e le lacrime sprizzano dagli occhi come da due fontanelle. 

Mia moglie non interpreta, però, un unico personaggio, ma li interpreta tutti, secondo le circostanze. Fa i mestieri cantando come Biancaneve e dorme come Aurora nel bosco. Al mare nuota come Ariel e come Heidi corre in montagna. Danza come Cenerentola, ma come il Coniglio Bianco è sempre in ritardo. 

Come potete immaginare le mie giornate sono quanto mai varie e mai noiose. Così ceno con Ratatouille e mi trovo in auto con Mr. Magoo; vado a letto con Jessica Rabbit e mi risveglio con Woody Woodpecker che saltella sul letto cantando: “È ora di alzarsi! è ora di alzarsi! Heh-heh-heh-HEH, heh-heh-heh HEH,heh-heh-heh-HEH, eheheheheh!”

Cosa ci volete fare? La vita è un film. Il mio amore è un film di animazione. 

That's all folks!



Il racconto è stato scritto dall'Errante per il n. 15 di A6 Fanzine (download), dedicato al cinema d’animazione. Preciso che ogni riferimento a Malikà è puramente casuale.

mercoledì 8 ottobre 2014

La storia di una terra antica in un nuovo blog


Da qualche giorno è attivo il nuovo blog della Famiglia Alzese http://famiglialzese.blogspot.it

Questa associazione trae origine ed è diretta discendente di un'istituzione più che centenaria. Nel 1901 con il contributo di tutti i capofamiglia della comunità alzese (da qui il nome La famiglia Alzese) venne costruito un edificio a lungo utilizzato come scuola. Restaurato e reso accessibile, dal 1991 ha cominciato a organizzare manifestazioni di carattere culturale tra mostre d`arte, pubblicazioni, concorsi di presepi, mercatini di hobbistica, ecc. Trasformandosi infine in associazione culturale.

Il blog raccoglie i frammenti di memoria della comunità di Alzo, Pella e frazioni. Una storia molto antica, che ha la sua prima testimonianza in un masso altare con coppelle, vasche e canalette che sorge poco lontano, continua in epoca romana e si sviluppa nel medioevo con la chiesa di San Filiberto, primo edificio di culto costruito sulla sponda occidentale del lago poco dopo il Mille.

domenica 5 ottobre 2014

La prima volta

Ricordo distintamente la prima volta, benché sia passato davvero molto tempo. 
A dire il vero la prima volta ci fu poco spazio per il piacere. Mi lasciai trascinare, infatti, dall’istinto, dalla brama e dal bisogno. Non avevo né esperienza (come avrei potuto averne del resto?) né tecnica. In seguito fu l’esercizio a farmi acquisire l’una e l’altra. 
Fu violenta, la prima volta, e provocò dolore, ne sono certo. In seguito imparai ad affondare nella tenera carne dosando al punto giusto la mia forza. 
Fu troppo breve la prima volta, perché ancora non avevo compreso che lo scopo non era saziare la mia voglia. Col tempo imparai invece a prolungare il piacere, fino ad assurgere alle più alte vette di assoluto delirio ed estasi. 
In ogni caso ricordo tutto di quella prima volta: le stelle scintillanti sopra di noi… l’erba fresca dell’umidità della notte… l’espressione dei suoi occhi… il profumo della sua pelle… i suoi gemiti… il suo dolce sapore… è vero, ciò che dicono: la prima volta non si scorda mai! Persino se, come me, ha sulle spalle novanta secoli un vampiro non dimenticherò mai il primo morso!


Rosso è il colore della passione, del fuoco, dei sentimenti, dei ricordi più forti che impressi restano nella nostra memoria. Rosso è anche il colore di A6 Fanzine n. 14 (download) dedicato al tema de "La Prima Volta".

C'è una prima volta per tutto e per tutti. Anche per un vampiro, come quello che parla in questo racconto dell'Errante.

mercoledì 1 ottobre 2014

I crimini di Fantarona


 Sabato scorso, come previsto, mi recai alla Biblioteca di Arona per il segreto incontro sui misteri. 


Conoscendo lo gnomo che mi aveva invitato ero naturalmente preparato al peggio, quindi non mi sorpresi affatto di trovare la porta della biblioteca completamente sbarrata. 


Feci invece ricorso all’unico strumento che potevo utilizzare: un richiamo per gnomi che tempo addietro mi regalò una Maga amica mia. Pochi secondi e il telefono squillò. 
Una voce dall’altra parte mi diede rapide indicazioni su dove recarmi. Da un’altra parte della città, ovviamente, ma giunto a quel punto non mi sarei fatto scoraggiare da nulla. Così di gran passo raggiunsi il luogo dell’appuntamento. Non fu il Bianconiglio ad aprirmi la porta, anche se qualcosa di bianco lo incontrai ugualmente.


La ragazza dai capelli bianchi mi spiegò brevemente cosa avrei dovuto fare. Tutto semplice; troppo semplice per non insospettirmi. Tanto più che una maschera inquietante (vedi foto iniziale) era stata lasciata, in modo apparentemente casuale, accanto all’ingresso. Era ovvio a quel punto che le informazioni che mi erano state date erano una piccola parte rispetto a quelle che mi erano state nascoste. 



Ma andiamo con ordine. Il locale sotterraneo in cui scesi era popolato da una trentina di persone. Immediatamente ne riconobbi alcune; altre mi furono presentate; la maggior parte fui in grado di identificarla solo in seguito; mentre alcune rimangono per me un mistero.
Per risparmiarvi il tortuoso sentiero delle mie indagini, vi dirò che erano presenti: professori universitari più o meno autorevoli; indagatori di misteri; fumettisti variamente esplosivi; abili fotografi e giovani musicisti; il creatore e la giovane attrice di una famosa sit com locale; scrittori e scrittrici; bardi; appassionati di leggende; parenti e amici del mio anfitrione.

Perché la prima sorprendente scoperta fu che l’evento era in realtà la festa di compleanno di un noto mecenate e collezionista d’arte italiano, da sempre interessato ai culti antichi. Insomma, i maharaja si sposano e chiamano Shakira a cantare, il Nostro illustre ospite voleva una conferenza privata che aveva come relatori Livio Gambarini e Alfa dei Misteri.


Ad ogni modo, la festa coincideva con il convegno annuale della Miskatonic University, organizzato quest’anno sul Lago Maggiore proprio dal professor Gambarini. Era però presente, con un inspiegabile gemellaggio, anche la fantomatica università Sarcavolensis, il cui nome mi sembrò sospetto fin dal primo istante...

Al mio ingresso gli studiosi delle due università si stavano animatamente accapigliando, tra due ali di giornalisti inclini allo scetticismo, su una serie di reperti di dubbia autenticità. Diciamo pure, senza timore di offendere nessuno, delle gran patacche.

La discussione venne però interrotta da un grido stridulo come quello di una bansheeseguito dal pianto disperato della ragazza dai capelli bianchi. Sosteneva che la segretaria di uno dei docenti presenti fosse scomparsa. E che al suo posto fossero apparse tracce insanguinate.

Ci fu un po’ di agitazione in sala, ma alla fine il Nostro anfitrione riuscì a riportare la calma. L’incidente, se di incidente realmente si trattava e non di suggestione, non doveva né poteva alterare il programma della festa. Inoltre, sosteneva, è un fenomeno ben noto quello della sparizione delle segretarie, soprattutto quando sarebbe necessaria la loro presenza. Così la conferenza ebbe inizio.

Poiché ero stato invitato a parlare di draghi, mi misi a sbandierare un po’ di immagini e a raccontare l’origine di alcune leggende, alternandomi in tandem con Livio Gambarini, partendo dai draghi e finendo a parlare di fisiche, libri del comando, streghe, Incubi e folletti.

A quel punto alcuni giornalisti di quella razza vile e dannata della stampa pregiudizialmente critica, tentarono di mettere in discussione alcune delle mie affermazioni. Cascarono male, però, poiché il 99% delle cose dette era pura verità. Non dico il 100% solo perché nutro alcuni dubbi anch’io sull’autenticità di certi scritti attribuiti all’illustre Ludovico Maria Sinistrari d’Ameno, ma questa è un’altra storia

La cosa più buffa fu quando una giornalista mi chiese ironicamente se avessi per caso un folletto che veniva a pulirmi la casa. Ora, come ben sanno i lettori di questo blog, Alfa dei Misteri ha sposato una folletta. Ma non dico altro perché Malikà è molto suscettibile sull’argomento “equa distribuzione dei lavori domestici” e non vorrei riaprire il file...

Ad ogni modo, riportata la calma, venne servito il dolce. Dopo un bicchiere di un rosso che teoricamente doveva essere analcolico ma sul cui contenuto non voglio pronunciarmi, i miei ricordi si fanno però estremamente confusi, come frammenti di un sogno.

Ricordo per certo che il Mecenate cadde a terra morto stecchito. Veleno, disse subito il dottore. Sono però (quasi) certo di aver chiacchierato col defunto dopo che il decesso era stato constatato. E di aver pure inutilmente  tentato di convincere uno dei presenti che il fantasma lì accanto a noi era vivo e vegeto.

Poi le cose degenerarono. Si trovarono le porte d’uscita sbarrate e, mentre una tempesta solare impediva ogni comunicazione con l’esterno, fecero la loro apparizione, in ordine sparso: bombe col timer; un folle ghoul dinamitardo sbranatore di segretarie; improbabili dottori; misteriosi fumetti maledetti; contratti falsi come una moneta da tre euro; sedute spiritiche; veleni perniciosi e confessioni mancate. 

Ecco, tutto questo e probabilmente ancora di più successe ai margini di Fantarona. Almeno credo, perché non saprei dirvi con certezza se quello a cui ho assistito sia stato realtà, un sogno o un'apericena con delitto in cui eravamo diventati tutti personaggi di un’unica diabolica mente. Celata, ovviamente, sotto una cascata di capelli bianchi...

domenica 28 settembre 2014

Primavere



Aspettavo con impazienza il tuo arrivo, che era come vento profumato tra i capelli. Una strana agitazione ti annunciava, mettendomi il cuore in tumulto. Allora mi precipitavo ad aprire gli armadi, cercando qualcosa da indossare per festeggiare la tua venuta. Immancabilmente non trovavo nulla di adatto e dovevo correre a comprare qualcosa di nuovo. Una maglia, un paio di scarpe, una gonna… e poi via, quasi volando, leggera come una farfalla!

Ti amavo follemente, perché con te potevo dimenticare le fredde giornate chiusa in casa e concedermi lunghe passeggiate sotto l’abbraccio del sole. Raggiante ero anch’io in quei giorni. La mia comparsa faceva ruotare come girasole volti maschili su cui si specchiava la mia bellezza. Ero poco saggia? Forse, ma adesso che lo sono di più ho compreso che allora ero felice.

Un giorno, però, mi accorsi che nuovi astri muovevano gli sguardi, mentre su di me si posava l’indifferenza. Non mi scoraggiai, lottai, mi opposi raddoppiando gli sforzi ad ogni tua nuova venuta. Finché non lessi con orrore sul viso di un ragazzo uno sguardo di divertita commiserazione.

Da allora, maledetta Primavera, ogni tua venuta mi è molesta, come l’annuncio di un inverno sempre più imminente.



Questo racconto è stato scritto dall’Errante per il n. 13 di A6 Fanzine (download). 

Il tema era la primavera. Stagione che normalmente porta la gioia. Se non si è afflitti dalla disperazione per il trascorrere del tempo, come la protagonista della nostra storia.

mercoledì 24 settembre 2014

Mistero a Fantarona




Primo fatto. Sabato 27 e domenica 28 sul lago Maggiore si svolgerà Fantarona, prima edizione di un fantastico festival fantasy. C’è persino un sito internet: www.fantarona.eu

Secondo fatto. Esiste un programma ufficiale della manifestazione, che potete trovare qui

E questi sono fatti noti e acclarati.

Subito dopo, però, iniziano i misteri.

Corre voce, infatti, che sabato sera, ad un’ora incerta e in un luogo imprecisato, si svolgerà una riunione segretissima e carbonara in cui si parlerà di misteri e leggende.

Si dice anche che per poter accedere a questo evento, di cui non c’è la minima traccia nel programma ufficiale, occorra ricevere un invito speciale.

Qualcuno sostiene che a portarlo sia direttamente uno gnomo. Uno di quelli che scrivono di draghi. E credo abbiate già capito a chi alluda.

Il tutto però è avvolto nel più stretto riserbo e nel mistero più fitto. Per cui è impossibile dire se veramente si svolgerà sabato sera presso la biblioteca di Arona.

D’altro canto si sussurra che a questo incontro parteciperanno Ade Capone, Livio Gambarini e Daniele Ramella, che di storie misteriose e misteri assortiti se ne intendono.

Qualcuno sostiene infine che abbiano invitato anche me, nonostante notoriamente viva su un’isoletta del lago d’Orta, per parlare dell’origine delle leggende urbane. 

Non so cosa ne pensiate voi, ma francamente io credo che tutta questa storia non sia altro che una leggenda urbana.

Se però non vi fidate potete venire a controllare di persona...

domenica 21 settembre 2014

La dea




Solo ora comprendo appieno l’emozione dei poeti nel descrivere l’epifania di una dea. Mi passi davanti camminando lentamente e i tuoi sono leggeri passi di danza su vertiginosi tacchi a spillo. Ti siedi, accavallando elegantemente le gambe affusolate, la cui bellezza è esaltata dalle calze. 
Vorrei rompere l’incanto, separare la distanza tra noi e farti mia. Qui, subito, ora. Non posso, purtroppo o per fortuna, perché so che un mio solo gesto sbagliato ora mi priverebbe per sempre della tua presenza. 
Scuoti la testa per sistemare i capelli e mi fissi coi tuoi occhi da leonessa. Il cuore sobbalza e il fiato mi manca nella gola. Esposto al tuo sguardo spero e temo insieme una tua parola. Puoi esaltarmi e distruggermi con un cenno. L’attesa, in questa stasi, è spasmodica. 
Il tuo sorriso tradisce il tuo consapevole godimento. Comprendo che stai giocando con me come farebbe una splendida gatta con un piccolo topo. Ti concedi soltanto quanto basta ad accendermi, mai a soddisfarmi. 
Ricordo come tutto è cominciato. Fui io stesso a costruire il trono per te, come un altare ai cui piedi deporre i miei sacrifici. Dapprima esitasti, incerta ed incredula. Poi ti accomodasti incuriosita ed eccitata. Ora imperi convinta e trionfante, mia dea… 
Ad interrompere, infine, il corso dei miei pensieri riportandomi alla realtà è lo schiocco della tua frusta, mia Padrona.




Questo è il primo racconto scritto dall’Errante per A6 Fanzine . 

Il tema di quel numero (il 12, scaricabile qui) era l’eros, come si comprende chiaramente dall’ammiccante coniglietta disegnata da Isa

Il racconto segue le vicende di un uomo che riesce a tradurre in realtà i suoi sogni, per ritrovarsi poi (forse) all’interno di un incubo da cui sarà molto difficile uscire...

Mentre l'Errante lo scriveva aveva però in mente anche altri due diversi piani di lettura. Chissà se cercandoli non ne troverete altri a cui non aveva pensato?

mercoledì 17 settembre 2014

Si ricomincia




Con calma, con molta calma, anche questo blog riprende le pubblicazioni. Con una piccola ambizione: riuscire ad aumentare i post da uno a due settimanali. Per farlo, poiché di tempo libero c’è ormai gran penuria, userò il buon vecchio metodo antico. Attingerò al fieno posto in cascina. Ci sono vari racconti, pubblicati qua e là ma non su questo blog, o del tutto inediti, che scalpitano per vedere la luce. A occhio e croce dovrei avere materiale sufficiente per arrivare all’inverno. Dopodiché valuterò se adottare un’altra sana abitudine del mondo animale, vale a dire andare in letargo fino alla primavera.
Indicativamente il programma che cercherò di seguire è questo. Il mercoledì potrete leggere i post normali, comprese le notizie sulle cose misteriose che si possono fare nel fine settimana. La domenica un racconto. Partiremo con quelli pubblicati dall’Errante su A6 Fanzine, ma strada facendo altri s’inseriranno.

Per i (pochi) curiosi che si chiedono che fine abbia fatto in queste settimane, posso dirvi che sono andato a visitare un interessante "scivolo della fertilità" a Cheggio, in Valle Antrona. Lo vedete nella foto.

A cosa serviva? Come gioco, naturalmente, per i bimbi. Ma per le signorine e signore era credenza che facendosi scivolare sulla pietra si potesse più facilmente concepire un figlio.

Funziona? Persone ben informate mi dicono di aver sperimentato personalmente la cosa con risultati decisamente positivi.  

Buon viaggio a tutti, sull’unico vero e autorizzato “lago dei misteri”. E diffidate dalle imitazioni!


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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.