domenica 3 marzo 2013

La Giornata del Drago



Il 23 aprile, festa di San Giorgio, si svolgerà la prima “Giornata del Drago”.


 Perché il drago rappresenta la potenza della fantasia narrativa, delle saghe e delle leggende ed è sano e opportuno coltivare queste virtù; ma anche la forza selvaggia e primordiale della natura che dobbiamo tutelare, ma l’elenco dei motivi è in continuo aggiornamento e se volete potete contribuire.


Volete aderire anche voi in qualche modo? Qui trovate tutte le modalità per farlo

domenica 24 febbraio 2013

I misteri del lago d'Orta a Treninblu: il podcast




Per chi l'ha visto e per chi non c'era e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera. 
Ivano Fossati

Volevate proprio ascoltare i misteri del lago d’Orta a Treniblu su Bluradio, lunedì 18 febbraio, ma avevate altro da fare oppure all’ultimo ve ne siete scordati? Ho quello che fa per voi. Sul sito di Bluradio è possibile scaricare il podcast della trasmissione.


PS
Oggi e domani si vota, ricordatevene, sennò poi non avrete il diritto di lamentarvi del prossimo Governo...

domenica 17 febbraio 2013

Treninblu per il lago dei misteri



Domani sera, lunedì 18 febbraio, alle ore 21 a Treniblu su Bluradio andrà in onda lo speciale dedicato ai misteri del lago d’Orta già previsto la settimana scorsa e rinviato causa neve.

Due ore dedicate alle leggende, ai luoghi misteriosi e alle creature fantastiche che popolano (o infestano se preferite) il Cusio, almeno a dare ascolto a certi racconti. 

Il tutto condito con buona musica e alcune storie raccontate dalla voce di Anna Olivero del Teatro delle Selve.

Per ulteriori informazioni seguiteci sulla nostra pagina Facebook


mercoledì 13 febbraio 2013

Il fantastico mondo di Tolkien su A6 Fanzine


Ecco a voi, fresco di pubblicazione, il nuovo numero di A6 Fanzine, la rivista curata dalle amiche romane Isa e Sara. Come ricorderete ogni numero ha un tema e l'ultimo, come si può facilmente capire fdalla copertina, è Tolkien.

Ecco cosa scrivono le nostre amiche: 

"La magia scaturita dalla mente del professor J.R.R. Tolkien è viva più che mai.
Attraverso le sue opere, il suo estro fantasioso ed epico e l'universo concepito popolato di straordinarie creature, Tolkien ha contagiato milioni di persone, estasiate dalla narrazione, dagli scontri epici e naturalmente anche da storie d'amore senza tempo.
Un meraviglioso mondo (ri)scoperto dalle nuove generazioni grazie anche alle pellicole cinematografiche realizzate dal regista Peter Jackson.
Un mondo fantastico, seppur molto simile al nostro. Nei libri di Tolkien troviamo diverse chiavi di lettura che ci riportano ai nostri giorni, come l'amore per gli alberi e l'ambiente, le mostruose guerre per l'indipendenza e la libertà e le creature un pò folli che vivono in un mondo di sogni e di favole, poichè la realtà è sin troppo dura per le persone più sensibili.
J.R.R. Tolkien ha conosciuto l'orrore della guerra vivendola sulla propria pelle, ha vissuto in un'epoca in cui l'ambiente -ed in special modo gli alberi- iniziava ad essere minacciato dalle prime industrie distruggendo il verde delle colline inglesi, ha vissuto un profondo amore per sua moglie e l'ha reso immortale paragonandolo a quello di Beren e Lúthien, due suoi personaggi, forse i più memorabili per quanto concerne le storie d'amore nell'universo Tolkeniano.


Forse questo numero 28 è uno dei pochissimi numeri monotematici in cui abbiamo veramente trovato uno spunto comune per ogni artista ed arte trattata: sia per quanto concerne la musica, la poesia, i racconti, le fotografie e naturalemente i fumetti.

Un omaggio sentito e dovuto, per ogni avventura vissuta da Bilbo alla ricerca del tesoro, temendo l'oscurità con Gandalf, freneticamente cercando invano l'anello con Gollum, seguendo i passi di Frodo e Sam sul monte Fato, combattendo a fianco di Aragorn, Legolas e Gimli, immergendoci nelle miniere di Moria, saltellando con Tom Bombadil nel bosco, vivendo un amore tormentato ma forte come quello di Beren e Lúthien, sormontando i rami di Barbalbero, ammirando estasiati gli Elfi e lottando per la libertà della Terra di Mezzo."


Da questo link potete scaricare liberamente il pdf di A6 Fanzine, mentre sul blog http://a6fanzine.blogspot.it trovate tutti i link dei numeri precedenti e le diverse possibilità di sfogliare la rivista.



Un'ultima cosa: c'è anche un mio raccontino, firmato "Errante", dedicato al genio di uno degli autori che amo. 



Davvero grazie, professor Tolkien.




PS

Ottavio Errante è partito per un lungo viaggio e ha chiuso il suo blog. Tornerà prima o poi, non preoccupatevi.

lunedì 11 febbraio 2013

sabato 9 febbraio 2013

I misteri cusiani in radio



Il meteo segnala allarmato come sia in arrivo "The Big Snow" sull’Italia a partire da lunedì. Se azzeccherà o meno la previsione potremo dirlo solo allora. In ogni caso se la sera di lunedì 11 febbraio preferite starvene al calduccio a casa, magari avvolti una bella coperta, e soprattutto se non sapete cosa fare, vi do un consiglio.

Lunedì sera sarò in radio, su Blu Radio per la precisione,  a parlare dei misteri del lago d’Orta e delle terre che lo circondano. Il programma si chiama TRENINBLU – un magazine di attualità locale, musica e cultura condotto da Maurizio Romerio – e va in onda tutti i lunedì in diretta dalle 21.00 alle 23.00.

Sul sito www.bluradio.it potete trovare le frequenze, ma comunque la radio è ascoltabile anche in streaming. C’è anche una pagina Facebook  dove potrete fare delle domande, se volete.

E se già siete su Facebook vi ricordo la pagina del lago dei misteri dove potete trovare immagini, link, notizie e altri contenuti sul nostro bel lago.

martedì 29 gennaio 2013

Una storia d'amore dalle nebbie del passato


Vi ricordate la storia d'amore tra Metelos e Asmina? Ebbene, l'antico vaso ha colpito ancora, suscitando la voglia di raccontarne i retroscena all'amica Luisella che ha scritto questo racconto/articolo, tutto da godere, per Ecorisveglio. 

Devo dire che sono molto contento che il nostro lago continui a scatenare la fantasia dei narratori!


domenica 27 gennaio 2013

Il drago di metallo sull'isola del santo


Sull’Isola di San Giulio si trova un enigmatico oggetto metallico dalla forma di drago. Cosa ci fa un drago all’interno di uno dei luoghi più sacri e antichi della Chiesa novarese? Di cosa si tratta? Quali oscuri misteri nasconde?

Poiché a noi piacciono i misteri, ma soprattutto capire qual è la storia vera che si cela dietro essi, siamo andati a sentire il parere di un’autentica esperta, Fiorella Mattioli, che ne ha parlato alcuni anni fa un convegno dal titolo “Da San Giulio a San Giorgio. Draghi e Basilischi dalle Alpi alla Cina” 

Il ricordo di Satana che poi alla fine la Chiesa deve ridurre all’impotenza – perché l’Apocalisse stessa ci dice che alla fine dei tempi la donna vestita di sole lo schiaccerà definitivamente (ecco tra l’altro il ruolo della Madonna come grande sauroctona, insieme alle sante Marta, Cristina di Bolsena, Margherita d’Antiochia, ma quante altre donne scacciatrici di draghi!) – prende forma in un attrezzo liturgico usato durante le rogazioni, cioè l’antichissimo rito, che vede le sue origini nel V secolo nella diocesi di Vienne in Francia, atto a invocare Dio, la Vergine e i Santi con formule propiziatorie e richieste di liberazione da ogni tipo di male, affinché proteggano il territorio e le campagne e qui con scopi soprattutto propiziatori per la fertilità, ma anche di liberazione.
Chiamato anche “uccellaccio”, il drago delle rogazioni, che si può trovare anche all’isola di San Giulio, aveva una specifica funzione all’interno dell’apparato liturgico, che comunque sempre è un grande apparato scenico. 
Il drago veniva utilizzato appunto nelle rogazioni, cerimonie propiziatorie della natura che venivano fatte proprio in primavera, nel periodo tra san Giorgio e san Marco, in cui si richiedeva l’intervento di tutte le potenze perché ci fossero buoni raccolti, piogge opportune e si impetrava affinché “a peste, bello, malo, libera nos Domino” (“dalla peste, dalla guerra e dal male liberaci o Signore”, ndr). 
Questi riti svolti in forma processionale duravano tre giorni ed erano sempre accompagnati dal drago processionale, che veniva collocato in tre punti diversi della processione e in tre situazioni diverse.
Il primo giorno se ne andava baldanzoso, a capo della processione, con la famosa coda dritta e la bocca piena di fiori (a Parigi addirittura venivano buttati dolci e fiori nella bocca di questo drago che era in vimini, mentre i nostri sono di metallo). 
Il secondo giorno era collocato a metà della processione, ed aveva un aspetto meno fiero, procedendo con la coda allineata al corpo, adorno di pochi fiori L’ultimo giorno, quello del trionfo di Cristo sulle forze del male, il drago chiudeva il corteo, con la coda a penzoloni, l’aspetto mogio e la bocca aperta priva di fiori.

Se volete leggere tutto l’articolo e gli altri interventi di quel convegno potete trovarli qui

La foto è di Daniele Maria Valle che l’ha voluta condividere con noi su Facebook 



sabato 5 gennaio 2013

Audiostorie




Tra il 2010 e il 2012, per la quarta e la quinta stagione della trasmissione Siamo in Onda, ho scritto alcune delle Storie di Siamo in Onda. Potete ascoltarle cliccando sul titolo.


Ci sono storie che prendono il lettore per mano e lo accompagnano lungo percorsi tortuosi, spingendolo verso ripide discese per poi riafferrarlo bruscamente, un attimo prima del precipizio. La storia che vi stiamo per raccontare è una di queste. E nell'ascoltarla qualcuno di voi sarà così bravo da individuare parecchi riferimenti mitologici.
Voce narrante: Fulvio Julita
 


Denaro, sesso, potere: gli ingredienti della vicenda che vi stiamo per raccontare s’incastrano uno nell’altro in maniera tanto precisa da dare forma ad una perfetta storia di fantasia. Eppure qualche piccolo dubbio continuerà a bussare alla vostra mente. E se fosse tutto vero?
Voci narranti di Fulvio Julita, Rossana Girotto e Fabio Giusti


Per chi tra voi soffre di nostalgia - la nostalgia dei tempi andati - abbiamo una storia che si ispira ad una vicenda ascoltata dalle parti di Madonna del Sasso, sul lago d’Orta. 
Voce narrante William Facchinetti Kerdudo.


Sfogliando le pagine di antichi libri di magia potreste scoprire tante cose sul conto dei draghi: chi sono, come vivono e soprattutto come liberarsi di loro. Ce n’è uno in particolare di cui dovreste avere paura. È il protagonista della storia che vi stiamo per raccontare.
Voce narrante di Fabio Giusti


Dai secoli più bui del medioevo ecco un’antica leggenda rivisitata da Andrea Del Duca. È una storia che ci parla della nascita di un misterioso alfabeto, usato dai popoli germanici per la scrittura. E per oscuri rituali di magia. 
Voci narranti di Laura Cafici e Fabio Giusti


Se un insistente ronzio da qualche tempo assedia la vostra mente, avete due possibilità: ignorarlo oppure cercarne la causa. In ogni caso ciò che vi aspetta non sarà molto diverso da quanto è successo al protagonista della storia che vi stiamo per raccontare.
Voce narrante di Fulvio Julita



Hidebehind – o Nascondidietro, come potremmo tradurre il suo nome – è una creatura misteriosa, un animale leggendario, un mostro, che inquieta il sonno di generazioni di americani, compreso quello di un uomo, un emigrante italiano, in fuga dal proprio passato. Quell’uomo è il protagonista della storia che vi stiamo per raccontare.
Voce narrante di Fulvio Julita


La storia che vi stiamo per raccontare è un viaggio indietro nel tempo, in un epoca in cui scienza e magia erano una sola materia. O così almeno pensava la gente. E in quell’epoca tanto remota, se aveste chiesto alla gente chi fosse il più grande mago della regione, vi avrebbero indicato tutti lo stesso uomo: Mastro Girolamo.
Voce narrante di Fabio Giusti


L'incontro tra due culture molto diverse è sempre problematico. Ma cosa succede quando ad incontrarsi sono mondi diversi? Scopritelo nella storia che vi stiamo per raccontare.
Voce narrante di Fulvio Julita 



lunedì 31 dicembre 2012

Auguri!


L'alba di un nuovo giorno sta per sorgere. 
Un nuovo anno sta per iniziare.
I profeti di sciagura, sedicenti interpreti dei Maya, si sono dissolti come vampiri all'alba del 22 dicembre.

Non sono notizie da prima pagina (anche se molti  telegiornali con esse riempiranno l'edizione di oggi e quella di domani), sono d'accordo con voi.

Ma voglio augurarvi lo stesso un buon 2013.

giovedì 20 dicembre 2012

Il giorno prima della fine del mondo



Ricordo che anni fa ci raccontavano di come gli uomini attorno all’anno Mille fossero stati presi dall’oscuro timore di una imminente fine del mondo. Ne parlavano con un sorriso di compatimento per gente che viveva nei “secoli bui” dominati dall’ignoranza e la superstizione.

Eravamo però negli anni Settanta e in televisione furoreggiavano telefilm come “Spazio 1999” e si pensava che nel Duemila l’umanità avrebbe avuto a disposizione impensabili strumenti tecnologici, avrebbe dialogato con computer intelligenti e sarebbe partita per colonizzare lo spazio.

Le cose sono andate un po’ diversamente, come sappiamo. Abbiamo internet e la connessione globale, ma poche donne portano i capelli viola. Nessuna, che io sappia, le aderentissime divise di maglia metallica delle bellissime ragazze che costituivano il reparto scelto di stanza permanente su Base Luna. A dire il vero non ho mai capito per quale motivo occorresse superare un concorso di bellezza per far parte di questo corpo speciale di stanza sul nostro satellite, ma all’epoca ero troppo giovane per interessarmi di queste cose ed ero molto più affascinato dagli UFO che sbucavano ruotando dallo spazio profondo per conquistare la Terra, in un altro telefilm di successo. Ma non divaghiamo.

Non erano anni facili i Settanta, c’è da dire. Tra la crisi economica e il terrorismo che insanguinava le strade e le piazze c’era poco da stare allegri. Oltretutto ci trovavamo in mezzo a due superpotenze che si guardavano in cagnesco con il dito pronto a schiacciare il pulsante dell’Apocalisse Atomica. Eppure, salvo qualche setta di mattoidi, nessuno parlava di fine del mondo. 

Superato il giro di boa dell’anno Duemila, coi suoi timori millenaristici, sono arrivati i Maya, o quanto meno la loro interpretazione apocrifa. Domani, 21 dicembre 2012 finirà il mondo. Anzi no, ha corretto qualcuno, la data è sbagliata e forse va spostata alla primavera del 2013. Anzi no, non si tratta di fine del mondo ma dell’inizio di una nuova era di maggiore consapevolezza ha precisato qualcun altro, forse temendo di essere smentito dagli eventi come è successo ai tanti profeti di sventura che nei secoli hanno predicato l’imminente fine del mondo.

Ovviamente non so cosa accadrà domani, perché nessuno conosce il futuro. Certamente da alcuni anni, dal 2001 almeno (o forse in quell’anno ce ne siamo drammaticamente resi conto), stiamo assistendo se non alla fine del mondo alla fine di un mondo, il nostro. La società occidentale è in piena decadenza, economica e spirituale. Le energie che l’hanno sostenuta e fatta crescere sembrano averla abbandonata ed essere migrate in altri continenti.

La fine di una storia è però sempre l’inizio di un’altra. I Maya parlavano di cicli storici che si rinnovavano. Al di là del sistema di calcolo adottato, su cui si potrebbe discutere a lungo, in quello avevano ragione. Cosa accadrà da domani lo sapremo solo vivendo, per citare una famosa canzone. Molto, in ogni caso, dipenderà da noi e dalla nostra volontà di rendere il mondo un posto migliore in cui abitare.  



venerdì 7 dicembre 2012

Come una maledizione



«Si trova là, nel lago!» 
La donna indica un punto imprecisato tra la riva e l’isola di San Giulio. L’acqua è immobile, come è frequente nelle fredde mattine invernali, ma io so che sotto la superficie a specchio del lago d’Orta si muove un mondo che ben pochi conoscono. Pesci in gran numero, di varie specie, forme e dimensioni, compresi alcuni alieni che da qualche tempo vi si sono insediati, colonizzando il nuovo mondo grazie ai loro esoscheletri robusti come corazze e ad un set di armi da far invidia a Predator.
Non ci sono solo animali là sotto però. Mi hanno parlato di fondali che improvvisamente si muovono, lasciando scoperti larghi tratti di roccia in cui appaiono incongrui fori. Come se qualcuno si fosse messo a bucare la roccia, ma a profondità incompatibili con tutto quello che sappiamo della storia del lago. Mi hanno mostrato le foto di rocce che sembrano rozzi idoli scolpiti, ma anche questo è ovviamente impossibile. E mi hanno raccontato questa storia, che ho voluto verificare di persona.
«La pietra è là davanti» ripete la donna. «E c’è una scritta su di essa.»
Mi chiedo chi possa aver avuto l’idea di incidere una scritta immergendosi a vari metri di profondità. O ci fu un tempo in cui il lago era sensibilmente più basso di oggi? O forse qualcuno l’ha gettata in acqua?
«Quando mi vedrete, piangerete».
Questo è ciò che sta scritto in quella rozza lapide forse neppure sbozzata. Cosa significhi nessuno lo sa. Non è dato nemmeno sapere in che lingua sia incisa: italiano, latino, celtico o forse etrusco? E se così fosse non si comprende come la donna, che non è un archeologa, potrebbe averla decifrata. 
Del resto i sub che l’hanno cercata non hanno trovato nulla a parte un altro strano masso pieno di chiodi, dicono.
Ma si sa, questo è il lago dei misteri. E conserva molto bene i suoi tanti segreti.

mercoledì 7 novembre 2012

La cascata nel bosco



Un po' più in là vidi la cascata dove le ninfe giocano, lasciandosi scivolare sulle rocce bagnate, ma solo quando nessuno le vede.

sabato 3 novembre 2012

Una ninfa nei boschi



Io non vidi la ninfa amata dal satiro, ma certamente, se esiste, ella viene in questa polla d'acqua limpida a bagnare il suo corpo eternamente giovane.

giovedì 1 novembre 2012

Noir sul lago Maggiore




Domenica 4 novembre alle ore 16, presso la Sede del Distretto dei Laghi ci sarà la presentazione dell'antologia "Delitti d'acqua dolce", che raccoglie una ventina di racconti ambientati a Stresa.

Sono vari gli autori di questa antologia (Mercedes Bresso, Sergio Cova, Andrea Dallapina, Maurizio Gilardi, Rossana Girotto, Riccardo Landini, Francesco Manarini e Massimo Rodighiero, Sabrina Minetti, Samuele Nava, Emiliano Pedroni, Maurizio Pellizzon, Elena Sedin, Federico Spinozzi, Gianluca Veltri), di cui vari sono miei amici. Vorrei ricordarne una, però, in particolare che sta vivendo un momento di particolare fermento editoriale.
Mi riferisco all'amica blogger Tenar, che ha recentemente aperto un nuovo blog e che in questo post ci da un aggiornamento in tempo reale delle sue pubblicazioni, che ovviamente vi invito caldamente a leggere, avendo avuto modo di dare una sbirciatina in anteprima.

Ricordo infine che il ricavato dell'antologia sarà devoluto alla ricostruzione dei giardini di Villa Taranto, che ne hanno davvero bisogno dopo la devastante tromba d'aria di qualche settimana fa.

venerdì 26 ottobre 2012

Il vendemmiatore di Arola


Seguendo l'indicazione della gargolla guardai in basso e vidi questa strana figura. 
Era forse un satiro intento a portare grappoli d'uva al vicino torchio per ricavarne vino buono con cui far festa? Ma se un satiro era davvero dove potevo trovare la ninfa da lui amata?

mercoledì 24 ottobre 2012

Gargolla


Su indicazione del drago di Arola mi sono avventurato per le vie del paese, incontrando proprio davanti alla chiesa questa misteriosa figura che mi guardava con uno strano sorriso.
Con mio grande stupore mi ha parlato, esortandomi a guardare più in basso. E lì ho visto una cosa che mai mi sarei aspettato di trovare...

lunedì 22 ottobre 2012

Il drago di Arola


Capita talora di imbattersi in un drago. Come in questo caso, entrando a prendere un caffè in un bar di Arola. 
La cosa migliore, se riuscite a non farvi mangiare, è chiedere qualche suggerimento sui luoghi misteriosi nei paraggi, come ho fatto io. Nei prossimi giorni ve ne mostrerò alcuni.

sabato 13 ottobre 2012

Va dove ti porta la mela



Così oggi potreste incontrami qui e raccontarmi quali mele mangiate, dove le prendete (supermercato o albero?), ma soprattutto che uso ne fate e dove mettete gli scarti!

domenica 9 settembre 2012

La Pirlonea di Ludovico Maria Sinistrari




Di Ludovico Maria Sinistrari abbiamo già parlato in passato. Questo personaggio, alquanto misterioso, nacque ad Ameno e fu zio di Lazaro Agostino Cotta, il primo storico del Cusio. Esperto giureconsulto e inquisitore a lui sono attribuite una serie di opere giuridiche particolari, sia per le tematiche scabrose, sia per la descrizione di creature, gli Incubi, che richiamano gli Elfi Oscuri, i Vampiri e altre inquietanti figure delle Tenebre.

Ebbene sempre a Sinistrari è attribuita un’altra opera apparsa nel 1666 sotto il nome del nipote, Lazaro Agostino Cotta. Si tratta di una commedia dialettale dal simpatico nome di “La Pirlonea”. L’opera, a lungo dimenticata è stata ora riproposta da Piero De Gennaro, che ne ha curato la riedizione.

Sabato 6 ottobre 2012 alle ore 16 al convento francescano di Monte Mesma, Ameno, questa riedizione sarà presentata, a cura dell’Associazione Storica Cusius e dell’Ordine dei frati minori del Piemonte, con una introduzione di Carlo Carena. L'attore Floriano Negri ne leggerà alcune pagine. 

E se eravate curiosi di vedere la vera faccia di Sinistrari, trovate qui sopra un suo ritratto. Vi compare, circondato da molti libri, il volto di un uomo serio, di quelli che potreste incontrare ancora oggi sul Cusio. Ma è spesso dietro l’aspetto di persone normali che si nascondono menti dalle fantasie eccessive...

Per informazioni: 
associazione.cusius@libero.it, pierodegennaro@alice.it






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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.