domenica 22 giugno 2008

La creatura informe che rotola e grida


Appare come un bambino in fasce che rotola dai dirupi o galleggia sulla corrente dei torrenti, ma può anche rotolare, volare e soprattutto… ti viene addosso, cercando di avvinghiarti le gambe!

Assume l’aspetto di un bambino, di un nano e persino di un bel giovane. Questo ultimo aspetto però pare lo assuma solo quando avvista dall’alto una bella ragazza.

Il suo aspetto reale è difficile da descrivere, poiché pare una matassa informe che si arrotola su sé stessa. Alcuni comunque giurano che abbia il corpo da rettile e la testa crestata.

La chiamano Vàina o Svàina, ma anche Malfasà. Può colpire di giorno, ma agisce anche di notte, prendendo di mira soprattutto i bambini disobbedienti che non si affrettano a rientrare a casa prima del buio o si avvicinano troppo ai torrenti per giocare.


La malfasà è stata segnalata ancora nella prima metà del Novecento dalle parti di Madonna del Sasso. Così almeno riporta Filippo Colombara in “Paesi di Mezzo”, edito dall’istituto Ernesto De Martino, Milano, pp. 143-145, note 148-151.

sabato 21 giugno 2008

Il pargolo rotolante dai dirupi


Passeggiando sui monti della Val Divedro vi potrebbe capitare di vedere un bambino avvolto in fasce rotolare giù per un pendio; oppure trascinato dalla corrente impetuosa di un torrente. Piange, perde la fascia e urla disperato, facendo stringere il cuore.
È un istinto, un impulso irrefrenabile, soprattutto per le donne giovani e belle… che si ritrovano così avvinte tra le braccia di un giovane, biondo, audace e avvenente uomo.

Ora, prima che centinaia di donne in cerca di avventura si riversino da quelle parti a setacciare i torrenti e i pascoli, è bene dire una cosa: quella “cosa” è solo apparentemente “un giovane, biondo, audace e avvenente uomo”. In realtà è una creatura demoniaca, il cui scopo è quello di sedurre le donne specie - appunto - se giovani e belle, per riprodursi.

Il frutto di quei brevi momenti di passione alpestre però è, purtroppo, una creatura mostruosa, rivelatrice della vera natura dell’essere, così malvagio da far persino abortire le donne già in attesa per insediare, come un malefico cuculo, il proprio immondo discendente.

L’unico rimedio per tenere lontana tale orrida creatura, il cui nome è Vàina, è quello di tenere addosso almeno un oggetto benedetto.

Se credete però che basti star lontane dalla Val Divedro per evitare simili rischi, vi sbagliate, perché come vedremo domani, la creatura si manifesta in altre zone, compreso il Cusio…

venerdì 20 giugno 2008

Gnomi di caverna




Il primo a parlare della loro esistenza fu, forse, lo svizzero Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim. Egli stesso, probabilmente spaventato dalla montagna dei suoi nomi, si faceva chiamare per brevità Paracelsus. Noi italiani lo conosciamo come Paracelso e del resto in Italia, presso l’università di Ferrara, si laureò. Assunse quel nome probabilmente per sottolineare la vicinanza ideale ad Aulo Cornelio Celso, il famoso naturalista e medico romano.
Nato nel 1493 vicino a Zurigo, fu alchimista, astrologo, mago, medico, forse saggio, come direbbe Guccini. Viaggiò a lungo, in Europa e in Asia. Secondo alcuni biogafi fu prigioniero del Khan dei Tartari e medico a Bisanzio dove, si dice, gli fu data la pietra filosofale da un certo Solomone Trismosinus, un misterioso personaggio che alcuni asserivano di aver incontrato ancora vivo nel XVII secolo...
Paracelso era superbo, orgoglioso, pieno di sé e arrogante, caratteristiche ereditate probabilmente dal nonno, un gran maestro dell'Ordine Teutonico. Aveva tale considerazione della propria scienza da bruciare pubblicamente, come inutili vestigia di un passato da dimenticare, i libri di Galeno e Avicenna.
Del resto una sua celebre sentenza recita: "Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri; i suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri." Frase che testimonia un approccio per molti versi molto più moderno di quello di tanti suoi aristotelici contemporanei e posteri.

Ad ogni modo, tra i tanti argomenti di cui si occupò Paracelso, oltre alla Pietra Filosofale e alla creazione dell’Homunculus (una vita in vitro, diremmo noi moderni, ndr), ci sono anche loro: gli Gnomi. Fu lui a dare quel nome, derivandolo dalla radice greca gnosis ("conoscenza"), ad una stirpe di nani che compare frequentemente nella mitologia nordica.
Paracelso li considerava spiriti della terra e del sottosuolo. Egli riteneva che potessero spostarsi nel sottosuolo con la stessa facilità con cui gli uomini camminano sulla superficie (probabilmente mediante innumerevoli cunicoli, ndr). Sempre secondo Paracelso, i raggi del Sole trasformano gli gnomi in pietra ed è per questo che è molto difficile vederli.

Anche gli Gnomi appartengono alla genia del Piccolo Popolo, ma alcuni ritengono che non vadano affatto confusi coi Folletti. Questi sono bisbetici e dispettosi e adorano avvicinarsi agli uomini per tirare loro scherzi o rubare oggetti nelle case. Gli Gnomi invece sono più restii ad ogni contatto con gli Umani, tenendosene sempre a debita distanza. Non che siano dei musoni come i Nani, che si occupano solo di scavare miniere ed accumulare ricchezze. Gli Gnomi pare siano invece dei giocherelloni, solo che non apprezzano molte caratteristiche della nostra specie...
Del resto gli Gnomi hanno buone ragioni per temerci. Essi possiedono grandi tesori, non solo materiali, ma anche di conoscenza, come dice il loro nome. Per cui hanno il (fondato) timore che gli avidi Uomini possano tentare di sottrarre loro queste cose con la violenza o la frode. Per questo preferiscono starsene nelle loro grotte ben al riparo dal sole e da noi.

Contattare uno gnomo di caverna di persona, pertanto, non è per nulla semplice, ma per fortuna alcuni di loro si sono dotati di posta elettronica (gnometti@gmail.com) e, persino, di un sito web! Su questo è possibile scoprire ogni cosa su tutte le attività gnomiche.

In alternativa potete contattare delle nostre vecchie conoscenze: la Corporazione dei Bardi (associazione di giocatori di ruolo e narratori) e Amici delle Leggende (gruppo di appassionati di folklore, fumetto e Grandi Giochi). I due gruppi di ragazzi si ritrovano presso la sede della Corporazione dei Bardi: Centro di Incontro “Don G. Valli”, Via San Carlo 32, ad Arona.

Una curiosità: pare che le "gnomette" siano alquanto vanitose. C’è persino un loro calendario in vendita…




giovedì 19 giugno 2008

Le Creature del Piccolo Popolo

Le Creature del Piccolo Popolo è il titolo dell'ultima Pillola di Mistero trasmessa da Puntoradio nel programma Siamo in Onda, il 14 giugno scorso. La trasmissione ha chiuso per la pausa estiva e riprenderà a settembre.

Le Pillole di Mistero video sono visibili, oltre che su Il Lago dei Misteri e sul blog di Siamo in Onda, anche sul canale http://www.youtube.com/illagodeimisteri.

mercoledì 18 giugno 2008

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 5 di 5


Per sollevare Icardi dall’accusa di falso giuramento e contemporaneamente da qualsiasi sospetto di simpatie per i comunisti, la difesa inviò in Italia Robert Maheu.

L’ex agente del FBI ritornò negli USA con una “confessione” dell’ex comandante garibaldino Vincenzo Moscatelli, nella quale l’allora senatore avrebbe ammesso “di essere responsabile per la morte di Holohan” scagionando Icardi da ogni accusa.


Poiché oggetto del dibattimento negli Stati Uniti non era stabilire chi avesse ucciso Holohan, ma bensì se Icardi avesse mentito alla sottocommissione, la veridicità di tale dichiarazione non venne ulteriormente verificata ascoltando i testimoni.

L’avvocato di Icardi, Edward Bennett Williams attaccò quindi l’impianto accusatorio, sostenendo che la Sottocommissione che aveva interrogato l’imputato, non aveva alcun diritto di farlo. Pertanto, indipendentemente dal fatto che le dichiarazioni rese fossero vere o false, l’accusa di falso giuramento non aveva ragione di essere.

Il 19 aprile 1956 il giudice Richmond B. Keech accolse le argomentazioni della difesa e non solo assolse Icardi, ma censurò con parole dure la condotta del capo della commissione, W. Sterling Cole.

Pare che alla lettura della sentenza Icardi abbia pianto.
In seguito, fino alla pensione, esercitò la professione legale in Florida.

martedì 17 giugno 2008

Alfa diario: un lago da... fiaba


Non succede spesso che nella presentazione istituzionale di una brochure turistica si faccia esplicito riferimento alle creature del Piccolo Popolo.
Forse in Irlanda capita più di sovente, ma certo qui in Italia è più raro. Se poi ciò accade nel Cusio la cosa diviene evento e non può essere taciuta da Il Lago dei Misteri.

Merita perciò una menzione speciale l’opuscolo “Un’isola di eccellenza” pubblicato nel 2008 dal Consorzio Cusio Turismo.

Nell’introduzione, presentando la “filosofy” del Consorzio, il Presidente descrive, con rara prosa ispirata, il fascino e la magia del territorio del “Cusio”.

Lasciamogli la parola.


«Qui potrete immergerVi in un territorio che rispetta l’Uomo e la Natura. Scoprirete un luogo di Cultura ed Arte, un’impareggiabile testimonianza della nostra religione cristiana tra Monasteri, Santuari e la Basilica di Suore Benedettine che ci rimanda ai collegamenti Europei della Fede e del Vaticano.


I nostri luoghi Vi insegneranno a credere alle favole, grazie alle piacevoli sensazioni che proverete visitando le nostre cantine dai pregevoli vini, i ristoranti stellati dove gustare i sapori del nostro territorio, e le tante trattorie, bar e ristoranti che rimandano ai sapori genuini ed ai bei ricordi, alle barzellette dei nostri nonni ed alle loro ricette intramontabili nei nostri cuori e nel palato: affetti indelebili che ricorderete gustando tutto questo.
Scoprirete facendo trekking con i Vostri bambini che gli gnomi e le fate esistono e che siamo noi a non vederli più perché abbiamo smesso di cercarli e di crederci. Guardando i colori del Lago con la sua regina, l’Isola, sentirete i Vostri sensi liberarsi e così capirete come Dio agisce.»

lunedì 16 giugno 2008

I racconti della Maga – Il Piccolo Popolo

Per approfondire le leggende legate ai folletti mi sono ho deciso a salire da lei. Della sua esistenza me ne ha parlato il Filosofo, naturalmente.
La Maga ha il suo laboratorio su un’altura che sovrasta il Lago d’Orta. Qui intaglia il legno e altri materiali, scolpisce, dipinge e fa tante altre cose. Tra queste, parla con i rappresentanti del Piccolo Popolo. Lei stessa ha un po’ un aspetto da elfa o da gnoma, con quel suo fare saltellante, gli occhi azzurri e il troncare le frasi a mezzo lasciando all’ascoltatore il compito di mettere assieme i frammenti per dare loro un senso compiuto.

«Certo che esistono!» esclama. «Solo che non vogliono farsi vedere, perché gli umani sono cattivi nei loro confronti….»
«In che senso?» domando.
«Perché distruggono il loro ambiente: abbattono i boschi, scavano il terreno, deviano i torrenti… Molti di loro hanno dovuto fuggire perché il loro ambiente è stato distrutto.»
«Ho sentito dire che non amano le città.»
«Le odiano! Non sopportano l’inquinamento, la sporcizia, il rumore, le luci! Come fanno a danzare nell’aria guardando le stelle se ci sono ovunque lampioni e il firmamento è scomparso?»
«Così sono costretti a ritirarsi in luoghi sempre più remoti?»
«Si nascondono sempre di più, ma è quasi impossibile per loro vivere in certe regioni... Ci sono ampie zone in cui di folletti non c’è più traccia. Si ritirano nei luoghi più inaccessibili…»
«Come il Lago d’Orta?»
«Anche qui ormai è difficile per loro… macchine, moto, aerei, treni, cellulari… troppo rumore…»
«Paragonato ad altre zone non direi…»
«Ma Loro hanno un udito sensibilissimo. E le nostre macchine producono rumori che noi non sentiamo, mentre a loro danno un fastidio tremendo…»
«Sentono gli ultrasuoni come molti animali?»
«Sentono e vedono cose che noi umani non riusciamo nemmeno ad immaginare…»
«Si capisce perché, appena possono, si divertano a nostre spese.»
«Ma non tutti!»
«Solo alcuni sono burloni?»
«Si, ce ne sono alcuni che amano fare scherzi, ma altri sono pronti ad aiutarci se solo dimostriamo loro un po’ di affetto: un po’ di latte, un pezzo di pane, qualche cosa di luccicante …»
«I famosi tesori!»
«Alcuni di loro accumulano nel tempo grandi tesori, ma poi hanno paura che gli umani li scoprano, così passano buona parte del loro tempo a sorvegliarli e a nasconderli...»
«Insomma è sempre più difficile incontrarli!»
«Si, eppure, nonostante questo, gli umani continuano a perseguitarli.»
«In che senso?»
«Negando la loro esistenza! Questo li fa soffrire molto e talora li uccide!»
«Ho sentito parlare di questa storia: ogni volta che si dice che un folletto non esiste, uno di loro muore.»
«Solo se la cosa è detta sul serio, naturalmente. Però, poiché odono tutto ciò che diciamo, se qualcuno li provoca, anche solo divertendosi a negare la loro esistenza, può passare seri guai…»
«Non capisco…»
«Ci sono folletti cattivi. Molto cattivi. E, come tra le erbe, sono quelli più resistenti….»
«Ne ho sentito parlare, ma i racconti su di loro sono molto confusi. Ad esempio dalle nostre parti pare si aggiri il diabolico Ciappin…»
«Appartiene, come altri, alla stirpe degli Incubi. Sono gli unici che non hanno paura di entrare nelle città. Si muovono di notte, sedendosi sul petto di chi dorme, fermando la digestione e provocando sonni angosciosi. Alcuni rubano il respiro ai bambini. E altri, come il Ciappin…»
«Dicono che imperversi tra il Piemonte e la Lombardia. Ma nessuno dice cosa faccia esattamente...»

Mentre discendo la collina le ultime parole della Maga, formulate in modo oscuro e col viso rosso, continuano a girarmi per la mente.
«Si accanisce particolarmente contro chi non crede ai Folletti… Le vittime sono un po’ reticenti… si capisce… posso dirti che assale alle spalle, immobilizzando i malcapitati…»
Solo allora metto assieme i pezzi e il Ciappin mi appare terribilmente simile al Popo Bawa dello Zanzibar…

domenica 15 giugno 2008

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 4 di 5

Un aiuto insperato alla difesa di Icardi venne dal governo italiano.

Nella seduta del 25 ottobre 1955 della Camera dei Deputati venne data risposta ad un’interpellanza, nella quale (in perfetto politichese) si chiedeva al Ministro di grazia e giustizia “quanto gli consti circa l'invito […] fatto a cittadini italiani dall'autorità politica di uno Stato estero a comparire avanti ad essa autorità politica nel territorio dello Stato estero, in qualità di testi in un giudizio penale, già vertente avanti l'autorità giudiziaria italiana, sembrando all'interrogante opportuno e prudente ottenere una risposta che rassicuri sulla necessità di conciliare, in una direttiva uniforme, anche in previsione di consimili eventualità future, i diritti della giustizia con quelli dei cittadini e dello Stato italiano custode, in ogni congiuntura, delle sue prerogative e del nostro diritto processuale.”

La risposta del Ministro fu chiara: “Non essendovi nella interrogazione alcun cenno a casi specifici, si pensa ci si voglia riferire al procedimento penale relativo alla uccisione del maggiore statunitense William Holohan, avvenuta in Italia nei pressi del lago d’Orta il 6 dicembre 1944.
Per tale delitto furono condannati, con sentenza della Corte d’assise di appello di Torino in data 25 novembre 1954, il tenente statunitense Icardi Aldo alla pena dell’ergastolo ed il sergente statunitense Lo Dolce Carlo alla pena di anni 22 di reclusione: furono invece prosciolti i coimputati Manini Giuseppe e Tozzini Gualtiero, per avere agito in istato di necessità (articolo 54 codice penale), e Migliari Aminta, per non aver partecipato al fatto.
Inoltre, secondo informazioni precedenti dell’ambasciata d’Italia a Washington, l’Icardi deve rispondere, dinanzi all’autorità giudiziaria degli Stati Uniti, di falso giuramento in relazione alle circostanze della morte del maggiore Holohan.
Trattasi pertanto di due procedimenti assolutamente distinti e per il secondo dei quali mai è stata investita l’autorità giudiziaria italiana.
Non consta, poi, che funzionari statunitensi abbiano preso iniziative dirette a sostituirsi alle nostre autorità, ai fini di assumere direttamente notizie e di invitare persone a comparire dinanzi all’autorità giudiziaria degli Stati Uniti d’America per deporre sui fatti suindicati.
Comunque questo Ministero, attenendosi alle norme del diritto internazionale e del diritto processuale italiano, non ha mai consentito ne consentirà che funzionari stranieri si sostituiscano nel territorio della Repubblica ai nostri organi.”

Nessuno dei testimoni italiani venne mai ascoltato durante il processo americano.

Per uno strano caso della storia il Ministro, 23 anni dopo, avrebbe conosciuto, per mano dei terroristi, una fine altrettanto tragica di quella del Maggiore Holohan.

Il suo nome era Aldo Moro.

sabato 14 giugno 2008

Le Creature del Piccolo Popolo


Occorre molta fortuna per vederli, ma può essere una maledetta sfortuna incontrarli.

Non hanno ombra, non lasciano tracce sul terreno, possono svanire come fumo o diventare invisibili. Sono permalosi, golosi, dispettosi, ma possono essere anche crudeli e malefici.
Talora li si può vedere sotto forma di fiammelle che danzano nell’aria scura della notte o alla luce del crepuscolo; o anche come vortici di vento che attraversano i campi, mulinando foglie ed erba secca.

Sono i Folletti!

Sono detti anche Creature del Piccolo Popolo e sono divisi in oltre un centinaio di stirpi, con caratteristiche e zone di azione molto differenti.

Ci sono folletti sostanzialmente buoni che possono aiutare nelle faccende domestiche. Altri sono dispettosi e fanno sparire gli oggetti nelle case (con una predilezione per la calza sinistra). Altri sono cattivi e di notte siedono sul petto dei dormienti per provocare incubi angosciosi. Alcuni sono così malvagi che ben pochi di coloro che li hanno incontrati hanno avuto la fortuna di poterlo raccontare.

Farseli amici, in certi casi, è davvero una fortuna. Molti di essi nascondono immensi tesori e possono farli trovare ai loro amici umani.

Non dite, però, che i folletti non esistono. Ogni volta che un umano pronuncia queste parole, infatti, un folletto muore…


Questa è l'ultima, almeno per ora,
Pillola di Mistero trasmessa a Siamo in Onda il talk show di Puntoradio. La trasmissione chiude per la pausa estiva, ma ci da l'arrivederci a settembre.

venerdì 13 giugno 2008

Notte da fiaba


Fiabe della tradizione raccontate in una magica atmosfera teatrale

Per la seconda edizione della Notte Bianca di Verbania la Biblioteca Ceretti esce da Villa Majoni e propone un appuntamento di narrazione rivolto al pubblico sia dei grandi che dei piccoli, che si svolgerà nel parco di Villa Giulia a Pallanza.

Sarà uno spettacolo di storytelling, ovvero di narrazione teatrale di storie, ideato e condotto dall'attrice torinese Silvia Iannazzo, con testi tratti dalla tradizione. I racconti “Cola Pesce” e “E sette!” sono tratti dalle Fiabe Italiane di Italo Calvino; il racconto “Donna Scheletro” proviene invece dalle pagine di Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estès.

L'occasione della notte bianca è fra le più indicate per avvicinarsi al mondo delle fiabe. Infatti le fiabe hanno molto in comune con il sogno notturno: sono occasioni in cui si manifesta l'inconscio di ognuno di noi, le paure, le insicurezze, le prove da superare, i “riti” da compiere. Per questo l'appuntamento è rivolto sia ai piccoli che agli adulti. Le fiabe scelte per questa serata, poi, hanno anche un'ambientazione “acquatica”, che ben si adatta ad un suggestivo appuntamento in riva al lago.

Silvia Iannazzo, attrice e narratrice, si è diplomata al Teatro Stabile di Torino con Luca Ronconi. Ha lavorato in diversi spettacoli di Ronconi, fra cui Calderon e Pilade di Pasolini e Medea di Euripide. Fra gli altri spettacoli, ha lavorato con Marco Baliani in Le Antigoni della città. Tiene regolarmente stages e laboratori teatrali, di voce e di storytelling in tutta Italia.

Lo spettacolo Notte da fiaba si svolgerà sabato 14 giugno al gazebo del parco di Villa Giulia, con inizio alle ore 21.00. In caso di maltempo si svolgerà all'interno della Villa.

L'ingresso è gratuito.

Si allega il materiale informativo, ringraziando per la diffusione

Info: Biblioteca Civica tel. 0323 401510
e-mail: direzione.verbania@bibliotecheVCO.it

La Bestia che si aggira nelle tenebre

Grazie alla collaborazione avviata con Siamo in Onda, il talk show del sabato sera su Puntoradio, è ora possibile ascoltare su Il lago dei Misteri una Pillola di Mistero. La Bestia che si aggira nelle Tenebre è stata trasmessa il 31 maggio scorso con il titolo "La caccia infinita".

Ricordo che domani sera andrà in onda l'ultima puntata della trasmissione prima della pausa estiva. Il tema prescelto è "la fortuna". La Pilllola di Mistero si adeguerà al tema, raccontando qualcosa sugli incontri fortunati e sfortunati che si possono fare nei boschi, nelle grotte e... ovunque si celino le creature del Piccolo Popolo.

Come sempre chi dispone di linea ADSL può ascoltare Puntoradio anche dal web. Ma ovviamente è sempre possibile ascoltarla, in modo classico... via radio. Per l’area del Cusio e del Borgomanerese la frequenza è 96.300.

A volte ritornano...

A l’è dré ca la torna… la Fèsta dël Solstizi d’Istà!

Ritorna la Festa del Solstizio d'estate!

Uno sguardo alle tradizioni, in Piemonte e nelle aree celtiche. Questo il tema conduttore della manifestazione che si svolse per la prima volta a Omegna nel 1996 e che torna ora, dopo qualche anno di sosta, ancora una volta organizzata dalla Compagnìa dij Pastor in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e alla Pro Loco di Omegna.

Venerdì 20 giugno, alle 21, Monte Zuoli Giardini della Torta in Cielo Falò dal solstizio con il gruppo musicale Masche Parpaje.
Sabato 21, alle 21, Giardini Lungolago musiche e danze dalla tradizione franco-piemontese con Vòja da balà e Esprit Follet.
Domenica 22 giugno presso il salone di Santa Marta, 'Dialetto di Omegna e parlate del Verbano Cusio Ossola', convegno dibattito aperto a tutti, con rinfresco e intermezzo musicale dal vivo.
Sabato 28 giugno in via Alberganti, alle 20 “A scena int la contràa dal butér", cena popolare per la strada a cura e a favore della sezione di omegnese della Uildm. Seguirà, ai Giardini Lungolago "Tuttitiratiinballo", serata danzante al suono delle migliori musiche di area celtica.

Per informazioni ci si può rivolgere ai recapiti 0323.61930 o 339.2306155.

Dicono gli organizzatori:
«Dal 1996, per più di dieci anni, dalle nostre parti abbiamo scelto di trascorrere il Solstizio d’Estate tra musiche, danze antiche e sperimentazioni artistiche moderne, tra momenti di sana allegria e incontri culturali. Ci siamo così divertiti con la musica piemontese e delle altre aree celtiche, abbiamo ritrovato i nostri dialetti, incontrato la Lingua regionale alla quale sono collegati ed abbiamo partecipato a diverse iniziative per salvaguardarli.
Certe tradizioni, vecchie o nuove, non possono morire mai. E così, quest’anno, la Festa dal Solstìzi d’Istà ritorna a Omegna con tutte le sue suggestioni, i suoni di un tempo e al tempo stesso modernissimi, il divertimento popolare e la riflessione sul futuro della nostra cultura e della nostra storia.
Non può certo mancare il celebre appuntamento gastronomico per la strada a Omegna, la Scena ’ntla Via dal Buter, organizzata dalla Sezione di Omegna della Uildm e dalla Pro Loco, che finalmente può tornare nella sua “sede propria” in cui è nata: la Festa dal Solstìzi d’Istà, per l’appunto.
Il Solstìzi organizzato dalla Compagnìa dij Pastor si è ormai da anni affermato come un importante momento di incontro tra i numerosi appassionati della musica e cultura dei popoli Celti e delle nostre tradizioni viventi, che con essi condividono l’antica origine comune. Come sempre dalla sua prima edizione, la Fèsta è inserita nella prestigiosa rassegna piemontese Folkermesse ed è manifestazione centrale del Festival Intercèltich dël Piemont.

BENTORNATI E BUON DIVERTIMENTO A TUTTI!!!
Gli spettacoli e le iniziative della Fèsta avranno luogo con qualunque tempo atmosferico."

Informazioni: Pro Loco di Omegna, tel. 0323.61930 - Compagnìa dij Pastor, tel. 339.2306155

giovedì 12 giugno 2008

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 3 di 5

La difesa di Icardi fu assunta dall’avvocato da Edward Bennett Williams e dall’investigatore Robert Maheu.
Per dare un’idea di chi fossero è opportuno spendere qualche parola su di loro.


Williams, il “superavvocato” delle cause impossibili, aveva iniziato la sua carriera difendendo alcuni socialisti e liberali dalle accuse di comunismo dai maccartisti. Più tardi avrebbe difeso lo stesso Joseph McCarthy durante il procedimento di censura in Senato nel 1954.
Ebbe molti clienti illustri come il cantante Frank Sinatra e l’editore di Playboy Hugh Hefner. Ma anche personaggi del calibro di Frank Costello, Jimmy Hoffa e altri pezzi da novanta della malavita organizzata. Ai suoi funerali, nel 1988, parteciparono molti personaggi dell’elite americana, incluso l’allora Vicepresidente George H. W. Bush.

Robert Maheu nel 1940 divenne agente dell’FBI. Nel 1947 fondò una sua agenzia privata che, per sua ammissione, si occupava dei “lavori sporchi” della CIA. Tra questi, nel 1960, un complotto organizzato in collaborazione con la mafia americana per assassinare Fidel Castro.

La difesa di Icardi sostenne che l’omicidio era avvenuto in quanto Holohan “costituiva un inciampo ai piani politici postbellici del Partito Comunista oltre ad essere un ostacolo alla condotta delle azioni di guerra”.
La responsabilità fu direttamente attribuita ai partigiani comunisti di Vincenzo “Cino” Moscatelli, accusati di aver eliminato il Maggiore e di essersi appropriati dei 100 milioni di dollari della cassa bellica.

mercoledì 11 giugno 2008

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 2 di 5

Un punto, nel pieno del maccartismo, suonava particolarmente grave: il possibile movente.

Holohan, cattolico e anticomunista convinto, non avrebbe inteso rifornire di armi le formazioni partigiane comuniste, in quanto temeva che avrebbero utilizzato le armi per organizzare un colpo di stato dopo la guerra. Questa sua determinazione era rafforzata dalla buona intesa con “Giorgio” il capo del SIP, che lavorava invece per accrescere il ruolo politico delle formazioni partigiane di ispirazione democristiana.

Il sospetto che l’eliminazione di Holohan fosse stata decisa per favorire i partigiani comunisti rischiava pertanto di diventare il principale capo di accusa contro Icardi e poteva condurlo alla rovina qualunque fosse stato l'esito del processo.

A rafforzare questa idea stavano anche le iniziali dichiarazioni di LoDolce (poi smentite), secondo cui Holohan sarebbe stato assassinato a causa di una disputa sorta proprio sulla questione se rifornire o meno i comunisti.

Come se non bastasse, Vincenzo "Cino" Moscatelli, il famoso comandante delle formazioni garibaldine della Valsesia, aveva dichiarato al corrispondente romano di True che Holohan aveva “un atteggiamento anticomunista” mentre Icardi era un “valente soldato che aveva aiutato grandemente la lotta contro i tedeschi”. Si noti che Holohan aveva incontrato Moscatelli, proprio per discutere dei lanci di rifornimento, il 2 dicembre 1944, quattro giorni prima di essere ucciso.

Oltre tutto negli stessi anni il fratello del maggiore, Joseph Holahan, continuava la sua battaglia per la giustizia. Su sua sollecitazione, nel marzo del 1953, Icardi venne interrogato da una Sottocomissione per le Forze Armate della Commissione Difesa guidata da W. Sterling Cole.

Icardi giurò di essere estraneo all’omicidio di Holohan e ciò, dopo la condanna definitiva in Italia, venne giudicato sufficiente per istruire un processo per falsa testimonianza e spergiuro. L’accusa stilò anche una lista di 17 testimoni italiani.

Quando il processo iniziò, la posizione di Icardi pareva disperata.

martedì 10 giugno 2008

La spia del lago - 4. Il processo negli USA. Parte 1 di 5

Le indagini dei Carabinieri italiani e il ritrovamento del corpo del Maggiore Holohan provocarono, sull’onda delle inchieste dei giornali italiani, l’interesse dei media americani.
Il
New York Times, True e Time dedicarono alla vicenda numerosi articoli.

L’idea che i principali indiziati dell’assassinio di un Maggiore dell’esercito degli Stati Uniti d’America potessero rimanere impuniti era un fatto che, evidentemente, a molti pareva gridare vendetta.

Della vicenda si interessarono pertanto le autorità. Il 3 agosto 1950 il C.I.D. (Criminal Investigation Command), competente per i crimini commessi da soldati americani, interrogò LoDolce che fece delle ammissioni, ritrattate però l’anno successivo in un’intervista al New York Times, dopo che Icardi aveva già respinto ogni addebito.

In difesa di Icardi intervenne un altro ex agente dell’OSS, Ciaramicoli, che definì “sciocche” le dichiarazioni di LoDolce. Ciaramicoli disse inoltre ad un cronista del New York Times che a nessuno della missione Chrysler, in realtà, piaceva Holohan.
Tra le righe si legge, forse, anche la tradizionale ostilità tra immigrati irlandesi e italiani negli USA, che nemmeno gli eventi bellici e il comune pericolo erano in grado di far dimenticare.

lunedì 9 giugno 2008

Heina e il Ghul

Nelle cucine del palazzo dello sceicco Abdelhamid si sta preparando un grande pranzo per festeggiare il ritorno di Heina, sua figlia, da tutti ritenuta morta.
Il cuoco, sorpreso nel suo lavoro, racconta al pubblico in lingua araba come Heina sia stata rapita dal Ghul, il mostro di farina, e come suo padre lo sceicco, grazie ai consigli del mago Majdoub, abbia sconfitto l’orrenda creatura e salvato la propria figlia dalla schiavitù del mostro.

La storia di Heina rapita dal Ghul offre l’occasione per addentrarsi nel mondo arabo, tra lingua, cultura e tradizioni culinarie. Gli oggetti che il cuoco utilizza per raccontare la storia sono gli ingredienti del cous-cous; i gesti che hanno descritto le vicissitudini di Heina si sono sovrapposti ai gesti della preparazione della ricetta. Arte affabulatoria e gastronomica si intrecciano amabilmente in un crescendo di sapori africani e tensione narrativa.
Terminato il racconto il cuoco invita tutto il pubblico a mangiare il cous-cous per partecipare alla festa dello sceicco; un momento conviviale che è soprattutto incontro immediato tra due popoli e due culture ancora separate da vecchi rancori ed antiche ferite.



Heina e il Ghul
Regia di MARIO GUMINA
Testo e interpretazione di ABDERRAHIM EL HADIRI

TEATRI ANDANTI 2008 DAL MONDO

Sabato 12 luglio 2008
COOP TEATROLABORATORIO
Ore 21.15 - GRAVELLONA TOCE

Per maggiori informazioni:
Teatro delle Selve. Via Zanotti, 26 - 28010 PELLA (NO)
http://www.teatrodelleselve.it info@teatrodelleselve.it
Tel + Fax: +39 0322 96 97 06
Cell. +39 339 66 16 179

domenica 8 giugno 2008

Metodi sicuri per far nascere i bambini – 2

Appelli, lettere, prediche… Nemmeno le minacce erano servite a convincere le donne a non andare a cercare i bambini sui massi. Ogni sforzo pareva vano per sradicare quella antica superstizione.

Fu così che un prete, un prete di campagna, uno di quelli che si diceva praticassero la “fisica”, per intenderci, decise che era tempo di porre fine a quella storia.
Tornando da un viaggio a Novara si fermò a parlare con una donna. Non una donna qualsiasi naturalmente. Scelse la beghina più pettegola del paese, una che non sarebbe stata capace di tenersi un segreto nemmeno se le avessero dato mille monete d’oro per ogni secondo di silenzio.

«Avete un bicchiere di acqua?» le chiese.
«Acqua?» domandò sorpresa la donna. «Siete sicuro di stare bene?»
Sapeva bene infatti che il prete usava l’acqua solo per battezzare.
«Acqua, acqua» rispose scuotendo la testa. «Con quello che ho sentito…»
«Che cosa avete sentito?»
«Non posso dirvelo» scosse nuovamente la testa. «Niente vino, però, almeno per oggi …»
«Deve essere una cosa grave…»
«Ah, sapeste che peso che ho nel cuore per quella povera donna, ma… basta… ho già detto troppo….»
«Donna? Che donna? Una di qui? Cosa ha fatto?»
«Sia ringraziato il Signore non è di qui! È una di un paese vicino Novara. Una di quelle che non vogliono mai ascoltare noi preti…»
«Quante ce ne sono! Siamo in poche ormai… Persino durante la Messa… Quante ne vedo che, persino, sbadigliano… e poi le giovani… sempre a guardare i ragazzi… e poi si trovano nei guai… come forse quella che dite…»
«Ma cosa avete capito? Questa è una donna sposata. E ciò dimostra che il Diavolo può colpire chiunque… Solo che poi ne fanno le spese gli innocenti…»
«O Madonna!» la donna si segnò con la croce. «Cosa dite?»
«E’ meglio» sospirò il prete «che non lo sappiate, credetemi. Ne rimarreste sconvolta…»
«Ma conoscere le azioni del maligno ci aiuta a riconoscerle e prevenirle. Così ci avete detto durante la predica di domenica. Una bella predica, davvero…»

Il prete, cedendo infine di fronte a quella argomentazione, le raccontò tutto.

C’era una donna, di nome Maria, in un paese vicino Novara, che non voleva ascoltare il prete, che ammoniva di non andare a sedersi sui massi, perché ne avrebbero avuto solo disgrazie.
Ma lei rideva e col pancione continuava ad andarci.
Finché venne il giorno del parto. Il giorno in cui smise per sempre di ridere. Spinto dalle contrazioni il bambino cominciò ad uscire. Prima la testa, come è naturale, poi il corpo. Infine le gambe… da capra! Il bambino era normale fino alla vita, ma sotto, sotto aveva le gambe da animale, zoccoli compresi!

Quando ebbe finito di raccontare il prete si alzò e sospirando raccomandò alla donna di non dire nulla di quanto le aveva detto, incamminandosi poi verso la casa. Quando giunse all’uscio sapeva che la notizia stava già correndo di bocca in bocca.
Sorrise.
Una grande paura si combatte con un timore più grande.
Una radicata credenza si sradica diffondendo una nuova paurosa superstizione.

Così, da quel giorno, tutte le donne cominciarono a raccomandare alle giovani in attesa di non sedersi mai sulle pietre, se non volevano vedersi nascere dei figli dalle zampe di capra.

sabato 7 giugno 2008

La caccia infinita





E’ accaduto. Avremmo dovuto saperlo. No, avremmo potuto saperlo se tanti anni di assenza non ne avessero cancellato persino il ricordo. I vecchi sapevano della sua esistenza, ma sono passati così tanti anni da quando abbiamo smesso di prestar fede alle storie dei vecchi…
Persino i più anziani non ricordano di averne mai sentito parlare.

Un tempo era diverso. Al calar del sole ci si serrava dentro le cascine, sprangando le porte, chiudendo le ante di finestre munite di solide sbarre. Soltanto gli uomini più coraggiosi osavano uscire fuori, nelle tenebre.
Dentro, accanto al fuoco e nelle stalle, i vecchi raccontavano alle donne e ai bambini di occhi che brillano nel buio; di artigli che lacerano la carne e zanne che squarciano la gola; della Bestia che si aggira nelle tenebre in cerca di preda; delle grandi cacce organizzate per stanare la Bestia; dei latrati dei cani; delle armi nervosamente strette tra le mani; delle trappole nascoste nelle foglie.

Tutto inutile.

La Bestia spariva, dopo aver lasciato una lunga striscia di sangue. Talora un lupo o un orso, quando ancora ce n’erano, o un cane idrofobo, finivano nella trappola, ma i racconti dei testimoni non coincidevano mai con la fredda realtà di un cadavere.
Le zampe erano troppo piccole, le fauci meno feroci e lo sguardo, no, lo sguardo era diverso.

E poi, come a confermare quel sospetto, a distanza di chilometri, talora di anni, una nuova esplosione di violenza, una nuova caccia, una nuova preda insoddisfacente…

È accaduto. Qualcosa è entrato in un recinto, saltando una rete alta due metri e sgozzando sei daini. Qualche giorno prima era toccato a tre caprette.
Si parla di un cane. No, quegli artigli non sono da cane, sono da felino.
È una lince, misteriosamente tornata dopo un esilio centenario. No, una lince non può fare quel macello.
Deve essere una pantera, una tigre, forse fuggita da un circo o da uno zoo clandestino…
Di nuovo si tendono trappole, si preparano battute, col timore che la bestia possa attaccare di nuovo.

E la caccia infinita riprende...



Più che di una leggenda questa Pillola di Mistero narrata a Siamo in Onda su Puntoradio è il racconto di una paura.
La paura delle bestie feroci che si aggirano nell'oscurità della notte. Paura comune a tutta l'umanità, fin dai tempi in cui ci si stringeva attorno al fuoco mentre, nelle tenebre circostanti, si muovevano minacciosi occhi famelici.

Accanto a questo timore di tanto in tanto s'insinuava, per l'efferatezza degli assalti, per le tracce misteriose lasciate sulle vittime, per qualche testimonianza confusa, il sospetto che, accanto alle normali belve si muovesse "qualcosa" d'altro.
Qualcosa non solo di feroce, ma di straordinariamente malvagio.


E' la paura della Bestia che si aggira nelle Tenebre: dell'Uomo Lupo, dell'Uomo Nero, del Vampiro, ecc.

Leggende comuni a tutti i paesi del mondo, che provocavano lo scatenarsi di cacce più o meno organizzate, talora con vere esplosioni di follia collettiva, che potevano concludersi con la morte di qualche disgraziato capro espiatorio...

venerdì 6 giugno 2008

La Pillola di domani

Siamo in onda, il talk show del sabato sera (dalle 21 alle 24) su Puntoradio, domani sera avrà come tema della serata un sorprendente Giro d'Italia tra curiosità, dialetto, tradizioni e... misteri.

La Pillola di Mistero di domani sera parlerà delle creature che si aggirano là fuori, quando il sole tramonta e le tenebre scendono. Misteri delle Tenebre che possono condurre alla follia collettiva, se ci si fa prendere dal panico...

Chi lo desiderasse potrà leggere la Pillola di Mistero sul blog di Siamo in onda e su Il Lago dei Misteri domani sera.

Ricordo che chi dispone di linea ADSL può ascoltare Puntoradio anche dal web.
Come sempre, chi andrà a ballare a mezzanotte potrà seguire la trasmissione dall’autoradio. Per l’area del Cusio e del Borgomanerese la frequenza è 96.300.

Guida ai misteri del Lago Maggiore

Biblioteca civica di Omegna.
Presentazione del libro: GUIDA AI MISTERI DEL LAGO MAGGIORE di William Facchinetti Kerdudo

Martedì 10 giugno, ore 18.00

Presentazione della "Guida ai misteri del Lago Maggiore" di William Facchinetti Kerdudo Macchione Editore. Itinerari alternativi alle curiosità delle province di Novara, Varese e Verbano-Cusio-Ossola.

Sarà presente l'autore.
Per informazioni 0323.887234 o
www.comune.omegna.vb.it

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.