Questo è un blog di racconti, leggende, storie raccontate dagli ubriachi nelle osterie e di cialtronesche invenzioni che ruotano attorno al lago d'Orta. Se cercate la Verità, qualunque sia quella che v’illudete di trovare, avete sbagliato indirizzo.
martedì 27 marzo 2012
Le vespe della musica
Dal Cinquecento l’Inghilterra diede vita a vari tentativi di colonizzazione del nord America. In molti casi l’esperimento riuscì. In altri fallì. È il caso della colonia dell’isola di Roanoke, la seconda fondata nel nord America (nel 1585), i cui 117 abitanti scomparvero misteriosamente nel 1590.
Ancora oggi non c’è certezza sulla loro sorte. Le teorie spaziano dalle guerre con gli indiani, alla siccità che avrebbe costretto i coloni a cercare rifugio altrove, fino a quelle romanzesche che ipotizzano maledizioni demoniache o attacchi di morti viventi contro la “colonia perduta”.
I discendenti dei coloni inglesi che nel Seicento diedero vita alla colonie americane vengono individuati con l’acronimo WASP (in inglese significa “vespa”), che indica un individuo “White Anglo-Saxon Protestant” vale a dire un “Bianco Anglo-Sassone Protestante”.
I WASP costituiscono una sorta di aristocrazia americana, coi suoi rituali, passatempi, circoli esclusivi e formazione nelle migliori università. Cultura, buona educazione, legami familiari e religione sono gli elementi che hanno consentito ai WASP di detenere le chiavi del potere economico e politico.
Quando però a salire sul palco è una band che porta il nome di W.A.S.P.(coi punti tra le lettere) ci dobbiamo aspettare qualcosa di molto lontano dalla classica educazione WASP.
Quel che pensa Blackie Lawless, il leader incontrastato del gruppo, di un’esibizione live è molto chiaro: «Mi sono sempre annoiato a morte guardando band che salivano sul palco in t-shirts e jeans e stavano ferme per tutta la notte… Preferirei essere morto che stare sul palco in quel modo. Ciò che posso dire è che se pensate di aver già visto cose folli, dateci tempo e non crederete ai vostri occhi. »
Capelli lunghi, vestiti eccentrici, performance piene di allusioni sessuali e sangue finto per una musica energica che coniuga le sonorità del rock americano con la potenza della musica heavy metal inglese.
Il primo singolo dei W.A.S.P è “Animal (Fuck Like a Beast)”, una canzone così perversa e trasgressiva da scatenare la durissima reazione della P.M.R.C. (Parents Music Resource Center), che scatenò una guerra legale ed ideologica con la band che si trascinò a lungo.
L’origine del nome della band è misteriosa. Tra i fan è persino corsa la leggenda che W.A.S.P. significhi "We Are Sexual Perverts" ("siamo maniaci sessuali").
Secondo il primo bassista Rik Fox il nome deriverebbe invece molto più semplicemente da una vespa, schiacciata sotto una foglia di un albero di avocado. Ma Blackie Lawless ha risposto negando, contro ogni evidenza, che Rik Fox abbia mai fatto parte dei W.A.S.P.
W.A.S.P. - Wild child
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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".
Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.
Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.

Ma è risaputo che la colonia perduta è stata sterminata dai vampiri...
RispondiEliminaSaluti dalla metallara che è in me e che tra le foto scattate durante qualche "Gods Of Metal" ne ricorda una a Blackie che incita il pubblico gracchiando appollaiato sul suo bel trespolo (l'asta del microfono fatta a forma di scheletro umano)...
RispondiEliminaA dire il vero conosco poco i W.A.S.P. ma il link che hai messo sì, è decisamente fomoso e bello!
\m/ \m/