mercoledì 29 aprile 2015

Una sera tra i draghi

Venerdì 24 aprile a Casale Corte Cerro ci si è trovati a parlare di draghi, in occasione della Giornata del Drago. Ecco alcune foto dell'evento.




Barbabunin mostra gli atti delconvegno sui draghi "da San Giulio a San Giorgio" svoltosi a Casale alcuni anni fa.

Tanti denti: ecco spiegato il rapporto tra la fatina dei dentini e i tesori dei draghi!


Domenico Brioschi legge Ernesto Ragazzoni
Daniele Ramella presenta "L'isola del drago", un fantasy ambientato sul Cusio.

Giochiamo a... riconosci il drago?

I relatori. Sullo sfondo le opere di Giorgio Rava.



Le Tre Madri del drago


Girolaghetto, il draghetto di Girolago, incontra un'esperta


Appuntamento al 2016!

domenica 26 aprile 2015

L’ultimo viaggio

Scarica A6 Fanzine 

Le parole del capitano avevano infuso in quella mandria di anziani che eravamo diventati una frenesia che in un'altra situazione sarebbe stata sconveniente. Niente avrebbe potuto trattenerci dal momento in cui ci aveva mostrato la rotta, esortandoci ad andare oltre i limiti del noto e del lecito, oltre quelli fisici e dell’età. Volavamo sull’acqua come quando eravamo giovani e incoscienti o, forse, eravamo ritornati giovani e incoscienti. Nessuno più si lamentava dell’artrite, della digestione, del mal di schiena, della prostata. Sudavamo ai remi e ci arrampicavamo sul sartiame per manovrare le vele come un branco di adolescenti affamati di vita.

Infine la montagna emerse dal mare davanti ai nostri occhi. Scintillava alla luce dell’alba proiettando sull’acqua i riflessi dell’arcobaleno e riempiendoci il cuore di una gioia impossibile da contenere. Per un lungo istante ci fermammo estasiati per poi correre ad abbracciarci e a rendere grazie a colui che aveva reso possibile la più grande delle imprese.

«È bellissima, o Laerziade!» esclamai con le lacrime agli occhi. «Grazie infinitamente, Ulisse!»

Furono le ultime parole che pronunciai prima che il mare si aprisse per inghiottirci.









Il racconto è stato scritto per il n. 29 di A6 Fanzine, che aveva come tema il viaggio. 

E chi meglio di Ulisse poteva dirci qualcosa su questo argomento? O meglio, in questo caso a parlare è uno dei suoi vecchi e tardi compagni, senza le cui braccia la nave non si sarebbe mossa.

Naturalmente il riferimento esplicito è Dante, che nel ventiseiesimo canto dell’Inferno (vv. 85-142) ascolta dalla morta voce dell’eroe il racconto del suo ultimo viaggio. La potenza e la grandiosità di quei versi celeberrimi è qualcosa di unico ed essi sono diventati la migliore descrizione dell'ansia di conoscenza che muove le azioni umane. 

Se poi pensiamo che Dante li scrisse rimettendo in scena un personaggio come Ulisse, uscito dalla mente di quel poeta altrettanto straordinario e misteriosissimo (chi era realmente?) che fu Omero, ci troviamo veramente di fronte ai vertici della letteratura. 

Questo racconto è un modestissimo inchino di fronte a cotanto genio.


venerdì 24 aprile 2015

Il Signore degli Anelli (1978)



Nel 1978 venne realizzato il film di animazione “Il Signore degli Anelli”, diretto da Ralph Bakhi. Le vicende narrate seguono quelle raccontate nell'opera di Tolkien e comprendono buona parte de “La compagnia dell’Anello” e “Le due Torri” arrivando sino alla battaglia del Fosso di Helm. Il film sfruttò al meglio le tecniche disponibili all’epoca che però limitavano fortemente la possibilità di ricreare grandi scene di battaglia con interi eserciti in movimento. 

Il progetto originale prevedeva due pellicole, ma la casa di produzione decise di non realizzare la seconda parte, nonostante avesse incassato 30 milioni di dollari a fronte di quattro spesi per la realizzazione. Peter Jackson apprezzò molto questa pellicola la utilizzò come fonte d’ispirazione per la propria trasposizione cinematografica.


mercoledì 22 aprile 2015

A parlar di draghi nella festa di San Giorgio




Domani 23 aprile è la Giornata del drago 2015. Per festeggiarla, come è ormai tradizione, abbiamo deciso di organizzare un evento che si terrà, in collaborazione con la Biblioteca di Casale Corte Cerro, venerdì 24 aprile alle ore 21.

Una chiacchierata sui draghi dove sarà presente Francesca D’Amato, che ha steso una mappa con le tane dei 113 draghi italiani; e Daniele Ramella che nel libro “L’isola del drago” mette di fronte un San Giulio alquanto muscolare con un velenoso drago. 

A complicare le cose Daniele ha chiesto ad Alfa dei Misteri di scrivere la prefazione del volume, che contiene un altro racconto. Pertanto Alfa sarà presente in compagnia di uno dei protagonisti di questa seconda storia ambientata ai tempi nostri. Chi sia è un mistero che scoprirete solo venendo nella sala parrocchiale di Casale Corte Cerro (VB) venerdì 24 aprile alle ore 21.

Naturalmente avremo un po’ di draghi, sotto forma di una mostra realizzata da Giorgio Rava. Ma ci saranno altri draghetti, da quello del Girolago a quelli realizzati da Giovanni Crippa, che nel 2003 creò un pannello con un San Giorgio (patrono di Casale Corte Cerro) che prende per la coda un drago per allontanarlo senza fargli troppo male. Un Giorgio più amante degli animali di quanto lo dipinga la leggenda insomma.

Avremo anche qualche copia degli atti del convegno “Da San Giulio a San Giorgio Draghi e Basilischi dalle Alpi alla Cina” svoltosi nel 2003 sempre a Casale Corte Cerro. All’interno c’è un mio articolo “La figura del drago nel mondo antico. Immagine e mito” che potete scaricare da Academia.





domenica 19 aprile 2015

Il ladro

Scarica da qui A6 Fanzine n. 28


Voi che abbracciate le sorti degli infelici levate la testa. Voi che vi precipitate a soccorrere gli afflitti, cessate le vostre attività e udite. Voi che avete a cuore la Giustizia ascoltate il mio grido di dolore levarsi alto nel cielo!

C’era una piccola creatura che aveva trovato una cosa preziosa e la teneva stretta nella sua umile dimora, custodendola gelosamente. Ma ecco che un giorno un ladro gliela sottrasse con l’inganno, lasciandolo nella disperazione e nelle tenebre! 

C’era una creatura antica e forte, nobile e saggia, che aveva accumulato con immensa fatica un modesto patrimonio per far fronte alla vecchiaia. Ma ecco che un giorno un mascalzone, quel ladro, s’introduce nella sua camera da letto e approfittando del sonno gli ruba l’oggetto più caro e prezioso!

Dov’è la Giustizia se il delinquente entra impunemente nella casa di qualcuno e gli ruba gli averi? Quale strada dovrà percorrere la vittima? Quale autorità può aiutarlo in questa terra senza legge?

Ascoltatemi voi tutti, dalle alte cime delle Montagne Nebbiose alle più profonde caverne sotto Hithaeglir, dai Monti Azzurri al Mare di Nurden. Poiché non posso avere Giustizia avrò la Vendetta, parola di Smaug, il drago!




Il racconto è stato scritto dall’Errante per il n. 28 di A6 Fanzine, dedicato al mondo di Tolkien.






venerdì 17 aprile 2015

Tolkien e l'amore



Tolkien all’età di 16 anni si innamorò di Edith Bratt, che aveva tre anni più di lui. La ragazza, che come lui era orfana, ricambiò i suoi sentimenti. Il tutore di Tolkien, che era un sacerdote cattolico, temendo che potesse tornare al protestantesimo per sposare Edith, gli proibì di vederla finché non avesse raggiunto la maggiore età, che all’epoca iniziava a 21 anni. In quel lungo periodo Tolkien non la dimenticò mai e le rimase sempre fedele. 

Quando finalmente diventò maggiorenne dopo anni di silenzio le scrisse una lettera d’amore. La ragazza rispose che pensava che lui l’avesse scordata e nel frattempo si era fidanzata con un altro. Tolkien partì immediatamente e incontrò Edith sotto un viadotto ferroviario, chiedendole di diventare sua moglie. Lei accettò, restituì l’anello di fidanzamento, si convertì al cattolicesimo e lo sposò.

Sulla loro tomba Tolkien volle che fossero incisi i nomi Luthien per Edith e Beren per se stesso. Luthien, la più bella fra tutte le figlie di Ilúvatar, aveva rinunciato alla sua immortalità per amore verso il guerriero umano Beren e i due non furono mai divisi, né in vita né in morte. Il loro amore, narrato nel Silmarillion, fu rivissuto, all’epoca della guerra dell’Anello, da Aragorn ed Arwen.


mercoledì 15 aprile 2015

Ricominciare



Finalmente è giunto il tempo di ridare vita a questo blog, forzatamente sospeso. E per ricominciare è sempre bene partire dalla memoria dal momento che, come è stato scritto, un individuo o una comunità senza memoria sono come un albero senza radici: il primo colpo di vento lo abbatte e di esso non resta che polvere.

Per cui l'appuntamento è a Briga Novarese, presso la Biblioteca "Peppino Impastato" (sempre a proposito di memoria) per parlare del progetto dell'Archivio iconografico del lago d'Orta.

Per quanto riguarda la programmazione del blog, riprenderà il consueto calendario, che richiamo: 

Mercoledì h. 10: misteri, storia & leggende

Venerdì h. 17: un tè con Tolkien

Domenica h. 10: racconto.

Per questo mese, vista la coincidenza con la Giornata del Drago, la Bottega del Mistero resterà chiusa. Vi farò sapere quando riusciremo a riaprirla.





sabato 4 aprile 2015

Buona Pasqua!

Dopo i giorni del fuoco e dell'acqua che un mese fa hanno scombussolato la mia tranquilla esistenza ho dovuto interrompere il blog. L'incendio e i danni conseguenti hanno infatti richiesto tutte le mie energie. 

Ora le cose cominciano a migliorare e si comincia a vedere qualche segnale di ripresa. Ad esempio il tetto della mia casa è stato ripristinato e questa è già una buona cosa.

Non sono ancora in grado di riprendere il blog con regolarità, però volevevo augurarvi Buona Pasqua. Oltretutto è una festa basata sulla Speranza e la Rinascita, quindi è molto in sintonia con quello di cui anch'io ho bisogno.

Per chi se lo fosse perso vi richiamo un vecchio post su una simpatica figura legata alla Pasqua, quella del coniglietto. 



giovedì 5 marzo 2015

Sospensione blog

Per cause di forza maggiore devo sospendere tutte le attività online per un po'. Ci risentiamo appena posso. Ciao!

mercoledì 4 marzo 2015

La Giornata del Drago 2015

Da alcuni anni si celebra la Giornata del drago, una simpatica occasione per ricordare queste affascinanti e misteriose creature.

Ovviamente il lago dei misteri farà la sua parte, in forme, non solo virtuali, per il momento coperte dal più riservato segreto.

Accanto alle iniziative nel mondo reale come nelle edizioni passate si moltiplicheranno gli interventi dei blogger. Racconti, immagini, testimonianze e impegno civile.

Come questa iniziativa che si propone un nobile scopo: legalizzare l'allevamento dei draghi. Del resto "il proibizionismo non ha impedito a molti trafficanti di commerciare draghi allevati in cattività. Non ha ridotto il rischio di estinzione e le varietà di draghi che abbiamo oggi riflette i gusti degli acquirenti ricchi, non le necessità ecologiche dell’ambiente in cui i draghi dovrebbero vivere..." (contina a leggere qui)

Nel frattempo, se volete saperne di più o aderire alla Giornata del Drago ecco il link giusto!

domenica 1 marzo 2015

V come vertigine

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L’osservo, sdraiata sul divano, la macchina fotografica posata a terra. Sta leggendo un fumetto in bianco e nero e nero inchiostro sono i suoi capelli a caschetto. Sfoglia lentamente le pagine con un dito inumidito e a tratti dischiude le labbra. Le lunghe gambe si stringono cercando qualcosa e le palpebre si socchiudono al ricordo di quell’assenza. In quel corpo femminile apparentemente fragile percepisco la potenza di una pantera, illusoriamente addomesticata dal guinzaglio che le orna il collo.

Improvvisamente un vortice, come un maelström scandinavo, travalica le pagine stampate e l’afferra, curvando le membra languide e rassegnate all’ineluttabilità di quel fato. I piedi adorabili hanno un ultimo guizzo sublime prima scomparire dentro la carta.

Mi pervade un senso di vertigine e comincio a sprofondare nel giornale che stavo leggendo, precipitando indenne dentro una stanza bianca, piena solo di un sofà vuoto, una macchina fotografica abbandonata e un fumetto aperto su un’ultima vignetta.

Valentina è lì, sdraiata su di un divano. Con la mano accarezza languida una gatta nera dalla lunga coda e legge le strisce disegnate di un uomo perdutosi inseguendo un sogno.



Il racconto è stato scritto per il n. 27 di A6 Fanzine, che aveva come tema la celebre Valentina di Guido Crepax.

venerdì 27 febbraio 2015

L'eredità di J.R.R. Tolkien



Christopher Tolkien (n. 1924) è il terzo dei figli di Tolkien. Partecipò alle riunioni degli Inklings e contribuì con idee e consigli alla nascita del Signore degli anelli. Sue sono le mappe originali della Terra di Mezzo. 

Sempre a lui si deve l'edizione dei manoscritti e degli appunti sparsi del padre, talora contraddittori, confluiti in varie opere postume, come il "Silmarillion" (1977).

mercoledì 25 febbraio 2015

Nessuno è arrivato in città

Nessuno

Uno straniero giunge in un paese diviso da una lotta senza quartiere tra due fazioni ugualmente feroci. Lo sconosciuto, di cui nessuno conosce il vero nome, si mette al servizio di entrambe, apparentemente per un pugno di dollari. Il vero scopo del suo operare si svelerà man mano: distruggere entrambi i clan aizzandoli l’uno contro l’altro, liberando finalmente il paese oppresso dalla loro violenza.

Aggiungete la regia di Sergio Leone, la colonna sonora di Ennio Moricone, il volto impenetrabile di Clint Eastwood e un cattivo straordinario come Gian Maria Volonté e avrete tutti gli ingredienti per un film, “Per un pugno di dollari” (1964), che partito in sordina come una produzione minore divenne uno dei maggiori successi della storia del cinema western, lanciando la stagione degli “spaghetti western” che rinnovarono il genere.


domenica 22 febbraio 2015

Un occhio di sangue sulla città delle luci




Sono rimasto solo a scrutare con il mio unico occhio le vie della Ville Lumière, come uno dei tanti gargouille che l’osservano dall’alto di Notre Dame. 

Avevamo il compito di difenderla ad ogni costo, ventimila uomini per fermare l’ondata che si è abbattuta sulle spiagge della Normandia ed è dilagata all’interno spazzando ogni cosa. Un compito impossibile per degli eroi. E la maggior parte di noi non lo era. In questi quattro anni i più hanno trascorso i giorni a leggere carte e le notti a guardare ballerine. 

E ora, nell’ora suprema, con la città insorta che è diventata un’unica barricata contro di noi e i parigini ovunque a darci la caccia come a ratti, il comandante ha disatteso gli ordini e si è arreso. Ma la resa, per noi francesi che abbiamo scelto di indossare un’uniforme tedesca, significa morte. 

Abbiamo creduto alla promessa di un impero millenario e quando questo ha alzato bandiera bianca siamo restati come innamorati sedotti e disillusi da un’amante perversa e crudele. 

Io sono l’ultimo e cerco, nel mirino del mio fucile da cecchino, un’uniforme americana indossata da un ufficiale francese per aprire un occhio di sangue sulla sua fronte. In attesa dell’inevitabile fine.




Il racconto è stato scritto per il n. 26 di A6 Fanzine, il cui tema era Paris!

Durante l’occupazione nazista della Francia migliaia di uomini e donne si unirono alla Resistenza, collaborando attivamente con gli Alleati, prima e dopo lo sbarco in Normandia, il 6 giugno 1944.

Molti altri però, dando ascolto al messaggio lanciato dalla radio da Philippe Pétain il 30 ottobre 1940, decisero di collaborare con i tedeschi. La loro sorte, se catturati dai partigiani, era una sola: secondo le memorie del Generale De Gaulle, furono eseguite senza processo oltre 10 mila fucilazioni.

La difesa di Parigi era stata affidata al generale tedesco Dietrich Von Choltitz. Hitler gli diede l’ordine di ridurre in cenere la città, se fosse stato costretto alla ritirata. Tra il 18 e il 25 luglio 1944, con le divisioni alleate che si avvicinavano velocemente, i parigini insorsero innalzando barricate ovunque.

Von Choltitz, comprendendo che la situazione era ormai insostenibile, decise di disattendere gli ordini di distruzione del Furher e si arrese con la sua guarnigione il 25 agosto 1944. Mentre i soldati del Generale De Gaulle seguiti dagli Anglo Americani sfilavano per le vie della città, l’estrema difesa della città fu assunta da un pugno di dannati, per lo più collaborazionisti francesi che sapevano di non avere alternative. Lo stesso De Gaulle fu bersagliato durante la sfilata per la liberazione.

La caccia ai cecchini appostati sui tetti e in alcuni punti strategici fu l’ultimo sanguinoso atto della battaglia. 


venerdì 20 febbraio 2015

Tolkien e l'origine delle rune

Codex runicus 

L’alfabeto runico era quello anticamente utilizzato dalle popolazioni germaniche, come gli Angli e i Vichinghi. Oltre al valore fonetico, le rune erano cariche di significati magici. Secondo “Hávamál” ("La canzone di Harr, l'eccelso", in lingua norrena) il capo degli dei e il signore della magia, Odino, per impadronirsi del segreto delle rune si sacrificò a se stesso, trafiggendosi con una lancia dopo essersi impiccato a Yggdrasill, l’immenso frassino cosmico. 

Per nove intere notti rimase appeso e

“Con pane non mi saziarono
né con corni [mi dissetarono].
Guardai in basso,
feci salire le rune,
chiamandole lo feci,
e caddi di là."

Tolkien, che era un profondo conoscitore della materia e che nei primi anni trenta aveva creato il gruppo dei “Kolbitar” con lo scopo di leggere le antiche saghe islandesi, attinse alle rune come forma di ispirazione per la scrittura delle lingue che andava creando per il suo mondo.


mercoledì 18 febbraio 2015

Nessuno nella Bottega del Mistero


Mercoledì prossimo sarà pubblicata la seconda puntata della Bottega del Mistero. 


Il filo conduttore dell’edizione 2015 sono le Rune, ma per il mese di febbraio sono incappato in un problema di non poco conto.

La runa della fine febbraio, di cui in teoria si dovrebbe parlare, fu malauguratamente scelta dai nazisti come simbolo per le famigerate SS. Ora, sul rapporto tra l’antico spirito germanico e il nazionalsocialismo credo che il giudizio migliore sia quello espresso da Tolkien, che di antiche rune se ne intendeva.

Si potrebbe pertanto correttamente ignorare la perversione moderna del simbolo e considerarne i significati antichi. 

Credo però anche che certi utilizzi moderni, per quanto perversi, non possano né debbano essere dimenticati. Tuttavia, considerato che la fruizione di questo blog è aperta anche a lettori non parlanti italiano, non vorrei che si ingenerassero equivoci spiacevoli pubblicando quel simbolo.

Ma una soluzione elegante per uscire dall’empasse mi si è offerta. Febbraio, come ben noto, è un mese particolare, per quel suo essere il più breve dei mesi che ogni quattro anni si allunga di un giorno. 

Ebbene, secondo una tradizione difficile da verificare ma estremamente suggestiva, esisteva una venticinquesima runa, oltre alle 24 canoniche. Una runa anomala e diversa dalle altre. Era la Runa Bianca, un disco di legno senza alcuna incisione, utilizzata evidentemente solo per la divinazione e pertanto sconosciuta all’epigrafia runica.

Sarà proprio la Runa senza nome a dare il tema alla prossima puntata, che sarà pubblicata su www.illagodeimisteri.it mercoledì 25 febbraio e sarà aperta da un’immagine simbolica realizzata da Ele di Dietro l'obiettivo

Ci sarà naturalmente anche la parte musicale, dedicata a un gruppo davvero misterioso, i Gorillaz.



domenica 15 febbraio 2015

Il suo nome è leggenda

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Se vi addentrate nel Bosco Oscuro troverete liane che pendono dagli alberi scuri. Se avrete abbastanza coraggio arriverete al margine di una palude dove minacciosi teschi impalati vi invitano a tornare sui vostri passi per non finire nelle mortali sabbie mobili. 

Allora vi torneranno in mente i racconti degli indiani algonchini che abitano queste terre selvagge, sussurrati attorno ai fuochi nelle lunghe notti invernali. Parlano dello Spirito che dimora nella foresta e che impone la giustizia, senza guardare al colore della pelle, ma alle azioni degli uomini. 

Dalla regione dei Grandi Laghi ai monti Appalachi il nome di Za-gor-te-nay, lo Spirito con la Scure, è una leggenda che vola di albero in albero con la velocità dell’aquila disegnata sul suo petto. E la sua ascia di pietra colpisce come folgore ovunque qualcuno, non importa se un Mohawk del Popolo delle Cinque Nazioni o una famiglia di coloni bianchi, venga oppresso. 

Ma poiché ogni grande eroe ha bisogno di un amico che l’aiuti nelle imprese più disperate ecco che entro in scena io: Don Cico Felipe Cayetano Lopez y Martinez y Gonzalez y Rodriguez y Ramirez, per gli amici Cico. Ma, ecco, ascoltate il grido di Zagor: “AAYAAAK!”.




Questo racconto è stato scritto per il n. 25 di A6 Fanzine, dedicato al mondo dei fumetti di Sergio Bonelli.

Zagor, lo Spirito con la Scure che vive nella foresta di Darkwood col suo buffo amico messicano dal lunghissimo nome e dalla perenne fame, fu creato nel 1961 da Sergio Bonelli, sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta.

Il mio omaggio non poteva andare che a Zagor, il primo fumetto “adulto” che abbia letto dopo Topolino e il Corriere dei Piccoli. La storia era “La pista del west” e la ricordo bene snodarsi tra nevi, Mormoni e cannibali. Correva l’anno 1980… 



venerdì 13 febbraio 2015

Tolkien nell'inferno della Somme


Nel 1915, all’età di 24 anni, Tolkien si arruolò nell’esercito britannico prendendo parte alla Prima Guerra Mondiale (1914-1918). La sua esperienza fu breve ma tragica. 

Tolkien, che serviva come ufficiale nell’Undicesimo reggimento dei Fucilieri del Lancashire, perse al fronte due dei suoi migliori amici e altri compagni di studi. 

Nel 1916 prese parte alla Battaglia della Somme. Per cinque mesi un armata di 118 divisioni francesi e britanniche tentò di sfondare le linee fortificate nemiche, difese da oltre 60 divisioni tedesche. Alla fine gli Alleati erano avanzati al massimo di 8 km. Ma nella terra di nessuno disseminata di cadaveri, nelle fosse lasciate dalle bombe e riempite dalla pioggia e dal fango erano caduti centinaia di migliaia di soldati di entrambe le parti. 

Tolkien, ammalatosi dopo tre mesi nel fango delle trincee, fu rimpatriato. Convalescente nel letto di ospedale scrisse la “Caduta di Gondolin”. Più tardi, nel “Signore deli Anelli” descrisse le Paludi Morte, ubicate a nord-est del Morannon, dove un fetore soffocante stagnava nell'aria immobile sopra le acque che ospitano i corpi dei combattenti.

mercoledì 11 febbraio 2015

Cronaca nera


La domenica prima del Carnevale dovrebbe essere un momento di festa, invece una discussione tra conoscenti è sfociata in una drammatica rissa, che ha coinvolto numerose persone. 

Ad avere la peggio è stato Bartolomeo Tartagna. Gravemente ferito, le sue condizioni sono apparse subito estremamente gravi, tanto che nonostante i soccorsi si è spento poco dopo. 

Colpito alla gola anche Gaudenzio Fortis, ma benché la ferita potesse avere conseguenze più gravi, è stato fortunatamente giudicato fuori pericolo.

A dare il via alla collutazione pare sia stato lo stesso Bartolomeno Tartagna, ben conosciuto in paese come uomo squilibrato, violento e facinoroso.

Testimone del fatto il notaio ortese Elia Olina, che ne lasciò notizia nel suo diario, nella cronaca dell’anno 1546. Egli aggiunse che il “suddetto Bartolomeo… da vivo non combinò che mali, procurandosi così la morte. Era odiato da quasi tutti i rivieraschi e anche dai suoi familiari.”

Sempre Olina ci informa che negli stessi giorni, per intercessione di suo padre Giovanni e di altri amici, fu fatta la pace tra gli uomini di Armeno e quelli di Miasino.

Con buona pace di quanti rimpiangono costantemente il buon tempo antico, quando non c’era internet a rovinare la gioventù…

domenica 8 febbraio 2015

Il mago

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Quello di cui vi parlerò oggi è un artista veramente prodigioso. Lavora giorno e notte in tutta la città. Lo potreste incontrare lungo i marciapiedi del Corso come nei vialetti dei Giardini Pubblici, nei vicoli della città vecchia o sull’argine. Ovunque, con maestria insuperata, applicherà la sua arte con una costanza sorprendente. 

La sua creatività, tuttavia, non si limita alle strade cittadine. L’esercita infatti anche nelle veloci carrozze della metropolitana, sui traballanti tram di superficie, negli eleganti bar del centro, nei costosi negozi alla moda presi d’assalto dai turisti e nelle affollate sale dei cinema del centro. Persino all’Opera il sabato sera o la domenica mattina nella Cattedrale.

Gli amici del Bar lo chiamano “il Mago”. E lo salutano con rispetto quando fa il suo ingresso, sempre elegantemente vestito. 

Il Mago è una vera leggenda e molti lo cercano ovunque. Ma, se vi è venuta la curiosità di vederlo all’opera, devo avvertirvi che è quasi impossibile trovarlo. Non preoccupatevi, però, prima o poi sarà lui a trovare voi. E non sarà neppure necessario mettere mano al portafogli per allungargli una monetina. Sarà lui a servirsi, sfilandovelo da sotto il naso.



Il racconto è stato scritto per il n. 24 di A6 Fanzine, dedicato agli Artisti di strada. È anche un omaggio a certi famosi personaggi della commedia italiana.


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Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.