mercoledì 30 aprile 2014

Il misterioso drago del Getzemani



Un misterioso drago è comparso dalle parti del Getzemani a Casale Corte Cerro. Gli esperti, da me intereplllati, al momento nulla hanno saputo dirmi circa l'origine di questa creatura. La vedete nelle foto dell'amica Silvia, che ringrazio per la segnalazione. Silvia ha un bel blog dedicato al lago d'Orta, che vi consiglio caldamente.


Qui sopra vedete il drago in tutto il suo splendore. Se ne conoscete la storia siete invitati a raccontarcela, perché qui siamo curiosi come gatti!




mercoledì 23 aprile 2014

Oggi si parla di draghi


Vi ricordo che oggi è la Giornata del Drago. L'occasione giusta per parlare di draghi e per farlo abbiamo scelto uno dei luoghi migliori: Orta San Giulio, dove è conservata una delle rarissime reliquie di drago esistenti.

Volete saperne di più? Venite oggi alle 16 a Orta per l'evento "Il drago Etilico". Parleremo di draghi e altre amenità.

lunedì 14 aprile 2014

Il drago Etilico


Mercoledì 23 aprile alle ore 16, a Orta San Giulio (NO) presso il Bar In La Rosa, Piazzale Prarondo, si svolgerà “Il drago Etilico”, una chiacchierata sui draghi tra Alfonso Mistero, mente del blog illagodeimisteri.it, e il Maestro Giorgio Rava, artista e scrittore che si è occupato variamente di draghi. Un dialogo semiserio che si allargherà e coinvolgerà altri amici appassionati di creature leggendarie presenti in sala. 
“Il drago Etilico” è un modo per ricordare, davanti a un bicchiere di vino queste creature che secondo la leggenda un tempo vivevano sull’isola nel lago d’Orta. L’evento si svolge in occasione della Giornata del Drago 2014, che cade ogni anno il 23 aprile. La data è stata scelta dagli organizzatori perché è la festa di San Giorgio, che senza un drago non sarebbe diventato famoso e probabilmente neanche santo. È anche la giornata dei libri, unico habitat incontaminato nel quale è ancora comune osservare dei draghi in libertà. 

L’iniziativa gode del patrocinio dell’Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone che ha messo a disposizione alcune delle “mappe fantastiche” disegnate da Giorgio Rava e la carta dei draghi d’Italia realizzata da Francesca D’Amato, scrittrice e allevatrice di draghi. La piccola mostra sarà visibile presso il Bar In La Rosa fino al 5 maggio.

Il drago Etilico. Una chiacchierata sui draghi
tra Alfonso Mistero e il Maestro Giorgio Rava (e altri amici)

Mercoledì 23 aprile 2014, ore 16
Bar In La Rosa, Piazzale Prarondo
Orta San Giulio (NO)

Per arrivare: alla rotonda di Orta San Giulio procedere verso il centro storico, entrare nell’area posteggi e tenere la destra. Il bar In la Rosa dispone sul retro di un ampio parcheggio privato completamente gratuito. 

mercoledì 9 aprile 2014

Torna la giornata del drago



Un anno fa alcune menti un po’ folli e molto affamate di tutto ciò che riguarda i draghi partorirono l’idea di una giornata dedicata ai draghi
Ne scaturirono varie iniziative di cui da conto questo blog
Nel 2014 si replica, per cui se volete aderire, proporre un evento o prendere parte anche solo in maniera virtuale vi conviene leggere questo post

Buona giornata del drago!


PS Volete sapere a cosa serviva il drago riprodotto nella foto di D. M. Valle? 

martedì 1 aprile 2014

Lavorare nell’arte contemporanea. A pagamento


“Ami l’arte? Vorresti lavorare in un’atmosfera elettrizzante a contatto coi maggiori artisti della scena contemporanea internazionale? Abbiamo il lavoro che fa per te!

Chi siamo? La Fondazione Errante ha sede a Pregallo, un paese favoloso sul Lago d’Orta, e in questi anni ha organizzato decine di esposizioni che hanno coinvolto artisti provenienti da ogni angolo della terra per sperimentare e condividere le nuove tendenze delle arti visive, plastiche e visuali. 
Cosa proponiamo? Il lavoro coinvolge tutti gli aspetti dell’organizzazione di una mostra: dal contatto con gli artisti, alla gestione degli spazi, alla redazione di testi, all’allestimento vero e proprio. La presenza richiesta è full time, ma occorre prevedere anche l’impegno di alcuni fine settimana in occasione dei vernissage.
Il costo? Con soli duecento euro mensili puoi assicurarti il privilegio di essere al centro delle più moderne tendenze artistiche.”

Sta suscitando un certo scalpore questo annuncio per la selezione di posti di lavoro a pagamento. Per cercare di capirne di più ho deciso di intervistare Ottavio Errante, Presidente della Fondazione.

“Pagare per lavorare? Come nasce questa idea?”
“Dopo aver visto svariati annunci di lavoro per stagisti, ma anche per personale a tempo determinato estremamente qualificato, per i quali non erano previsti né rimborsi, né buoni pasto. È un segnale. Il mondo del lavoro sta cambiando. Se ci sono persone disponibili a lavorare gratuitamente per poter imparare un mestiere e nonostante questo i posti di lavoro sono sempre meno, allora vuol dire che siamo di fronte a una rivoluzione copernicana. Un tempo era il lavoro a cercare la manodopera, ora è esattamente il contrario. Applicando la legge del mercato, ne consegue che il rapporto domanda offerta si è invertito. Il lavoro è diventato una merce rara. Chi ce l’ha lo tiene stretto e sono omai maturi i tempi perché  per chi non ce l’ha sia disposto a pagare per farsi un’esperienza. Che è poi quella che viene richiesta persino agli apprendisti, come si vede dai tanti cartelli che si vedono in giro. 
Tendenze che non poteva non intercettare la nostra Fondazione, che negli anni ha organizzato mostre ed eventi che hanno fatto e fanno discutere, scuotono le coscienze e lasciano il segno, come "ItticaMente" del poetronico artista statunitense Obed Marsh, o "Alosa fallax" della scultrice iperbolica cilena Inés Inocentada, giusto per citarne alcune.
Certamente molto diverse dalle mostre di plastica, tranquillizzanti e ipocrite, che si vendono nei supermercati omologanti della pseudo cultura e della pseudo arte contemporanea!

Se volete saperne di più o mandare il vostro CV potete contattare la Fondazione a questo indirizzo mail: ottavio.errante.at.gmail.com

mercoledì 19 marzo 2014

Le disavventure di un compositore





Era rimasto orfano giovanissimo e fu allevato da uno zio. Aveva la passione per la musica e lo spettacolo nel sangue, un po’ meno quella per la scuola. Ma spesso seguire le proprie inclinazioni porta a risultati migliori di quelli che si sarebbe potuto ottenere seguendo una strada più canonica.
La carriera di compositore di Mario, questo era il suo nome, fu subito segnata da un incidente che avrebbe potuto costargli caro. Era il 1939 e una canzone di cui aveva scritto il testo divenne un grande successo. Poco dopo fu convocato nell’ufficio della Censura.
«Confessate voi» il lei era stato abolito per decreto «di aver scritto codesto testo?»
«Certamente.»
«Non sapete voi che a Livorno è stato affisso un foglio sulla statua in costruzione del defunto eroe del fascismo, nonché padre del genero di Duce, Costanzo Ciano, recentemente scomparso? E non sapete che il testo ivi riportato recitava: “Maramao perché sei morto?/ Pane e vin non ti bastava,/ l'insalata era nell'orto/ e una casa avevi tu”. Testo che voi avete poco fa confessato di aver scritto!»
«Ma la canzone è dedicata a un felino. Maramao è un gatto, anche se la canzone è stata scritta prendendo ispirazione da un’antica canzone popolare abruzzese “Mara maje”, che significa “Amara me”. In ogni caso ho scritto la canzone prima della morte di Ciano. Potete controllare.»
«Un gatto, dite? Andate, ma ricordate che vi tengo d’occhio…»


Passò un anno, venne un nuovo successo. E Mario fu nuovamente convocato dal Censore.
«State esagerando! Intendevate forse voi offendere Sua Eccellenza Achille Starace con i vostri versi?”
«Non capisco…»
«Ascoltate: “Ma Pippo Pippo non lo sa / che quando passa, ride tutta la città”… Tutti pensano che si tratti di una presa in giro del Segretario del Partito Fascista!»
«Ma che dite? è una bonaria presa in giro di un amico, Pippo Barzizza.»
«Un amico, dite? Andate, ma ricordate che vi tengo d’occhio...»


Passarono un paio d’anni e un nuovo successo portò Mario di nuovo davanti al Censore.
«Ora basta! La cosa non può più essere tollerata! Questa volta avete mancato di rispetto a Lui!»
«Non capisco…»
«Non avete scritto voi queste parole: “Il tamburo principal della Banda d’Affori / che comanda cinquecentocinquanta pifferi”?»
«Certamente, ma…»
«E non sapete voi che i componenti della Camera dei Fasci sono esattamente 550? E se loro sono i pifferi, chi dobbiamo pensare che sia il tamburo che li comanda?»
«Ma io non sapevo nemmeno che fossero 550! Scrivo canzonette, mica mi occupo di politica. Ho scritto cinquecentocinquanta per un’esigenza metrica del testo.»
«Un’esigenza metrica del testo, dite? Andate, ma d’ora in poi dovrete sottopormi preventivamente i testi per l’autorizzazione. E ricordate che vi tengo d’occhio...»

Per fortuna poco dopo il regime crollò in una sola notte, anche se ci furono ancora lunghi mesi di guerra.

Nel dopoguerra le cose sembrarono andare meglio. La canzone Grazie dei fiori fu cantata a Sanremo da Nilla Pizzi e divenne una hit, seguita l’anno dopo da un altro straordinario successo, sempre interpretato dalla Pizzi: Papaveri e papere.

La censura non era più quella di una volta e Mario non fu convocato da nessuna parte. Ciononostante ci fu chi vide nei versi “Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, / e tu sei piccolina, e tu sei piccolina” un riferimento al piccolo, di statura, Amintore Fanfani, contrapposto agli alti papaveri della Democrazia Cristiana, la quale a sua volta s’impossessò dell’immagine dei papaveri, ritraendo in un manifesto elettorale una forbice democristiana nell’atto di tagliare, col voto, gli alti papaveri comunisti.

Forse per questo motivo il Mario, che per il fascismo era stato antifascista, cominciò a essere guardato con sospetto dai simpatizzanti del socialismo reale. Così Aveva una casetta piccolina in Canadà venne vista come inno di una piccolo borghese “adesione senza riserve ai principi dominanti: lavorare sodo senza discutere, tollerare illimitatamente il sopruso, e via di questo passo” come scrisse qualche critico di stretta osservanza.

Lui non se la prese, del resto riferiva divertito le sue disavventure con la censura pre bellica, e continuò a scrivere canzonette. Tra queste una per lo Zecchino d’Oro, Lettera a Pinocchio che arrivò seconda, ma divenne un grande successo nell'interpretazione che ne diede Johnny Dorelli e che fu interpretata anche da  Bing Crosby, che non fu l’unico dei grandi cantanti americani a dar voce ai suoi successi.

Il nostro, il cui nome per chi non l’ha capito era Mario Panzeri, diceva di non esser fatto per le medaglie. Una volta, invitato a Los Angeles per ritirare un premio, rinunciò all’ultimo minuto e se ne andò con la moglie sul Lago d’Orta, posto che diceva di avere sempre nel cuore, dove aveva una casetta con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà.

mercoledì 12 marzo 2014

La pietra misteriosa


Esiste un luogo, nel territorio un tempo noto come Castelli Cusiani, la cui memoria è associata a un crimine rimasto impunito. I protagonisti di questa storia, che per rispetto delle persone coinvolte e dei parenti ancora in vita non chiamerò coi loro veri nomi, si svolsero però molto tempo prima che il nome di Castelli Cusiani venisse adottato.

C’era dunque un giovane che aveva sedici anni e faceva l’apprendista da un sarto in un paese sulla collina. Tutte le mattine risaliva la strada e la discendeva la sera. Era una via nuova, costruita da pochi decenni per consentire il passaggio di carri e carrozze. 

Circa a metà si trovava una grande pietra, accanto a una piccola sorgente. I più anziani ricordavano che sull’altura soprastante esisteva un antico castello dei guelfi novaresi. Un giorno però erano giunti i loro nemici ghibellini che in tutto il contado andavano distruggendo le fortezze nemiche. Benché fosse costruito in cima a una roccia scoscesa il castello, non si sa se con l’inganno o il tradimento, fu preso. I suoi difensori, che si erano arresi con la promessa di aver salva la vita, furono passati a fil di spada e i loro corpi lasciati in pasto agli animali.

Una storia lugubre, che non poteva non richiamare altre ancora più inquietanti presenze. I vecchi infatti sussurravano che, nonostante l’edicola dedicata alla Madonna che vi era stata scavata, in alcune notti dell’anno attorno al masso, posto all’incrocio di tre strade, le streghe si radunassero per incontrare qualcuno di cui nessuno osava pronunciare il nome nemmeno in pieno giorno, figuriamoci quando le ombre del Monte Avigno cominciavano ad allungarsi sulla piana.

I giovani però non ascoltano mai i racconti dei vecchi, tanto più quando essi sono oscure parole intrise di superstizione. Così l’apprendista se ne tornava a casa tutte le sere con le mani in tasca fischiettando, senza temere nessuno in questo o nell’altro mondo. Così diceva, almeno.

Una sera però giunse a casa più tardi del solito e con il viso stravolto. Senza nemmeno cenare s’infilò nel letto. La mattina dopo non si alzò proprio, lamentando grandi dolori alla pancia. I suoi cominciarono a preoccuparsi, ma era gente povera e non avevano modo di pagare il dottore. Così le cose andarono sempre peggio. Arrivò la febbre e dal delirio in cui il ragazzo si dibatteva, cominciarono a emergere incerti frammenti di una possibile verità.

Un pezzo dopo l’altro, mettendo ordine tra parole sconnesse, grida e improvvisi silenzi, i suoi parenti ricostruirono l’accaduto.

Quella sera, tornando dal laboratorio, il giovane apprendista aveva visto una carrozza, ferma accanto al masso. Pensò che gli occupanti si fossero fermati per bere quell’acqua deliziosa e fece per andare oltre, ma si sentì chiamare. Vide un uomo molto elegante, con mantello, bastone e cilindro che gli sorrideva, offrendogli dei cioccolatini.

Nessuno aveva mai visto delle simili delizie da quelle parti. Come resistere a una simile offerta? Ma chi era quell'uomo misterioso? Cosa contenevano quei dolciumi? Quale era stata la contropartita per averli? Nessuno poté mai saperlo, perché il disgraziato giovane, tra atroci dolori, spirò portando con sé il suo segreto.

mercoledì 5 marzo 2014

Alla fiera del Libro per Ragazzi

Dal 24 al 27 marzo 2014 si svolgerà a Bologna la Fiera del Libro per Ragazzi. In quell'occasione i soci e scrittori dell'ICWA, Italian Children's Writer Association, hanno organizzato numerosi incontri gratuiti di promozione della letteratura giovanile, che ho il piacere di segnalarvi.

Mi farebbe piacere se chi avrà l'occasione di partecipare vorrà poi lasciare un commento su questo post.

25 marzo, martedì
11.15 Caffè degli Autori (nel passaggio tra il pad 29 e il 30)
Tavola rotonda: "La promozione del libro per ragazzi nella crisi globale "

Dalle 11.15 alle 12.00
Intervengono: 
Fanuel Hanan Diaz,  Venezuela, esperto lett. giovanile, membro  White Ravens e del Premio Andersen International

Dolores Manzano, Brasile, rappresentante Camera del libro Brasiliana

Ana Garralon, Spagna, esperta di lett. giovanile, giornalista e animatrice della lettura

Coordina:

Ermanno Detti, Italia, giornalista e scrittore, membro ICWA

25 marzo, martedì
Dalle 14.30 alle 16.30  Bottega Finzioni

Bologna, via delle Lame 114

riunione/incontro dei soci e degli interessati all'ICWA

segue rinfresco

26 marzo, mercoledì
Dalle 17 alle 18 Caffè degli Autori:  'Diversi o uguali? Specificità e convergenze nella narrazione dell'infanzia, tra Italia e Brasile'. Incontro tra scrittori italiani (ICWA ) e brasiliani

Intervengono:

per il Brasile

- Ilan Brenman, scrittore

- Angela Lago, scrittrice illustratrice e traduttrice

Per l’Italia

- Susanna Mattiangeli, scrittrice

- Pino Pace, scrittore

Coordina: Laura Walter

mercoledì 26 febbraio 2014

La catastrofe possibile

Tra tanti catastrofismi più o meno improbabili che circolano oggi, viene generalmente poco considerato uno dei principali agenti naturali che influiscono sul clima, il vulcanismo. Forse ciò accade perché su di esso i comportamenti umani non hanno alcuna influenza e pertanto non è possibile mobilitare le persone attraverso campagne di sensibilizzazione? 

In ogni caso c’è un bell’articolo online che spiega cosa accadde a metà del VI secolo d.C. 

Qui invece trovate una serie di racconti su ciò che successe in seguito a quella che finora è stata considerata la più grande eruzione della storia. Preistoria? Niente affatto, correva l’anno 1815… 

mercoledì 19 febbraio 2014

Di calamari giganti, bovini d’acqua e pesci primaverili



Ormai sul lago d’Orta non si parla d’altro. Negli uffici commerciali, nelle fabbriche di rubinetti, nelle aule scolastiche la domanda è una sola: “hai sentito del calamaro gigante?”
La questione è fresca, anzi freschissima, dal momento che il mostruoso animale sarebbe stato non solo pescato, ma poi rigettato nelle chiare, fresche e dolci acque del bacino cusiano. Come sempre succede in questi casi, fioriscono le ipotesi, i commenti e le prese di posizione, che vanno dall’incredulità (“ ma siamo sicuri??”) all’ironia (“possibile che non possa farmi una nuotata che arriva un rompiballe a guastarmi la mia mezz'ora di relax? colpa ne ho se sono un ragazzo tentacolare!!!”), all’indignazione. Perché c’è chi l’ha presa male, molto male, e insorge contro questo modo di promuovere il lago d’Orta spargendo “bufale pazzesche” (ed è il termine più riferibile).

mercoledì 12 febbraio 2014

All you need is love... and A6 Fanzine!


Cliccando sulla copertina potete scaricare il nuovo numero.

"We all live in a yellow submarine
Yellow submarine, yellow submarine!"

A6 Fanzine soprattutto vive!

Le due vulcaniche amiche romane, Isa e Sara, annunciano così l'uscita del nuovo numero, il trentesimo, di A6 Fanzine.

"Ebbene si, con questo numero festeggiamo assieme ai Beatles, una delle band mito del rock di tutti i tempi, il numero 30!

Un traguardo forse inaspettato anche per me ed Isa che, numero dopo numero, vediamo crescere A6 Fanzine, rinnovandosi, sia nei tratti fumettistici che nei contenuti, scandagliando con il nostro sottomarino il panorama della Nona Arte e della cultura underground, alla ricerca di nuovi talenti ed entusiasmanti storie da raccontarvi!

Naturale, quindi, per noi festeggiare con i Beatles e le loro canzoni.

Il trentesimo numero è dedicato alla loro musica: un inno colorato, vitale e sensazionale, mistico e sconvolgente, fantasioso e sognante, lisergico e romantico, rivoluzionario e futurista, ove gli artisti presenti in questo numero, ispirati dalle canzoni che da oltre quarant'anni sembrano essere la colonna sonora della nostra vita, tramutano le sensazioni in pensieri e disegni, tra amori, passioni, colpi di testa e follie, attuate in nome del sacro fuoco dell'arte!

La Beatlesmania non si è mai arrestata e anzi prosegue nel mietere proseliti in tutte le parti del mondo.

A6 Fanzine cerca, attraverso gli artisti ospitati in questo numero, di carpire quegli spunti emozionali scaturiti dalle note dei "Fab Four" di Liverpool, il quartetto che fa ancora sognare e scalpitare i cuori delle persone con i loro innumerevoli successi.

Dagli esordi scanzonati di "Please Please Me" e "A Hard Day's Night", per poi passare ad un sound più ricercato come in "Rubber Soul" e "Revolver", per poi esplodere nella psichedelia di "Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band", per proseguire infine su un percorso più maturo e consapevole con "Abbey Road" e "Let It Be", i Beatles sono e resteranno una delle band più amate ed imitate di sempre, camaleontici ma al contempo inconfondibili nel loro sound.

Un percorso che, in maniera ben più modesta s'intende, somiglia a quello della nostra cara fanzine, non trovate?

In attesa di vedere nascere delle nuove star del firmamento musicale, che possano vantare una fama come quella dei Beatles, vi invitiamo a leggere A6 Fanzine e a festeggiare con noi questo traguardo.

Molto presto festeggeremo tutti insieme per un evento che stiamo organizzando qui a Roma!"


Seguendo questo link trovate l'indice del numero trenta. Vi avverto che c'è anche un racconto dell'Errante, affettuosamente dedicato a tutti i fan dei Beatles.

mercoledì 5 febbraio 2014

Le luci del Filosofo


Molto tempo è passato da quando andai a trovare il Filosofo. Alcuni di voi probabilmente si chiederanno persino chi sia questo personaggio. Un mio amico, posso rispondervi, che ha una ben strana bottega ad Orta. O forse dovrei dire aveva una bottega, dal momento che l'ultima volta che vi sono entrato c'era una graziosa ragazza intenta a distribuire informazioni al suo posto.
Non dispero di incontrarlo nuovamente, ma nel frattempo voglio riproporvi un vecchio post legato a una festa appena conclusa, la Candelora.

Ringrazio per la foto "fuoco" l'amica Sara Di Carlo, del blog Metropolitain Girl che vi consiglio di leggere.

mercoledì 29 gennaio 2014

I giorni della merla


Gli ultimi di gennaio sono tradizionalmente considerati i più freddi dell'anno. Vero o no (quest'anno si direbbe di sì) c'è una storia che racconta l'origine dei "tre giorni della merla" come vengono chiamati. 

Se non la ricordate potete andare a rileggerla qui.

mercoledì 22 gennaio 2014

Un arco misterioso



Oggi vorrei provare un gioco con voi.
Quello che vedete è l’ingresso di un misterioso edificio: raccontate la storia che si nasconde dietro questo luogo.

mercoledì 15 gennaio 2014

Le ciotoline dell’arcobaleno


Secondo un’antica leggenda europea alla fine dell’arcobaleno è possibile trovare un tesoro. Nascosto dagli gnomi o da altre magiche creature poco importa. Ciò che importa è che si può trovare dell’oro e di ottima qualità. Talora in una pentola di terracotta dalla strana forma, altre volte semplicemente coperto dalla terra, in ogni caso monete d’oro che brillano e mostrano enigmatici segni magici a rilievo. 
E poiché queste strane monete gnomiche avevano una delle facce concave, erano chiamate “coppelle”, “ciotoline” o “scodelline dell'arcobaleno” (Regenbogenschüsselchen, in tedesco), in quanto si credeva che da esse si sprigionasse il ponte colorato.
La cosa sorprendente, infatti, è che queste ciotoline venivano realmente trovate dai contadini della Germania, dell’Austria e dell’Ungheria. Poiché molti di questi oggetti sono stati conservati è possibile dire qualcosa sulla loro origine.
Innanzitutto le misteriose iscrizioni che vi compaiono, per quanto composte in caratteri insoliti, sono perfettamente leggibili agli esperti. E non sto parlando di eccentrici cacciatori di gnomi, ma di normali archeologi (per quanto il termine “normale” possa applicarsi ad una creatura, donna o uomo che sia, che passa metà del suo tempo a fare buchi nel terreno e l’altra metà a consultare antichi testi).
Ebbene, queste monete d’oro riportano scritte e simboli del mondo celtico europeo e risalgono agli ultimi secoli del primo millennio avanti Cristo. Prima, comunque, che le quadrate legioni di Roma imponessero la propria moneta ai popoli dell’Europa. Il modello d’ispirazione erano le monete d’oro che circolavano nel mondo mediterraneo dopo le strabilianti conquiste di Alessandro Magno, il giovane re di Macedonia che a 33 anni era diventato padrone di un impero che andava dal mar Ionio all’Oceano Indiano. I motivi decorativi, per lo più astratti, e i nomi con cui erano coniate riflettevano però una cultura che all’epoca era in piena espansione.
Amanti dell’oro, oltre che del vino, i Celti coniarono moltissime di queste monete, anche se l’uso era quello di una società che apprezzava questi oggetti per il valore del metallo, non per quello convenzionale fissato dall’autorità (a differenza di ciò che facevano i Romani e noi ancora di più, evidentemente).
Piccoli e grandi tesori di queste monete furono sepolti in mezza Europa. Per sottrarli a eventuali nemici, ma anche come forme di accumulo in epoche in cui le banche non esistevano. Talora come tesori sacri votati agli dei. Eventi accidentali potevano impedirne il recupero o far decidere di occultarli per sempre.
Passarono i secoli e davanti agli occhi stupefatti dei contadini intenti a lavorare i campi cominciarono ad emergere, soprattutto dopo le piogge che dilavavano il suolo, monete che luccicavano al sole e facevano pensare che fossero esse la causa dell’arcobaleno. 
Talora alla prima moneta, grattando il terreno, seguiva una seconda, poi una terza e infine un intero vaso di terracotta pieno zeppo di monete d’oro. 
Motivo più che sufficiente, mi sembra chiaro, per inseguire la fine dell’arcobaleno.

mercoledì 8 gennaio 2014

Misteriosi avvistamenti astronomici



Nelle scorse ore sono state pubblicate su Facebook alcune foto che hanno messo in subbuglio la tranquillità invernale dei borghi attorno al lago d’Orta. Spettacolari aurore boreali e scenari da film di fantascienza sovrastano i quieti paesaggi cusiani.



Come se, a causa dell'enorme forza gravitazionale, la Via Lattea e la "vicina" galassia di Andromeda si fossero attratte e avvicinate preparandosi a un titanico scontro cosmico. 


Scenari che, in linea teorica, dovrebbero accadere tra una cinquantina di miliardi di anni, anno più, anno meno, ma che il mio amico Antonello è riuscito misteriosamente a inquadrare col suo obiettivo. 

Merito di photoshop e di una notevole inventiva o frutto di fortunati appostamenti e complici le dodici magiche notti  in cui tutto può accadere?


sabato 21 dicembre 2013

Impronte di drago sul lungolago di Arona



Sono comparse alcune impronte misteriose sulle spiaggette di Corso Europa, ad Arona, sul Lago Maggiore. A notarle sono stati alcuni passanti, attirati dall'abbaiare dei cani attorno alle pozzanghere di forma assai insolita.

Le impronte sembrano appartenere ad animali di grandi dimensioni, bipedi, con zampe a tre dita e dotate di lunghi artigli. Le tracce escono e rientrano dall'acqua e il tratto percorso a terra misura una dozzina di metri.

Tra gli esperti convenuti sul posto a studiare il fenomeno c'era anche la scrittrice e collezionista di leggende locali Francesca D'Amato. 
"Misure, forma dei polpastrelli, profondità degli artigli e disposizione delle dita sembrano confermare che si tratti di impronte di drago. I draghi italiani camminano su due zampe, non quattro come si vede nei film. Gli stemmi araldici medievali li rappresentano esattamente come li descrivo nel mio romanzo (Draghi randagi, Compagnia della Rocca Edizioni ndr), appena pubblicato."

Per ora non si sono registrati danni da parte dei draghi e D'Amato rassicura: "Se non ce ne sono stati fino a oggi è perché la dieta dei draghi italiani è fatta soprattutto di pesce e sono creature schive, vista la caccia che hanno subito nei secoli. Piuttosto è strano che siano in giro con questo freddo, dovrebbero essere in letargo in questa stagione. Forse qualcosa li ha disturbati."

Chiunque dovesse notare nuove impronte o tracce di drago, fuori dalle librerie, è pregato di segnalarlo al sito www.gnomi.org, dove è possibile consultare la mappa delle leggende italiane relative ai draghi e scoprire di cosa parla il romanzo "Draghi randagi - la grande fuga tra le Alpi".

mercoledì 18 dicembre 2013

Morto e mangiato

Il pallido scrittore di storie a tinte forti ha colpito ancora. Dopo aver coinvolto 365 scrittori per scrivere 365 storie cattive ha pensato ora di svegliare dal sonno eterno un manipolo di affamati morti viventi.

Per farlo, visto che gli zombie sono davvero affamati, si è avvalso della collaborazione di Chiara Poli, che “ha conosciuto Paolo Franchini qualche anno fa grazie a Blogger al forno, il progetto di cucina di Whirlpool che coinvolgeva 5 blogger italiani. La Poli è impazzita e si è trasformata in una cuoca provetta, posseduta dallo spirito di Suor Germana. Franchini ha cucinato delle pietanze molto noir, ma anche molto umoristiche, cercando a più riprese di esorcizzare la Poli, finora senza risultati soddisfacenti.”

Insieme a loro cento autori, che hanno prestato la loro penna virtuale per  scrivere cento storie che vedono protagonisti gli zombie. Perché proprio loro?

“Lo sfacelo dell’economia mondiale costringe gli esseri umani a tornare a pensare all’essenziale. Ovvero: cibo, un riparo per la propria famiglia e ciò che serve per tenerla al sicuro. Il segreto del successo degli zombie è tutto qui. Ci fanno affrontare la paura più grande, ci costringono a riflettere sull’unico appuntamento al quale nessuno di noi, prima o poi, potrà mancare e ci spingono a chiederci: come vogliamo viverlo il tempo che abbiamo a disposizione prima di quel momento? La vita è preziosa. Vivere intensamente, dando valore a ogni singolo giorno, è quanto di meglio possiamo fare. E quanto di più difficile.”

Il risultato è l’antologia “Morto e mangiato – Storie di zombie di AA. VV.”, disponibile in ebook presso i migliori store on line al prezzo di €.4,99 e in formato cartaceo ordinabile tramite il sito www.mortoemangiato.tk al prezzo di €.15,00.

Come per le storie cattive, anche in questo caso la finalità è buona: aiutare coi proventi dei libri A.I.S.EA Onlus e AST Onlus, due associazioni senza fini di lucro a supporto delle persone affette da due malattie rare, la Sindrome di Emiplegia Alternante e la Sclerosi Tuberosa, e delle loro famiglie.

Sul sito www.mortoemangiato.tk potete trovare ulteriori informazioni.

Dimenticavo di dire che tra gli autori ci sono anch’io, ma questa è senz’altro la cosa meno importante.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.