Pagine

domenica 23 novembre 2008

Breve storia elfica




«Ho cercato ovunque: nei boschi, lungo le sponde del lago, persino nelle grotte. Ho consultato i libri più antichi nelle migliori biblioteche, ma degli elfi non ho trovato traccia.»
Sono salito dalla Maga a chiedere consiglio e conforto. Ho promesso ad un’amica un racconto sugli elfi, ma la mia ricerca finora è stata vana.
«Non li troverai mai, se non li cerchi nel posto giusto.»
La Maga mi sorride, mentre versa una delle sue tisane in due tazze fumanti che ha disposto sul tavolo di noce. Il gatto, nero come la notte, si stiracchia sul divano, pregustando già i biscotti che arriveranno tra poco. E devo ammettere che questi incontri con la Maga sono molto piacevoli anche per me, che sono più goloso del gatto…
«Tra tutte le creature del Piccolo Popolo gli Elfi sono quelli che maggiormente evitano il contatto con gli uomini. Non hanno bisogno di noi e anzi la nostra presenza li infastidisce. Inoltre è praticamente impossibile sorprendere un elfo, quindi la possibilità di imbattersi in loro per caso è pari a zero. Eppure gli elfi ci sono e anzi, su queste montagne hanno uno degli ingressi al loro regno segreto.»
«Dici davvero?» domando incredulo. «Non ne ho mai sentito parlare…»
In fondo sono ancora scottato per la fotografia della fata che mi aveva dato la maga.
«Conosci i Monti della Luna?»
«Sì» rispondo. «Sono grandi formazioni di granito disgregato. Cumuli di sabbia bianchissima sopra Boleto che creano un panorama lunare. I geologi ritengono che si siano formati quando le rocce che oggi formano la rupe della Madonna del Sasso si trovavano sul fondo di un mare caldo, in un ambiente tropicale, dove c’erano atolli e barriere coralline…»
«Bravo, hai studiato. Meriti un premio.»
La maga mette sulla tavola una scatola di biscotti allo zenzero fatti in casa. Lo sa che adoro i biscotti allo zenzero…
«Quei sabbioni nascondono l’ingresso al Regno degli Elfi. Nel cuore della montagna, scavate nel granito più duro d’Europa, stanno le gallerie e le sale del regno sotterraneo. I cumuli di sabbia altro non sono se non il prodotto dell’azione degli Elfi, che a lungo scavarono la pietra, costruendo lì la loro fortezza. Non c’è modo di entrare lì dentro, se non si conosce la magia elfica che apre la porta.»
Un dubbio mi assale.
«Qualcuno ci ha tentato, forse. Le cave di pietra hanno intaccato la montagna mettendo a rischio la stessa stabilità del Santuario…»
«I cavatori hanno toccato solo la parte più esterna della montagna» la Maga scuote la testa «senza avvicinarsi mai alle sale degli elfi. Ed è stato un bene per loro. E se hanno incontrato qualche prodotto della magia elfica, lo hanno distrutto senza rendersi conto di cosa stavano facendo.»
Ripenso alla storia che mi raccontò tempo fa il vecchio scalpellino, a proposito di una torre di pietra emersa dalla montagna, e mi pare di vedere ancora lo stupore e la meraviglia che lessi nei suoi occhi quando ne parlava.


Questa storia è dedicata all'amica Silvia, la Mezzelfa.

6 commenti:

  1. Mmmm... davvero conosci una Mezzelfa??? Perdiana! E chi sarà mai...????!!!!

    Sai, io lo conosco il Regno degli Elfi... praticamente è... casa mia...

    ;-)

    E lo sai perché lo so???!!! Facile, sono un elfo... un piccolo, etereo e sfuggente elfo...

    Grazie del bellissimo racconto!!!

    ;-)

    RispondiElimina
  2. Si, sei proprio un elfo, Silvia.
    Grazie ancora!
    Ciao!

    RispondiElimina
  3. Wow, mio papà allora va per funghi nelle terre degli elfi o lì vicino!

    RispondiElimina
  4. chissà, tenar, magari a furia di cercare trova pure un elfo...
    ;)

    PS
    A me un'idea per sabato è venuta.

    RispondiElimina
  5. Che bello questo racconto, hai saputo ricreare benissimo l'atmosfera accogliente e allo stesso tempo misteriosa che si respira a casa di una maga. Complimenti!

    RispondiElimina

Lasciate una traccia del vostro passaggio, come un'onda sulle acque del Lago dei Misteri...