venerdì 27 novembre 2015

Tolkien, gli Inklings e Charles Williams


Alla fine degli anni Trenta un fatto nuovo venne a turbare la serenità degli incontri degli “Inklings”. C.S. Lewis incontrò e accolse entusiasticamente tra gli Inklings lo scrittore Charles Williams. Lewis lo trovava “assolutamente irresistibile” e amava i suoi libri, in cui abbondavano gli elementi fantastici innestati sulla realtà contemporanea. T.S. Eliot li definì “thriller soprannaturali o metafisici”. 

A Tolkien invece non piacevano le sue opere, che sentiva molto lontane dal proprio spirito, e talora sgradevoli. Williams, tra le altre cose, aveva posizioni religiose e filosofiche molto lontane da quelle del cattolico Tolkien. 

Faceva parte della Chiesa d’Inghilterra e scrisse numerose opere teologiche, ma era attratto anche dalla magia e dal satanismo. Aderì alla “Golden Dawn”, una setta esoterica di cui avevano fatto parte anche personaggi inquietanti, come il famigerato mago nero Aleister Crowley. 

La comparsa di Williams tra loro fu una delle cause a cui Tolkien attribuiva il raffreddamento dell’amicizia con C.S. Lewis.

mercoledì 25 novembre 2015

Accendiamo la memoria a Pogno



Accendiamo la memoria è un progetto di valorizzazione dell'immenso patrimonio iconografico del lago d'Orta e del Novarese, che ha visto l'adesione di numerosi soggetti pubblici e privati.

Venerdì 27 saremo a Pogno a vedere immagini inedite e raccontare alcuni aneddoti sulla storia del paese, sui suoi misteri e leggende.


mercoledì 18 novembre 2015

Un antico portale medievale a Orta



Camminando per le vie di Orta (e vi suggerisco di farlo in questo periodo quando c'è meno gente e si può visitare il paese più tranquillamente) è bene guardarsi sempre attentamente attorno.

Di tanto in tanto dai muri emergono tracce di un antico passato. Come questo portale, che riporta una data, 1483, e una scritta sotto l'immagine di un volto, forse persino più antica. I segni di cunei sulla sinistra danno infatti l'idea che il manufatto sia un reimpiego, probabilmente posizionato come architrave in una porta costruita nell'anno 1483.

Il campionario delle incisioni medievali ortesi è ampio e comprende svariati simboli, dall'Albero della Vita a figure animali. Come un lupo/cane presente in un altro portale non distante da quello qui sopra fotografato.

In genere si ritiene che avessero la funzione di proteggere le abitazioni dagli influssi malefici di ogni genere, dalle malattie alla cattiva sorte, e discendono da una tradizione antichissima presente già nel mondo classico.





mercoledì 11 novembre 2015

Sherlock Holmes sul lago d'Orta



Lo sapevate che nei suoi vagabondaggi per l'Europa il celeberrimo detective inglese Sherlock Holmes fu anche sul lago d'Orta? 

E che, ospite del figlio del Principe di Sirdhanah che aveva dimora ad Ameno, si trovò ad indagare sulla scomparsa di un'altrettanto famosa (per lo meno qui da noi) mummia?

Cliccate qui per saperne di più!


mercoledì 4 novembre 2015

Ricordando la Grande Guerra

Il monumento ai caduti ad Alzo di Pella


Oggi si ricorda la fine di un tragico conflitto. Un'immane tragedia che ebbe costi umani ed economici altissimi e creò le premesse di una seconda devastante guerra.


domenica 1 novembre 2015

Il gastaldo. Capitolo 1.3

Teodolinda sposa Autari (Duomo di Monza)

«Aribert, figlio di Liutprand.»
Fu annunciato mentre entrava nella sala delle udienze, dove sedevano Agilulf e la regina Teodelind circondati dai dignitari e dalle guardie che vigilavano in armi sulla sicurezza del re. Aribert aveva già visto Agilulf in occasione del gairethinx* convocato a Mediolanum a maggio. In quel giorno l’assemblea aveva sancito l’elezione del re. Si trattava di una mera formalità, naturalmente, perché le modalità con cui Agilulf era salito al trono erano già leggendarie nelle piazze e nei villaggi. 
Alcuni anni prima la regina madre dei Franchi, Brunechild, si era opposta al matrimonio tra la figlia Clodosvinta ed Autaris, dal momento che una cattolica non doveva, a suo giudizio, sposare un ariano. A quel punto Autaris aveva combinato il matrimonio con la figlia del re dei Bavari, Teodelind, discendente per parte di madre dalla stirpe reale dei Letingi, che molti re aveva dato ai Longobardi, tra cui il nonno Wacon che aveva regnato con giustizia per trenta anni.
Nonostante fosse cattolica, cosa che a molti Longobardi poteva dare fastidio, il fascino e l’intelligenza della giovane regina le avevano conquistato immediatamente un largo consenso, al punto che, dopo la morte di Autaris, i duchi avevano concesso che fosse la Teodelind a scegliere il successore.
Dopo essersi consultata con i ministri, la regina aveva mandato a chiamare Agilulf, il duca di Torino, appartenente alla stirpe degli Anwas, e l’aveva accolto nel castello di Laumellum. Quando il duca era entrato, la regina si era fatta portare una coppa di vino, aveva bevuto ed offerto il rimanente all’uomo. Questi, nel prendere la coppa le aveva baciato la mano in segno di rispetto.
«Perché mi baciate la mano?» aveva chiesto la regina arrossendo «quando potreste baciarmi sulla bocca?».
Con quelle parole Agilulf, che molti consideravano uomo coraggioso, valoroso in guerra e adatto al governo del regno sia per bellezza che per intelligenza, era stato indicato come marito e re. Le aspettative non erano state deluse. Agilulf aveva concluso le trattative di pace coi Franchi, liberando da quel flagello il paese e restituendogli un po’ di tranquillità. Ora, seduto sul trono, il re fissava il guerriero con sguardo ceruleo come volesse soppesarne l’animo. 
«Aribert, figlio di Liutprand» cominciò. «Mi hanno parlato bene di te. Durante la guerra coi Franchi ti sei distinto, combattendo valorosamente per la difesa di Seprium. Mi dicono però anche che sai comandare gli uomini e per questo ti ho mandato a chiamare. Il gastaldo di Plumbia è morto. Un incidente di caccia, mi hanno riferito.»
Il re aveva calcato le ultime parole, come se non credesse a quella versione. Aribert conosceva Gisulf, che aveva incontrato cinque anni prima, durante l’attacco all’isola fortificata di Comum, l’ultimo baluardo dell’Impero ai piedi delle Alpi. Aribert era ancora un giovane guerriero, ma ricordava bene quanto Gisulf fosse stimato da re Autaris. No, era davvero difficile pensare che un guerriero esperto come lui potesse rimanere ucciso in una banale battuta di caccia, benché un incidente fosse sempre possibile, naturalmente.
«Un re, più degli altri, ha bisogno di uomini fidati» riprese gravemente Agilulf. «Uomini come te, Aribert. Inginocchiati.»
«Ai vostri ordini» disse Aribert piegandosi. 
Il re estrasse la spada, protendendola sopra le spalle del guerriero.
«Ti nomino gastaldo di Plumbia» gli toccò le spalle con la lama «con il compito di amministrare le terre regie. Partirai domani e potrai scegliere gli uomini che ti aiuteranno nel tuo compito. Questa sera, però, sarai nostro ospite a cena.»



Note
*Gairethinx: nel diritto longobardo indicava l'assemblea del popolo in armi, in cui l’approvazione delle leggi o delle altre deliberazioni era espressa battendo le lance sugli scudi.




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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.