martedì 28 febbraio 2012

Questo può essere il paradiso o l’inferno




È un’autostrada nel deserto, quella su cui corre il viaggiatore, stanco per la notte che pesa su di lui e sul deserto circostante. Le luci di un albergo lo invitano a fermarsi per la notte. Una donna lo accoglie sulla porta e lui comprende che quel posto può essere il paradiso, o l’inferno.
E in quel luogo adorabile il viaggiatore incontra man mano particolari inquietanti, fino a scoprire che nella stanza del Padrone i prigionieri dell’albergo si sono radunati per la festa, ma nonostante il loro pugnali d’acciaio non sono in grado di uccidere la Bestia. E allora fugge, ma alla reception gli dicono che può lasciare in ogni momento la stanza, ma che non si può lasciare l’Hotel California.

È la trama della canzone più nota ed enigmatica del gruppo americano “The Eagles”, uno dei più influenti degli anni Settanta assieme a band come i Pink Floyd, i Led Zeppelin e i Queen. Costituitisi nel 1971, gli Eagles sono ancora in attività, con sonorità che spaziano dal country americano all’hard rock.
Il loro album di maggior successo resta in ogni caso proprio “Hotel California”, del 1977, con quattro hits di successo (“New Kid in Town”, “Life in the Fast Lane”, “The Last Resort” e la title track “Hotel California”).

Il testo della canzone, pervaso da un’atmosfera misteriosa e inquietante, ha sollevato numerosi interrogativi portando ad ipotesi estreme sulla natura di questo hotel. Per alcuni si tratterebbe di un manicomio, per altri di un albergo realmente esistente nel deserto, occupato da cannibali. Altri hanno evidenziato riferimenti a rituali demoniaci.
La seconda ipotesi si collegherebbe all’oscura fama della città di San Francisco, che con Londra e Torino sarebbe uno dei vertici del cosiddetto triangolo della magia nera. E del resto, in quegli anni abbondavano i santoni devoti al diavolo, a partire dal famigerato Charles Manson e la sua setta.

C’è da dire però che la band ha sempre respinto queste interpretazioni. E poiché in quegli anni i suoi componenti avevano vari problemi con l’abuso di stupefacenti “Hotel California” è piuttosto una metafora della trappola costituita da queste sostanza a cui facilmente si arriva, “per ricordare o per dimenticare”, ma da cui è difficilissimo allontanarsi.
Il testo vuole anche essere un’allegoria negativa del mito californiano del successo nel dorato mondo dello spettacolo, in particolare di quello musicale. L’apparentemente minaccioso riferimento ai coltelli d’acciaio sarebbe invece uno scherzoso omaggio alla band degli Steely Dan che a loro volta avevano citato gli Eagles in un loro brano.

Eagles – Hotel California

domenica 26 febbraio 2012

Un generale in paradiso



Questa storia potrebbe iniziare così: “Era una notte buia e tempestosa…” ma non si tratta dell’inizio del romanzo (incompiuto) di quel cane scrittore che è l’adorabile Snoopy dei Peanuts. Questa infatti è una storia vera, che vede coinvolti un generale, una contessa e un paradiso in terra.
Era una sera piovosa del giugno 1821 e un viaggiatore che da Torino andava alle Isole Borromee, giunto a Borgomanero, invece di proseguire verso Arona ordinò al cocchiere di puntare sul Lago d’Orta.

Dentro la carrozza che risaliva la strada tortuosa che conduceva ad Ameno, sballottato ad ogni tornante di quella strada fangosa, sedeva un uomo che guardava fuori e vedeva solo notte e nebbia. Di tanto in tanto intravedeva la sagoma scura della Torre di Buccione con le sue mura merlate. E la sua mente si accendeva di fantasiose visioni di armati di guardia sugli spalti.

Motivazione ufficiale del cambio di rotta era il desiderio di percorrere una strada diversa, come scrisse nelle sue memorie, attraversando il lago d’Orta in barca per raggiungere Omegna e di qui Baveno. Il viaggiatore però non era un personaggio qualunque e la sua decisione nascondeva un secondo fine.

L’uomo era il Barone austriaco Ludwig Von Welden, che pochi mesi prima aveva diretto la repressione contro i patrioti piemontesi. E la sua deviazione aveva a che fare con una persona conosciuta a Torino in quella occasione.

Era la nobildonna Teresa Sopransi vedova del conte Ignazio Agazzini. I due si erano incontrati a Torino e Welden aveva accettato l’invito della poco più giovane vedova di passare a trovarla, casomai fosse capitato sul Lago d’Orta.

Quello che il colonnello Welden non sapeva era che quella visita l’avrebbe colpito profondamente. La mattina successiva, aprendo la finestra della sua camera, vide davanti a sé l’imponente sagoma del Monte Rosa stagliarsi su quell’angolo di paradiso che era il lago d’Orta. E ne fu folgorato. Pochi mesi dopo scalò per primo la punta Ludovica, dandole questo nome.

Il colonnello non sapeva, forse, che la contessa faceva parte di una società segreta, il ramo femminile della Carboneria, le cui aderenti si facevano chiamare “giardiniere” e giravano con un pugnale sotto la gonna infilato nella giarrettiera. La contessa, inoltre, era l’amante di Confalonieri, uno dei capi dei cospiratori lombardi che aspiravano a liberare la loro Patria dagli austriaci.

L’anno successivo Teresa fu convocata dalla polizia austriaca. Mentre lei respingeva ogni accusa scagionando il Confalonieri, quest’ultimo fu meno abile e finì con il metterla in una situazione difficile e molto pericolosa.

Il giudice, però, dopo poche domande la liberò. E c’è chi dice che a mettere una buona parola per lei fu proprio il Welden, che tre anni dopo si dimise dall’esercito per un periodo di riposo in cui sbocciò come una rosa il tenero e passionale amore per la bella “giardiniera” italiana, che sposò a Trieste nel 1829. Un amore intenso, ma sfortunato perché Teresa morì due anni dopo.

sabato 25 febbraio 2012

Una paradisiaca Bottega del mistero



Nella puntata di sabato 25 febbraio, sul tema PARADISO parleremo di montagne incantate che sorgono da scenari paradisiaci, di generali scalatori e di giardiniere pericolose per il cuore. Nella seconda parte vi porteremo in un hotel in cui è facilissimo entrare. Un po’ meno uscirne…

La bottega del mistero è una rubrica all’interno del programma Siamo in Onda  su Puntoradio  in cui si parla di storie del territorio (nella prima parte) e della misteriosa storia che si trova talora dietro una canzone nella seconda.

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Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

La foto è una cortesia di ELE.

giovedì 23 febbraio 2012

Il Paradiso a Siamo in Onda



Se il Paradiso in origine era un giardino, rappresentarlo con l’immagine di una bella mela è un’idea originale. Almeno quanto il biblico peccato che vi si consumò…


C’è però solo un programma che può farvi sentire in paradiso offrendovi buona musica, simpatia e divertimento: è Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio, che sabato 25 febbraio avrà come tema della serata proprio PARADISO.


Come tradizione c’è anche un quesito posto agli ascoltatori:


Che cosa ti fa sentire in paradiso?

martedì 21 febbraio 2012

Sincronicità

Era il 1983 e il gruppo inglese The Police, ormai sull’orlo della rottura dopo sei anni insieme, pubblicava il suo ultimo album. Dal pubblico e dalla critica è considerato il migliore, con brani di grande successo come “Every Breath You Take”, “King of Pain”, “Wrapped Around Your Finger” e “Tea in the Sahara”, giusto per citarne alcuni.Il titolo dell’album, “Sincronicity”, si deve all’influenza esercitata soprattutto sul leader della band, Sting (autore di 9 degli 11 brani), da una teoria formulata dallo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung (nella foto). Quella della sincronicità, appunto, che nasce dall’incontro tra fisica e psicanalisi, ma affonda le sue radici remote nientemeno che nell’alchimia.
Inizialmente allievo di Freud, Jung aveva preso le distanze dal maestro nel 1912 fino alla rottura definitiva, sviluppando una diversa scuola di pensiero. Negli anni Trenta Jung incontrò lo scienziato austriaco Wolfgang Pauli, che nel 1945 avrebbe vinto il premio Nobel per la fisica. Dapprima suo paziente, Pauli divenne suo amico e collaboratore, consapevoli entrambi del fatto che “Pauli non capiva niente di psicologia e Jung non capiva nulla di fisica”.Poiché entrambi avevano studiato l’antica scienza dell’Alchimia concentrarono le loro ricerche sul “quarto escluso” della fisica moderna. Così integrarono la triade Tempo, Spazio e Causalità con un quarto elemento, la Sincronicità. Questa differisce dal sincronismo (ad esempio due orologi che segnano la stessa ora) in quanto sembra assumere un valore di precognizione. Come ad esempio pensare ad una persona e ricevere poco dopo una sua telefonata.
La teoria della sincronicità è per certi versi eretica rispetto alla scienza ed è considerata da molti una pseudoscienza. Eppure è stato constatato più volte uno strano fenomeno, che dal fisico austriaco prende il nome di “effetto Pauli”.Poiché i fisici si dividono tra “teorici” e “sperimentali” si dice che la semplice  presenza di un fisico teorico nei pressi di un laboratorio dove si svolgono esperimenti abbia effetti disastrosi sulle apparecchiature e talora sull’incolumità stessa delle persone. Una volta Pauli riuscì a provocare il malfunzionamento di un apparecchio scientifico semplicemente scendendo dal treno nella stessa città il tempo necessario a prendere la coincidenza.
L’album Sincronicity si ispira a questa teoria e include due brani con lo stesso titolo (“Sincronicity 1” e “Sincronicity 2”).Nel primo si descrive il fenomeno con alcuni esempi, nel secondo si narrano due storie parallele. La vita di un grigio impiegato da un lato e il risvegliarsi in un lago scozzese, di una misteriosa creatura.
 

domenica 19 febbraio 2012

Una collezione e i misteri dell'arte contemporanea


Nel 1917 un artista decise di partecipare con una propria opera a una mostra organizzata a New York dalla “Società per gli artisti indipendenti”. Le diede il nome di “Fontana” e la firmò “R. Mutt”. L’opera, un orinatoio rovesciato, venne considerato una provocazione inaccettabile e rifiutato dalla società organizzatrice. Ma venne esposto ugualmente dall’autore, tra le polemiche.
Intervenne allora l’artista francese Marcel Duchamp che difese l’opera, sostenendo che non aveva alcuna importanza il fatto che il signor Mutt l’avesse o meno realizzata con le sue mani. L’artista aveva reinventato l’oggetto capovolgendolo e dandogli un nome.

L’opera andò persa quando la mostra fu smantellata e due facchini buttarono nell’immondizia quello che per loro era un semplice orinatoio, ma quella che poteva sembrare una semplice provocazione diventò un caso, quando si scoprì che il signor “R. Mutt” era in realtà lo stesso Duchamp.
Se consideriamo che lo pseudonimo scelto da Duchamp, cultore di simboli alchemici, evoca la parola tedesca “mutter” (madre) e che l’oggetto esposto rovesciato ha la forma di un utero, si comprende come la sua “Fontana” fosse carica di significati. Un’opera della serie “ready made”, con cui aveva inventato l’arte concettuale contemporanea.

L’arte del Novecento è stata percorsa da numerose altre sperimentazioni artistiche che superano l’idea di arte accademica. Carriere artistiche, turbinose, provocatorie, spesso sofferte. Percorsi di ricerca che sorprendentemente trovano un punto di incontro sul lago d’Orta, nella casa studio di un pittore che a Vacciago di Ameno ha trovato il suo rifugio.
È Antonio Calderara (1903-1978) che abbandona l’arte figurativa dopo un grave lutto, la morte della figlia Gabriella a soli 10 anni, per abbracciare una nuova strada di ricerca che ha il suo interesse nella luce “che tutto invade, che tutto distrugge per essere lei sola protagonista.”

È una ricerca spirituale che lo porta ad inseguire sulle tele la sua idea di infinito. Un lavoro incompreso dai più che sembra condannarlo alla solitudine. Poco alla volta, però, alcuni amici cominciano ad accostarsi. Sono artisti che a loro volta seguono percorsi sperimentali, di avanguardia.
L’artista decide così di trasformare la sua casa studio di Vacciago in una Collezione di Arte Contemporanea, ambientandovi non solo le sue opere, ma anche quelle di altri 133 artisti, come Fontana, Manzoni, Pomodoro, Azuma per citarne solo alcuni. Calderara si spegne nel 1978, felice di dire di aver  vissuto di pittura. E lasciando a noi una straordinaria testimonianza delle principali correnti dell’arte contemporanea del Novecento.

sabato 18 febbraio 2012

Nella Bottega del mistero siamo contemporanei, anzi sincronici




Nella puntata di sabato 18 febbraio, sul tema contemporaneamente parleremo di arte contemporanea, e di misteriose teorie nate dall’incrocio alchemico di fisica e psicanalisi.


La bottega del mistero è una rubrica all’interno del programma Siamo in Onda su Puntoradio www.puntoradio.net in cui si parla di storie del territorio (nella prima parte) e della misteriosa storia che si trova talora dietro una canzone nella seconda.

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Buon Ascolto...
(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)


La foto è una cortesia di ELE.

giovedì 16 febbraio 2012

Contemporaneamente a Siamo in Onda!




Vi sono persone in grado di fare più cose contemporaneamente. Se fossero dei computer diremmo che sono multitasking.
Ve ne sono altre in grado di eseguire una sola operazione alla volta.  Se fossero dei computer, in questo caso, diremmo che sono monotasking.

Le donne dicono che gli uomini sarebbero monotasking, mentre loro (le donne) sono multitasking.

Gli uomini pensano (ma sempre più raramente osano dirlo) che effettivamente loro (le donne) siano capaci di fare molte altre cose, mentre stanno guidando…

C’è però solo un programma che contemporaneamente vi offre buona musica, simpatia e divertimento: è Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio, pieno di che sabato 11 febbraio avrà come tema della serata proprio CONTEMPORANEAMENTE.


Come tradizione c’è anche un quesito posto agli ascoltatori:


Cosa riesci a fare contemporaneamente e con successo?


Ditelo  inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.


Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it



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Vi state chiedendo cosa c’entri tutto questo con il coltello della foto (come sempre una cortesia di
Ele)?
È perché “contemporaneamente” può voler dire altre cose.
Che scoprirete ascoltando la Bottega del Mistero, a Siamo in Onda, sabato sera.

www.illagodeimisteri.it

martedì 14 febbraio 2012

Il lato oscuro della Luna



Nel 1938 a Basilea, Albert Hofmann, sintetizzò dall'acido lisergico estratto dall'ergot, un fungo parassita della segale, una sostanza chiamata LSD.
Il fungo era conosciuto dall’antichità per la sua pericolosità, in quanto responsabile di stati di allucinazione e alterazione della percezione. Si ritiene tra l’altro che esso sia alla base di alcuni racconti di voli notturni delle streghe.

Negli anni Cinquanta l'LSD venne liberamente sperimentato e divenne popolare anche per la pubblicità che diedero a questa sostanza molti intellettuali, dando vita ad una “cultura psichedelica” basata sull’alterazione ed espansione delle percezioni mediante l’uso di questa sostanza.
Nel 1967 l'LSD venne bandito in tutto il mondo per la sua pericolosità, entrando peraltro nel giro del mercato nero. Nel frattempo si contavano le vittime degli anni di libero uso.

Nel pieno della cultura psichedelica, nel 1965, nasceva una band inglese destinata, attraverso una lunghissima carriera, a diventare una delle formazioni più importanti della storia della musica.
Space rock e rock psichedelico sono gli ingredienti base dei primi anni di carriera dei Pink Floyd, una formazione costituita dal bassista George Roger Waters, dal batterista Nick Mason, dal tastierista Rick Wright e dal cantante e chitarrista Syd Barrett, che diede il nome alla band.

È “l’era del diamante pazzo”, dominata dalla personalità di Syd Barrett, purtroppo sempre più instabile anche a causa dell’uso di LSD e altre droghe. Dopo il crollo psicologico di Barret, nel 1968, è David Gilmour a sostituirlo. I Pink Floyd profondamente colpiti, dedicheranno a Barret nel 1975 l’album “Wish you were here”, che si apre con “Shine On You Crazy Diamond”.

Con l’arrivo di Gilmour i Pink Floyd abbandonano il rock psichedelico per il progressive. Una nuova fase che culminerà con la pubblicazione di un album destinato a passare alla storia (per inciso il tecnico del suono era il geniale Alan Parson).
Nel 1973 esce un concept album sulla cui copertina c’è un prisma che scinde un raggio di luce. È “The dark side of the moon” un album tra i più venduti di tutti i tempi, con 10 singoli anch’essi hit di straordinario successo. Il riferimento è alla faccia della Luna che dalla Terra non è mai visibile. Ma il significato va oltre. Chiunque ha una parte nascosta agli altri e anche a se stesso. È la parte oscura.

L’album si conclude con un brano, in cui la voce di Roger Waters enumera tutte le cose che stanno sotto il sole, in armonia. Ma tutte queste possono essere eclissate, improvvisamente, dall’ombra della luna.

Alla fine della canzone, che un battito cardiaco ricollega idealmente al primo brano dell’album, si sentono alcune misteriose parole. È la voce del portiere dei mitici studi di Abbey road, che ammonisce: “In realtà non c'è nessun lato oscuro della luna. Di fatto è tutta scura. L'unica cosa che la fa sembrare luminosa è il sole.”


Pink Floyd, Eclipse

domenica 12 febbraio 2012

La luna e le sue leggende



La luna fu dall’antichità un comodo calendario per gli uomini, che vagavano senza fissa dimora sulla superficie della terra. Le sue fasi ben riconoscibili consentivano di dividere il tempo in cicli costanti. Non c’è da stupirsi pertanto che la Luna compaia nei miti e nelle leggende di tutti i popoli.
In particolare la Luna compare nel mito della Triplice Dea, che è una e trina, e corrisponde alle fasi della luna crescente, piena e calante. Secondo lo studioso Robert Graves «la Luna nuova è la dea bianca della nascita e della crescita; la Luna piena, la dea rossa dell'amore e della battaglia; la Luna calante, la dea nera della morte.». Le tre sono descritte anche sotto forma di una Giovane seducente, una Madre accogliente e una Vecchia sapiente.

Vi sono poi molte credenze popolari riguardo alla luna, ad esempio rispetto al momento in cui tagliare la legna o i capelli. Così, si dice che i capelli tagliati in luna crescente crescano più belli, più forti e più sani.
La saggezza contadina insegna che la semina e il trapianto dei fiori vanno eseguiti con la luna crescente, così come la messa a dimora di siepi e arbusti. Con la luna calante vanno invece effettuate le potature delle siepi.

Brillando nell’oscurità di una luce incerta, la Luna era considerata però protettrice di entità misteriose, spesso pericolose, da cui stare alla larga. Si credeva ad esempio che nelle notti di luna piena alcuni uomini potessero trasformarsi in Licantropi.
Nelle notti senza luna, invece, da un uovo deposto da un vecchio gallo di sette anni su un mucchio di letame e covato da un rospo poteva strisciare fuori il Basilisco, che poteva ucciderti semplicemente fissandoti negli occhi.

Vi è anche una leggenda curiosa che riguarda la luna e il paese di Montebuglio, una frazione di Casale Corte Cerro. Esso si trova proprio di fronte al Mergozzolo, montagna da cui sorge le Luna. Una sera, all’osteria del paese qualcuno disse che con un po’ di accortezza la si sarebbe potuta prendere mentre spuntava dal monte.
La sera successiva partirono di buon’ora, armati di scale, uncini e corde. Discesero nella valle, attraversarono la Strona e risalirono col passo veloce dei montanari il Mergozzolo. Col fiato in gola arrivarono sulla cima… giusto per vedere che la luna era già alta in cielo. E dando la colpa alle loro scale, troppo corte, se ne tornarono scornati a casa a Montebuglio.

sabato 11 febbraio 2012

Nella Bottega del mistero vi diamo anche la Luna




Nella puntata di sabato 11 febbraio, sul tema LUNA, parleremo di dee lunari, di come si cattura la luna e della metà oscura del nostro satellite.

giovedì 9 febbraio 2012

A Siamo in Onda s'insegue la Luna!

“Luna tu parli solamente a chi e' innamorato   
chissà quante canzoni ti hanno già dedicato”

Gianni Togni, Luna.

Mutevole come la luna si dice di certe persone, specie quando hanno la luna di traverso. E del resto è difficile conoscerle veramente perché ogni luna ha una metà oscura che non possiamo vedere…


C’è però solo un programma che come la luna illumina la notte radiofonica del sabato: è Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio, pieno di buona musica, simpatia e divertimento che sabato 11 febbraio avrà come tema della serata proprio la LUNA.

Come tradizione c’è anche un quesito posto agli ascoltatori:


Che succede quando hai la luna per traverso?



Ditelo  inviando un sms oppure scrivetelo su questo blog o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.


Potrete trovare le foto della serata su Facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it



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La foto è una cortesia di
Ele

giovedì 2 febbraio 2012

Edizione straordinaria!



Questo sabato sera Siamo in Onda, il talk show di Puntoradio, non verrà trasmesso a causa della concomitante diretta del Carnevale di Borgosesia.Quest’ultima avrebbe dovuto essere trasmessa venerdì sera ma è stata spostata, per cause di forza maggiore, proprio al sabato.
E poiché anche la Bottega del Mistero resterà chiusa per osservare la festività carnevalesca, ne approfitto per dirvi una cosa a proposito del Carnevale di Borgosesia. Vi ricordo che dopo il Carnevale viene… il Mercu scurot! 
Non sapete cosa sia? Andate a rileggere questo post!
Poiché il tema della serata sarebbe stato TITOLI, vi lascio comunque la foto, opera come sempre dell’amica ELE.

mercoledì 1 febbraio 2012

I giorni della Merla


L'ondata di freddo polare che in questi giorni si sta abbattendo sull'Italia, proprio quando ormai c'illudevamo di essere fuori dall'inverno, ci richiama l'antica saggezza popolare che aveva situato a fine gennaio i famigerati "giorni della merla".

Se non ricordate la storia vi rimando a questo post. Io nel frattempo tiro fuori le renne...

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.