venerdì 26 novembre 2010

I nodi della memoria di Siamo in Onda


C’era una volta nella città di Gordio, un nodo avvolto dalla leggenda. Era intricato in modo così complesso che si diceva che chi fosse riuscito a scioglierlo avrebbe conquistato l’Asia. Molti saggi si cimentarono nell’impresa, ma fallirono. Poi giunse un giovane e ambizioso re. Essendo anch’egli sul punto di fallire mise mano alla spada e tagliò in due il nodo sciogliendolo. Di lì a poco, Alessandro Re di Macedonia avrebbe conquistato l’Asia.

Sabato andrà in onda una nuova puntata, la 7°, di Siamo in Onda il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio.
In studio un nuovo amico, Lorenzo Bertocchini, bravissimo cantautore varesino.
Il tema della puntata è Nodi e la domanda è:
C'è qualche nodo al fazzoletto che non avete mai slegato?

Se vi ricordate quale ditelo inviando un sms oppure scrivetelo in bacheca o via mail. Le rispote più belle saranno lette in trasmissione.
Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog all'indirizzo www.siamoinonda.it

Per ascoltare Siamo in Onda:
- FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
- FM 93.5 - 96.00 da Borgosesia e Valsesia
- INTERNET in streaming su www.puntoradio.net

Per intervenire in DIRETTA:
- via email: diretta@puntoradio.net - redazione@siamoinonda.it
- via SMS:.389 96 96 960

Buon Ascolto...

(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)

martedì 23 novembre 2010

Un villaggio elfico a Bolzano Novarese

Immaginate di andare un giorno, diciamo domenica prossima, a Bolzano Novarese. In questo simpatico paese – che porta il nome della più nota località altoatesina ma che sorge invece poco distante dalla riva del Lago d’Orta, nel Novarese – potreste scoprire cose che raramente avete visto.
Inoltrandovi tra le cento bancarelle che dall’alba fino al tramonto riempiranno come d’incanto le vie del centro storico, potreste imbattervi infatti, nientemeno che in un villaggio elfico!
Avete capito bene, bambini, proprio un villaggio elfico!
«E come è fatto di grazia» mi chiederete «un villaggio elfico?»
«Santi numi, bambini» vi risponderò «come si può descrivere un villaggio elfico a chi non l’ha mai visto? Se volete saperlo dovrete proprio recarvi a Bolzano Novarese domenica 28 novembre 2010 e cercare tra le cento bancarelle il villaggio popolato dai simpatici elfi. Ma dovrete coprirvi bene, perché un’ondata di freddo si abbatterà sull’Italia in quei giorni, per mettere alla prova la vostra costanza. Solo i più coraggiosi e i più audaci riusciranno a vederlo!»
Così vi direi, cari bambini, grandi e piccini, se mi chiedeste come è fatto un villaggio elfico. E siccome lo spirito del Natale si avvicina voglio essere buono. Se desiderate saperne di più di questo villaggio elfico che si materializzerà d’incanto solo in questa specialissima domenica, potete contattare la Pro loco “Bolzano Insieme”  di Bolzano Novarese al numero 348.0480680

sabato 20 novembre 2010

Le radici di Siamo in Onda

 
La sesta puntata di Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio vedrà la partecipazione di due gruppi esordienti ai nostri microfoni. Saranno con noi i "The Kor" e i "Black Roses".
La parola chiave della serata sarà RADICI.
Lo staff vi propone un gioco: proviamo a scoprire le nostre radici e immaginare chi eravamo in una vita precedente.
Raccontateci il vostro "ipotetico passato" inviandoci un sms oppure scrivetelo su Facebook o via mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog all'indirizzo www.siamoinonda.it

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martedì 16 novembre 2010

Dove trovare l’Arabica Fenice


In molti mi hanno chiesto dove sia possibile trovare l’Arabica Fenice. Devo dirvi che, a imitazione del mitologico uccello, non è facile avvistare copie cartacee della rivista. I pochi possessori le conservano gelosamente e quelle rare copie che vengono liberate normalmente trovano immediatamente un nido nella libreria di qualche appassionato.


Ricordo che ad oggi sono usciti i seguenti numeri:

1 – Caffè e libertà.
2 – Moda e morte.


Se lo desiderate potete lasciare le vostre opinioni sulla rivista anche su questo blog.

La suggestiva immagine di apertura è tratta da Arabica Fenice n. 2 -  Moda e Morte

domenica 14 novembre 2010

Post per un’amica che non c’è più



Questo è uno di quei post che non si vorrebbe mai scrivere. Purtroppo capita che a volte amici blogger scompaiano senza farsi più sentire. Nascosti dietro l’anonimato non è facile sapere cosa si nasconda dietro la loro improvvisa sparizione.

Nel caso di Gianna, la simpatica dj delle Canarie che è stata per lungo tempo assidua frequentatrice di questo blog, purtroppo il motivo è drammatico. Una lettrice, che ringrazio, mi ha avvisato che sul blog Il Faro è apparsa la notizia della sua morte, avvenuta alcuni mesi fa.

Non mi resta che associarmi al dolore per la scomparsa di Gianna, che tempo fa mi aveva lasciato un ultimo messaggio dal letto di un ospedale.

Conserverò il ricordo del suo sorriso e delle belle immagini delle sue isole, che questa abitante delle Canarie innamorata della vita e dell’Italia, come lei stessa si definiva, postava sul blog "Cosas che me gustan". 

sabato 13 novembre 2010

Le misure contano a Siamo in Onda



La nuova puntata, la 5° del salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio, vede la partecipazione dei Pentagrami, band piemontese i cui brani parlano di gente comune e storie semplici senza tralasciare riflessioni sulla vita e riferimenti alla storia locale.
Qual è la vostra misura di cui andate più orgogliosi?
Come avrete sicuramente capito il tema della puntata è misure, quindi dateci le vostre misure cui andate più orgogliosi inviando un sms oppure scrivetelo in bacheca o via mail.
Le risposte più belle saranno in trasmissione.
Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog www.siamoinonda.it

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lunedì 8 novembre 2010

Per voi 365 storie cattive

È stato finalmente pubblicato il volume 365 storie cattive. Si tratta di 365 racconti scritti da 365 autori in un massimo di 365 parole. Si tratta di scrittori affermati che hanno accettato di comparire assieme a esordienti di belle speranze e a perfetti sconosciuti.
 

Tra quelli dei perfetti sconosciuti contenuti nell’antologia – acquistabile on line  –  c’è anche un mio racconto, molto cattivo, dal titolo Boston 1952 (e vi consiglio di rileggere il titolo, quando sarete arrivati alla fine della storia). 
Lo trovate anche nell’anteprima disponibile on line, ma in questo caso vi chiedo davvero di comprare il libro, perché il fine è totalmente benefico: l'intero ricavato di questa antologia nera, promossa e curata dallo scrittore Paolo Franchini, sarà devoluto ad A.I.S.EA Onlus, l'associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (meno di 500 casi nel mondo, di cui 40 in Italia).
Per essere ancora più chiari gli autori del racconto non riceveranno un centesimo, pertanto considerate questa una pubblicità sociale. Oltretutto vi potrebbe risolvere qualche problema in vista del Natale…

sabato 6 novembre 2010

Il re del Labirinto


C’era una volta il potente re di un’isola che, per superbia o errore, offese il dio del mare. Per vendetta un toro invincibile fu scagliato nel mezzo del suo regno e solo con grande fatica un eroe riuscì a catturarlo e trascinarlo lontano… ma questa è un’altra storia.

La regina dell’isola, infiammata d’insana passione per il toro, concepì un figlio e partorì un essere metà uomo e metà toro che si cibava di carne umana. Il re chiamò il suo migliore architetto che costruì una prigione dagli infiniti meandri per rendere impossibile la fuga. E la chiamò Labirinto. Allora il crudele sovrano ordinò ai suoi vassalli di fornire annualmente sette fanciulli e sette fanciulle da sacrificare alla bestia… ma anche questa è un’altra storia.

Un giorno un giovane principe giunse per sfidare il mostro. Era così bello e fiero che la figlia del re se ne innamorò e gli offrì il suo cuore e il suo aiuto. Gli insegnò a superare le insidie del Labirinto per mezzo di uno spago con cui segnare la via e ritrovare l’uscita. Così il principe uccise il mostro e l’innamorata lo seguì nella fuga. Finché, destandosi una mattina sulla spiaggia di un’isola straniera, si ritrovò sola perché il giovane l’aveva abbandonata… ma pure questa è un’altra storia.

Il re sospettoso rinchiuse l’architetto e suo figlio nel Labirinto. Evasero, volando con ali d’uccello, ma troppo in alto si diresse il figlio e il calore del sole sciolse la cera con cui avevano fissato le penne. Ma troppo doloroso è narrare d’un padre che assiste alla caduta del proprio figlio e d’altronde… anche questa è un'altra storia.

Il re, furioso per la fuga dell’architetto, armò la flotta e partì per muovere guerra a chiunque avesse avuto l’ardire di nasconderlo alla sua ira. Lo scovò, infine, in una lontana terra d’occidente. Il signore di quel luogo acconsentì a consegnarlo, ma le sue pietose figlie offrirono al re del Labirinto un bagno caldo, prima che ripartisse col prigioniero a loro caro. Quando fu dentro la vasca, l’architetto lo sommerse di acqua bollente e il re capì che quella volta per lui… non ci sarebbe stata un’altra storia.

La storia, una pillola di mistero scritta per Siamo in Onda e letta da Fulvio Julita, è ispirata ai miti classici che raccontano le vicende del re Minosse, della regina Pasifae, del Minotauro, nonché la storia di Teseo e Arianna e quella di Dedalo ed Icaro.

Alfa e l’Omega





Questo è l’ottocentesimo post del lago dei Misteri. Ed è dedicato a tutti gli amici che in questi ormai anni, hanno seguito con affetto le vicende in esso raccontate, preoccupandosi per le pause e fornendo contributi, commenti, consigli molto utili. Vi ringrazio davvero di cuore per la vostra presenza. Vi penso tutti e in particolare coloro che (lo so da messaggi privati che mi sono giunti) in questo momento affrontano situazioni difficili e dolorose.

Ottocento è anche un numero interessante. Nel sistema di numerazione greco il simbolo che lo rappresenta è l’ultimo dell’alfabeto, l’Omega, come l’inizio è rappresentato da Alfa. È per questo che il Cristo afferma “io sono l’Alfa e l’Omega”, che equivale a dire io sono l’inizio e la fine.

Ora, avendo scelto tempo addietro lo pseudonimo di  "Alfa" cosa devo pensare di questo post "Omega" che simboleggia la fine? E d’altro canto non è forse vero che la fine di una storia costituisce l’inizio di un’altra? Dopo 800 non c'è forse un 801? Dopo il “e vissero felici e contenti” delle fiabe, non c'è forse proprio il “vissero felici e contenti”?

Questi interrogativi misteriosi trovano una prima provvisoria risposta in una curiosissima coincidenza. Il numero otto è legato al mistero del labirinto. E siccome le cose accadono per caso, ma non è un caso che accadano come accadono, di cosa parlerà la Pillola di Mistero che ho scritto per Siamo in Onda e che sarà trasmessa questa sera? Proprio del labirinto!

E in un labirinto strano si trova effettivamente il lago dei misteri in questo momento. Con enormi difficoltà, vi confesso, riesco a portarlo ancora avanti, rubando i minuti al sonno, essendo ormai le ore del giorno affollate da altri pensieri. Non si tratta di una situazione che possa durare in eterno, naturalmente. Ma spiritualmente mi trovo dentro un labirinto di cui è difficile trovare l’uscita.

Scrutando le acque calme e silenziose del lago dei misteri ho intravisto un’idea galleggiare pigramente sotto la superficie trasparente. Tuttavia per ora è presto parlarne. Sono certo però che nei prossimi cento post, se mi riuscirà di scriverli, troverete, tra le altre cose, alcune novità che potrebbero cambiare per sempre questo blog.

L’immagine in apertura è di Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972), uno dei miei artisti preferiti.

venerdì 5 novembre 2010

I labirinti di Siamo in Onda


Siamo in Onda, il salotto radiofonico del sabato sera di Puntoradio è giunta alla sua quarta puntata e siamo certi che scorrerà come sempre felicemente, senza perdersi in un labirinto.

LABIRINTO infatti è il misteriosissimo tema della puntata e proprio per questo non poteva mancare una “pillola di mistero”, la prima de il Lago dei Misteri per questa nuova serie.

Il racconto – che sarà letto in trasmissione e pubblicato su questo blog domani sera in contemporanea – ha il titolo “il re del labirinto” e ci condurrà a scoprire alcuni dei miti più antichi d'Europa tra edifici misteriosi, creature mostruose, amanti, tradimenti e inganni.

Si vocifera anche di una presenza di Alfa in trasmissione, ma molto dipende dal fatto che riesca ad uscire dal labirinto per raggiungere la radio. Staremo a vedere o meglio ad ascoltare.

Come sempre in studio si suonerà ottima musica dal vivo. Sarà ospite non solo un grande artista ma un vero amico di Siamo in Onda, che ha condiviso sin dagli inizi questo progetto che cresce stagione dopo stagione nei contenuti e negli ascolti: Mario Ermini Burghiner e la sua band, i Mazaròch.

Ovviamente non poteva mancare l’ormai classica domanda ai lettori:
vi siete persi in una città che non conoscete e non capite la lingua dei suoi abitanti. Cosa fate per ritornare a casa?

Dateci le vostre indicazioni per uscire dal labirinto inviando un sms oppure scrivetelo su Facebook o mandate una mail. Le risposte più belle saranno lette in trasmissione.
Naturalmente potrete trovare le foto della serata su facebook oppure sul blog all'indirizzo www.siamoinonda.it


Per ascoltare Siamo in Onda:
FM 96.3 da Novara, Vercelli, Verbania, Biella, Alessandria, Torino, Varese, Milano, Pavia
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Per intervenire in DIRETTA:
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Buon Ascolto...

(Sarà possibile seguire la trasmissione in replica il martedì successivo sempre alle 21,00)



mercoledì 3 novembre 2010

Caronte e il drago


«È lì che devi cercarlo.»
La mia ricerca mi ha portato ad Orta, ad incontrare Caronte, il barcaiolo dalle mille storie d’acqua. Ed è proprio lui ad indicarmi col dito nodoso quel luogo, sull’opposta costa del lago.
«Devi sapere» mi racconta afferrandomi per un braccio «che quando San Giulio giunse su quell’isola che vedi lì davanti, la trovò rigurgitante di serpi e draghi di ogni genere. Lo sai come ci arrivò, vero? Stese il suo mantello sulle acque, perché nessun barcaiolo o pescatore era così pazzo da avvicinarsi a meno di un tiro di freccia da quello scoglio infestata, e lo utilizzò come zattera, spingendosi con il suo bastone.»
«Doveva essere davvero impermeabile quel mantello…» azzardo.
Caronte tuttavia non sembra sentirmi e, fissandomi con il viso rubizzo, continua a narrare – rapito dal suo stesso racconto – una storia che centinaia di turisti prima di me hanno già sentito.
«Quando mise piede sull’isola costruì una piccola croce con i rami dei cespugli che vi crescevano e lanciò il suo esorcismo, bandendo per sempre da quello scoglio quelle creature figlie del Demonio. E parlo, bada bene, non di comuni bisce d’acqua e nemmeno di vipere. Erano draghi e creature velenose dalla mente malvagia quelle che dimoravano laggiù. Eppure il santo – bada bene – non le distrusse, limitandosi a cacciarle e confinarle in un luogo inaccessibile. Là, sul Monte Camosino, in mezzo ad anfratti che nessuno ha mai avuto il coraggio di esplorare, si trova la tana del più pericoloso e letale di quegli esseri malvagi: il Basilisco!»
Conosco il luogo che le parole e le mani del vecchio barcaiolo mi stanno indicando. Una rupe scoscesa davvero inospitale, dove decine di neri uccelli da preda nidificano su alberi scheletrici. Lì, tra quelle rocce sempre in procinto di franare, a cui nemmeno un gatto riuscirebbe ad arrivare da terra e a cui ben pochi oserebbero approdare per via degli scogli appuntiti sotto il pelo dell’acqua, in un dedalo di scagliose fenditure che incidono i dirupi di quella montagna franosa, si nasconderebbe dunque il Basilisco.
O forse, come direbbe il Maestro, l’altro amico ortese che trova una spiegazione razionale per ogni cosa, in quell’angolo inaccessibile, uno dei pochi del lago, gli uomini fin dai tempi più antichi hanno voluto indicare il luogo dove dimora l’inconoscibile, l’irrazionale e l’inconscio, vale a dire il drago che alberga nelle nostre anime.
Lì insomma, in quel luogo dove la ragione fa fatica a farsi strada, abita quel mistero di cui abbiamo bisogno per continuare a sognare. E proprio per questo non tenterò, stavolta, di svelarlo.

lunedì 1 novembre 2010

Ognissanti, la festa dei morti e le origini di Halloween


In questi giorni infuria la polemica su Halloween, alternativamente descritta come “festa commerciale importata” o come “festa pagana”. E c’è chi è giunto ad invocare l’esposizione delle immagini dei santi e dei beati come risposta alle zucche pagane.

Senza voler prendere posizione nella polemica (ma vi confesso che mi piacerebbe vedere altrettanto sacro sdegno nei confronti di celebrazioni pagane molto più inquietanti, come certe cerimonie sedicenti cattoliche gestite dalla mafia e dalla camorra) non posso non notare che si tratta di una polemica antica che si intreccia proprio con la storia delle feste che si celebrano in questi giorni.

Poiché ne ho già parlato vi invito a rileggere il post.

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"Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso".

Ludovico Maria Sinistrari di Ameno.